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Sochi e le Olimpiadi arcobaleno. La legge di Putin sui gay può non piacere, ma non è «aberrante»

febbraio 13, 2014 Redazione

I giornali attaccano il presidente russo per una legge che dimostrano di non conoscere. E ignorano che gli omosessuali non sono perseguitati in Russia dal 1993. L’analisi del Foglio

Cosa prevedono le leggi che limitano le libertà omosessuali in Russia, di cui tanto si discute in questi giorni di Olimpiadi a Sochi? Un articolo apparso sul Foglio di oggi a firma di Massimo Boffa aiuta a comprendere meglio la questione, oltre ogni strumentalizzazione. «È singolare – scrive Boffa – la totale sordina su un dato di fatto incontrovertibile: mai, nella sua storia plurisecolare, la Russia ha goduto di un periodo di libertà e benessere come nei dodici anni appena trascorsi». «È fuorviante, infatti, paragonare la Mosca di oggi alla Londra o alla Parigi di oggi; ha molto più senso paragonare la Mosca di oggi alla Mosca di ieri e dell’altroieri. E in questo confronto, quanto alle libertà, il vantaggio del presente è finora netto e andrebbe più onestamente riconosciuto». Difficile che però ciò avvenga su testate che parlano di leggi anti-gay (chissà perché al plurale quando la legge è una soltanto), e che si scordano sempre di dire che in Russia l’omosessualità non è più considerata reato da almeno 20 anni, e che se ci sono persecuzioni verso i gay sono semplicemente fenomeni di bullismo, da condannare e perseguitare.

L’APPELLO DEGLI SCRITTORI. Il fatto è che, piuttosto, sui giornali trovano spazio gli appelli come quello firmato dai 200 scrittori contro Putin e la sua politica omofoba, apparso venerdì in occasione della cerimonia di apertura di Sochi; un testo che dimostra che, quando dall’indignazione generica si passa alle accuse precise, si rischia di fare autogol: «Gli scrittori», scrive Boffa, «fanno tre precisi esempi liberticidi: la legge che proibisce “l’insulto religioso”, la legge che punisce penalmente la diffamazione, la legge che proibisce la “propaganda” gay di fronte ai minorenni. Queste sarebbero le leggi che, secondo i Nobel e i loro colleghi, “soffocano il diritto di esprimersi liberamente”».
Ma forse era meglio se restavano vaghi, avverte il giornalista perché la realtà russa è sì aspra, ma certo non oppressiva come viene dipinta: i locali gay esistono a Mosca e San Pietroburgo, il pregiudizio tra la gente c’è, «ma alla fine tutta questa ostilità ha finito per partorire una legge che, lasciando libero ciascuno di vivere le proprie inclinazioni sessuali come meglio crede, stabilisce che la “propaganda”, di fronte a minorenni, di comportamenti sessuali non tradizionali sarà punita con una multa, di entità variabile. La legge è certamente discutibile, forse persino sbagliata (nel senso che il suo scopo dichiarato, la protezione dei minori, resta di dubbia efficacia, mentre il riferimento ai gay ha fatto da pretesto a una virulenta campagna internazionale), ma appunto è discutibile, forse sbagliata, non però “aberrante”, non paragonabile come qualcuno ha voluto fare con le leggi razziali naziste».

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18 Commenti

  1. Bifocale scrive:

    Dovrà pagare 50mila rubli, l’equivalente di 1600 euro, per aver intervistato un professore licenziato a causa della sua omosessualità. E’ questa la sanzione decisa per Andrei Saturnin, un giornalista residente a Khabarovsk, nell’estremo oriente russo, condannato con l’accusa di “propaganda omosessuale”. La denuncia arriva da Human Rights First, che parla di “repressione” dei diritti dei cittadini. Intanto, un’altra giornalista è nel mirino per aver difeso i diritti di gay e lesbiche. Yelena Klimova è attualmente sotto processo, anche lei con l’accusa di “propaganda omosessuale” per aver creato sul web una rete di giovani lesbiche e omosessuali.

    • beppe scrive:

      ehi, bifo, vai a fare il missionario in russia. noi ti manderemo i pacchi per pasqua e natale e se ti va male ti faremo un monumento. alla CATELLAN.

