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Il “padre” della fecondazione assistita: «No ai “bambini prodotto” con tre genitori»

febbraio 17, 2015 Leone Grotti

Jacques Testart contro la nuova tecnica inglese. Sotto le espressioni oscure come “bambino con tre Dna” si camuffa «ciò che è semplicemente una clonazione di embrioni»

fecondazione-shutterstock_129449231«Ci sono ottime ragioni per opporsi» alla «fabbricazione di un bambino con tre genitori». A scrivere questa tribuna su Libération non è un opinionista qualunque ma Jacques Testart (foto in basso), uomo laico e di sinistra, “padre” del primo bambino nato in provetta in Francia nel 1982.

«RAGIONI SCIENTIFICHE». Lo scienziato si è voluto opporre alla pratica in via di approvazione in Inghilterra: sfruttando il dna di tre genitori genetici, si dice, si permetterà a donne portatrici di malattie mitocondriali gravi di avere bambini senza trasmettere le loro patologie.
«Ci sono ragioni scientifiche per opporsi», scrive Testart: «Quali prove abbiamo dalla sperimentazione sugli animali (sempre più bistrattata) che non ci saranno effetti collaterali per i bambini? Poiché i mitocondri vengono trasmessi a tutti i bambini dalle loro madri dal principio fino alla fine dei tempi, quali conseguenze potrebbe avere questo cambiamento ereditario, prima manipolazione storica del materiale genetico germinale nella nostra specie?».

«BAMBINO-PRODOTTO». Il biologo francese si fa però anche altre domande sui «limiti – o meglio sull’assenza dei limiti – nella manipolazione dell’umanità: il bambino viene sempre di più concepito come una combinazione di elementi biologici vari (gameti estranei alla coppia, utero in affitto, sostituzione di mitocondri). Quando il “‘bambino-prodotto” non può più essere davvero quello della coppia, non sarebbe meglio accettare il fatto della sterilità, astenendosi dal procreare o ricorrendo all’adozione, piuttosto che cercare di aggirare gli ostacoli con acrobazie sempre più problematiche?».

jacques-testart«DALLA PARTE DELLA COMPASSIONE». Ma, si dirà, sono pochissimi quelli che ricorreranno alla tecnica dei tre Dna. Per Testart, questa argomentazione non è per niente «rassicurante», perché «un solo caso particolare può portare a una sollevazione parlamentare e a nuovi sviluppi, portati avanti da sostenitori desiderosi di posizionarsi in modo risoluto dalla parte della compassione». Per il padre della fecondazione assistita francese, i «”bambini con tre Dna” possono aprire in modo discreto, e sempre nel nome della compassione, la via della clonazione umana».

RISCHIO CLONAZIONE UMANA. Come nel caso della pecora Dolly, «primo mammifero “clonato”», secondo Testart con questa tecnica gli embrioni potrebbero essere clonati e «questa manipolazione avrebbe anche grandi chance di successo». Ma «questa è forse una buona ragione per camuffare sotto le espressioni, oscura di “bambino con tre Dna” o innocua di “sostituzione mitocondriale” , ciò che è puramente e semplicemente una clonazione di embrioni?». No, per lo scienziato, che vede in questa tecnica un modo per cominciare a percorrere una strada finora inesplorata nella bioetica internazionale: «La clonazione umana».

Foto inseminazione artificiale da Shutterstock

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9 Commenti

  1. filomena scrive:

    Gli argomenti per opporsi a qualsiasi tecnica a prescindere, sono sempre gli stessi, triti e ritriti. O trovate qualcuno che tiri fuori delle argomentazioni nuove oppure tanto vale che mettiate a confronto tesi diverse contrapposte per animare il dibattito. Così rischiate di diventare un disco sotto e anche i fedelissimi alle vostre tesi si stuferanno di leggere sempre le stesse cose.

    • giovanna scrive:

      Meno male che c’è la barbuta a spedire profondi testi densi di riferimenti scientifici !
      Sempre più grigia, sempre più noiosa, con barba o senza.
      Che poi, cosa gliene può importare del futuro dei nostri figli ad una poveraccia concentrata solo sul suo grigiore ?
      Dai, un bel copia-incolla per dare un brivido alle tue annoiate giornate, che ne dici ?

      • filomena scrive:

        Guarda che se non hai altri argomenti che insultare il tuo prossimo, puoi anche stare zitta, nessuno ti obbliga a postare commenti stupidi!!! Capisco che non sai fare altro, ma qualche volta potresti trattenerti..tempra lo spirito!
        IL SILENZIO È D’ORO, specialmente nel tuo caso.

        • giovanna scrive:

          Cara Barbuta, forse non ti sei accorta che sei TU ad essere intervenuta sul NIENTE, solo offendendo a vanvera ! Certo che questi tuoi tratti autistici sono sempre più preoccupanti !
          Ti ricordi i bei tempi in cui commentavi a proposito, anche se con fiumi di copia-incolla ?
          Dai, un piccolo copia -incolla su come queste tecniche siano innocue e foriere di benessere per l’umanità, dai ! Tanto a te che te frega, magari sulla pelle degli esseri umani speri di guadagnare qualche anno di grigia vita ! Una Filomena barbuta clonata….brrrrr
          Su, un pochino di ironia, una donna che si fa la barba, la deve incassare !

    • Sebastiano scrive:

      Già, gli argomenti sono sempre gli stessi. Anzi, LO STESSO: il diritto del bambino.
      Ma capisco che questo ti dia fastidio.

    • To_Ni scrive:

      La cosa che spesso rimproveri è che noi cattolici ragioniamo in modo irrazionale obbedendo a “principi calati dall’Alto” (secondo la tua formulazione tipica). Ebbene, abbiamo uno scienziato che non è calato dall’Alto, non è cattolico, esprimi dubbi scientifici a medio termine, ma anche vede le ovvie implicazioni in un contesto a lungo termine ed in ambiti diversi . E tu , come da copione, non trovi niente di meglio che affermare che si tratta di un discorso trito e ritrito. Quindi non solo non vedi e non capisci le differenze, sciaguratamente non riesci a farti nessun interrogativo nuovo …. e cosa peggiore, fai pure l’annoiata .

  2. Sebastiano scrive:

    Redazione, ma si può sapere perché mi cestinate i post? Non mi pare di aver usato linguaggio offensivo.

  3. Ellas scrive:

    Se a Filomena da così tanto fastidio parlare della vita, che ci sta a fare qui? Qui difendiamo la vita e l’argomento non è mai trito.

    Se persino il padre del bambino in provetta, si è accorto che si è andati oltre allora è chiaro che un problema c’è.

    Che donne codarde sono quelle che preferiscono pasticciare con i geni del loro figlio? Gattaca, The Island erano solo film ma già descrivevano bene il futuro.

    E ancora l’uomo gioca a fare Dio: non può finire bene. Togli un gene e i problemi spuntano.

    Triste.

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