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Il vicolo cieco dell’Europa, tra jihad e nichilismo. Un problema di identità spirituale

febbraio 19, 2015 Aldo Vitale

L’Europa rischia di implodere per il vuoto identitario che la logora dall’interno e sotto il peso degli assalti islamici. La testimonianza controcorrente di padre Martinelli

stato-islamico-califfato-obiettivi-jihadL’Isis espande il suo dominio e i territori sotto il suo diretto controllo contemporaneamente agli attentati più o meno mortiferi e stragisti che si succedono sul territorio europeo, paventando, addirittura, come in attesa, quello che colpisca l’Italia.

Con la conquista della Libia può davvero dirsi che l’Isis sia alle porte dell’Europa, posto che, come si sta vedendo, utilizza le masse migratorie come vera e propria arma anti-europea in genere ed anti-italiana in particolare.

Ma come si è giunti a questa situazione? Le analisi acute, doviziose, spesso capziose di analisti, geo-poliologi, scienziati della politica, militari, esperti di intelligence, economisti, politici, si sprecano sui canali di stampa di ogni ordine e grado, lasciando, tuttavia, un senso di insoddisfazione che deriva dal disperdersi nel dettaglio con una mancanza della visione d’insieme.

Intanto in Europa, soprattutto in Francia, si acuiscono, incredibilmente, i sentimenti anti-semiti che si aggiungono agli ormai consolidati sentimenti anti-cristiani.

dabiq-islam-stato-islamicoInsomma, l’Europa sembra prossima al crollo per la convergenza di due fattori: la mancanza di strutturarazione identitaria culturale che ne sostenga dall’interno le istituzioni e l’operato e, dall’esterno, la pressione del jihad islamico che si può dire oramai davvero alle porte del Vecchio Continente.

Per quanto riguarda il primo elemento sembra potersi individuare la causa del medesimo nella dimenticanza da parte dell’Europa delle proprie radici cristiane, la cui riscoperta non servirebbe per riassaporare quel vago gusto d’antico tanto caro al più cieco tradizionalismo conservatore, ma, semmai, a fronteggiare quella inarrestabile secolarizzazione, o meglio, installazione dello spirito del laicismo nel cuore di molte popolazioni europee che maggiormente rende gli europei distanti, incompresi ed incomprensibili al resto delle altre culture e civiltà, come nota in proposito Joseph Ratzinger: «Per le culture del mondo la profanità assoluta che si è andata formando in Occidente è qualcosa di profondamente estraneo» (Joseph Ratzinger, Europa. I suoi fondamenti oggi e domani, Cinisello Balsamo, 2004, pag. 28-29).

L’Europa dei trattati e dei patti di stabilità dovrebbe riscoprire la propria identità spirituale per potersi confrontare in pace o scontrare in guerra con altre civiltà.

Proprio per questo si dovrebbe cominciare a riconoscere che se è vero che non tutti i musulmani sono jihadisti, è anche pur vero che tutti i jihadisti sono musulmani, osservazione di per sé lapalissiana, ma che si deve intendere nel senso per cui occorre chiamare le cose con il loro nome, per cui oltre l’ecumenismo religioso, il multiculturalismo e l’integrazionismo occorre riconoscere che non si assiste ad un semplice exploit del terrorismo, bensì ad una vera e propria guerra di conquista religiosa, appunto ad un jihad contro l’Occidente in genere e l’Europa in particolare, che l’islam conduce oramai apertamente su scala globale.

Sul punto, nota giustamente Bat Ye’or che «l’Europa oggi si trova nel vicolo cieco creato dal divieto ufficioso di esaminare il jihad secondo criteri occidentali per non offendere le numerose comunità di immigrati musulmani, tradendo non solo i fondamenti e i principi del pensiero critico, base della sua cultura, ma, attraverso la cancellazione del passato, proibisce a se stessa di comprendere i fenomeni attuali» (Bat Ye’or, Verso il califfato universale. Come l’Europa è diventata complice dell’espansionismo musulmano, Torino, 2008, pag. 12).

L’Europa rischia di implodere per il vuoto identitario che la logora dall’interno e sotto il peso degli assalti islamici.

Parafrasando Bernanos il quale riteneva che non si dovesse abolire il mondo delle macchine, ma rispiritualizzarlo, così, per evitare che venga abolita, la cultura europea necessita di essere rispiritualizzata, cioè di ritornare alle origini, alla riscoperta della fede cristiana.

