Agacinski: una delle principali minacce per le donne oggi è la teoria del gender

La celebre intellettuale socialista e filosofa francese mette in guardia dall’ideologia che vuole cancellare l’alterità sessuale uomo/donna e dal «militantismo gay»

Il curriculum femminista di Sylviane Agacinski non può essere messo in discussione. La filosofa, moglie dell’ex primo ministro socialista Lionel Jospin, è stata la prima a teorizzare alla fine degli anni Novanta la necessità della parità in politica. Fiera oppositrice dell’utero in affitto, che «viola i diritti umani delle donne e dei bambini», in occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna, Agacinski ha rilasciato una corposa intervista a Le Figaro.

La femminista si felicita del fatto che la voce delle donne nei media francesi sia cresciuta «in modo spettacolare» dal 18 per cento del 2013 al 42 per cento attuale. Anche in politica la presenza delle donne è cresciuta enormemente: se nel 1945 all’Assemblea Nazionale c’erano solo 33 donne su 586 deputati (5,6 per cento), oggi sugli scranni di Palazzo Borbone siedono 224 donne su 577 (38,8 per cento).

LA TEORIA DEL GENDER È UNA MINACCIA

Secondo Agacinski, uno dei problemi principali delle donne oggi è rappresentato «da un doppio movimento paradossale». Se da un lato, «non si è mai parlato così tanto di donne e non si è mai ostacolato il sessismo come oggi – con la parità, la lotta contro le violenze sessuali e coniugali, gli sforzi per ridurre le disuguaglianze economiche di genere, la femminizzazione dei nomi di mestieri e funzioni»; dall’altro la teoria del gender è una delle più grandi minacce oggi per il femminismo:

«Il gender predica un’identità personale costruita sulle pratiche sessuali di ciascuno, indipendente dalla differenza sessuale uomo/donna; per esempio l’identità gay o lesbica, bisessuale, transessuale o transgender. Queste distinzioni non possono però né cancellare né rimpiazzare la distinzione dei sessi. Al contrario la confermano, perché non avrebbe senso dirsi bisessuali se non ci fossero due sessi. Ma se si rifiuta la categoria delle donne, non si possono più analizzare le forme di alienazione o le violenze che colpiscono le donne in quanto tali. Da qui la rottura del pensiero gender con il femminismo».

LE PRETESE DEL MILITANTISMO GAY

E ancora:

«L’identità di genere, dopo le teorie di Judith Butler, è diventata teatrale o performativa: il mio genere è ciò che io dico di essere. Il desiderio di determinare da sé il proprio genere tradisce una volontà di fuggire dai limiti della nostra condizione umana: quella di un essere carnale e vivente, al quale il sesso e la morte danno il senso della finitezza. Da quando è stato istituito il matrimonio tra persone dello stesso sesso, sempre nuove richieste provenienti dalla società hanno tradotto una aspirazione a sormontare il ruolo dell’alterità sessuale nella procreazione. Coppie omosessuali e single chiedono di potere ricorrere alla fecondazione assistita. Un certo militantismo gay vorrebbe che il ricorso all‘utero in affitto fosse legalizzato».

Anche il tentativo di rimpiazzare le parole “madre” e “padre” con “genitore 1 e 2” ha come scopo quello di «neutralizzare la relazione padre-madre, cioè il ruolo asimmetrico dei sessi nella procreazione. Da qui lo slogan: “Bastano due genitori”. Ma in realtà non è così, perché due genitori dello stesso sesso non bastano affatto, ad esempio, per avere un figlio. C’è bisogno di una terza persona, di un corpo terzo. In California, questo corpo umano parcellizzato è diventato una risorsa biologica disponibile sul mercato».

L’IMPORTANZA DI “MADRE” E “PADRE”

Per Agacinski i termini “padre” e “madre” non vanno sostituiti perché «le parole hanno il potere ambiguo di mostrare il reale o di dissimularlo. La distinzione lessicale tra padre e madre si fonda sul fatto che l’uno non può sostituirsi all’altro, perché i due ruoli non sono equivalenti. La parola “madre” non è solo il femminile di “padre”: è un’altra cosa».

Un altro pericolo per le donne oggi è rappresentato «dall’influenza che l’economia tende a esercitare sugli individui nel nome della crescita, della competitività e della corsa senza fine al profitto. La vita di tutti è minacciata quando è convertita in “risorsa” e in “capitale umano”. Esistono però delle forme di influenza specifica sul corpo delle donne: le imprese fanno presso per ritardare la maternità, per esempio, ma ci sono anche forme organizzato di sfruttamento commerciale del corpo femminile».

Foto Ansa