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Sedici figli, la Provvidenza e gli euro ai lavavetri. Ecco gli Anania: «Siamo solo straordinariamente normali»

agosto 25, 2014 Chiara Rizzo

L’ultima nata è arrivata un anno fa: solo il papà, Aurelio, lavora come bidello: «È la fede che ci sostiene, ma non siamo cattolici esaltati, né incoscienti»

La famiglia Anania, alla recente comunione di una dei 16 figli

La famiglia Anania, alla recente comunione di una dei 16 figli

L’ultima volta che la cicogna è passata dalla famiglia Anania, per via Fleres a Catanzaro, è stata l’anno scorso, il 29 giugno, quando ha portato Paola: la sedicesima figlia della famiglia più numerosa d’Italia. Oltre a Paola, Rita e Aurelio sono genitori, nell’ordine, di Marta, 19 anni, Priscilla, 18, Luca, 17, Maria, 16, Giacomo 15, Lucia, 14, Felicita, 12, Giuditta, 11, Elia 10, Beatrice, 9, Benedetta 8, Giovanni 6, Salvatore, 5, Bruno, 4 e Domitilla, 3. Quasi un figlio all’anno, persino in tempi di recessione economica. Al rientro delle vacanze, Aurelio continua a ripetere, con la sua voce pacata e quasi divertita, dello stupore che suscitano gli Anania: «Non siamo anormali, né straordinari. Dico sempre che noi siamo una famiglia straordinariamente normale».

Scusi Aurelio, ma la domanda è quasi d’obbligo. Chi ve l’ha fatto fare? Sedici figli sono tantissimi.
Noi abbiamo solo risposto alla chiamata del Signore. Siamo cattolici e quando ci siamo sposati con mia moglie Rita non abbiamo fissato un numero. Non è che avessimo pensato di fare 16 figli o 20. Abbiamo deciso solo di fare la volontà di Dio, che poi si è tradotta in questa apertura alla vita. Ma non è che siamo straordinari. Io dico sempre che noi siamo una famiglia straordinariamente normale. Nel fare la volontà di Dio c’è anche la paura, il timore o la preoccupazione di non farcela. Ma c’è anche la fede che Dio provvede sempre. Guardi, prevengo le obiezioni: la nostra non è ignoranza, non siamo incoscienti. Siamo perfettamente consapevoli di quello che avviene e sappiamo che sempre Dio ci tiene per mano. Le posso anticipare una sua domanda?

Prego.
Sicuramente si chiederà com’è che non ci siamo fermati prima, o se abbiamo intenzione di farlo. No, non ci siamo mai fermati. È difficile spiegare come si fa ad arrivare a 16 figli. Qualcuno potrebbe pensare che siamo dei cattolici esaltati. Ma non è così. Siamo solo cattolici che vogliono fare la volontà di Dio, e questo può passare anche dall’avere una famiglia numerosa. Anzi, la più grande d’Italia. Ma non ci fermeremo. Il regista di questa storia è Dio, noi siamo solo degli attori e facciamo la nostra parte, seguendo le “direttive” che ci giungono tramite i fatti della vita quotidiana.

Chi di voi lavora in famiglia?
Solo io, lavoro all’accademia di Belle arti di Catanzaro, sono coaudiatore. Quello che una volta si chiamava “bidello”.

Quanto guadagna?
Lo stipendio che ho preso oggi per il mese di agosto, comprensivo degli assegni familiari che spettano a chi ha dei figli, è di 3.500 euro.

Che facendo un rapido calcolo fanno meno di duecento euro a testa per tutto il mese. Come fate a vivere? Vi aiuta qualcuno?
La Provvidenza. Ripeto che non si tratta di essere bravi. Certo, stiamo attenti ai conti, e cerchiamo di fare la spesa al supermercato seguendo tutte le offerte. Ma siamo contenti della vita che facciamo. Vivo di Provvidenza, e questo significa che ogni volta che ci sono state delle necessità, il Signore si è presentato e ci ha aiutato.

Per esempio?
Quando abbiamo dovuto comprare i libri scolastici per i ragazzi, abbiamo trovato tra i librai sempre persone che ci conoscevano e che sapendo che in quel momento non potevamo pagare, ci hanno fatto la cortesia di farci acquistare “a rate”, poco per volta. E noi puntualmente abbiamo sempre pagato. La Provvidenza non è trovare migliaia di euro ma solo il necessario a sopravvivere. Io non sono abituato a chiedere nulla agli altri, né a pretendere. Però quando abbiamo avuto bisogno, è sempre accaduto un fatto che ci rispondeva. Le racconto un altro episodio. Una sera non avevamo nulla da mangiare. All’improvviso ha chiamato un amico che era andato dal macellaio, dicendomi: “Senti non so perché, ma mi sei venuto in mente e ho preso della carne per te. Non è che ti offendi, se ti faccio questo regalo?”. Quando è arrivato in casa era stupito che proprio quel giorno avessimo bisogno, e gli ho risposto: “Vedi, non mi sono offeso. Tu sei stato la risposta del Signore che per stasera ha provveduto al nostro bisogno”. Il mio amico ci ha portato solo la carne per quel giorno, non per i successivi venti, ma non bisogna preoccuparsi. È come quando il Signore ha mandato la manna del cielo agli ebrei nel deserto: l’ha mandata poco per volta, giorno dopo giorno. Secondo me, noi cristiani dovremmo recitare ogni giorno il salmo 94. “Se oggi ascolti la mia voce non indurire il tuo cuore”. Ad ogni giorno basta la sua pena.

La maggior parte dei suoi figli è adolescente, quindi è lecito supporre che qualcuno di loro le avrà chiesto un vestito di marca, un motorino o il cellulare all’ultimo grido. Come fate?
Certo che mi chiedono queste cose. È semplice. Abbiamo educato i più grandi come i più piccoli a non pretendere nulla, e che la cosa più importante è la fede. Ciò non toglie che ci siano anche i capricci, è normale. La mia seconda figlia ha compiuto 18 anni e ha ricevuto un paio di scarpe costose in regalo. Così anche le altre figlie mi hanno chiesto delle scarpe di marca, e io ho fatto loro un discorso. “Qual è la differenza tra un paio di scarpe di 250 euro e un altro di buona qualità? Le scarpe servono a camminare senza farsi male, e a non bagnarsi. Perciò un paio vale l’altro”. Con mia moglie abbiamo sempre cercato di spiegare loro che la vanità non serve a nulla. A che serve acquistare il modello di cellulare più costoso, se tanto la funzione di tutti i cellulari è chiamare?

Lapalissiano.
Non è questione di povertà, ma di avere il senso dell’utilità delle cose. Detto questo, la Provvidenza ci accompagna anche nelle cose futili. Questo è il quindicesimo anno che andiamo in vacanza al mare e abbiamo trovato una casa adatta a tutti noi, grazie ad un nostro amico che ce l’ha affittata ad un prezzo ragionevole. L’anno prossimo vedremo.

Lei vive in una zona del meridione dove la disoccupazione raggiunge proporzioni impietose. Cosa le dicono i suoi amici, quando lei parla con loro di Provvidenza?
Qui si lamentano tutti. Ma la lamentela è normale. E io non è che mi lamento perché sono anormale. È che non ho nulla da lamentarmi. Io ho 46 anni, una che mi è stata data da Signore, anche con difficoltà. Ma su questo pianeta non sono solo, c’è Gesù Cristo. Una volta un mio amico è sbottato: “Con questa crisi, se tutti la pensassero come te, saremmo tutti felici”. Gli ho risposto che non è utopia. È una vita possibile. Il Papa in questi giorni ha vissuto un lutto e per me è stato d’esempio. Non ho visto una persona disperata, che si è lacerata le vesti per aver perso i propri cari in un tragico e improvviso incidente. Ha mantenuto la sua fede e ringraziato con la preghiera Dio. Chi è un uomo di fede sa che l’esperienza su questa terra finisce, ma c’è un salmo che dice “Signore, insegnami a contare i miei giorni e arriverò alla pienezza del cuore”. Chi si preoccupa o si lamenta non vive contando i suoi giorni o guardando alla pienezza del cuore. Se si pensa solo a fare i soldi, e si ama i soldi su tutto, è normale che poi non si abbia più rispetto per nessuno. Io non ho bisogno di una casa di 500 metri per essere felice. Preferisco il Paradiso.

