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«Abbiamo criticato lo spot in difesa dei bambini Down perché poteva causare problemi alle coscienze di chi ha fatto scelte di vita differenti»

agosto 1, 2014 Leone Grotti

Dopo aver criticato le emittenti che hanno trasmesso lo spot “Cara futura mamma”, l’autorità della tv francese prova a spiegarsi. Ma la toppa è peggio del buco

down-video-spot-hNon si possono diffondere spot a favore della vita dei bambini Down perché potrebbero offendere le donne che hanno deciso di eliminarli attraverso l’aborto. Quando si dice che la toppa è peggiore del buco. Dopo le insistenti polemiche scatenate in Francia dalla decisione del Csa (autorità francese del settore audiovisivo), che ha rimproverato le emittenti televisive che hanno diffuso lo spot “Cara futura mamma”, l’autorità ha pubblicato un comunicato stampa per spiegare la sua posizione.

IL COMUNICATO. In precedenza il Csa si era limitato ad osservare che lo spot era «ambiguo», non «di interesse generale» e poteva «portare a controversie». Nel comunicato stampa ha specificato: «Il Consiglio non cessa di sostenere tutte le iniziative di lotta contro la stigmatizzazione delle persone handicappate e in favore del loro inserimento nella società. Di conseguenza, incoraggia l’insieme dei media a fornire un’immagine profondamente rispettosa della loro vita personale e sociale».

natalia-jojo-sindrome-downLA SPIEGAZIONE. Non solo, «il Consiglio non ha mai voluto interferire con la diffusione [dello spot] in televisione. In effetti, constata che il messaggio presenta un punto di vista positivo sulla vita dei giovani trisonomici e incoraggia la società ad aprire al loro inserimento». Retromarcia dunque? No, perché poi il Csa aggiunge, svelando il vero motivo del suo “rimprovero” originario: «Allo stesso tempo, il Consiglio ha osservato che questo messaggio era suscettibile di causare problemi alla coscienza delle donne che, nel rispetto della legge, hanno fatto scelte di vita differenti. Di conseguenza, l’inserzione dello spot nello spazio pubblicitario è inappropriato».

RECORD DI ELIMINAZIONI. Insomma, dopo un mare di belle parole sui poveri bambini Down che non devono essere discriminati, l’autorità francese afferma che uno spot che ha come scopo di «mostrare che è possibile essere orgogliosi delle persone con trisomia 21 e che queste possono inserirsi nella società e riuscire nella vita malgrado le difficoltà» non deve essere trasmesso in pubblico per non offendere quelle donne che hanno deciso di abortirli.
Davanti a questo comunicato, nessuno può stupirsi se, come scritto dalla Fondazione Jerome Lejeune, «la Francia è il paese leader nell’eliminazione dei bambini con trisomia 21 prima della loro nascita (96%)».

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17 Commenti

  1. domenico says:

    bè, vietiamo gli spot contro la caccia perchè c’è chi “nel rispetto della legge” è un cacciatore e ha fatto scelte diverse e può quindi sentirsi turbato nella coscienza da questi messaggi.

    • beppe says:

      domenico, ti dai la zappa sui piedi. infatti è tutto un fiorire di proteste contro la caccia, e chi NEL RISPETTO DELLA LEGGE E PAGANDO PROFUMATAMENTE, si dedica a quello che fino a prova contraria è solo un hobbi o uno sport, si sente tratto come un criminale nazista. prova a partecipare ad un semplice rosario pro bambini non nati e vedrai chi è che viene discriminato.

  2. luca says:

    Vi dò un piccolo consiglio:

    Scrivete una mail ufficiale di protesta all’attenzione di Laëtitia Bréchemier – Lucile Mahé

    service.communication@csa.fr

    In francia stanno inondando la casella mail del Consiglio superiore da stamattina.

    Se non sapete cosa scrivere o non avete voglia di usare il traduttore qui sotto trovate un fac-simile:

    je suis un citoyen italien qui a eu accès à la vidéo d’origine pour les enfants ayant la trisomie.
    La vidéo en question est clair, utile et inclusive, jamais polémiques ou discriminatoire.
    Un certain nombre de personnes en Italie est toujours surpris par votre comportement
    offensive sur toutes les personnes handicapées.
    restant encore choqué par vos deux réponses indicibles.
    Cordialment NOME e COGNOME

  3. marco53 says:

    Grazie Luca.
    Da fare. E già fatto.
    Ho scritto (in english) di considerare il grande, inconsapevole servizio alla ns umanità, fatto dalle persone Down, ricordandoci essi cosa è realmente anche la nostra vita.
    E che comunque non è granchè onorevole, se non addirittura vergognoso, far tacere quelli che già di per sè non hanno voce nella nostra cultura e spazio nella società.

