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Dal Libano a Betlemme per curare gli orfani: «Accogliamo Cristo rifiutato»

Di Giancarlo Giojelli
17 Luglio 2026
La storia di suor Laudy Fares, la religiosa vincenziana che si occupa degli ultimi nell'orfanotrofio La Creche di Betlemme. «A finanziarci è la Provvidenza»
Suor Laudy Fares insieme a un neonato accolto all'orfanotrofio delle suore vincenziane La Creche di Betlemme
Suor Laudy Fares insieme a un neonato accolto all'orfanotrofio delle suore vincenziane La Creche di Betlemme (foto di Giancarlo Giojelli)

«Qui Gesù vivo lo celebriamo ogni giorno. Qui il bambino che nasce in una mangiatoia è un miracolo, il Natale, la nascita che ci stupisce sempre e si rinnova». Suor Laudy Fares guarda i bimbi che vivono a Betlemme nell’orfanotrofio La Creche, una parola che indica tanto l’asilo nido quanto il presepe. L'orfanotrofio, infatti, accoglie i piccoli e con loro il bambino Gesù. Li guarda commossa e tenera. Ognuno è abbracciato con il cuore, con le mani e con lo sguardo.

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Le domande dei bambini abbandonati Suor Laudy è nata in un villaggio cristiano del Libano del Sud, la sua vocazione l’ha portata a incontrare le Figlie della carità di San Vincenzo de’ Paoli, una delle congregazioni più diffuse al mondo. «Con loro ho capito che la nostra compagnia è la compagnia con Gesù, e la nostra vocazione come quella di ogni cristiano è accogliere chi soffre, i poveri, gli...

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