Prenoti le vacanze online? Occhio, se usi un Mac spendi di più
Prenotare le vacanze dal computer di casa propria ĆØ un rito relativamente nuovo: invece che affidarsi alle classiche agenzie, ormai la maggior parte delle persone sceglie di perdere qualche ora davanti a uno schermo per scandagliare il web a caccia dellāofferta più vantaggiosa, della compagnia aerea più conveniente, del pacchetto all-inclusive che sembra un cosƬ grande affare, della pensioncina non segnalata dalle guide ma scovata su un forum di viaggiatori non turisti neozelandesi. E si torna dalle ferie più felici: sia per il meritato riposo, sia per la soddisfazione con cui si può gareggiare a chi ha speso meno divertendosi di più. Ultimamente sembra però che non sia tutto oro quel che luccica, almeno stando alle voci insistenti che arrivano oltre oceano e che parlano di prezzi più cari del previsto.
In particolare, per gli utenti Apple. Ć la fine del mito low cost? Secondo il Wall Street Journal, chi utilizza un Mac piuttosto che un Pc parte svantaggiato.Ā Nel mirino cāĆØ āOrbitzā, colossoĀ diĀ viaggi on-line americano. Pare che chi ha un Mac, in base alle statistiche di vendita, abbia una capacitĆ di spesa più alta. E che quindi venga ādirottatoā sugli hotel più costosi, mentre ai possessori di Pc appaiono soluzioni più economiche. Possibile? Il noto sito di offerte viaggi ha spiegato che non si tratta di software di brokeraggio, quanto piuttosto di tecnologie āpredittiveā.
Allāutente vengono mostrate opzioni in linea con le sue abitudini, con i suoi click, esattamente come avviene di solito per gli spazi pubblicitari. Ć la cosiddetta personalizzazione dellāofferta, per cui i cookies memorizzano le nostre abitudini. Di che si tratta? Più spesso denominato āweb cookiesā, si tratta di frammenti di testo che il server invia al web client ogni volta che avviene lāaccesso. Servono per eseguire autenticazioni e anche a memorizzare informazioni specifiche riguardanti gli utenti: i loro siti preferiti, e anche il contenuto dei loro carrelli della spesa (shopping cart). In sintesi, vengono usati per monitorare la nostra navigazione, e tracciare i nostri percorsi, gusti e preferenze, cosƬ da presentarci banner in grado di suscitare il nostro interesse. Cosa cāentra tutto questo con le ferie estive? Lo ha spiegato lāindagine di marketing interna condotta da Orbitz. Gli utenti dotati di un prodotto Apple sono disposti a spendere di più: hanno il 40% di probabilitĆ in più rispetto agli altri di prenotare alberghi a 4 o 5 stelle, e in media spendono tra i 20 ed i 30 dollari in più a notte rispetto a chi utilizza un Pc. Lo ha confermato ancheĀ Roger Liew, Chief Technology Officer di Orbitz: Ā«Abbiamo avuto questa intuizione e siamo stati capaci di confermarla basandoci sui dati realiĀ». Possibile?
Anche lāEconomist si ĆØ interessato al caso, chiedendo lumi a una serie diĀ siti on-line che offrono pacchetti vacanze. Dei vari broker contattati, soltanto Orbitz ha ammesso di personalizzare le offerte, riuscendo in questo modo a raddoppiare i ricavi. Ma Andrew Fano, consulente di Chicago, ha spiegato che almeno sei dei dieci maggiori portali americani adottano queste tecniche di personalizzazione. Anche se ĆØ difficile, per i clienti, capire quando questo avviene. Per risparmiare, sarebbe meglio prenotare volo e hotel direttamente da un Pc. La āselezioneā dei nostri gusti avverrebbe infatti anche tramite le finestre lasciate aperte nel browser, oltre che ai nostri dati personali: etĆ , cittĆ , sesso, terminale utilizzato. Come fare? La prima accortezza ĆØ quella di tener chiuse, mentre si prenota, le finestre dei vari social network, in particolare quelli che aggregano i nostri commenti e apprezzamenti. Dati che potrebbero āviziareā lāofferta propostaci. Come se Google fosse un negoziante con cui trattare, valgono anche i trucchi. Ad esempio, sarebbe opportuno aprire più di un portale, in particolare quelli che comparano i prezzi. Sullo schermo ci sarĆ una panoramica delle offerte migliori, e Google lo saprĆ . Più si cerca, più lāofferta si abbassa. Se il cliente impiega poco tempo a raggiungere la pagina di pagamento, più ha voglia di acquistare (e quindi, lo sconto ĆØ meno appetibile). Sembra che anche lāindirizzo Ip sia utilizzato per risalire al quartiere da cui stiamo digitando, e quindi per individuare il nostro presunto reddito. La prospettiva di rispolverare il vecchio Pc non vi alletta? Lāidea di trovare un internet point dall’altra parte della cittĆ e di collegarsi per ore, sfidando a duello i cookies appare più stancante del normale? Niente panico: basta navigare nella modalitĆ ānavigazione in incognitoā. I cookies vengono disabilitati. Quantomeno, fino al prossimo software.
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