Su Startmag Francesco Damato scrive: «Il barcone che trasportava dalla Turchia disperati provenienti da terre devastate dalle guerre e dal terremoto si è spezzato per le condizioni agitate del mare ed ha fornito alla Schlein, ad urne dei gazebo ancora aperte, di prendersela appunto col governo in carica: non con gli scafisti che si fanno strapagare la corsa alla morte che offrono ai disperati, non con l’Europa che finanzia il rigore della Turchia nella sorveglianze dei confini terrestri, per precluderli a chi cerca altrimenti la salvezza, non con la cattiva sorte. No, solo e sempre contro il governo, come se qualche nave dei soccorsi volontari fosse sul percorso scelto dai mercanti di carne umana e fosse stata tenuta lontana dalle direttive di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, o del ministro Matteo Piantedosi al Viminale, o di un altro Matteo, Salvini, dal ministero di Porta Pia».
La centralità del “talk show”, cioè di una discussione centrata sulla frase d’e...
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