Google+

I jihadisti di Cologno Monzese che combattono per il califfato in Siria

settembre 22, 2013 Rodolfo Casadei

«Seppelliremo la democrazia a Damasco. Aleppo sarà il cimitero degli alawiti». Partono anche da Milano, Bologna e Toscana i terroristi anti-Assad

siria-jihad-italia-cologno-monzese1La procura di Milano ha riaperto le indagini su Sakhanh, detto Abu Omar andato in Siria a combattere. Tempi ve ne aveva parlato già in questo articolo del settembre 2013.

Quando, parecchi mesi fa, sulla stampa venne fuori la foto di Haisam Sakhanh e di Ammar Bacha, due siriani residenti da lungo tempo in provincia di Milano, in tenuta da combattimento in un’imprecisata località del loro paese d’origine, le reazioni del Coordinamento siriani liberi di Milano, di cui i due sono esponenti, furono spavalde. «Non abbiamo nulla da nascondere», risposero dall’organizzazione. «Combattiamo per la libertà». Un imbarazzato silenzio ha invece fatto seguito, una decina di giorni fa, alla diffusione della notizia secondo cui uno dei sette ribelli che in un filmato proposto dal sito del New York Times sparano alla schiena (coperta di lividi ed ematomi) di sette soldati nudi inginocchiati con la testa al suolo sarebbe proprio Haisam Sakhanh, ora noto col nome di battaglia di Abu Omar.

Un conto è presentarsi come coraggiosi partigiani che combattono una dittatura accusata di gravi crimini, un altro violare sotto gli occhi delle telecamere le convenzioni internazionali sui prigionieri di guerra. Soprattutto in un momento in cui il regime di Damasco è sotto processo a livello internazionale per l’uso di armi chimiche, ma anche i ribelli sono nel mirino della critica per il moltiplicarsi di testimonianze relative a violazioni dei diritti umani da parte loro e al loro estremismo politico-ideologico. Inoltre Ammar Bacha, compagno d’armi e amico fraterno di Haisam Sakhanh, non è uno qualunque: notoriamente è il fidanzato di una delle figlie di Nour Dachan, presidente emerito dell’Ucoii, l’organizzazione dei musulmani italiani e residenti in Italia legata ideologicamente e organizzativamente ai Fratelli Musulmani.

A tre mesi dalla notizia della morte di Ibrahim Giuliano Delnevo, il 23enne genovese divenuto estremista islamico e ucciso in Siria mentre combatteva con jihadisti ceceni, la questione dei volontari – siriani residenti in Italia e italiani convertiti all’islam – che partono dal nostro paese per dare manforte ai ribelli è ancora avvolta nel mistero. Foad Aodi, palestinese presidente della Comunità del mondo arabo in Italia, in un’intervista aveva parlato di una cinquantina di elementi, pochissimi dei quali nativi italiani. Fonti investigative lasciano trapelare l’esistenza di almeno due jihadisti italiani in azione in Siria, uno originario di Bologna e l’altro di una non specificata località della Toscana.

Navigando in rete
Per mettere insieme qualche notizia e qualche nome sui ribelli siriani di provenienza italiana e sulla radicalizzazione della loro ideologia politico-religiosa è sufficiente navigare sulle pagine Facebook di Haisam detto Abu Omar (la pagina si chiama Haisam Siria, ora disattivata, ndr) e di Amar Bacha. Il primo è ritratto con armi sempre diverse: fucili lanciagranate, kalashnikov, Fal belgi, Dragunov russi. E gli slogan che appaiono in bacheca non lasciano dubbi sull’orientamento ideologico del soggetto e dei suoi sostenitori: «La democrazia è nata in Francia, è morta in Egitto (allusione alla nascita dell’islamismo attraverso i Fratelli Musulmani, ndr) e sarà riseppellita in Siria»; «Aleppo sarà il cimitero degli alawiti, nipoti delle scimmie» (il regime di Assad è considerato alawita, e l’insulto li parifica agli ebrei, in un detto di Maometto definiti “fratelli delle scimmie”); «Il mio piede schiaccia gli alawiti – Dobbiamo bruciare gli alawiti».

