La storia di amicizia che ci tiene assieme fin dall’inizio. E quel “certo modo di guardare le cose” che è molto più di un mestiere. I trent’anni di questo giornale
Difficile aggiungere qualcosa che non sia già stato scritto, in questo trentesimo anniversario di Tempi. Un aspetto ci sarebbe, il problema è che sembrerà forse un po’ “laterale”. Del resto questo giornale ci campa sul prendere le cose di sguincio, quindi bene così.
Un aspetto abbastanza peculiare di questo giornale è che spesso la gente, parlando di quel che legge su Tempi, dice, appunto: «L’ho letto su Tempi». Succede per gli argomenti più disparati e per gli articoli più diversi, opinioni e commenti compresi. Non dice, la gente, «ho letto il pezzo di quel tale giornalista». Dice proprio «l’ho letto su Tempi», e basta. Non è quello che succede di solito per gli altri giornali. Succede anche agli altri, ovvio, ma non abitualmente. A Tempi invece succede spesso, così pare a me, ed è un fatto positivo. Un buon motivo per brindare a questi trent’anni.
Prendetela con tutte le molle che volete questa cosa. Chiaro che ci sono anche qui le firme preferite dai lettori, quelle proprio in...
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