Rassegna ragionata dal web su: le manovre intorno agli assetti di Fininvest, Pirelli, Tim e Stellantis, il ruolo di Eni e altri gruppi a controllo statale, le controindicazioni dei capitali cinesi, la partita di Del Vecchio
Foto Ansa
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Su First online Franco Locatelli scrive: «In pochi giorni per almeno quattro grandi gruppi del capitalismo italiano molto è cambiato e chissà cosa succederà. Prima la scomparsa di Silvio Berlusconi, poi l’adozione della Golden Power per Pirelli, quindi lo scacco del management italiano di Tim ai francesi di Vivendi, infine la crescente pressione politica e sindacale su Stellantis perché si tuteli l’interesse italiano con l’ingresso nel capitale dello Stato attraverso Cdp. Per fortuna il capitalismo italiano non si esaurisce in questi quattro grandi gruppi e la crescita delle medie imprese familiari insieme a quella dei grandi gruppi pubblici, senza dimenticare le banche e le assicurazioni, ne ha progressivamente cambiato la natura. Ma non c’è ombra di dubbio che il futuro di Fininvest e soprattutto di Mfe, come ora si chiama la società europea che riunisce le tv berlusconiane, quello di Pirelli in regime di Golden Power, quello di Telecom Italia (oggi Tim) alle prese con la ...
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