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«Vi spiego perché la Germania galoppa e la cicala Italia cammina»

gennaio 9, 2012 Massimo Giardina

Intervista all’economista Giacomo Vaciago sui risultati positivi della Germania. «Mi stupisco di chi si stupisce, loro hanno fatto sacrifici per dieci anni mentre noi sperperavamo i nostri soldi. È chiaro che ora siano arrabbiati con noi». Il sistema sindacale, le imprese, la filiera produttiva. Ecco perché l’Italia deve imparare dai tedeschi a elaborare strategie di lungo corso.

Giacomo Vaciago, professore ordinario di economia monetaria e politica economica dell’Università Cattolica di Milano ed editorialista del Sole 24 Ore ha commentato a tempi.it i risultati positivi dell’economia tedesca. Nel 2011 la Germania è cresciuta al ritmo del 3 per cento, ha portato l’occupazione come mai dai tempi dell’unificazione (+530 mila unità, 41 milioni di lavoratori) e ha ridotto al minimo la disoccupazione (6,8 per cento).

Professore, in Germania si evidenziano dati positivi sullo sviluppo economico, perché?
La Germania, dieci anni fa, era nei guai come noi. Si sono rimboccati le maniche, prima con Gerhard Schröder poi con Angela Merkel e hanno fatto ciò che ora Mario Monti spera di fare per il 2012: hanno aiutato l’economia a ristrutturarsi per adeguarsi al nuovo mondo. Per compiere un piano strategico così strutturato ci vogliono anni, loro ce ne hanno messi dieci. Non bastano i pochi mesi che hanno dato a Monti. Schröder riunì sindacati e confindustria tedeschi, convincendo questi ultimi che fosse conveniente ritornare a investire in Germania dopo che, negli ultimi anni, avevano guardato con molto più interesse ad altri paesi (ricordate la Polonia?). La conseguenza fu il ritorno di Confindustria a reinvestire in casa. Ora noi, mutatis mutandis e con un ritardo di due lustri, ci ritroviamo nella medesima condizione. È chiaro che ci sono delle differenze: la Germania è fabbrica di grandi fabbriche, noi siamo fabbrica di piccole fabbriche. Ma, fatte le debite proporzioni, nella meccanica ad esempio, l’Italia è come la Germania. Da anni, come accadeva nella Germania negli anni Ottanta, in Italia il suo meglio cresce altrove. Quando Schröder convocò al tavolo la confindustria tedesca propose questo patto: voi ristrutturate le fabbriche del paese, ma sull’altro piatto della bilancia mettiamo il patto coi sindacati: zero ore di sciopero, anzi, di più: un ora di lavoro alla settimana gratis. Hanno tirato la cinghia per dieci anni e adesso c’è ancora qualcuno che si stupisce del fatto che i tedeschi si arrabbino coi greci, con gli spagnoli e con noi italiani? Mi fanno un po’ ridere i nostri politici che se la prendono con la Merkel. La cancelliera tedesca ha alle spalle 80 milioni di tedeschi che la ripresa se la sono sudata sulla pelle.

Dopo questi dieci anni di sacrifici, l’economia tedesca ha iniziato ad andare bene. Però la Germania è stata molto aiutata dalla Bce.
Non credo che la politica monetaria di Jean-Claude Trichet prima e di Mario Draghi oggi abbia favorito la Germania più di altri. Ha garantito liquidità abbondante ma inflazione bassa, ha alzato i tassi quando altrimenti l’inflazione saliva troppo. Il fatto che la Bce stia a Francoforte non significa che i sacrifici dei tedeschi siano stati favoriti dalla stabilità monetaria garantita dalla banca centrale. Quel che ha favorito la Germania è il suo modello. Quando ci sono problemi, il paese non si spacca tra governo, confindustria e sindacati. I tedeschi hanno sindacati presenti nella holding delle aziende, là dove si elaborano le strategie, e questo permette loro di coinvolgere i lavoratori in discorsi strategici e non solo congiunturali, come accade in Italia. Se anche in Italia avessimo il coraggio di fare un discorso strategico da qui al 2020, anche la Cgil di Susanna Camusso sarebbe costretta a dare un contributo non conflittuale, ma cooperativo.

Insomma, noi abbiamo la veduta corta, in Germania hanno la veduta lunga.
Avere la veduta lunga significa ragionare sulle conseguenze che avrai fra vent’anni, rispetto alle decisioni odierne. La stessa miopia italiana l’ha avuta la Spagna il cui premier José Zapatero si è molto sfogato sull’ambito sociale e familiare ma ha fatto poco dal punto di vista economico. Gli spagnoli con Zapatero hanno perso sette anni. I tedeschi, al contrario, hanno messo molto fieno in cascina. 

L’euro compie dieci anni. Ma solo in Germania festeggiano.
In questi dieci anni di moneta unica abbiamo avuto tre strategie. Quella della cicala, che è stata adottata da Italia, Grecia, Spagna, Portogallo: hanno preso i bassi tassi tedeschi e se li sono mangiati. Per dieci anni, con la complicità delle agenzie di rating che dormivano, abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità e, anziché finanziarci la produttività, li abbiamo dissipati in consumi privati e pubblici. Noi abbiamo vissuto da cicale, ma Spagna, Grecia e Portogallo sono riusciti a fare peggio di noi.
La seconda strategia è stata quella francese che ha fatto quello che Napoleone sognava di fare con gli eserciti e che i francesi in questi due lustri hanno fatto con la moneta. Si sono comprati tutto quello che l’Italia aveva da vendere: energia, reti commerciali, banche.
La Germania ha messo in atto la terza strategia che somiglia a quella francese ma si differenzia per un particolare importante. I tedeschi non hanno comprato in Italia, ma hanno usato delle nostre produzioni di qualità per sostenere le loro industrie. Molte imprese del nostro nord est lavorano per la filiera tedesca e da essa vengono trainate. Mentre, quando le nostre industrie vanno male, si portano dietro la Francia.