Alcuni dei messaggi sono contrassegnati da due bandiere incrociate, una bianca e una nera, con la scritta «Per il califfato secondo la via di Maometto»: un simbolo usato da gruppi affiliati ad al Qaeda. Una foto mostra altri 2 siriani residenti in Italia che hanno combattuto in Siria. L’immagine ritrae, insieme ad Abu Omar e Ammar Bacha, i fratelli Manaf e Anter Chaddad. Tutti e 4 residenti a Cologno Monzese (Mi) che ora rischia di apparire come la capitale dei jihadisti siriani in Italia. Che pare usino riunirsi in un bar gestito da cinesi in corso Roma.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

16 Commenti

  1. marzio scrive:

    Del resto tanti europei ancora credono che le milizie mercenarie islamiste siano composte da democratici che vogliono abbattere il “tiranno” Assad per dare la libertà al popolo siriano.

  2. giuliano scrive:

    scommetto che tutti i terroristi provenienti dall’ Italia sono di sinistra

    • mike scrive:

      forse vuoi dire che i terroristi arabi che vengono dall’italia in realtà non sono veri musulmani e che in fondo non gli frega nulla dell’islam. e che desiderano de-islamizzare il medio oriente così come i comunisti europei vogliono de-cristianizzare l’europa. in pratica sarebbero tutti comunisti. se pensi così mi trovi d’accordo.

      • Alex scrive:

        Mike, strano, perchè dopo che i paesi ocidentali hanno rovesciati i “regimi dittatoriali” di un paese arabo a caso, al governo sono finiti estremisti dediti alla sharia. È strano anche che gli estremisti terroristi trovino così tanti spunti di “pace” nel corano. Magari ho capito male io.

        • mike scrive:

          è una cosa di cui alla fine non sono sicuro nemmeno io. però credo che occorra attendere gli sviluppi. diciamo che credo che su un aspetto, e ti sembrerà incredibile, i terroristi arabi sono paragonabili al m5s (con la differenza che là possono usare le armi). cioè un esempio per chiarire è la questione omosessuale: là gli omosessuali sono destinati a fare un passo in più. da noi sono destinati, nonostante tutto questo concedere qua e là a loro, a fare un passo indietro. ma alla fine, per me, la loro condizione sarà idem e là e qua. se puoi capire….. che ammetto non è facile. dimmi pure che sono un po’ scemo però è da risentirci. vorrei scrivere di più ma non so se faranno passare il commento. altre volte o scritto cose di tal tipo e non lo hanno sempre fatto passare. anche se la redazione di tempi su certe cose la capisco. se il commento non passa beh pazienza.

  3. Giancarlo Matta scrive:

    Secondo Voi, come mai in Italia le persone di sinistra amano tanto i musulmani?

    • mike scrive:

      forse perché entrambi odiano il cristianesimo. poi… non so quanto è che non dici ma di sicuro ho capito qualcosa.

  4. ragnar scrive:

    Perché teniamo ancora questa gentaglia in libertà? Perché sono passati di moda i lavori forzati?
    Ce ne sarebbe bisogno, vista la situazione delle infrastrutture italiane, e questa gentaglia capiterebbe proprio a pennello…

  5. franco scrive:

    nello statuto di hamas è scritto chiaramente che dopo israele toccherà alla sicilia alla spagna che loro chiamano andalusia perchè ciò che era dell’islam lo è per l’eternità e poi tutto il mondo deve essere mussulmano.anche hitler aveva scritto chiaramente le sue intenzioni sul mein kampf :terzo reich che si reggeva con gli slavi schiavi e lo spazio vitale ad est nella russia nessuno lo ha creduto neanche stalin che era il suo miglior amico,poi ha avuto un brutto risveglio
    .sarà così anche per noi?