Del resto, mentre l’entità statale, dinnanzi a simili eventi, sembra evaporare, dissolversi (sich auflost) per utilizzare una locuzione tanto cara a Friedrich Engels, solo la Chiesa, come dimostra il caso del vescovo di Tripoli padre Giovanni Martinelli che rifacendosi a San Francesco ha deciso – mentre tutti fuggono – di rimanere tra i saraceni anche a rischio del martirio, con il suo bagaglio culturale e più ancora spirituale può costituire l’unico antibiotico contro questa tendenza implosiva dell’Europa, rappresentando così l’unico punto fermo per la ricostruzione della smarrita identità europea.

In fondo, la storia insegna proprio che l’Europa si è costituita grazie all’opera della Chiesa e del Cristianesimo, come ricorda Maurice Lombard, uno storico di certo non filo-ecclesiastico: «La civiltà romana sarebbe stata cancellata più radicalmente se la Chiesa non si fosse imposta come custode della tradizione e della lingua latina».

Lo sbigottimento degli europei dinnanzi a tanta violenza, l’inerzia degli Stati europei dinnanzi al rischio corso dai propri cittadini, l’impotente indecisione che sembra attanagliare le istituzioni europee, sono causati, all’un tempo, dalla mancanza di consapevolezza circa il passato dell’Europa, specialmente nel suo rapporto di lotta continua per la propria libertà contro gli assalti islamici che nei secoli si sono virulentemente succeduti; in conclusione, insomma, sembrano riecheggiare le parole di Marc Bloch per il quale, appunto, «l’incomprensione del presente nasce inevitabilmente dall’ignoranza del passato».

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25 Commenti

  1. Saint-Juste scrive:

    Vedere in che stato si e’ ridotta l’Europa, un po persecuzioni non gli farebbero male…Prendete la Polonia per esempio. Sotto il comunismo le chiese erano strapiene, tutti erano ferocemente cristiani, a confront I ciellini sembravano gente di SEL o Radicali. Ora che sono liberi etc etc, c’e’ un crollo della chiesa cattolica (meno che in italia ma sempre crollo vertical). parli con in giovani e fatte le dovute eccezioni, non gli frega niente. Mi ricordo che anni fa parlando con gente vostra (di CL), si litigava (tanto x cambiare) sulla Francia e I francesi. I Ciellini sostenevano che I francesi erano tutti atei, anticlericali, mentre invece gli spagnoli (forse per via di don carron) erano tutti profondamente cattolici con 2 maroni cosi (!!!). Anni dopo in UK incontrai diversi spagnoli (all’universita’ in Grab Bretagna) e non c’era uno, dico uno che non vomitasse livore contro la chiesa e il cristianesimo. Ne rimasi colpito, anche per me che venivo dalla Romagna e sono cresciuto tra comunisti (atei) e repubblicani mazziniani (anticlericali). A confronto di quei ragazzi spagnoli, i circoli arci o endas di forlimpopoli sembravano case del gruppo adulto…Poi incontrai anche alcuni francesi e con mio grande stupore avevano una fede (certamente debole) ma sicuramente semplice e genuine. Morale della favola? Se fossi un Cristiano preferirei lottare contro un nemico visibile come l’ISIS che contro questa mentalita’ borghesona, comodona, egoista e (per me che vivo in UK) individualista la cosa piu’ lercia di sto paese plutocratico…..

    • Cisco scrive:

      @SJ

      Infatti il dilemma non è se sia meglio lottare contro i plutocrati individualisti o contro l’Isis, ma con quale smidollati ci tocca combattere (combattere?) contro l’Isis…

    • Faag scrive:

      Per curiosità monsieur Saint Juste, che lavoro fa colà? Le chiedo ciò perchè ormai da qui, tutti stanno scappando in UK (o almeno a Londra) per lavoro e mi sa che dovrei presto farlo pure io. Grazie per eventuale risposta (a tono o comunque gentile) che vorrà fornirmi e buona giornata!