Che giudizio dà sulla manovra di Monti?
Monti è bravo ma la sua manovra fa male. Giulio Tremonti faceva manovre da 40 miliardi, ma per la metà erano inventate. Monti invece ha fatto una manovra vera e quindi farà male. È chiaro che nei prossimi mesi la nostra economia ne risentirà. 

E la cosiddetta fase due, quella della crescita?
Attenzione. Non sarà domani, ma nei prossimi dieci anni. Le riforme che servono per fare crescita cambiano la pendenza della curva, ma, usando un’immagine matematica, l’integrale di questo cambiamento diventa significativo dopo qualche anno. 

Quindi, lacrime e sangue?
No, lacrime e sudore. Il sangue non produce nulla.
Twitter: @giardser

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15 Commenti

  1. antonio scrive:

    I tedeschi possono anche essere più bravi di noi pero rimane il fatto che non si può avere una moneta unica con due economie diverse con due politiche diverse con due sistemi fiscali diversi con due banche centrali diverse con seggi diseguali in parlamento europeo con regole rigide di austerity etc etc poiché non si da la possibilità al paese che ha più problemi di decidere le proprie politiche monetarie in relazione alla propria scultura politica monetaria pur sbagliata che sia pur immersa a tanti problemi di corruzione sprechi etc etc

  2. maxatwork scrive:

    ma dove vive sto professorone?
    sulla luna?

    una manovra che fa terra bruciata
    non ha tagliato nulla
    forse sarebbe ora di far parlare meno i professori
    e piu’ il popolo

    cominciamo con il tagliare napolitano e le spese del suo cast di prime donne che vivono da miliardari al quirinale

  3. paolo delfini scrive:

    BISOGNA PER0’METTERE IN EVIDENZA IL FATTO CHE IN GERMANIA ESISTE UN’ EFFICACE STATO SOCIALE CHE PERMETTE A TUTTI DI VIVERE MEGLIO E CHE AIUTA AD USCIRE PIU’ IN FRETTA DA MOMENTI DI CRISI ECONOMICA,STIPENDI E SALARI SONO MEDIAMENTE MOLTO PIU’ALTI DEI NOSTRI.DA NOI LO STATO SOCIALE VIENE VIA VIA SMANTELLATO PER SEGUIRE IL MODELLO LIBERISTA ANGLOSASSONE, CON LE DRAMMATICHE CONSEGUENZE CHE VEDIAMO.LA GERMANIA E’ ANCHE MENO SUCCUBE NEI CONFRONTI DELLE DECISIONI CHE VENGONO PRESE A LONDRA O A WASHINGTON, I VARI PRODI, BERLUSCONI, AMATO NON MI SEMBRA ABBIANO DIMOSTRATO LA STESSA COSA.FENOMENI COME LA RIUNIONE SUL “BRITANNIA” PROBABILMENTE LI’ NON SAREBBERO SUCCESSI.LA CONCERTAZIONE E LA COGESTIONE DELLE AZIENDE SONO INOLTRE DUE FATTORI DI STABILITA SOCIALE.LA SFAVILLANTE OPERAZIONE DEL GOVERNO PRODI DELL’EURO A 1936 LIRE E’ STATA INOLTRE UNA PODEROSA MAZZATA DATA ALLA NOSTRA ECONOMIA, CHE LA GERMANIA NON HA AVUTO.ANCHE IL CONCETTO DI GIUSTIZIA SOCIALE E’ DIFFUSO IN GERMANIA, IN TUTTI I CETI SOCIALI, COME IN POCHI ALTRI PAESI. SONO TANTI E COMPLESSI I FATTORI PER I QUALI LA GERMANIA E’ ALL’AVANGUARDIA NEL MONDO DA UN PUNTO DI VISTA SOCIOECONOMICO, AD OGNI MODO SONO CONVINTO CHE IL TANTO DEPRECATO SISTEMA SOCIALE RENANO TANTO AVVERSATO DAI LIBERISTI DELL’INTERO OCCIDENTE SIA TUTTORA IL MIGLIORE E L’UNICO CAPACE DI GARANTIRE UN BENESSERE DIFFUSO.SAREBBE OPPORTUNO DA QUESTO PUNTO DI VISTA PRENDERE ESEMPIO DALLA GERMANIA, INSISTERE INVECE ANCORA COL MODELLO THATCHERIANO COME FANNO TANTI PAESI EUROPEI, TUTTI IN CRISI TRA L’ALTRO, VEDI ITALIA, SPAGNA, GRECIA E LA STESSA INGHILTERRA E TANTI ALTRI SIGNIFICA TORNARE INDIETRO DI 200 ANNI DA UN PUNTO DI VISTA SOCIOECONOMICO CON TUTTE LE SCIAGURATE CONSEGUENZE.PER FINIRE, CONCORDO ASSOLUTAMENTE CON L’ECONOMISTA VACIAGO, CHE E’ A MIO AVVISO UNO DEI MIGLIORI IN CIRCOLAZIONE IN EUROPA SUL FATTO DELLE LACRIME E DEL SUDORE, PURCHE’ SIANO PER TUTTI E EQUAMENTE DISTRIBUITI.