  6. Ivan scrive:

    Per capire il perchè di tanta violenza nell’islam, senza addentrarsi in approfondimenti teologici, basterebbe seguire un ragionamento semplice e lineare: il cristianesimo si fonda sugli insegnamenti di Gesù, emblema di bontà e non violenza, mentre l’islam si basa invece sugli insegnamenti di Maometto, un signore che 1400 anni fa andava in giro con la scimitarra a sbudellare (letteralmente) chi si opponeva alla creazione del Califatto. I musulmani di oggi non hanno fatto altro che sostituire la scimitarra col kalaschinicof.
    Un ragionamento che tanti politici (in prevalenza di sinistra) e, purtroppo, anche tanti cattolici ingenui, evidentemente non fanno.

    • mike scrive:

      per me è andata così: come l’impero romano diveniva cristiano è stato distrutto. un po’ ha tenuto ma alla fine è crollato. ma il cristianesimo ha resistito, nonostante gente come i longobardi, gli ostrogoti e i franchi. i quali furono convertiti. alla fine restavano due possibilità, i popoli dell’estremo nord (non proprio una novità poiché ostrogoti e visigoti venivano da lì) e i popoli dell’estremo sud poiché il mediterraneso era ormai cristiano. ed ecco prima l’islam dal sud poi i vichinghi a nord. l’islam funzionò di più infatti tolse molte zone al cristianesimo. poi certo Cristo parlò si delle porte degli inferi, e non credo parlasse solo dei demoni. ma di qualcuno qui in terra.

      • michele scrive:

        Anche io ho sempre creduto che l’islam sia sorto come opera disbolica per fermare il successo del cristianesimo.

        • mike scrive:

          certo, e perché l’impero turco? di fatto ha distrutto quanto restava dell’impero romano (bizantino) d’oriente cioè l’unico stato cristiano d’oriente.

          tornando all’islam esso è si monoteista ma in modo anomalo, infatti nel corano allah non parla mai. il che lo accomuna all’estremo oriente col tao-brahaman. l’islam è una religione simil estremo-orientale mascherata (ma bene) da monoteismo. così hanno dovuto fare per sottrarre fedeli alla chiesa 1400 anni fa. oggi però per me desiderano cambiarlo, l’islam così non gli fa più gioco (al principe delle tenebre e ai suoi seguaci). NB: curioso a riguardo… Isis… USA (occidente).

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Opel torna nel segmento delle SUV medie. E lo fa sbattendo la porta con tanta forza da far tremare i vetri. La nuova Grandland X, terzo atto della saga X dopo Mokka X e Crossland X, è una vettura concreta, spaziosa, confortevole e ben rifinita. Oltretutto forte di un design piacevole. Caratteristiche che, di per […]

L'articolo Prova Opel Grandland X proviene da RED Live.

L’ingresso di Fiat nel segmento dei Pick-up avviene grazie a una importante e strategica collaborazione con Mitsubishi di cui il Fullback è “figlio legittimo”. Stringendo una intelligente partnership con chi è stato ritenuto il miglior interprete di questa filosofia, Fiat ha infatti potuto entrare sul mercato dalla porta principale con un mezzo che, già in […]

L'articolo Prova Fiat Fullback LX 180 CV, buona la prima proviene da RED Live.

Pirelli ci riprova. Dopo il lancio degli pneumatici da bici P Zero Velo riparte dal ciclismo il progetto Pirelli Design, avviato dall’azienda per valorizzare il suo bacino di conoscenze in fatto di tecnologia. Procede dunque in questa direzione la nuova capsule collection con la collaborazione di Castelli, azienda italiana con più di quarant’anni di storia vissuta […]

L'articolo Pirelli Design e Castelli insieme per una collezione speciale proviene da RED Live.

Le due rappresentanti heritage della Casa di Iwata si tingono di nuovi colori e richiamano ancora di più il passato: sono le Yamaha XSR700 e XSR900 2018

L'articolo Yamaha XSR700 e XSR900 2018 proviene da RED Live.

“All for freedom, freedom for all”. La prova della nuova gamma Softail comincia così, all’insegna di un motto indiscutibilmente americano. Oltre alle suggestioni culturali, però, c’è altro: otto modelli del tutto inediti, progettati ex novo per essere attuali oggi e soprattutto domani. Nel futuro di Harley-Davidson, infatti, ci saranno 100 nuovi modelli in 10 anni. […]

L'articolo Prova Harley-Davidson gamma Softail 2018 proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana