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Quel che è accaduto a Siena è la conferma di quel che andiamo denunciando

maggio 30, 2014 Sentinelle in piedi

Ancora una volta il silenzio delle Sentinelle in Piedi è stato pesantemente contestato. Ma la mobilitazione continua. Ecco le prossime veglie

sentinelle-in-piediContinua senza sosta la mobilitazione per la libertà d’espressione delle Sentinelle in Piedi. Dopo la maratona di veglie dello scorso 17 maggio, in cui migliaia di persone hanno vegliato tra Milano, Salerno, Trieste, La Spezia, Cuneo, Ivrea e dopo la prima veglia Toscana in cui 100 persone sono scese in piazza a Siena, la mobilitazione non si ferma e per la prima volta vede scendere in piazza le Sentinelle in Piedi pugliesi.

In silenzio, in piedi, ad un metro di distanza l’uno dall’altro, leggendo un libro come segno di formazione continua, le Sentinelle in Piedi chiedono la tutela della libertà d’espressione messa discussione dal Ddl Scalfarotto sull’omofobia, già approvato dalla Camera e ora in discussione al Senato. Presentato come necessario per fermare atti di violenza nei confronti di persone con tendenze omosessuali, il testo non specifica cosa si intenda per omofobia e dunque potrebbe essere denunciato, e rischiare fino a un anno e mezzo di carcere, chiunque si dica contrario alle adozioni da parte di coppie formate da persone dello stesso sesso o sostenga che la famiglia sia fondata sull’unione tra un uomo e una donna.

Gli appuntamenti di questo fine settimana

  • 31 maggio, Reggio Emilia, alle 17.30 in Piazza Prampolini
  • 31 maggio, Arezzo, alle 18:00 in Piazza S. Jacopo
  • 31 maggio, a Lecce, alle 18.45  in via Umberto I

Lo scorso 20 maggio, in occasione della prima veglia toscana, a Siena, ancora una volta il silenzio delle Sentinelle in Piedi è stato pesantemente contestato: non è che la conferma di quanto andiamo denunciando. Se oggi si viene accusati di omofobia soltanto stando in silenzio nelle piazze, cosa accadrà domani se questo testo diventerà legge?

Questi episodi non sono che il risultato del grande inganno che questa legge, insieme a tutte le politiche Lgbt, alimenta: la presunta contrapposizione tra omosessuali ed eterosessuali. Una contrapposizione che non esiste. Le Sentinelle in Piedi si rifiutano di incasellare le persone in base all’orientamento sessuale, poiché non è questo aspetto a costituire l’integrità della persona. Dietro la rivendicazione di presunti diritti negati, le lobby Lgbt si arrogano il diritto di parlare a nome di tutte le persone omosessuali o transessuali, senza considerare che tra queste c’è chi è del tutto contrario alla pretesa di diritti declinati in base all’inclinazione sessuale.

Molte di queste persone vegliano con noi nelle piazze perché la libertà d’espressione non conosce colore politico, appartenenza associativa e nemmeno inclinazione sessuale.

Vegliamo in silenzio oggi perché ci sia garantita la libertà d’espressione domani.

Su facebook: Sentinelle in piedi

info@sentinelleinpiedi.it

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11 Commenti

  1. Daniele Ridolfi (Sentinella in Piedi) says:

    Mi chedo:
    non è che, percaso, il decreto “svuota carceri” e la depenalizzazione del “piccolo” spaccio servono a liberare le celle, in modo da potervi poi sistemare coloro che, come me, continueranno a manifestare il proprio dissenso nei confronti della legalizazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso e delle relative adozioni?

  2. Bifocale says:

    Le Sentinelle omofobiche in piedi non vogliono subire discriminazioni nel loro intento discriminatorio verso altri loro concittadini.