  4. Massimo Giardina scrive:

    caro lettore, forse non ha ben letto l’intervista che parla di tutt’altro, cioè delle ragioni che hanno portato la Germania a crescere e l’Italia a soffrire. Monti in questo caso non c’entra nulla. Non me ne voglia, se mi rivolgo a lei in questi termini in quanto illustre rappresentante del sempre giusto, sempre casto e soprattutto mai scontato “popolo”.
    MG

  5. Massimo Giardina scrive:

    Delfini, quanto dice è vero e grazie per la sua solita attenzione. Occorre però distinguere i modelli che differenziano notevolmente l’Italia con la Germania su parecchi punti di vista. Per esempio, la concertazione in suolo tedesco ha senso poiché tutte le parti in gioco sono tese ad un fine comune. In Italia vige la regola del “chiagni e fotti”.
    MG

  6. paolo delfini scrive:

    PURTROPPO HAI RAGIONE CARO MASSIMO, LA REGOLA FATALISTA E PARASSITARIA DEL “CHIAGNI E FOTTI” E’ UNA PIAGA DEVASTANTE, COMINCIAMO AD INFRANGERLA IN VIA DEFINITIVA, ANCHE PERCHE’ SONO CONVINTO CHE GLI ITALIANI PUR CON CARATTERISTICHE DIVERSE SONO POTENZIALMENTE VALIDI QUANTO I TEDESCHI PER QUANTO RIGUARDA LA VITA SOCIOECONOMICA.

  7. Giovanna jacob scrive:

    Delfini ha scritto:
    BISOGNA PER0’METTERE IN EVIDENZA IL FATTO CHE IN GERMANIA ESISTE UN’ EFFICACE STATO SOCIALE CHE PERMETTE A TUTTI DI VIVERE MEGLIO E CHE AIUTA AD USCIRE PIU’ IN FRETTA DA MOMENTI DI CRISI ECONOMICA,STIPENDI E SALARI SONO MEDIAMENTE MOLTO PIU’ALTI DEI NOSTRI.DA NOI LO STATO SOCIALE VIENE VIA VIA SMANTELLATO PER SEGUIRE IL MODELLO LIBERISTA ANGLOSASSONE, CON LE DRAMMATICHE CONSEGUENZE CHE VEDIAMO.

    Perfetto, due errori in poche righe.
    Punto numero uno: il “modello anglosasone” si basa su un welfare estremistico. Il popolo britannico soffre di una vera e propria “addiction” ossia tossicodipendenza da “ammortizzatori sociali”. La Gran Bretagna, che ha inventato quella formidabile macchina per distruggere l’economia e la civiltà occidentale che si chiama welfare, mantiene eserciti di parassiti dei sussidi pubblici, che a tempo perso devastano e saccheggiano i sobborghi. Ah, che bella l’Inghilterra! Quasi quasi vado lì, mi faccio mettere incinta dal primo che capita così campo alle spalle dei contribuenti con i sussidi di maternità.
    Punto numero due: tagliando spesa pubblica e welfare, i due “liberisti” Reagan e Tatcher hanno fatto rifiorire le loro nazioni. Quindi il “liberismo selvaggio” fa solo bene. E notare che in Inghilterra il laburista Blair e negli Usa il democratico Clinton hanno campato di rendita, prendendosi abusivamente i merito di una ripresa economica che in realtà era l’effetto a lungo termine delle politiche “liberiste” dei loro predecessori. E gli effetti a lungo termine delle politiche spendaccione e tassassine di Blair e Clinton li vediamo oggi nelle rispettive nazioni.
    Punto numero tre: siamo tutti d’accordi che la Germania si è data smolto da fare negli ultimi anni per risanare l’economia, stringendo la cinghia. Tanto di cappello. Ma la radice del problema è rimasta: una spesa pubblica eccessiva. In tutte le nazioni occidentali e pure nelle nazioni occidentalizzate, come il Giappone, la spesa pubblica parassitaria è eccessiva, in tutte le nazioni la febbre del debito è alta. Certo, in Germania sanno tenere la febbre sotto controllo, ma la febbre c’è e può solo aumentare.
    QUINDI LA SOLUZIONE E’ SOLO UNA: TAGLIARE, TAGLIARE, TAGLIARE.
    O L’OCCIDENTE COMINCIA A TAGLIARE, IMPARANDO A RESISTERE ALLA SEDUZIONE DELLA SOCIALDEMOCRAZIA, O PER L’OCCIDENTE E’ LA FINE.
    NON CE LA FAREMO MAI A COMPETERE CON PAESI EMERGENTI CHE CORRONO A CENTO ALL’ORA CON UNA SPESA PUBBLICA PARASSITARIA CHE SI MANGIA QUASI LA META’ DELLE RICCHEZZE CHE PRODUCIAMO.
    DOBBIAMO SPEZZARE FINALMENTE L’INCANTESIMO DEMONIACO DEL KEYNESISMO.
    E QUI MI RIVOLGO UMILMENTE E CON DEFERENZA ALL’ECONOMISTA:
    SIGNOR GIARDINA, MI SPIEGA PERCHE’TUTTI MA PROPRIO TUTTI, ANCHE A DESTRA, CONTINUANO A PROPORRE LE RICETTE DI KEYNES? MA LO VOGLIAMO DIRE O NO CHE IL DEBITO PUBBLICO NON CREA SVILUPPO? LO VOGLIAMO URLARE SUI TETTI CHE IL “NEW DEAL” FU UN MEZZO FIASCO, CHE FURONO LE SPESE MILITARI E NON I GROSSI E INUTILI CANTIERI PUBBLICI APERTI DA ROOSEVELT A RIAVVIARE L’ECONOMIA AMERICANA?
    L’UNICA SPERANZA SONO I TEA PARTY.