      • Alberto scrive:

        Diceva un illustre drammaturgo e poeta:

        “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.”

        Studia un po’ di storia, Beppe, prima di fare battute sciocche!

        • beppe scrive:

          alberto , chi difende i più deboli e indifesi tra gli indifesi ( i bambini concepiti e quelli che si vorrebbero fabbricare per darli a chi non li può avere – e non mi riferisco alle coppie m\f sterili). e sul famoso drammaturgo è meglio stendere un velo di pietà vista la vistosa discrasia tra i suoi proclami e la sua pratica.

          • luca scrive:

            difendi i bambini stuprati dai preti piuttosto

            • Cristina scrive:

              I casi di abuso di minore all’interno della Chiesa sono lo 0,2 x 100 dei casi, com’è che del restante 99,8 x 100 non se ne parla mai? Anche per i casi (documentati e filmati per via che se la godevano a vedere i filmini) dei massoni che rapiscono e violentano i bambini fino a farli morire non mi pare che ci siano stati difensori di bambini violentati che si siano indignati.

  2. Bifocale scrive:

    A Mosca dieci attivisti per i diritti umani sono stati fermati in piena Piazza Rossa perché stavano sventolando la bandiera russa mentre intonavano l’inno russo. Si è trattato di una ripetizione, in piccolo, dell’esperienza avutasi nello stadio di Stoccolma, dove centinaia di persone si sono riunite per cantare l’inno russo sotto la bandiera arcobaleno. Tra gli attivisti fermati c’erano due cittadini svedesi, che poi sono stati i primi a essere liberati. Gli attivisti russi, invece, sono stati trattenuti per diverse ore e, a quanto sembra, hanno ricevuto anche maltrattata menti da parte della polizia. Sventolare una bandiera arcobaleno, infatti, è perseguibile in Russia in quanto chiunque lo faccia può essere accusato di “propaganda dei legami affettivi non tradizionali”. A San Pietroburgo sono stati quattro gli attivisti a essere fermati perché esponevano uno striscione su cui era scritto: “La discriminazione è incompatibile con il movimento olimpico. Principio 6 della Carta Olimpica”. Tra le persone fermate c’erano anche le attiviste Anastasia Smirnova (dell’organizzazione Russian LGBT Network), Alexandra Semenova (di Coming Out, organizzazione LGBT locale) e una donna incinta. Al momento dell’arresto la protesta non era nemmeno iniziata: il gruppo stava preparando lo striscione e stavano scattando delle foto, prima di recarsi in un altro punto della città quando a sorpresa sono comparsi diverse auto della polizia. Stando a quanto comunica il sito di Coming Out gli attivisti di San Pietroburgo sono rimasti in stato di fermo per tre ora e poi liberati con l’accusa di manifestazione illegale. Rischiano una molta tra 425 e 649 euro, una cifra enorme per un cittadino russo (si consideri che uno stipendio medio mensile di un docente universitario si aggira sui 400 euro).

    • beppe scrive:

      questi stanno protestando per un capriccio privato che possono tranquillamente soddisfare in camera loro. a parigi un PADRE DI FAMIGLIA ( do you know this ?) perchè indossava la famosa maglietta. ma che andate a fare in russi a col freddo che fa. l’arabia saudita vi aspetta a braccia aperte.

      • luca scrive:

        beppe ma ti rendi conto di cosa dici?
        ma secondo te io sono gay solo in camera da letto?
        io faccio quello che faccio al letto ma con il mio compagno condivido anche una vita, quindi è ovvio che la cosa non si limita a quello che faccio a letto!
        il tuo padre di famiglia ha subito un normalissimo fermo, e si è rifiutato di mostrare i documenti quindi portato in caserma per accertamenti e ti ricordo che il giorno prima molti dei dimostranti avevano creato una vera e propria guerra dentro parigi. se ci sono stati fermi e accertamenti è normale.
        come fai a paragonare una manifestazione che ha distrutto mezza città con 10 persone che cantano sventolando una bandiera?
        infine, se andiamo a vedere è il tuo padre di famiglia che manifestava per un suo capriccio visto che nella vostra vita se io mi sposo non cambia nulla!