    • Silvia Avanza says:

      Le sentinelle in piedi non discriminano proprio nessuno, semplicemente vogliono continuare ad esprimere ciò in cui credono liberamente. C’è chi invece si arroga il diritto di decidere ciò che può essere detto e cosa no attraverso strategie e forme di indottrinamento che nulla hanno a che vedere con la difesa della dignità delle persone omosessuali. Questo è il preludio a un sistema totalitario in cui chi detiene il potere pretende di dettar legge su quello che le persone devono o non devono pensare.

    • Sergio says:

      I normofobi invece…

  3. filomena says:

    Ognuno può esprimere le proprie convinzioni compresa la contrarietà a rendere plurale il concetto di famiglia ma non si può screditare le persone dicendo per esempio che i gay sono pervertiti ecc. E questo dovrebbe essere perseguibile a prescindere dalla legge contro l’omofobia. Siamo noi eterosessuali che dovremmo metterci dalla parte degli omosessuali discriminati perché sono cittadini esattamente come tutti.
    Oggi ho visto in una piazza della mia città una coppia gay che camminava abbracciata e al loro passaggio un uomo ha fatto un gestaccio che meritava di essere denunciato. Questa non è libertà di opinione è diffamazione.

    • Giannino Stoppani says:

      “Oggi ho visto in una piazza della mia città una coppia gay che camminava abbracciata e al loro passaggio un uomo ha fatto un gestaccio che meritava di essere denunciato.”
      Se sei stata testimone di una così grave ingiuria era tuo dovere rivolgerti all’autorità competente in modo che la cosa fosse adeguatamente punita secondo la normativa vigente.
      Nota che una larga parte della magistratura si è anche apertamente schierata a favore dei gay, quindi è plausibile che l’autore del gestaccio lo avrebbe pagato caro, grazie anche alla tua testimonianza.
      Come dici?!
      In verità tu non hai visto un accidente e te lo sei inventato per fare un po’ di propaganda?!
      Ah, ecco! Mi pareva…

  4. Raider says:

    Quello di diffamazione è un reato già previsto dal nostro ordinamento e quindi, la legge Scalfarotto, da questo punto di vista, introduce una fattispecie che dovrebbe inasprire questo reato. Come? Se uno urla qualche insulto a due omosessuali o se pronuncia il termine ‘omosessauli’ o ‘gay’ in modo disgustato, non sta dicendo una falsità, sta solo dando una connotazione negativa o spregiativa a un termine impiegato a proposito. Si manderà in galera la gente per questo? E perché non anche chi provoca le Sentinelle in Piedi? Oppure, si potrà essere denunciati per un’occhiataccia o per un gesto che non piace. Quindi?
    Quindi, potrebbe succedere che, se a uno non piace come lo si guarda o se si fa un segno di riprovazione verso lesbiche e gay che si scambiano effusioni per strada di fronte a minori o anche se si lascia trasparire che quello che si pensa dei gay non corrisponde a quello che i gay pensano di se stessi, si finisce in tribunale: e con i giudici trasformati in guardiani dell’ideologia del Pensiero Unico più che della Costituzione, si può immaginare con quali garanzie di giustizia.
    Se così fosse, con la legge sull’omofobia si porrebbero le condizioni per criminalizzare reazioni sgradite o sbagliate, come capita di subirne o anche di commetterne nella vita di tutti i giorni: e leggi che puniscono la suscettibilità degli uni e tutelano la suscettibilità di altri non sembrano un contributo alla convivenza. Se, poi, si qualifica come omofobia ogni espressione di idee in contrasto con le richieste espresse dal movimento gay, a essere offesa sarebbe la libertà di espressione. La suscettibilità e l’isterismo di massa, per una ragione o un’altra, non hanno bisogno né di essere incentivati né di essere elevati a virtù civiche. Senza abbassare la soglia di tolleranza e introdurre discriminazioni che davvero rischiano di peggiorare la convivenza, non si può, tantomeno per legge, trasformare in discriminazione ogni espressione che disapprovi o dissenta dai gay.
    Un grazie a Daniele Ridolfi per il suo coraggioso impegno in prima persona.

  5. Distopia says:

    Che esseri inutili queste sentinelle. Chissà se voleranno batoste. Lo spero per loro.

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