Come è organizzata la vita quotidiana in casa?
Ci aiutiamo tutti, e fin da quando i bimbi sono piccoli. I figli più grandi pensano ai più piccoli, si occupano di lavarli e vestirli al mattino prima di uscire, o alla sera. Facciamo i turni per apparecchiare, sparecchiare, pulire. Per ora studiano tutti, la grande si è appena iscritta a giurisprudenza. Fanno il loro dovere, ma non sono gelosi degli altri fratelli.

Beato lei, verrebbe da dire.
Non siamo stati bravi noi. Si comportano così non perché sono anormali, ma perché sono stati educati a valori della vita che possiamo racchiudere nella parola “fede”, e che concretamente significa essere coraggiosi, fiduciosi, generosi. L’altro giorno ero in auto con mio figlio Bruno, 4 anni, fermi al semaforo. C’era un lavavetri che chiedeva l’elemosina, ma io ero assorto in altri pensieri e non ci avevo fatto caso. Mio figlio Bruno mi ha richiamato: “Papà, ma non vedi che c’è uno che ha più bisogno di noi? Dagli dei soldi!”. Avevo pochi euro ma glieli ho dati subito con gioia, e mi sono complimentato con lui: Bruno aveva dimostrato di aver recepito l’educazione che gli abbiamo dato.

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103 Commenti

  1. Valentina scrive:

    Mai sentito parlare di contraccezione? 16 figli (per ora, eh?) e un solo stipendio da bidello mi sembra è una situazione allucinante. Per me due figli sono più che sufficienti. Nella vita occorre essere responsabili, soprattutto quando ci sono di mezzo altre persone.

    • Paolo2 scrive:

      Valentina, sei proprio una poveretta!!!
      Questo signore non accusa nessuno, non si lamenta con nessuno, da semplicemente la sua testimonianza.
      Perfino l’intervistatore (e io stesso) resta colpito ed è vero, sorgono spontanee la domande come “ma chi ve l’ha fatto fare”, o “ma come fate”……..
      Ma ad ascoltare le risposte senza pregiudizi non si può che restare ammirati e commossi, tu invece fai proprio pena (manco qualcuno ti avesse accusato di avere “solo” 2 figli)…………
      E poi la frase “Nella vita occorre essere responsabili, soprattutto quando ci sono di mezzo altre persone”………….. Più “cinicamente borghese” (davvero nel senso più sinistroide della parola) di così non si può………
      Ma almeno hai letto che tipo di “persone” sono quelle che “ci sono di mezzo” e come stanno crescenso??

      • giuseppina scrive:

        Bravo paolo. Godiamoci questa lieta famiglia e la libertà di essere liberi di fare la volontà del Padre…

      • Danilo scrive:

        Si. Crescono così bene che a volte non hanno nemmeno da mangiare. Dai su.

      • Danilo scrive:

        Oh mamma. Qui è pieno di fondamentalisti cattolici. Ho i brividi.

        • loris scrive:

          Questi sono davvero dei pazzi irresponsabili. Non hanno capito nulla della fede. sono solo dei fanatici.

      • Galcian79 scrive:

        Ma no, questo signore non ha fatto nulla di male. Ha soltanto cagato al mondo una ventina di figli, ai quali non potrà garantire un’infanzia come quella di tutti gli altri bambini.
        Ma cosa volete, lui ha seguito lla volontà del suo Signore oh! Mica è un fanatico religioso… magari un soggetto da TSO, ecco.

