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«Ci sono i primi segnali di una crisi energetica»

Di Matteo Rigamonti
16 Ottobre 2021
«Stiamo assistendo ai primi fermi produttivi delle aziende energivore», dice Gianclaudio Torlizzi (T-Commodity) che spiega cosa potrebbe presto accadere in Europa, dalla mancanza di prodotti ai blackout
gas
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Magari fossero solo i regali di Natale a subire i ritardi nei porti di mezzo mondo, mentre l’economia è alle prese con prove di ripartenza post-coronavirus. Sono il ceto medio e l’industria, specie in Occidente, a rischiare di pagare il prezzo più caro per il boom di domanda e i correlati rincari delle materie prime e dell’energia. Un fenomeno la cui epifania sono le navi ferme in fila per giorni prima di attraccare. Nel frattempo cresce l’apprensione di famiglie e imprenditori per un possibile aumento delle bollette. A spiegare a Tempi i motivi di questo preoccupante scenario, legato all’aumento dei prezzi delle commodity, è Gianclaudio Torlizzi, giornalista fondatore di T-Commodity, autorevole osservatorio di questo particolare mercato nonché delle strategie geopolitiche globali ad esso sottese. È lì che, a suo avviso, vanno cercate le cause di quanto sta accadendo. Che legame c’è tra l’andamento della pandemia e il caro prezzi delle materie prime? L’esplodere dell’emergenza Covid ha...

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