Più parchi. Per disintossicarci

Di Togni Paolo
13 Dicembre 2007

Tutti vorremmo vivere in un paese ben strutturato, nel quale i rapporti tra le persone possano svolgersi tranquillamente, organizzato per rendere migliore e più facile la vita delle persone: vorremmo, ma anche l’uso dell’ottativo ci dimostra che non ĆØ cosƬ. Qui da noi vivere ĆØ faticoso, ĆØ reso difficile da tanti attriti non necessari, da tante disorganizzazioni che viviamo ogni giorno: commissioni di visita per il riconoscimento delle invaliditĆ  situate a un quarto piano senza ascensore; raccolta di documentazione amministrativa per la quale sono necessari giorni, laddove potrebbe durare minuti; passaggi burocratici inutili e defatiganti; orari di ufficio non armonizzati; e gli esempi potrebbero durare a lungo, ben oltre la durata di questo articolo, di questa pagina e di questo giornale.
PerchĆ© si creano questi ostacoli inutili? A vantaggio di chi vengono stabilite procedure bizantine e piene di difficoltĆ , sono imposte inutili corvĆ©es, si impongono oneri irrazionali? La risposta c’ĆØ, ed ĆØ chiara: l’organizzazione della societĆ  e dello Stato ĆØ stata pensata e costruita, e viene via via modificata, nell’interesse esclusivo di coloro cui sarebbe demandato il fornire il servizio, e che invece si garantiscono benefici. CosƬ abbiamo visto le riforme ospedaliere fatte sostanzialmente per i medici, un po’ per gli infermieri, e mai per gli ammalati; le riforme scolastiche e universitarie tagliate su misura per presidi e insegnanti, senza considerare gli studenti; la riorganizzazione della burocrazia mirata a garantire non migliori servizi e risparmi ai cittadini, ma comoditĆ  e utilitĆ  ai pubblici dipendenti; e cosƬ via.
ĆØ una situazione che possiamo definire di inquinamento della societĆ  e dei rapporti all’interno della societĆ , che invece di venire fondati sul rispetto per l’individuo e organizzati per fornirgli tutte le facilitazioni possibili, vengono costruiti nell’interesse esclusivo di coloro che li gestiscono. Questo orientamento ĆØ respinto anche dalla Chiesa, che giĆ  sessant’anni fa, per bocca di Papa Pio XII, ammoniva i giuristi cattolici: «è la societĆ  che ĆØ per l’uomo, non l’uomo per la societĆ Ā». Ecco: costruire una societĆ  che sia veramente per l’uomo, questo ĆØ un bell’obiettivo ecologico. I parchi nazionali sono stati istituiti a tutela dell’ecosistema; noi avremmo bisogno di parchi nei quali siano vietati egoismi e prevaricazioni, e stabilito l’obbligo di considerare gli altri come se stessi, o anche un po’ di più. Parchi dell’uomo e per l’uomo, nei quali vengano ristabilite le gerarchie corrette e i veri valori.Ā Ā  Ā [email protected]

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.