      • Saint-Juste scrive:

        Lavoro nella logistica (&procurement) per una ONG. Mi occupo dei progetti in Africa. Stanno scappando tutti ? Io sono “scappato” (o mi hanno fatto scappare) piu’ di 10 anni fa. Le dico subito che se potessi fare il lavoro che sto facendo in Uk ma in Italia, lo farei anche per 1/3 dello stipendio in meno…Ci pensi bene a venire in UK. Non voglio assolutizzare l’Italia o l’Inghilterra. Se ha una buona possibilita’ (o buone prospettive) allora ci provi e venga anche lei. Se deve venire in UK e dire vediamo una volta li…a meno che lei non abbia delle skills da vendere (tipo conoscienze scientifiche, informatiche, sanitaria insomma qualcosa di scientifico da vendere) allora e’ dura e dovra’ trovare lavori nei ristoranti come waiter, cleaner o cook. Dipende anche molto dal suo grado di conoscenza di inglese (anche se ho visto ingegneri o laurenti in materie scientifiche italiani che non parlavano un buon inglese ma la loro conoscenza della materia copriva un po..). Dipende anche quanti anni ha. Certo non come in Italia dove se si supera la soglia dei 33 o 35 anni si e’ fuori. Infatti chi perde il lavoro o cerca di reinventarsi a 40 anni o 50 anni e’ fuori per questo l’italia e’ un paese di….Si pensa solo e sempre a giovani (per carita’ e’ giusto) ma a tutta quella schiera di 40enni o 50enni che perde il lavoro o lo cerca non si fa mai niente. Poi, in UK ci sono due tipi di immigrazione: la prima quella upper-middle class di gente qualificata (medici, ingegneri, economisti, bocconiani etc) e poi la working class di gente generalist (filosofi, letterari, giuristi, scienze politiche) che devono farsi un bell tanto…. e lavorare in posti come costa coffee, starbucks, pizza express, bella italia, insomma tutti posti che io quando sono venuto qua consoco molto bene. Lastly but not least, gli inglesi sono dei gran pezzi di m. Spero di essere stato abbastanza chiaro e di utile. ciao !!

  2. Andrea UDT scrive:

    Da agnostico ovviamente non son d’accordo.
    Ma non è solo un problema di fede e ritorno al cristianesimo.

    Il fatto è che la democrazia, la libertà di espressione, i diritti civili, le costituzioni, la giurisprudenza non sono scontate. Non sono acquisite per sempre.

    Bisogna difenderle, anche con le cattive.

    Il vescovo di tripoli intervistato da Vespa dice coraggiosamente che è disposto a morire. Però dice anche che bisogna cercare il “dialogo”, perfino con i fondamentalisti.

    Ma questi non vogliono dialogare. E se porgi l’altra guancia di spaccano la faccia.

    La verità è che servono statisti: uno statista è un politico che ha il coraggio di fare scelte tremende.
    Al Sisi ha avuto le palle di fare un colpo di stato, mettere una giunta militare, uccidere una democrazia bacata che ha votato i fratelli mussulmani.

    Immigrazione: lodevole la testimonianza di quella famiglia di lampedusa. Però è ormai chiaro che l’immigrazione selvaggia è intollerabile. Si entra con un visto, con la garanzia che qualcuno ti mantenga o con un contratto di lavoro pronto.

    Altrimenti nisba.

    Questo significa navi a cento metri dalla costa libica, pronti a respingimenti con la forza.

    E il prezzo da pagare è che per 10 infiltrati islamisti o 100 farabutti che vengono a delinquere gettati in mare qualche migliaio di poveri innocenti ci rimetteranno la pelle.

    Siamo capaci di sopportarlo?

    Se NO, allora andiamo a prenderli con un traghetto e trasportiamoli direttamente al confine con francia, germania, austria.

    Immigrazione selettiva. In inghilterra la comunità indiana è numerosissima. Hanno i loro usi e costumi, ma quando si tratta di istituzioni e convivenza civile sono più inglesi degli inglesi. Si sono integrati, rispettano il paese che li ha accolti, producono ricchezza.

    I mussulmani no. Si portano il retaggio dell’islam, non vogliono integrarsi, vogliono cambiarci, vogliono cambiare la scala dei NOSTRI valori. No, no, NO!

    Iniziativa. Se aspettiamo l’ONU o l’UE siamo fritti. L’ONU è impestato dalle beghe fra USA e Russia e la Cina se ne frega, basta che arrivi petrolio a sostenere la sua crescita.

