Nascita e donazione

Di Martina Galvani
18 Giugno 2026
Il contributo di Martina Galvani (Università di Trento) per Lisander, il substack nato dalla collaborazione tra Tempi e Ibl, in reazione al saggio di Marco Valerio Lo Prete sulla demografia
Mamma con figlio neonato
Foto di Hollie Santos su Unsplash

Di fronte ai dati sempre più preoccupanti della denatalità, ci si potrebbe chiedere se la nascita sia ancora percepita come un dono. La questione non riguarda soltanto le condizioni economiche, i mancati interventi materiali di sostegno alla maternità o, in generale, le politiche familiari, ma tocca il modo in cui comprendiamo noi stessi e il senso del nostro esistere. Nel recente dibattito aperto da Lisander si è già parlato dell’esigenza di riscoprire la vita come dono ricevuto (si veda il contributo di Giorgia Pinelli).

«Il bimbo, frutto del reciproco donarsi, deve essere considerato il “dono” incarnato»: così si esprime Edith Stein nel suo opus magnum, Essere finito e Essere eterno (1936). Un’affermazione che potrebbe sembrare quasi scontata, ma che in realtà invita a una riflessione più radicale sul significato stesso della donazione e dell’essere.

Per continuare a leggere prosegui qui o iscriviti a Lisander, il substack di Tempi e dell’istituto Bruno Leoni. 

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.