  4. Parsifal says:

    Grazie Luca, inviato, ma servirà a qualcosa?

    • Anna says:

      Terrificante! Ma mi fa ancor più paura il silenzio dei più di fronte a simili “insensatezze” sino a quando non ci appaiono “normali”. Il NON SENSO fa leva sul Silenzio e si nutre di questo sino a farci credere che NON POSSIAMO FARCI NULLA…. cosa succede in Italia?
      Un bambino portatore di handicap a parole sarà tutelato e gli si favorirà l’integrazione a scuola e sul lavoro… Messa a tacere la coscienza e la scienza… di fatto cosa succede?
      Saranno discriminati i suoi genitori che Non potranno educarlo secondo i propri principi bensì saranno costretti a mandarlo nella perfetta scuola pubblica statale seppur pagando le tasse avrebbero magari desiderato scegliere la scuola pubblica paritaria sotto casa, ma poveri loro scopriranno presto che la libertà di scelta educativa che gli spetta e che lo stato gli riconosce (cost. italiana e UE) Esso stesso non la garantisce… Beffa!!!
      Discriminati genitori e discriminato il figlio, in un perfetto processo di continuità della beffa. Andrà a scuola ma chissà se avrà garantito il docente di sostegno che servirebbe per integrarlo? Dipende da variabili indefinite.
      E poi… Bè c’è la legge sulle pari opportunità No?
      E’ dal 1948 che il diritto più naturale al mondo: libertà di scelta educativa che spetta all’individuo non viene garantita solo dallo stato italiano (gran bella eccezione in Europa e nel mondo)… Ma tranquilli il processo di continuità del Non senso produrrà prima o poi il collasso naturale delle paritarie, che esistono a garanzia del pluralismo educativo accanto alle scuole a gestione statale, avremo un livello di disoccupazione ancor più alto (docenti e non che andranno a allungare l’interminabile fila dei precari e disoccupati) e allora eccoci agli oneri per lo stato a questo punto ci saranno e belli corposi (oneri morali, sociali, civili ed economici)… D’altronde per il non senso esiste una sola logica la propria…
      Ma io NON mi arrendo…e credo che la Ragione prevarrà!!! Voi????

  5. filomena says:

    Noi?!! Prima di tutto qua si stava parlando di altro e non delle scuole paritarie che é un altro capitolo. Poi personalmente sostengo che non ci può essere solo il diritto alla libertà educativa (che secondo voi va sempre e solo nel senso di indottrinare i figli già da piccoli nelle scuole confessionali), ma anche quella di genitori che non se la sentono di crescere un figlio Down in questo caso, oltre al fatto che si potrebbe discutere anche sulla qualità di vita di questi ragazzi e non per questo devono essere colpevolizzare se decidono per l’aborto. Detto questo é evidente che se i genitori decidono invece di farli nascere, lo Stato deve garantire loro un supporto idoneo a far fronte a una situazione di questo genere e non per premiare la loro scelta ma per cercare di migliorare la qualità di vita dei figli.

    • Toni says:

      @ Filomena ,
      Ti prego basta….poni dei limiti a te stessa. Indottrinamento confessionale ? Ma pensa al tuo di indottrinamento ! Quando incontri un bambino down dovresti vergognarti e guardare da un’altra parte… perché per te, per quanto profumi elegantemente a “cosa” e’ una esistenza inutile che “affama” i suoi genitori. Per te poteva essere morto.
      Se per te uno che ama i suoi figli si affama posso dirti senza remore che tu non ami nessuno!

      Ps – la tua felice intuizione che i figli “affamano” i genitori dice tutto di stessa. E’ tra le cose peggiori che ho letto in questo sito.

      • filomena says:

        @Toni
        Stavolta hai tu esagerato e ti attacchi alle parole. Se fai oggettivamente tanti figli non solo si affamando i genitori ma tutta la famiglia e questo non é giusto per nessuno. Se ogni volta che senti parlare di abortire per malformazioni o malattie ti indigni in questo modo significa che ce l’hai col mondo intero perché come dice anche l’articolo é una pratica abbastanza frequente. Ora si può benissimo essere contrari ma forse nel tuo stesso interesse potresti non farti il sangue così amaro ogni volta per situazioni che riguardano scelte fatte da altri. E credimi lo dico in tutta sincerità senza nessuna intenzione di fare polemiche.

        • Toni says:

          @ Filomena

          Non mi attacco alle parole, solo che ritengo queste essenziali per essere intellegibili e perché il loro uso (un termine anziché un altro) è rivelatore.