    Basta pietismi e moralismi benpensanti. Bisogna avere lo stomaco di sopportare gente come Saddam, Gheddafi, Assad. Gente che gasa, mette in prigione, tortura. E’ il prezzo da pagare per non avere tagliagole in casa. E se vogliono la democrazia se la sudano a casa loro.

    Sporcarsi le mani. Non serve il reato di “combattente estero”: ora che lo processi passano anni e di certi giudici…. ….vatti a fidare. I servizi segreti facciano i servizi segreti, se serve facciano fuori chi di dovere. Col rischio (di guerra) che qualcuno ci vada di mezzo.
    Come guantanamo, dove sicuramente qualche innocente è finito nel tritacarne.

    Siamo disposti ad accettarlo?

    Se questi prezzi non abbiamo il coraggio di pagarli hai voglia a “ri_cristianizzare” e “ritrovare il senso religioso”.

    Fanno a tempo a sottometterci anche solo usando la curva demografica.

    • Cisco scrive:

      @Andrea

      “Il fatto è che la democrazia, la libertà di espressione, i diritti civili, le costituzioni, la giurisprudenza non sono scontate. Non sono acquisite per sempre.”

      Giusto, ma allora bisogna chiedersi che cosa sostiene questi valori: non basta “difenderli coi denti”, perché questa e’ solo una reazione all’altrimenti inevitabile declino. Occorre promuoverli, e storicamente chi li ha promossi sono stati i cattolici, seppure secondo modalità diverse e anche con non pochi tradimenti della causa. Anche i liberali hanno contribuito, ma poi sono caduti nello stesso errore che proponi tu: pretendere di avere una civiltà con valori cristiano-liberali (“occidentali”) facendo a meno di Cristo. Le cosiddette “radici cristiane” non bastano se restano solo un retaggio storico, e ancor meno basta “difendere” qualcosa a cui nessuno crede più, perché sarebbe una difesa del tutto insufficiente. Occorre invece tornare a “credere”, ma questo è un mistero troppo grande da poter essere rinchiuso in qualunque strategia politico-sociale.

      • Andrea UDT scrive:

        E’ qui che ti sbagli: mettergli il cappello dell’esclusività e il marchio di cattolicità a questi valori.
        Come se lo stato pontificio li avesse mai concessi….. ma per favore.

        L’europa è cristiana, ma senza la cultura greca, latina, illuminista, laica l’espressione temporale del cristianesimo, la chiesa, sarebbe finita come il “clero” islamico.

        Invece è una storia lunga affonda le RADICI nel mito greco: prometeo regala il fuoco agli uomini. Il fuoco è la tecnologia, il sapere, la conoscenza. E gli dei si incazzano e lo incatenano alla rupe perchè sapere e conoscenza emancipa gli uomini dagli dei.

        Qui c’è il primo seme di cosa sia occidente: perseguire la conoscenza, mettere in dubbio il divino, non accontentarsi della spiegazione.

        Nell’Islam si dice “inshalla”: il fatalismo che si rimette nelle mani degli dei. L’occidentale studia, sperimenta, innova, salpa per oceani, trapianta cuori e va sulla luna.

        E per farlo spesso, molto spesso, ha dovuto vincere la resistenza della chiesa.

        L’occidentale si è evoluto dalla legge del taglione, ha separato l’autorità spirituale da quella temporale.

        E per farlo spesso, molto spesso, ha dovuto vincere la resistenza della chiesa.

        L’occidentale ha inventato lo stato moderno. Al posto del vescovo il prefetto. Ha istituito le scuole statali (e la chiesa non voleva) l’istituto del matrimonio con diritti e doveri regolati da codice civile (e la chiesa non voleva)

        Etc. etc. etc.

        Potrei andare avanti per ore e pagine.

        Quindi Cisco, un minimo di onestà intellettuale: l’occidende non coincide SOLO con il cristianesimo.

    • Geppo scrive:

      Scusa , tu prendi come esempio gli inglesi, li conosci bene ? Sai cosa hanno lasciato dietro di loro in India ?

      • Andrea UDT scrive:

        Hai letto malissimo.

        Io prendo in esempio la numerosa comunità indiana immigrata in Inghilterra, non gli inglesi.

        Quando si sposano fanno feste stile “bolliwood”, hanno conservato la cucina, gli abiti, la religione,le loro tradizioni.