        • irene scrive:

          Io ne conosco altre di famiglie così e vi assicuro che nessuno muore di fame..c’è la sera che si mangia di più e quella in cui si mangia meno o la sera in cui appunto ti chiama un amico che ti ha fatto un regalo..spesso questi genitori si privano loro di cibo o di comprarsi una maglietta nuova x garantire il meglio ai figli…il problema di questo mondo è che nessuno vuole togliere a se per dare agli altri..nemmeno ai figli..resto ammirata da queste famiglie e vorrei avere un briciolo della loro fede

        • irene scrive:

          Io ne conosco altre di famiglie così e nessuno muore di fame..c’è la sera che si mangia di più e quella in cui si mangia meno o la sera in cui appunto ti chiama un amico che ti ha fatto un regalo..spesso questi genitori si privano loro di cibo o di comprarsi una maglietta nuova x garantire il meglio ai figli..in qst mondo nessuno vuole togliere a se per dare agli altri..nemmeno ai figli..resto ammirata da queste famiglie e vorrei avere un briciolo della loro fede

        • irene91 scrive:

          Io ne conosco altre di famiglie così e nessuno muore di fame..c’è la sera che si mangia di più e quella in cui si mangia meno o la sera in cui appunto ti chiama un amico che ti ha fatto un regalo..spesso questi genitori si privano loro di cibo o di comprarsi una maglietta nuova x garantire il meglio ai figli..in qst mondo nessuno vuole togliere a se per dare agli altri..nemmeno ai figli..

        • irene13345 scrive:

          In qst famiglie nessuno muore di fame..c’è la sera che si mangia di più e quella in cui si mangia meno o la sera in cui ti chiama un amico e ti fa un regalo..spesso questi genitori si privano loro di cibo o di comprarsi una maglietta nuova x garantire il meglio ai figli..in qst mondo nessuno vuole togliere a se per dare agli altri..nemmeno ai figli..

      • sandro scrive:

        Paolo Buona sera capisco che tu possa essere rimasto contrariato dal commento di Valentina ma esordendo con la parola “poveretta” non ti sarai pregiudicato quello che sentivi di dirle. Ti abbraccio sandro

    • jherzog scrive:

      io ho solo quattro figli, e non sedici, ma il suo commento nel quale lei da’ dell’irresponsabile a questo signore (e quindi anche a me) mi offende profondamente.
      se la responsabilita’ vuol dire avere l’assoluta certezza di poter dare ai figli TUTTO cio’ di cui hanno bisogno (o che vogliono) e’ da irresponsabili anche farne uno solo.

      • Galcian79 scrive:

        Per me di figli può averne anche quaranta, a patto che di battesimo faccia Bill, Rupert o Silvio.
        Non è sufficiente mettere al mondo bambini, bisogna anche potergli garantire una vita dignitosa. Non si possono usare i bambini come strumento della fede.

      • aurora scrive:

        io non sono più giovane e quindi di un’altra mentalità,infatti ho partorito 5 figli tra cui 4 maschi ultima la femmina abito in un paese dove tutti si conoscono e tutti mi compativano con tanti figli, quando sono stati grandi e lavoratori tutti insieme abbiamo fatto invidia perchè tutti insieme siamo arrivati ad avere una vita normale con qualche sfizio soddisfatto ed ognuno la propria attività. Tutti sposati e genitori e devo dire purtroppo con la mentalità di dire che il proprio figlio deve avere il telefonino se no si sente a disagio confronto al compagno, la figlia deve andare a quella gita anche se è costosa perchè ci vanno (quasi)tutti e se tutti i genitori si affannano a provvigionarli di ciò che l’amico ha invece d’insegnare l’utilità della rinuncia si andrà sempre più a crescere persone irresponsabili ed egoiste anzichè consapevoli delle fatiche altrui

    • Andrea scrive:

      Come si fa a dire che è irresponsabile? Cosa ne sa lei, Valentina, del fatto che lui sia o meno responsabile nei confronti dei suoi figli? Qualcuno dei suoi figli Le ha scritto per dirle che il padre non risponde alle sueesigenze?

      Ogni è chiamato a rispondere del proprio comportamento. Lui risponderà dei suoi 16, mentre Lei, Valentina, dei suoi 2.

    • ivan scrive:

      Ti dico questo non per provocazione, ma ho l’impressione che non hai afferrato il significato di questa bellissima testimonianza dell’Amore che Dio ha per l’uomo soprattutto quando ci si affida completamente a Lui (come questa famiglia normale).
      Aggiungo che sono testimone oculare della loro responsabilità.
      Ed a titolo informativo ti dico che mi è stato insegnato secondo il catechismo della Chiesa Cattolica che usare la contraccezione non è Cattolico.
      Cordialità

      • Galcian79 scrive:

        Che bellissima testimonianza d’amore dare alla luce dei figli per poi farseli mantenere (poveri) dallo Stato.
        Sa come li definisce la cattolicissima mia madre, nonché ultima di tre sorelle e un fratello, la gente come quel signore lì? Terroni!