  8. Massimo Giardina scrive:

    Keynes e tutta la scuola keynesiana è la vera piaga economica dell’ultimo secolo. Ovviamente chi scrive è un liberale perché antropologicamente convinto che l’iniziativa umana sia il centro di una società civile. Primo punto. Bisogna fare delle distinzioni quando si parla di debito. Il male dei nostri giorni risiede nell’aver dovuto finanziare la spesa corrente con strumenti di debito: le imprese italiane e molte europee finanziano i loro capitali circolanti con capitali di terzi a titolo oneroso e molto spesso di natura creditizia. Le famiglie sempre di più finanziano le loro spese correnti con debiti, gli stati fanno dipendere i pagamenti di breve periodo con strumenti di debito pubblico. Alcune realtà del mondo finanziario hanno a lungo utilizzato le cosiddette leve finanziarie a livelli oltre il limite del rischio. I debiti sono necessari se proiettati agli investimenti: un’impresa deve indebitarsi se deve comprare un immobile per espandersi, non per pagare gli stipendi e va aggiunto che i debiti devono essere calcolati in base ad una ragionevole capacità di rimborso. Questa è una vera anomalia. Quanto appena detto sono cose semplici e banali, ma se ci troviamo in questa situazione probabilmente in tanti non ci avevano pensato
    Secondo punto. Sul tagliare, tagliare, tagliare. I costi sono ammessi se funzionali ad un bene (per le imprese ad esempio il bene sono i ricavi). Se non è così la denominazione giusta è “spreco”. La cosa difficile da fare è propria questa: separare i costi (buoni) dagli sprechi.
    Concordo con lei nel giudizio sul “new deal”, ma purtroppo non vedo nei Tea Party una vera speranza. Autorevoli amici e commentatori americani non ideologicamente schierati ne trasmettono un bad feeling. Una nota positiva: non tutti i parlamentari di destra e centro- destra sono keynesiani, anzi alcuni hanno le idee molto chiare in materia, anche se per ora sono una buona minoranza intelligente.
    Grazie per il suo contributo
    MG

  9. paolo delfini scrive:

    RISPETTO PROFONDAMENTE LE IDEE DELLA SIGNORA JACOB, E LEGGO SEMPRE VOLENTIERI I SUOI INTERVENTI, CREDO CHE PERO’ NON SIA PROPRIO COSI COME DICE LEI A PROPOSITO DEL LIBERISMO,NON CREDO CHE UN LIBERISMO SELVAGGIO COME DA LEI PROPUGNATO SAREBBE LA RICETTA IDEALE PER UNA SOCIETA’ AVANZATA COME LA NOSTRA, PRODURREBBE GRAVI SQUILIBRI SOCIALI E CI PORTEREBBE SOLO VERSO IL CAOS.NESSUNO COMUNQUE PARLA DI SOCIALDEMOCRAZIA, ANCHE PERCHE LA ECONOMIA SOCIALE DI MERCATO VERA E PROPRIA E’ STATA APPLICATA IN QUEI PAESI DOVE ERANO PRESENTI FORTI PARTITI D’ISPIRAZIONE CRISTIANO SOCIALE(GERMANIA, AUSTRIA, BELGIO.OLANDA,FRANCIA ECC) E SINCERAMENTE MI SEMBRANO TUTTO SOMMATO QUEI PAESI DOVE SI VIVE MEGLIO DA UN PUNTO DI VISTA SOCIALE,L’ASSISTENZIALISMO SOCIALDEMOCRATICO DI STAMPO NORD EUROPEO DI CUI LEI PARLA E’ UN’ ALTRA COSA E IO PERSONALMENTE NON ME LO AUSPICO DAVVERO.
    CHE REAGAN E LA THATCHER ABBIANO FATTO RIFIORIRE I PROPRI PAESI, NON MI SEMBRA DEL TUTTO VERO,ESSI HANNO FATTO ESSENZIALMENTE L’INTERESSE DELLE CLASSI BENESTANTI ED ANCHE I LORO SUCCESSORI NON HANNO CERTO FATTO DI MEGLIO,NON DIMENTICHIAMO LA POLITICA ESTERA AGGRESSIVA DEI DUE E GRAZIE AL CIELO CHE AVEVAMO PER PAPA UN CERTO KAROL WOYTILA, ALTRIMENTI TRA ESSI E L’AGGRESSIVO BLOCCO COMUNISTA NON SO COME SAREBBE FINITA.LA THATCHER TRA L’ALTRO FU LIBERISTA IN CAMPO ECONOMICO MA POCO LIBERALE IN ALTRI CAMPI(RICORDIAMO CHE IMPEDI’ AL PAPA DI PARLARE AL PARLAMENTO INGLESE CON DELLE RIDICOLE MOTIVAZIONI DI STAMPO IDEOLOGICO) PARLANDO SEMPRE DI REGNO UNITO, COMUNQUE,ESSO E’ UN PAESE AD ECONOMIA LIBERISTA, APPLICA IN ALCUNI CAMPI POLITICHE DI TIPO ASSISTENZIALISTICO ( AD ESEMPIO SUSSIDI A PIOGGIA PER DETERMINATE CATEGORIE DI PERSONE)CHE POSSONO ESSERE CONDIVISE O MENO.TALI POLITICHE SONO FORSE RETAGGI DELLO STATALISMO DI TIPO LABURISTA MA L’ECONOMIA SOCIALE DI MERCATO TEDESCA E DI ALCUNI PAESI EUROCONTINENTALI E’ TUTTA UN’ ALTRA COSA,IN ITALIA ESSA SI E’ REALIZZATA SOLO IN PARTE IN FORSE A CAUSA DELL’INTRANSIGENZA ESAGERATA DELL’OPPOSIZIONE DELL’EPOCA, MA ANCHE PERCHE LA DC AVEVA AL SUO INTERNO DELLE CORRENTI CHE CRISTIANO SOCIALI NON LO SONO MAI STATE, ED INOLTRE TALE PARTITO HA AVUTO PARTITI ALLEATI, NON PROPRIO FAVOREVOLI AD UNO STATO SOCIALE, CON MODESTA BASE ELETTORALE, MA CHE AVEVANO UN PESO MOLTO FORTE NELLA FINANZA ED IN ALTRI CAMPI.
    PER FINIRE A KEYNES,TUTTI SAPPIAMO CHE LA CHIESA CATTOLICA HA ENUNCIATO CERTI CONCETTI BEN PRIMA DI LUI, MEGLIO DI LUI, MA CON MOTIVAZIONI ETICHE, CON LA PROPRIA DOTTRINA SOCIALE,SENZA MAI PROPORRE UN’ ECCESSIVO INTERVENTO DELLO STATO,COME HANNO FATTO TANTI KEYNESIANI. NON MI SEMBRA CHE TALE DOTTRINA ABBIA PERO’ MAI ESALTATO IL LIBERISMO INCONDIZIONATO PIU’ DI TANTO, ANZI.AD OGNI MODO KEYNES NON E’ UN DOGMA, MA LA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA E’ QUANTO MAI ATTUALE.
    VORREI AGGIUNGERE CHE IL COMUNISMO SOVIETICO ED IL NAZISMO SI SONO AFFERMATI IN EUROPA PURTROPPO ANCHE GRAZIE ALLE POLITICHE LIBERISTE PRECEDENTI CHE AVEVANO CREATO GROSSE SACCHE DI MISERIA E DI DISUGUAGLIANZA, IGNORANDO PROPRIO QUELLA QUESTIONE SOCIALE TANTO RACCOMANDATA DALLA CHIESA.
    PER QUANTO RIGUARDA GLI USA, PAESE LIBERISTA PER ECCELLENZA, IO STIMO IMMENSAMENTE IL POPOLO AMERICANO PER LE CONQUISTE IN CAMPO SCIENTIFICO
    PER LA PRODUZIONE CULTURALE E PER TANTE ALTRE COSE CHE TUTTI SAPPIAMO.
    MA SAPPIAMO TUTTI CHE A FRONTE DI MILIONI DI MILIONARI, IN QUEL PAESE CI SONO QUASI 50 MILIONI DI PERSONE CHE VIVONO IN CONDIZIONI DA TERZO MONDO, VUOL DIRE CHE QUALCOSA VA RIVISTO,INOLTRE TUTTI I GOVERNI IN QUALCHE MODO ALLEATI DI WASHINGTON IN AMERICA LATINA E CHE HANNO ADOTTATO POLTICHE ULTRALIBERISTE HANNO PROBLEMI MOLTO MOLTO PIU GRAVI DEI NOSTRI.
    LO SLOGAN POI “TAGLI TAGLI TAGLI” PUO ANDARE BENE IN UNA MANIFESTAZIONE DI PIAZZA MA NON E’ LA MODALITA’ GIUSTA PER AFFRONTARE IL PROBLEMA. CON RINNOVATA STIMA E PROFONDO RISPETTO PAOLO
    PS: I PROGENITORI DELLA VERA ECONOMIA SOCIALE DI MERCATO FURONO ADENAUER, DE GASPERI, SCHUMAN E VIA DICENDO, ED ESSI SI ISPIRARONO PIU ALLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA CHE NON A KEYNES O A ROOSEVELT
    E SONO STATISTI DI QUEL CALIBRO CHE MANCANO OGGI IN OCCIDENTE E NON
    TANTO ECONOMISTI COME KEYNES O CAPI DI STATO TIPO ROOSEVELT. CON TUTTO RISPETTO