        MA NON METTONO IN DISCUSSIONE I VALORI OCCIDENTALI.

        Lavorano, prosperano, hanno i loro deputati.

        Ma non rompono le scatole imponendosi, mettendo becco su presepi, scuole etc. etc.

        Non fanno attentati, non pretendono che le vacche siano sacre anche in Inghilterra, non mettono su templi finanziati da gente in odor di “jihadismo in salsa indiana”.

        Non rinfacciano lagnosamente agli inglesi il colonialismo accusandoli di ogni magagna che possa eventualmente affliggere l’india di oggi.

        Non esiste un problema “indiano”, non esiste il “ghetto indiano” o qualcosa simile alle banlieues parigine ove anche i poliziotti hanno paura a circolare.

        Si sono integrati.

        E in aggiunta, per quanti disastri possano aver fatto gli inglesi in india, le posso assicurare che gli indiani hanno avuto l’intelligenza di assimilare dagli inglesi molte delle cose che oggi rendono l’india una potenza mondiale.

        P.S: gli inglesi li conosco discretamente. Ho passato alcuni mesi in Inghilterra nel 2002, a Milton (attaccato a Cambridge). Alloggiavo presso una famiglia inglese.

        • Geppo scrive:

          Non avevo letto male: secondo te come mai la numerosa comunità indiana e’ così bene integrata IN Inghilterra ? Forse perché esistono delle autorità degne di tale nome ?

          • Andrea UDT scrive:

            Ok, ho letto e capito male io.

            Pensavo che il commento avesse connotazione ironicamente negativa.

            In ogni caso le degne autorità funzionano con la comunità indiana (e viceversa); le stesse degne autorità faticano con la comunità islamica.

            Ma è l’islam ad essere “democrato_fobico”.

  3. Giuseppe scrive:

    Ma come si è giunti a questa situazione?
    2003-L’America dichiara guerra all’ Iraq, la nostra nichilista classe politica italiana, anziche’ ascoltare il suo popolo, la Chiesa, le Nazioni Unite e andando contro la costituzione, ha pensato bene di arricchirsi a danno di un altro paese. Oggi stamo pagandone ancora le coseguenze.
    Il problema priciapale e’ che quella classe politica e’ ancora in parlamento, in alcuni casi con ruoli di ministro…
    chiedendo l’intervento delle nazioni unite per risolvere un problema che parte da molto lontano.
    Saluti

    • yoyo scrive:

      La guerra in Iraq non può essere citata come la fonte di tutti i mali. Finché cera Bush a gestirla certi obbrobri non avevano neanche lo spazio per respirare. Tutto nasce nel 2011 con le primavere arabe, aiutate dal Occidente nel illusione che facessero nascere democrazie come i funghi.

      • Andrea UDT scrive:

        Bush J. l’ha gestita??????

        E quando?

        Quando è salito sulla porta aerei con lo striscione “missione compiuta”?

        Missione compiuta?

        6500 soldati americani sono morti dopo il 2003, con attentati, stragi nei mercati (ma come si fa a essere bestie così?), stragi nel ricostituendo esercito iracheno….
        Solito copione: mussulmani che scannano mussulmani e si alleano solo per scannare i cristiani o i soldati che gli tolgono il dittatore di turno.

        Gli americani hanno votato Obama perchè Obama ha detto: “ce ne andiamo dall’iraq, che si arrangino, siamo stufi di morire per dare democrazia a gente che se ne fotte della democrazia”.

        Quindi Obama ha fatto le sue cazzate, ma se ce ne è stato uno peggio è l’ubriacone tutto lobby_petrolio&bibbia_sul_comodino di Bush Junior.

        Bush senior era tutta una altra pasta: almeno non fu così stupido da dare il colpo di grazia a Saddam.

        • Raider scrive:

          Cercare “la causa di tutti i mali” è bello, perché, quando uno pensa di averla trovata, si toglie il pensiero una volta per tutte e passa ad altro o perlomeno, sa chi prendersela e si sente meglio. Certo, la guerra dell’Iraq e Bush jr sono l’ideale, trovano tutti d’accordo: questo accordo generale, questa unanimità bi-partisan o al di sopra delle parti, di solito, mi spinge a diffidare. Ma non è che sia questione del modo in cui si reagisce alle reazioni altrui: a essere fallace è proprio la ricerca della spiegazione infallibile, perlomeno, quando non c’è o quando ce ne sono cinque o sei, neppure in alternativa fra dio loro, ma in concorso e interagenti. E almeno questo voglio dirlo, si possono trovare aspetti positivi nella presidenza di Bush jr., specie in confronto a mr. Obama, questo idolo per investitura mediatica. Bush jr ha ridotto il debito complessivo dei Paesi africani nei confronti degli U.S.A. come mai era avvenuto sotto nessuno dei suoi predecessori, tanto che in Africa fra i nuovi nati al di fuori dell’Islam il nome più diffuso era, in quegli anni, George; e G.W.B. jr ha abolito l’orrore dell’aborto a nascita parziale, mentre quell’anima buona di Obama lo ha reintrodotto – il primo dei suoi atti di governo.
          Non mi addentro sulla guerra in Iraq perché non la finiremmo più. Ma se è vero che la democrazia non è esportabile, perché importiamo così tanta gente che mal tollera la democrazia in vigore nei Paesi in cui si stabilisce? Quello che vediamo dimostra che è così: tanti immigrati – islamici, senza volerlo – non si integrano, non vogliono integrarsi a una società che funziona secondo stravaganti regole democratiche e garantisce pari diginità e uguali diritti a donne e infedeli. O se gli sta bene adattarsi alle nostre per prenderci in giro, perchè non esigono che sia così anche nei Paesi di provenienza, su blasfemi, apostasia, diritti umani? Gli esempi da fare in proposito non mancano.
          La verità è che l’immigarzione non è cominciata dopo l’11 settembre o dopo la guerra in Iraq. E cominciata, per es., quando, nel 1975, Giscard D’Estaing permise ai lavoratori maghrebini di restare in Francia anche scaduto il contratto di lavoro, consentì i ricongiungimenti familiari, che produssero una reazione a catena e quella che sarebbe diventata l’Unione Europea spalancò le porte all’immigrazione di massa, guerre o non guerre, crisi umanitarie o no, in ottemperanza agli accordi sottoscritti con gli emiri e sceicchi petroliferi. E da quello che si legge sui giornali, si sente alla radio e nelle tv, la cosa continuerà indefinitamente. E perchè sia chiaro qual è il nostro destino, la parola che circola maggiornamente fra politici e statisti è, nei confronti del caos libico come di chi ha deciso di porre un limite alla libertà di satira e di opinione sulla base del livello si soglia delle proprie reazioni nervose, ‘dialogo': con chi ci minaccia, con chi ci ricatta, con chi sgozza.

        • Lennie scrive:

          Ben detto. il credente cristiano George Bush Junior, amico di Silvio, ha inaugurato la fiera delle cxxate. I cristiani di questo forum si lamentano della jihad dopo averla provocata. Andateci voi in guerra visto che siete omoni etero.

          • yoyo scrive:

            Grazie a voi siamo un branco di edonisti smidollati. E quando parlavo di Bush intendevo dire Petraeus, rimosso il quale la missione di agganciare tutte le compoenti sul suolo iracheno è colata a picco.

          • Raider scrive:

            Definire ‘crociata’ la guerra dell’Iraq è ridicolo, gli islamici considerarono inaccettabile, come dicevo in un altro post, che soldati non islamici, anche durante la prima guerra dell’Iraq, quando Saddam Hussein fu cacciato dal Kuwait, calpestassero il ‘sacro suolo dell’Islam”; e nella seconda, quella promossa dall’O.N.U., era un oltraggio a tuti i ‘veri credenti’ che “il sacro suolo dell’Islam” fosse percorso da soldatesse in armi, senza velo, infedeli e in grado di guidare un veicolo a motore. E quali sono le pene che comminano agli omosessuali da quelle parti lo sanno anche i soldati gay, americani e non, che sono andati a combattere senza aspettarsi la gratitudine di gay e non gay che tifano per i jihadisti.

