Lavori in corso per la più grande Italia
Pubblichiamo l’editoriale del primo numero di Tempi firmato dal nuovoĀ direttore Alessandro Giuli. Il settimanale ĆØĀ inĀ edicola daĀ oggi, giovedƬ 2 febbraio, a Milano e Roma (nel resto d’Italia a partire da venerdƬ, qui l’elenco delle edicole dove trovarci). Gli abbonati possono giĆ scaricarlo e leggerlo in formato digitale collegandosi aĀ settimanale.tempi.it. Qualche anticipazione sui contenuti in questo articolo.
Lavori in corso. E sono anzitutto quelli per estrarre il senso dāuna rinnovata coesione nazionale dalle rovine imbiancate provocate dal terremoto e dallāinsipienza della politica, dal suo malinteso rapporto di sudditanza nei confronti della magistratura e dalla sua oggettiva inclinazione a delinquere. Se cāĆØ un tema dal quale non ĆØ possibile nĆ© decente allontanare il cono di luce mediatico, ĆØ la condizione in cui si trovano i popoli del centro Italia, i medioadriatici come i rocciosi montanari, gli eredi dei Marsi, dei Vestini, dei Piceni e degli Osco-Umbri che costituiscono lāossatura ancestrale della Penisola. Lāimpronta di fierezza visibile nelle loro reazioni, come la riscoperta forzosa di questi luoghi della tenacia e del coraggio, dimostra che il terrae motus ĆØ anche un appello, una chiamata della natura (sempre innocente) al risveglio di energie inesauribili come il fuoco sotterraneo che scuote la superficie.
Lavori in corso. E sono anche quelli del ceto politico italiano che cerca di ripensare se stesso in un orizzonte inedito ma non senza analogie con il vecchio regime della Prima Repubblica, per lo più nella sua fase pre agonica. Ferito in profonditĆ il progetto maggioritario e riformatore di Matteo Renzi, i partiti provano a riorganizzarsi e i poteri economici collaterali si mettono sulla difensiva, aggrediti dallo straniero, chiusi in cerchio come porcospini destinati a trafiggersi fra loro nellāestrema resistenza.
Si riapre una stagione di turbolenze che incoraggia gli appetiti eversivi dei 5 Stelle e scalda i cuori sovranisti. Due stelle polari, opposte e solidali, guidano dallāalto la danza del momento populista: Donald Trump e Vladimir Putin. Nel mezzo cāĆØ unāEuropa callida e sperduta, periferica senzāaltro. Più defilato, un convitato di pietra chiamato Cina agisce senza agire (wei-wu-wei, nella dottrina del Tao) e osserva con millenaria pazienza le mosse della Casa Bianca. Nella Yalta mondiale che si prefigura, lāItalia avrebbe il dovere di rivendicare un ruolo strategico. In concerto con vecchi e nuovi alleati, ma senza immiserire il giobertiano suo Primato culturale e di civiltĆ .
Lavori in corso e dannunziani, infine, a Tempi, nel giornale fondato da Gigi Amicone (continuerete a leggerlo!). Si annuncia un risveglio di primavera: un nuovo formato, una nuova grafica più giovane e snella, nuove firme, numeri speciali, iniziative pubbliche. Nellāassumere la guida di Tempi, dopo tredici indimenticabili anni al Foglio, uno dei primi pensieri ĆØ corso verso lāamico e collega scomparso Stefano Di Michele. Sapendomi qui, mi avrebbe complimentato e scherzato doviziosamente. Ci divertiremo anche per lui. Quod bonum sit.
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