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L’inevitabile convergenza tra popolari e conservatori

Di Emanuele Boffi
10 Luglio 2024
Il voto per la von der Leyen e formazione dei Patrioti di Orban possono diventare per Ecr un'opportunità per chiarire il proprio posizionamento e il proprio ruolo in Europa
Giorgia Meloni partecipa a un seminario dei Conservatori e riformisti europei a Varsavia, 5 luglio 2023 (Ansa)

Giorgia Meloni partecipa a un seminario dei Conservatori e riformisti europei a Varsavia, 5 luglio 2023 (Ansa) Le due "sconfitte" subite dai conservatori di Meloni in Europa possono trasformarsi in opportunità. La prima sconfitta, così come l'hanno definita i suoi avversari, è stata di essere stata esclusa dalle nomine di Antonio Costa e Kaja Kalla. La nostra presidente del Consiglio ha protestato per il «metodo e il merito» ma, saggiamente, si è astenuta sul nome di Ursula von der Leyen. [jnews_block_28 post_type="page" number_post="1" include_post="353340" included_only="true"] La seconda "sconfitta" è arrivata con la formazione in Europa del gruppo dei Patrioti in cui sono confluiti vari partiti della destra europea, dal Rassemblement National alla Lega, da Fidesz (Orban) a Vox di Pablo Abascal. I Patrioti sono ora 84, sei in più dei conservatori di Ecr. Spostare il baricentro Se il voto europeo ha premiato maggiormente i partiti di centrodestra, il baricentro dell'europarlamento no...

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