          • Menelik scrive:

            I cristiani di questo forum si lamentano della jihad dopo averla provocata?
            Ma sei ubriaco?
            Cambia cantina sociale, o cambia spacciatore.
            Guarda, amichetto delle pere, che i daesh ai “figli di Lot” li buttano giù dalle torri a mani legate, come hai potuto ben vedere nelle sequenze fotografiche dei due articoli di qualche settimana fa qui.
            I figli di Lot sono gli omo.
            Quella è la fine dei “figli di Lot” se i “giustizieri di Allah” non vengono fermati in tempo con una grandine di bombe.
            Sì, i pace e bene del Vaticano non servono ad un cavolo.
            Gli F16 fanno molto di più per la causa dei Cristiani e di tutta l’umanità di un disco rotto di pace e bene.
            Se non si ferma l’isis, l’Occidente è bello che fottuto.
            E nell’Occidente ci siamo noi “omoni etero” che voi….senza offesa, eh?!
            Poi mi fa venire un raptus da lupo mannaro la frase “i cristiani di questo forum”.
            Ma….non ho capito…chi ha da esserci in un forum cattolico, gestito da cattolici?
            Ci dovete essere voi e per gentile vostra concessione, noi cristiani?
            Te lo ripeto: cambia cantina sociale o spacciatore.

  4. Ale XX scrive:

    Mah.. I russi è tanto che hanno a che fare con gli estremisti musulmani di etnia araba nel Caucaso con gli indipendentisti ceceni musulmani. L’Europa inizia ora, perché da pochi decenni siamo letteralmente invasi, ma guai a non accoglierli, si rischia di essere tacciati di razzismo. Ovunque nel mondo arriva o è presente l’entità araba o l’Islam scoppia qualche casino, vedi Cecenia con la strage di Beslan del 2004 (?) , vedi gli ultimi scontri dopo le vignette di Charlie Hebdo (anche là hanno fatto casino) , vedi il Sudan Darfur con musulmani di etnia araba che sterminano musulmani di etnia africana. Ora si menano tra loro ed una volta tanto son della stessa idea di Renzi, aspettiamo, lasciamo che si menino tra paesi musulmani. Se interveniamo ora in Libia poi ci tacceranno di “colonialismo” o di “averli bombardati”. Una cosa è certa invece, serve bloccare l’immigrazione incontrollata, perché porterà solo povertà anche qua, e sarà una guerra tra poveri . Le religioni nate dalla Bibbia ebraismo e cristianesimo, e ancor più il cristianesimo con il Vangelo, sono tolleranti per definizione e bene o male abbiamo raggiunto un equilibrio per cui la religione è un fatto dell’individuo. Gli Arabi sono diversi da noi. Son diversi dagli europei, dai russi, dai cinesi, dagli orientali buddisti, e anche se minoranze riescono ad attrarre o odio e persecuzioni, Myanmar, o crescente preoccupazione europei con IS e Medio Oriente e là dove in maggioranza arrivano a instaurare feroci dittature o stati senza alcuna libertà per il singolo, Medio Oriente. Condannavo gli israeliani e i loro bombardamenti su Gaza poi però ho pensato se non sia altrettanto esecrabile e vigliacco farsi esplodere su un autobus pieno di gente innocente quanto i bimbi palestinesi di Gaza, come sanno fare i palestinesi. Il nichilismo uccide quanto questi esaltati jiaidisti?! Oppure la libertà che Dio ci ha donato è un bene troppo prezioso e forse anche mezzo per arrivare ad una fede vera?!

    • Menelik scrive:

      Ma come fai a controllare il flusso migratorio senza operare direttamente alla partenza?
      Le vicende in Libia sono andate molto oltre le più drammatiche aspettative.
      L’Europa, e l’Italia in testa, non si può permettere il lusso di tenere una polveriera con la miccia accesa costantemente come è adesso la Libia.
      Gheddafi al confronto era un paladino dei diritti civili.
      In Libia bisogna sbarazzarsi dei terroristi, piaccia o no, perché se l’Europa ha indugi, la pagheremo tutti carissima, e noi Italiani per primi, che ci stiamo proprio sopra.
      E’ una triste necessità, ma pur sempre necessità.
      Purtroppo questi sono i conti di una politica di ingerenza estera dissennata, ispirata dall’illusione di essere in più potenti del mondo e di riuscire in qualunque cosa.
      E’ stato il passo più lungo della gamba delle nazioni occidentali.
      E tra poco dovremo mettere in pratica la nostra difesa territoriale.