      • Cristina scrive:

        Putin ha detto che la Russia come l’Europa ha un problema di popolazione e che (con tutto il rispetto) due persone dello stesso sesso non procreano, per lo stesso motivo ha incoraggiato i russi a fare tre figli per famiglia, per dare un proseguo al Paese e alla società. Sempre per lo stesso motivo c’è maggiore attenzione e aiuto a chi vorrebbe abortire. Da noi pubblicizzano l’omosessualità e l’aborto, e non a caso l’eutanasia: se non ci sono nascite chi è che porta avanti la società? Come vengono curati i malati e gli anziani e pagate le pensioni?

        Per le Olimpiadi non capisco cosa ci fosse da protestsre dal momento che Putin ha detto e ripetuto che gli omosessuali possomo andare e/o partecipare liberamente basta che non si faccia propaganda…

    • picchus scrive:

      Cosa che succederebbe anche in Italia se la manifestazione non è autorizzata. A meno che ovviamente ci siano i soliti raccomandati che possono violare le leggi a piacimento.

      • luca scrive:

        e chi sarebbero i raccomandati? no perché solo il gay pride 2000 fu una lotta!
        la richiesta di autorizzazione fu mandata nel 1998 e l’autorizzazione fu rilasciata un mese prima del pride, che risentì moltissimo del ritardo se consideri che quello era il world gay pride e c’erano persone che volevano venire da tutto il mondo… infatti molti poi non potettero venire perché non sapevano se si sarebbe tenuto fino all’ultimo… ps la contro manifestazione chiese l’autorizzazione 30 giorni prima, ovvero quando fu data l’autorizzazione al pride… per loro (voi) l’autorizzazione fu rilasciata in una settimana!

        ps
        1) mai vista in italia intervenire la polizia per 10 persone che sventolano una bandiera e cantano
        2) troppo comodo: la manifestazione non è autorizzata di arresto, ma l’autorizzazione non può neanche essere chiesta in quanto la propaganda gay è illegale!

  3. VivalItalia scrive:

    «Gli scrittori», scrive Boffa, «fanno tre precisi esempi liberticidi: la legge che proibisce “l’insulto religioso”, la legge che punisce penalmente la diffamazione, la legge che proibisce la “propaganda” gay di fronte ai minorenni. Queste sarebbero le leggi che, secondo i Nobel e i loro colleghi, “soffocano il diritto di esprimersi liberamente”».

    Ah come me piacerebbe esse soffocato da ste leggi …. e nvece ne tocca pure de pagà er canone rai!

    • luca scrive:

      vival guarda forse ti sfugge il senso di tali leggi:
      propaganda gay verso i minori: qualunque manifestazione per i diritti gay, perché un minore potrebbe vederla, quindi ogni tipo di manifestazione a supporto di ogni tipo di diritto ai gay è vietata.
      insulto alla religione: qualunque forma di critica, se pur molto rispettosa alla religione… se sotto il termine offesa fai ricadere ogni forma di contestazione va da sé che crei da una parte l’immunità per la religione e dall’altra impossibilità di denuncia di qualunque fatto… che non debba offendere la religione è vero ma che questo possa implicare il doverne tacere gli sbagli…
      legge che punisce la diffamazione: è ovvio a cosa serve questa… parla male di putin e vai in galera, facile

      • Cristina scrive:

        A cosa ha portato la libertà di offendere le religioni se non a morti e ritorsioni? Il fatto che uno non voglia questi problemi nel proprio Paese (e neanche negli altri, perchè queste cose hanno ripercussioni anche altrove) mi sembra legittimo.

  4. VivalItalia scrive:

    «Gli scrittori», scrive Boffa, «fanno tre precisi esempi liberticidi: la legge che proibisce “l’insulto religioso”, la legge che punisce penalmente la diffamazione, la legge che proibisce la “propaganda” gay di fronte ai minorenni. Queste sarebbero le leggi che, secondo i Nobel e i loro colleghi, “soffocano il diritto di esprimersi liberamente”».

    Ah come me piacerebbe esse soffocato da ste leggi …. e nvece me tocca pure de pagà er canone rai!

    • Cristina scrive:

      Suppongo sarai contrario anche al ddl Scalfarotto contro l’omofobia visto che introduce il reato di opinione…

  5. giuliano scrive:

    VIVA PUTIN

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