  10. Giovanna jacob scrive:

    Signor Delfini,
    il suo commento ingombrante (bella tecnica sofistica, quella di usare caratteri maiuscoli) nonché archetipicamente postmodernista è un concentrato di inesattezze. Il diavolo si nasconde sempre nelle inesattezze.

    …CREDO CHE PERO’ NON SIA PROPRIO COSI COME DICE LEI A PROPOSITO DEL LIBERISMO,NON CREDO CHE UN LIBERISMO SELVAGGIO COME DA LEI PROPUGNATO SAREBBE LA RICETTA IDEALE PER UNA SOCIETA’ AVANZATA COME LA NOSTRA, PRODURREBBE GRAVI SQUILIBRI SOCIALI E CI PORTEREBBE SOLO VERSO IL CAOS.

    No, vede, qui non si tratta di quello che crede lei o credo io: si tratta di una cosa tanto scandalosa che si chiama realtà. Ebbene, se lei crede veramente alla “grande narrazione” della sinistra, secondo cui Reagan e la Tatcher avrebbero aiutato i “ricchi” a derubare meglio i “poveri”, non deve fare altro che dimostrarlo portando dati reali. Ma non riuscirà proprio a dimostrarlo. Infatti, la nuda e dura realtà è che le politiche “liberiste” produssero effetti benefici sull’economia delle rispettive nazioni, facendo diminuire la disoccupazione e di conseguenza la povertà. Certo, questo fu un duro colpo all’amor proprio dei sinistrorsi, che non vogliono che i “poveri” trovino lavoro, divenendo così meno “poveri”. Loro sognano nazioni di straccioni tipo 1984 che campano alle spalle dello stato. Poi, la perfezione non è di questo mondo, che è piagato dal peccato originale. Noi cristiani non ci stupiamo del fatto che la ripresa economica negli Usa di Reagan e nell’Inghilterra della Tatcher abbia comportato anche qualche squilibrio. Ma mettendo su un piatto della bilancia siffatti squilibri e sull’altro piatto i vantaggi della ripresa economica “liberista”, ebbene il peso del vantaggi è stato esponenzialmente superiore. Vantaggi inanzitutto per i più poveri. Quindi meglio la ripresa economica con qualche squlibrio piuttosto che la recessione economica senza squilibri sognata dalla sinistra e dai vetero-democristiani. Poi noi con la nostra buona volontà di cristiani dobbiamo impegnarci personalmente per sanare quegli squilibri.

    NESSUNO COMUNQUE PARLA DI SOCIALDEMOCRAZIA, ANCHE PERCHE LA ECONOMIA SOCIALE DI MERCATO VERA E PROPRIA E’ STATA APPLICATA IN QUEI PAESI DOVE ERANO PRESENTI FORTI PARTITI D’ISPIRAZIONE CRISTIANO SOCIALE(GERMANIA, AUSTRIA, BELGIO.OLANDA,FRANCIA ECC) E SINCERAMENTE MI SEMBRANO TUTTO SOMMATO QUEI PAESI DOVE SI VIVE MEGLIO DA UN PUNTO DI VISTA SOCIALE,L’ASSISTENZIALISMO SOCIALDEMOCRATICO DI STAMPO NORD EUROPEO DI CUI LEI PARLA E’ UN’ ALTRA COSA E IO PERSONALMENTE NON ME LO AUSPICO DAVVERO.(…) PARLANDO SEMPRE DI REGNO UNITO, COMUNQUE,ESSO E’ UN PAESE AD ECONOMIA LIBERISTA, APPLICA IN ALCUNI CAMPI POLITICHE DI TIPO ASSISTENZIALISTICO ( AD ESEMPIO SUSSIDI A PIOGGIA PER DETERMINATE CATEGORIE DI PERSONE)CHE POSSONO ESSERE CONDIVISE O MENO.TALI POLITICHE SONO FORSE RETAGGI DELLO STATALISMO DI TIPO LABURISTA MA L’ECONOMIA SOCIALE DI MERCATO TEDESCA E DI ALCUNI PAESI EUROCONTINENTALI E’ TUTTA UN’ ALTRA COSA,IN ITALIA ESSA SI E’ REALIZZATA SOLO IN PARTE

    No, vede, non è che cambiando il nome alle cose si cambiano le cose. Paragoniamo la “ricetta” economica dello statalismo alla ricetta di una torta: farina, zucchero, uova, burro. Ebbene, uno ci metterà più burro e meno zucchero, un’altro ci metterà più zucchero e meno farina, un altro ancora ci metterà più uova e meno burro eccetera eccetera, ma la torta sarà sempre la stessa. Allo stesso modo, nella nauseante ricetta statalista uno ci metterà più sussidi e meno impiego statale, un’altro più impiego e meno sussidi, un’altro ancora più cassa del mezzogiono e meno pensioni eccetera eccetera, ma sempre di statalismo si tratta. E’ inutile continuare a ciurlare nel manico distinguendo come tanti dottor sottile fra socialdemocrazia nordica, laburismo britannico, economia sociale di mercato “alla tedesca” e chi più ne ha più ne metta. Il problema si chiama SPESA PUBBLICA IMPRODUTTIVA BASATA SU UNA TASSAZIONE CRESCENTE, e non servirà inventarsi pirandellianescamente uno nessuno e centomila nomi diversi invocando uno, nessuno e centomila grandi statisti del passato per nasconderla.
    E voglio sottolineare che la SPESA PUBBLICA IMPRODUTTIVA è un killer spietato che uccide anche i migliori. Quale stato al mondo è più scintillante, produttivo e all’avanguardia della California, patria di Hollywood e della Sylicon Valley? Ebbene, di recente Terminator ha dichiarato la bancarotta di questo stato di multimiliardari. E neppure i presuntuosi tedeschi, inglesi e francesi sono messi tanto bene con le finaze pubbliche, anche se adesso si gonfiamo il petto fino a scoppiarne come la famosa rana.
    D’accordo che negli Usa quando uno stato fa bancarotta la banca centrale lo aiuta, proteggendolo dall’ingordigia degli speculatori. Ma l’intervento della Federal Reserve non è la cura: è solo un palliativo per evitare il peggio in via provvisoria. Quindi inviterei anche il buon Ferrara a non alimentare oltre misura l’illusione che basti costringere la Bce a fare con l’Italia quello che la Federal Reserve ha fatto con la California per evitare il baratro. La Bce può dare qualche anestetico, e d’accordo che l’anestetico è meglio di niente quando sei in metastasi. Ma la cura al cancro del debito è solo una: tagliare, tagliare, tagliare. D’accordo poi con Giardina che non tutto deve essere tagliato. Come avevo già scritto e riscritto nei miei articoli, ci sono servizi che solo lo Stato può fornire: giustizia, infrastrutture, esercito, polizia eccetera. D’accordo poi che se esiste, ma ne dubito, qualche azienda di stato che crea ricchezza è meglio tenersela stretat. Ma il resto deve essere tagliato, tagliato tagliato.

    CHE REAGAN E LA THATCHER ABBIANO FATTO RIFIORIRE I PROPRI PAESI, NON MI SEMBRA DEL TUTTO VERO,ESSI HANNO FATTO ESSENZIALMENTE L’INTERESSE DELLE CLASSI BENESTANTI ED ANCHE I LORO SUCCESSORI NON HANNO CERTO FATTO DI MEGLIO,NON DIMENTICHIAMO LA POLITICA ESTERA AGGRESSIVA DEI DUE E GRAZIE AL CIELO CHE AVEVAMO PER PAPA UN CERTO KAROL WOYTILA, ALTRIMENTI TRA ESSI E L’AGGRESSIVO BLOCCO COMUNISTA NON SO COME SAREBBE FINITA.