        • Antonino scrive:

          Per lei, Galcian79, terrone è sinonimo di ignoranza o di mancanza di responsabilità? Ciascuno di noi fa delle scelte nella vita, condivisibili o meno. Neanch’io sarei capace di crescere 16 figli, non ne avrei il coraggio, ma non posso giudicare le scelte altrui. Questo è il compito di quel Dio a cui il signor Anania crede molto. Vivo al Sud, sono fiero della mia Terra e soprattutto sono orgoglioso dei terroni onesti!

      • Eirene Faber scrive:

        Vorrei precisare che non è Dio ad aver detto che la contraccezione è sbagliata o rende le persone “impure”… è stato il Magistero della Chiesa, quindi uomini, a dirlo…e se non erro ascoltare la voce di Dio e non quella dei “dottori” della Chiesa è uno dei diretti dettami di Cristo.
        Detto questo ribadisco un concetto che mi pare elementare…… Far fare ad una donna 16 figli è una VIOLENZA! Quante rapporti sessuali deve subire questa donna per avere tutte queste gravidanze??? E non dite “lo vuole anche lei….”! Una così non lo sa quello che vuole, è vittima di questo martello a ripetizione che non la lascia mai in pace!

  2. Elena scrive:

    Valentina mai sentito parlare del dio dell’abbondanza?è quello dei cristiani!la contraccezione è per chi ha e vuole una vita povera e ristretta soprattutto d’amore

    • filomena scrive:

      Mi dispiace ma non decidi tu ne’ tantomeno la chiesa cattolica come deve essere l’amore. Due persone possono sentirsi anche completamente appagante dell’amore reciproco senza che questo sia affatto riduttivo. La realtà è che non esiste un modello che vada bene per tutti ne’ che vada premiato a discapito di altri. Che la contraccezione poi non sia “cattolica” riguarda i cattolici. Per fortuna però non vige il pensiero unico cattolico ma una pluralità di vedute che rappresenta la vera ricchezza di una società.

      • Toni scrive:

        Precisazione sulla “vera ricchezza di una società”: Chi è a favore di aborto , sterilizzazioni e cose simili non arricchisce nessuna società. La rende più vecchia, e come un parassita acquisisce e consuma. ma non da nulla. Se tutti scegliessero soluzioni facili tipo uno sterile …. appagante “amore reciproco” … e non vi fossero folli (sul tipo dei cristiani) che credono che il bene primario è la vita (ostinatamente, comunque e sempre)…. l’egoistico “appagante “’amore reciproco” farebbe semplicemente finire il mondo. L’ appagante “amore reciproco”, con il suo pregiudizio verso la vita, è semplice egoismo, nulla di più e nulla di meno. E’ facile facile …. ma vuoto ( sul modello della nostra epoca). Non serve a niente e non è di aiuto a nessuno. Non arricchisce … anzi!

        • filomena scrive:

          @Toni
          Quella famosa pluralità di vedute che rappresenta la ricchezza della società significa appunto che ogni persona è diversa dall’altra e che a fronte di un bisogno/desiderio di avere tanti figli ci sono poi altre persone che non ne sentono affatto il bisogno/desiderio. A questo mondo siamo più di 7 miliardo quindi credimi il rischio estinzione, almeno per qualche secolo non esisterebbe neanche se il numero di nuovi nati subisse un brusco calo, cosa che a livello globale non è. In compenso chi non fa figli può benissimo contribuire al bene comune in tantissimi altri modi. Vedi io credo che dovresti evitare di dare giudizi superficiali sulle persone solo perché escono dai tuoi schemi mentali considerandole egoiste perché non fanno figli.

