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Università, i posti restano immutati a Medicina. Sul futuro incombe il pericolo ricorsi

giugno 22, 2016 Elisabetta Longo

L’associazione di studenti PrePost aiuta da 30 gli aspiranti medici a prepararsi: «Il test di ingresso rimane un sistema inevitabile: è democratico e rappresenta un aiuto, non un ostacolo»

«Medicina allarme test: il Ministero taglia i posti disponibili». Così titolava la Repubblica il 17 giugno, dando voce all’allarme del coordinamento universitario di studenti Link, secondo cui verranno cancellati ben mille posti. In realtà non c’è niente di certo. Il numero dei posti disponibili per il prossimo anno accademico (2016/17) resta immutato ed eventuali tagli saranno presi in considerazione solo negli anni a venire dalla conferenza Stato-Regioni, in programma ogni tre anni. E se i posti verranno diminuiti, è anche per far posto ai “ricorsisti”, studenti non ammessi all’anno accademico 2014/15 che hanno vinto il ricorso al Tar e stanno tuttora frequentando Medicina e Chirurgia.

PERICOLO RICORSI. Anche un ricorsista in più rischia di sballare le delicate logiche del tirocinio obbligatorio in ospedale, parte fondamentale della laurea magistrale. Spiega Davide Calabretta, studente di Medicina a Milano e responsabile dell’Associazione PrePost “Davide Bortolotto”, gruppo di preparazione ai test: «Chi si iscrive al test di Medicina o delle altre professioni non riesce a vederlo come un’opportunità, come uno strumento necessario per gestire il flusso di aspiranti medici, nell’ottica del mercato del lavoro. Lo intende solo come un ostacolo alle sue aspirazioni, anche una volta passato lo vedrà come una faticaccia evitabile. Solo durante gli anni dell’università si renderà conto della sua importanza, visto che anche nei reparti i posti sono pochi. All’università Statale di Milano i ricorsisti sono stati 20, e anche se sembra un numero piccolo rispetto ad altre situazioni, la loro presenza non preventivata si riflette su tutta l’organizzazione dei tirocini».

60 QUESITI. In questo periodo gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori sono alle prese con la maturità, ma chi ha scelto di iscriversi alle facoltà mediche ha già la mente a settembre, quando si terranno i test. Si comincia martedì 6 settembre, con Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi dentaria, il 7 con Medicina Veterinaria, il 13 per le Professioni Sanitarie e il 14 per Medicina e Chirurgia in lingua inglese. Prepost aiuta gli aspiranti medici da 30 anni, organizzando corsi di ripasso e simulazioni di test, tenuti dagli stessi studenti. Quest’anno andranno dal 28 al 31 agosto.

«TEST D’INGRESSO DEMOCRATICO». In questi 30 anni il test di medicina è cambiato molto e la forma attuale dedica molto spazio ai quesiti di logica: «Qualche anno fa il test aveva un alto numero di domande di cultura generale. Poi si è optato per avere più domande di logica, mentre adesso la tipologia dei quesiti è equamente distribuita, per un totale di 60 quesiti». Se è cambiato il test, non è cambiata però la tipologia del candidato: «C’è quello che sogna di fare il medico da quando era piccolo e quello che ha pensato di intraprendere questa strada solo pochi mesi prima della maturità: sono entrambe tipologie meritevoli di entrare. Il test di ingresso rimane però un sistema inevitabile, visto che è democratico, mette tutti sullo stesso piano. Occorre solo prepararsi bene».

Foto Ansa

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1 Commenti

  1. AndreaB scrive:

    Bisogna iniziare ora a far crescere più medici e medici in gamba… Già adesso si vede che negli ospedali i medici sono costretti spesso a lavorare al di sopra delle possibilità umane e spesso sono costretti anche a scegliere se dedicare più risorse ai giovani o agli anziani… Questo NON dovrebbe succedere…

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