    Ma lo sa lei che l’Urss aveva pianificato da tempo di invadere l’Europa occidentale e che ha aggiornato ogni anno terrificanti piani di attacco a base di armi nucleari come se piovessero, e chissene frega dell’inverno nucleare, l’importante è far vincere il comunismo, fino al 1985? E lo sa che è stato il rovinoso e accelerato tracollo dell’economia sovietica a convincere i sovietici a rinunciare ai loro piani espansionistici? E lo sa il provvidenziale tracollo economico chi lo accelerò? Ronnie Reagan. Mentre i suoi precedecessori, tipo Carter, avevano cercato il “dialogo”, invece Ronnie capì che con un “impero del male” che dichiarava apertamente l’intenzione di distruggere il mondo libero non c’era nulla da dialogare. Da informazioni riservate dei servizi segreti, apprese che l’economia sovietica era vicina al tracollo. Allora ebbe una idea semplicissima: accelerare il tracollo. Come? Ecco l’idea: noi piazziamo missili e scudi spaziali, e così loro saranno costretti a spendere tutti i loro rubli in missili e finiranno alla fame. E così fu. E grazie al cristiano Reagan, che meriterebbe un monumento, l’Urss è crollata senza sparare un colpo.
    Mi si obietterà: ma puntando provocatoriamente i suoi cruise sull’Urss, Reagan ha quasi provocato una guerra atomica fra il 1983 e il 1985. In effetti, i sovietici erano talmente con l’acqua alla gola che molti del partito pensavano che non ci fosse più nulla da perdere a lanciare un attacco disperato a sorpresa. Tuttavia non lo hanno fatto. La verità e che, se gli americani avssero continuato a lasciare fare all’Urss, l’Urss prima o poi avrebbe attaccato in ogni caso, perché lo progettava da sempre. Quindi, l’unica cosa da fare era prenderli subito per il petto con i cruise e gli scudi spaziali. Mettendo a tacere i pacifisti.
    Perché il pacifismo è una utopia anti-cristiana. Guarda caso, i pacifisti hanno sempre fatto il gioco dei dittatori. Mi vengono in mente quei solenni patti per il disarmo firmati dalle nazioni europee negli anni Trenta, mentre Hitler aumentava le spese militari. E mi viene in mente Chamberlein, che si illudeva di tenere buono Hitler con qualche stretta di mano e concedendogli tutto quello che voleva. Vuoi i Sudeti? Prenditeli, così poi noi si va d’amore e d’accordo.

    PER FINIRE A KEYNES,TUTTI SAPPIAMO CHE LA CHIESA CATTOLICA HA ENUNCIATO CERTI CONCETTI BEN PRIMA DI LUI, MEGLIO DI LUI, MA CON MOTIVAZIONI ETICHE, CON LA PROPRIA DOTTRINA SOCIALE,SENZA MAI PROPORRE UN’ ECCESSIVO INTERVENTO DELLO STATO,COME HANNO FATTO TANTI KEYNESIANI. NON MI SEMBRA CHE TALE DOTTRINA ABBIA PERO’ MAI ESALTATO IL LIBERISMO INCONDIZIONATO PIU’ DI TANTO, ANZI.AD OGNI MODO KEYNES NON E’ UN DOGMA, MA LA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA E’ QUANTO MAI ATTUALE.

    Oh no, ancora col “mi sembra” e “non mi sembra”. Qui non si tratta di quello che sembra ma di quello che è. La dottrina sociale della Chiesa condanna l’illusione della “mano invisibile” di cui ho già parlato e su cui non mi ripeto. Secondo certo liberalismo ateo bisogna essere egoisti ed avidi perché tanto poi ci pensa la mano invisibile a distribuire le ricchezze. Invece secondo la Chiesa per fare una buona opera economica buona bisogna essere buoni e agire bene. Quindi, i poveri non li deve aiutare lo stato tassassino con politiche di “ridistribuzione” forzata: li devono aiutare i singoli con l’impegno individuale nella carità. Cristo non ha detto: lo stato deve ridistribuire le ricchezze così voi ve ne potetre restare comodi a farvi i fatti vostri. Ha detto: date da mangiare agli affamati e da bere agli assetati, perché ogni volta che aiutate un bisognoso è me che state aiutando.

    VORREI AGGIUNGERE CHE IL COMUNISMO SOVIETICO ED IL NAZISMO SI SONO AFFERMATI IN EUROPA PURTROPPO ANCHE GRAZIE ALLE POLITICHE LIBERISTE PRECEDENTI CHE AVEVANO CREATO GROSSE SACCHE DI MISERIA E DI DISUGUAGLIANZA, IGNORANDO PROPRIO QUELLA QUESTIONE SOCIALE TANTO RACCOMANDATA DALLA CHIESA.

    E infatti io ho speso pagine e pagine del mio articolo proprio per spiegare che all’origine della piaga biblica della spesa pubblica c’è Adam Smith con la sua “mano invisibile”. E’ assolutamente vero che nell’Ottocento i “proletari” stavano male. Ma dietro il successo del nazismo in Germania non c’era la miseria proletaria: c’era la socialdemocrazia! Bismark aveva preparato il terreno ad una mentalità statalista, naturalmente orientata al totalitarismo politico, attuando alla fine dell’Ottocento delle politiche molto avanzate di welfare. Questo non lo dice nessuno perché da molto fastidio.

    PER QUANTO RIGUARDA GLI USA, PAESE LIBERISTA PER ECCELLENZA, IO STIMO IMMENSAMENTE IL POPOLO AMERICANO PER LE CONQUISTE IN CAMPO SCIENTIFICO
    PER LA PRODUZIONE CULTURALE E PER TANTE ALTRE COSE CHE TUTTI SAPPIAMO.
    MA SAPPIAMO TUTTI CHE A FRONTE DI MILIONI DI MILIONARI, IN QUEL PAESE CI SONO QUASI 50 MILIONI DI PERSONE CHE VIVONO IN CONDIZIONI DA TERZO MONDO, VUOL DIRE CHE QUALCOSA VA RIVISTO,INOLTRE TUTTI I GOVERNI IN QUALCHE MODO ALLEATI DI WASHINGTON IN AMERICA LATINA E CHE HANNO ADOTTATO POLTICHE ULTRALIBERISTE HANNO PROBLEMI MOLTO MOLTO PIU GRAVI DEI NOSTRI.