  5. Alfonso scrive:

    Complimenti, analisi lucida e razionale.
    Piegati dal relativismo e dal politicamente corretto, stiamo aprendo le porte al nemico. E’ folle.
    Credavamo che la storia ci avesse insegnato qualcosa, ma vedo che non è così. Col nazismo, l’Europa e gli USA sottovalutarono il pericolo, permettendo il dilagare del problema che causò poi 50 milioni di morti.
    Ora stanno facendo la stessa cosa con l’islam (ripeto, “l’islam”, non l’ “integralismo islamico”, che non esiste), non riuscendo a vedere quanto questo sia simile a quell’ideologia politica

    Permettere il diffondersi dell’islam in nome della libertà di religione sarebbe come permettere il diffondersi del nazismo in nome della libertà di pensiero.

  6. Drew scrive:

    L’isis vuole prendere Roma?!
    Troppo tardi, ci sono già passati gli olandesi…

  7. maurizio scrive:

    Saint-Juste,tu provochi ed io corro a rispondere…penso tu saprai che provocare ha la stessa radice latina di chiamare(=vocare cioè chiamare da cui vocazione cioè chiamata..un po’di latino me lo ricordo ancora).Non riesco,però,a capire bene ae tiri sempre in ballo Cl perché hai una segreta ammirazione(quasi nostalgia)di loro e di ciò che sono o se ti diverti a punzecchiarli per un’irrefrenabile e fastidiosa allergia.Davvero li ritieni così falsi e pericolosi o ti attirano per la loro tenacia e chiarezza d’identità? Hai pietà di loro perché fuori tempo o ti colpiscono per la loro passione per Cristo? Sinceramente e liberamente!! Condivido la tua critica a questo mondo individualista(perché relativista sul piano dei valori)e imborghesito,rammollito perché senz’anima e nichilista così come sull’ affermazione che é meglio lottare con chi più chiaramente si identifica.Non ti sembra,aldilà degli errori personali,che Cl si contraddistingua per essere, comunque,portatore di una speranza nuova,sempre nuova e si chiama Cristo,in un mondo così disgregato e incancrenito?Tu parli di identità spirituale(smarrita)dell’Europa che si troverebbe in un vicolo cieco tra Jihad e nichilismo:é proprio ciò su cui Cl(v.numerosi interventi di Carron)da tempo,fortemente insiste.Perdonami questi riferimenti diretti ma io sono curioso,soprattutto perché,tu,non mi sembri accontentarti delle risposte codificate e scontate;non dai crediti a priori,vuoi vedere e andare al fondo delle cose essendo alla ricerca di qualcosa di più di ciò che hai visto e incontrato finora(anche in Cl.Benissimo,accetta,però,un piccolo consiglio:metti da parte i pregiudizi che ancora resistono in te..potrai meglio guardare attorno a te!É proprio quest’identità spirituale(scusa se mi ripeto,ma lo considero un punto fondamentale)che riguarda tanto sé come il proprio Paese e l’Europa intera-a proposito vorrei ricordare ad Andrea UDT che il mondo occidentale,l’Europa é sorta dall’incontro della cultura greco-latina con il senso religioso di radice giudaico-cristiana e che il cristianesimo(grazie soprattutto a S.Benedetto ed alla sua vasta riforma sociale-civile otre che spirituale) ha ricostruito l’Europa dopo le devastazioni barbariche-che D.Giussani ci ha costantemente richiamato ed educato.Certo le cavolate le fanno anche i ciellini(chi non le fa?)ma,andiamo oltre altrimenti ci si limita come nelle chiacchiere da bar sul calcio.Oppure ai tanti sofismi e scopiazzature di pensieri e giudizi altrui(v.i maestri del pensiero o i tuttologhi che proliferano sui giornali e in tv)così giusto per dir qualcosa e,spesso,senza entrare seriamente nel merito delle questioni come semplici tifosi!
    Infine,non si risponde al vuoto con altro vuoto:occorrre qualcosa di più,una ragione per vivere ed anche per morire,pronti cioè-come diceva Fabrice Hadjadj nel suo articolo-a difendere e sacrificarsi per quella ragione per cui si vive..ma ci si sacrifica solo per qualcosa di più grande,di più vero e di più definitivo delle nostre piccole analisi,progetti o idee di vita.Per me ciò si chiama Cristo e la sua presenza,oggi,nella storia cioè la Chiesa,nello specifico Cl. Ciao!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

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