          Non credo che il grande problema che viviamo oggi siano branchi di bambini che affamano le famiglie. Il motivo principe dell’aborto non è la sovrappopolazione e la penuria di risorse. Ma ragioni molto più banali e materiali che sono sotto gli occhi di tutti (e temo che l’affamare a cui ti riferisci tu è da rapportate a queste)

          Per ritornare al tema della discussione molte sono le ragioni che mi fanno il sangue amaro.
          Ho trovato il tuo post da perfetta eugenista. La componente eugenetica, Angelo, nella discussione dell’altro ieri, l’aveva ben evidenziata individuandola in alcuni componenti di spicco del femminismo. Tu hai scrollato l’argomento dicendo che ragioni con la tua testa e che non ti riconosci in certi eccessi. Evidentemente non è così anche se ti giovi, per sostenere la tua tesi, che bambino è quello che vedi con gambe e braccia (ricorro a questa immagine solo per rendere l’idea…. tu sai elaborarla meglio).
          Trovo che certe parole sono un insulto a delle mamme e a dei papà. Io non trovo parole adatte per descrivere certe cose e temo di impoverirle con i miei limiti nello scrivere, ….. ma conosco bambini Down che sorridono e sono sereni e questo gesto l’hanno imparato dai loro genitori. Si può dare solo quello che si ha. E sono riusciti a farlo per la bellezza che entrambi hanno dentro. Non grazie a psicologi ed a tecniche comportamentali , solo perché questi papà e queste mamme, affrontando una vita certo non facile, sono stati in grado di dare una cosa preziosa che risiedeva nel loro essere.
          Leggere un articolo sul quale una insulsa CSA discrimina quei genitori e quei bambini togliendogli ogni visibilità … come se fossero dei fantasmi solo per evitare “turbamento” mi pare, volendo essere teneri, oltraggioso. Cosa bisogna temere dal “turbamento”? Niente… se sei convinto, video o non video, abortisci con la meravigliosa legge che ti hanno messo a disposizione. Ma se hai dubbi … se senti che qualcosa nella tua coscienza non quadra…. perché deve essere rimossa la possibilità (dico solo la possibilità!!!) che quella vita abbia un significato, uno scopo.
          Ma quello che mi provoca un pugno nello stomaco è anche l’ipocrisia. Il bambino Down ormai è nato… e vale quanto me, quanto te, e quanto Bifocale. O no … o non siamo d’accordo neanche su questo (per me valeva prima di nascere … a scanso d’equivoco) ? Se una suora caccia “forse” (perché non c’è certezza dell’accaduto… solo parola contro parola) una lesbica… si grida subito alla discriminazione (tu e pure Bifocale avete fatto così) se una …. (userei parole impronunciabili per definire questa CSA)… caccia non solo da video… perché in fondo hanno puntato a cacciarli dalla coscienza…. altri esseri umani , scusa la retorica… come noi. La vs reazione, …. niente, …. “manco na parola”. Anzi , condite parole a costo di storpiare la coscienza (vostra e quella degli altri) per chiamare giusta una cosa rivoltante.

  6. filomena says:

    @Toni
    Quando ti ho detto di non farti il sangue amaro intendevo che molte delle cose che racconti sono belle e vere come quelle dei genitori di un bimbo Down che hai citato e sono ovviamente apprezzabili, ma non puoi pensare che tutte le persone abbiano queste capacità e magari proprio non ce la fanno di fronte a tutto ciò. Non c’è un modello di comportamento standard che tutti devono adottare. Noto poi che spesso hai la tendenza a prendere casi limite e generalizzarsi come se questo fosse la regola (in questo sei diciamo molto aiutato da Tempi che seleziona evidentemente i casi limite qualche volta fino ad arrivare al patetico: ti ricordi l’articolo del vescovo e del sesso orale?).
    Quello che voglio dire é che la maggior parte della gente si comporta senza arrivare ad estremismi e sono convinta che molte discussioni qui a Tempi (come in tutte quelle in rete) sono un po’ surreali perché io non credo che nella vita comunesi possa essere così come dire “idealista” anche perché bisogna fare i conti con la realtà che non é quasi mai quella ideale. Questo era il senso del “non farti il sangue amaro” anche perché credo che il selezionare situazioni limite sia anche finalizzato a incentivare discussioni altrettanto al limite. Nel bene e nel male la realtà di tutti i giorni é molto più mediamente “normale”, qualsiasi cosa significhi poi essere normali.
    Spero che apprezzerai questo mio ragionamento sincero e anche un po’…..riconciliato re. So che tu a differenza di altri hai la capacità di guardare “oltre” , non si può certo dire lo stesso di altri o…altre.

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