    Quella dell’America “ultraliberista” è un mito duro a morire. Gli Usa non sono per nulla ultraliberisti, magari! Diciamo che da loro c’è un poco più di mercato e un po’ meno di stato, ma neanche tanto. L’unica vera differenza fra il modello americano e il modello europeo era il sistema sanitario. Ma ormai con l’Obama-care è venuta meno anche questa differenza. Leggendo regolarmente la stampa americana, come Internet ti consente di fare in tempo reale, ti accorgi che negli Usa è quasi come in Italia: c’è una sinistra arrogante e violenta che vuole spesa pubblica senza fine e getta benzina sul fuoco dell’invidia sociale verso i “ricchi”. La perfezione non è di questa terra, neppure degli Usa. Quindi è giusto criticare gli Usa. Ma degli Usa tutto può essere detto, tranne che siano “ultraliberisti”. Per merito della aggressiva sinistra americana, anche negli Usa proliferano posti di lavoro pubblici imporduttivi e sussidi a pioggia, sebbene meno che in Inghilterra. Perché nessuno si ricorda più che l’11 luglio di quest’anno i mercati hanno attaccato l’America? Perché facciamo finta di non sapere che anche gli Usa tirano oggi a campare sul bordo del baratro del default prodotto dalla spesa pubblica?

    LO SLOGAN POI “TAGLI TAGLI TAGLI” PUO ANDARE BENE IN UNA MANIFESTAZIONE DI PIAZZA MA NON E’ LA MODALITA’ GIUSTA PER AFFRONTARE IL PROBLEMA.

    E invece è assolutamente l’unica giusta, a meno di non volere ciurlare nel manico. Il vostro parlare sia si si, no no.
    Il mio parlare è si ai tagli, no alla spesa pubblica improduttiva. Tutti gli statalistici “se-ma-però-vediamo-distinguiamo-fra-socialdemocrazia-nordica-ed-economia-sociale-di-mercato-alla-tedesca” vengono sappiamo da dove.

    E adesso basta. Ma scommetto che il postmodernista Delfini non rinuncerà alla sua “grande narrazione” socialistica sulla Tatcher che affamerebbe i poveri e sul modello tedesco che invece funzionerebbe come un orologio… “ma io non sono socialista”. Si limiterà a rispeterla sette o settanta volte o all’infinito in altri infiniti commenti in caratteri cubitali lasciati in ogni anfratto del sito di Tempi. Ma io non ho più il tempo di rispondere, anche perché smontare la stessa “grande narrazione” che viene ripetuta identica settanta volte sette di seguito è molto noioso.

  11. paolo delfini scrive:

    CARA SIGNORA GIOVANNA CHE LE DEBBO DIRE? POTREMMO PARLARE PER SECOLI ED OGNUNO RESTEREBBE SULLE SUE POSIZIONI.SOLO IL PADRETERNO SA CHI HA TORTO E CHI HA RAGIONE. O FORSE ABBIAMO IN PARTE RAGIONE TUTTI E DUE.BOH!COMUNQUE NON NE FACCIAMO UNA QUESTIONE ESISTENZIALE , E SOPRATTUTTO CERCHIAMO DI ESSERE PIU’ SERENI,GRAZIE A DIO NON SIAMO IN GUERRA!PENSO CARA SIGNORA CHE ABBIAMO MOTIVI MOLTO PIU VALIDI E SERI PER INDIGNARCI O INCAZZARCI AL GIORNO DI OGGI SE PROPRIO VOGLIAMO FARLO, COSE PURTROPPO MOLTO PIU SERIE E GRAVI CHE NON IL FATTO DI SAPERE CHI TRA GIOVANNA JACOB E PAOLO DELFINI LA SAPPIA PIU LUNGA SUL LIBERISMO E LO STATO SOCIALE!CORAGGIO!

  12. Rodolfo Casadei scrive:

    Non sono affatto d’accordo con quello che dice Vaciago. Fra il 1991 e il 2003, il rapporto debito pubblico/Pil in Germania è passato dal 40 al 60%, in Italia dal 100 al 104 per cento. Cioè il loro è aumentato di 20 punti, il nostro di 4. Fra il 2003 e il 2010 il loro rapporto debito pubblico/Pil è cresciuto dal 60 all’83%, il nostro dal 104 al 118. Cioè il loro è cresciuto di 23 punti, il nostro di 14. Allora Vaciago la smetta di dire che i tedeschi hanno fatto i sacrifici e gli italiani no: sono balle. La verità è che l’Italia ha un’eredità pesante, quella degli anni Ottanta-Novanta, che ci schiaccia. Mentre la Germania ha usato la spesa pubblica, la ristrutturazione e un euro calcato sulle loro prerogative per schicciare tutti i i paesi europei concorrenti. Vaciago, dal mio punto di vista, lavora per il re di Prussia. Non dategli retta.

  13. paolo delfini scrive:

    GRAZIE RODOLFO PER DETTAGLIATA DELUCIDAZIONE RELATIVAMENTE A UN TEMA MOLTO ATTUALE ED IMPORTANTE,SOLO ADESSO CI RENDIAMO BENE CONTO DI TANTI ERRORI CHE ABBIAMO FATTO NEL PERIODO CHE LEI CITA.

  14. malta1565 scrive:

    Grazie Rodolfo, non mi piaceva questa intervista. E poi non dimentichiamoci che nel 2006 Italia 2, Germania 0!

  15. de carolis filippo scrive:

    Anche io non sono d’accordo con Vaciago.Bella la battuta di Casadei sul re di Prussia.Interessante la disputa ideologica tra Jacob e Delfini,sono un usciti un po’ fuori tema ma mi e’ piaciuta, anche se ai veri padroni del mondo non gliene frega piu’ di tanto della destra o della sinistra,comandano loro e basta,Goldman Sachs docet.
    A Malta 1565 aggiungo la mitica vittoria del 1970 Italia4 Germania3!

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