          • Galcian79 scrive:

            @Filomena: sono d’accordo solo in parte. Ognuno decide quali sono i propri bisogni, sempre che le conseguenze delle proprie scelte ricadano solo su se stessi. Quando ci sono di mezzo sedici figli le responsabilità, prima fra tutte quella di garantirgli un futuro e una vita dignitosa, vengono prima.
            Mi viene il sospetto che anche il buon senso non sia roba da cattolici.

        • AndreaB scrive:

          Si’ Toni, alla fine dei conti, in molti casi il problema che c’e’ alla base non e’ figli o non figli, ma egoismo o non egoismo… Sempre il solito problema: l’egoismo in ogni sua forma, porta al peggioramento della societa’, il suo contrario al miglioramento.

          • Toni scrive:

            @ Filomena.

            Quando dici “che ogni persona è diversa dall’altra e che a fronte di un bisogno/desiderio di avere tanti figli ci sono poi altre persone che non ne sentono affatto il bisogno/desiderio” affermi per me una cosa, nella sua apparente ovvietà, totalmente falsa e che purtroppo esprime la tua concezione limitata sull’essere umano. Tu quest’ultimo lo concepisci come qualcosa, oserei dire, di “mentale” che agisce sulla base di autonome scelte (tipo fare o non fare figli …. ma i binomi sono innumerevoli ) . Per tale motivo ,alcune discussioni addietro, quando disquisivamo sulla metafora dell’aquila che è convinta di essere un pollo (e con tale convincimento si ciba di vermi) reputavi la misera condizione del rapace legittima, quasi con una sua dignità. Sempre per tale motivo in una discussione più remota, vedevi la stessa dignità tra una donna che vive di prostituzione ed una che vive lavorando ad una catena di montaggio. Deduco che per te il fatto che un soggetto umano è figlio di una lunga storia fatta di tante di quelle cose che si intrecciano, che si diramano e si incontrano con altre storie di singoli e/o con gruppi ecc. per te non ha alcuna importanza. Ciò che un uomo diventa , nella misura in cui può o non può mettere le mani nella propria vita, con le vittorie e sconfitte che si realizzano nell’esistenza e’ ….nulla. Non mi pare che cogli in questa realtà, che coinvolge ogni persona, le conseguenze sul grado o meno di volontà, consapevolezza e libertà di un essere umano. Per essere più chiaro, dato che quando discuto di queste cose, uso un vocabolario improprio: un aquila che si sente un pollo è privo di volontà, consapevolezza e libertà ,…. ma tu, quale dignità cerchi di vederci?

            Per questo non vedo alcuna ricchezza nella tua società, che opera scelte egoistiche e sterili. Non credo che possono portare nessun altro beneficio ( forse… se lavorano solo questo minimo) perché fondamentalmente si fanno del male (indipendentemente dalla sensazione soggettiva). Non li vedo persone veramente libere. Intendiamoci, sono ben nutriti, liberi di non far nascere persone, liberi di morir perché si accorgono ad un certo punto che la loro vita è priva di dignità … dignità che è solo dettata dal poter fare quello che “desiderano” (anche se è beccare vermi) ma ….. fondamentalmente vivono una condizione servile. Vedere in queste scelte “ricchezza” è assurdo come il reputare che esiste un fuoco … che gela.

            Questa è una premessa base ai miei ragionamenti superficiali

            • filomena scrive:

              @Toni
              Prendo atto che abbiamo visioni diverse della vita e soprattutto del concetto di libertà. E’ logico anche per me che ogni persona è il risultato del suo vissuto e delle relazioni che ha intrecciato nella sua vita, ma proprio per questo siamo diversi uno dall’altro. Capisco che il punto focale del tuo discorso non è la persona in quanto tale con una sua capacità di scegliere ma un soggetto che passivamente “sceglierebbe” di aderire ad una Autorità morale calata dall’Alto in modo assolutamente acritico. Mi dispiace ma per me questa non è libertà. Per libertà significa avere la possibilità di valutare diverse opzioni e scegliere quella che ritengo la migliore per me. E solo quando ho la consapevolezza di aver scelto quello che ritengo adatto a me sia pure con tutti i limiti miei e che mi vengono imposti, mi sento in pace con me stessa. Grandi o piccole, la vita ha senso se ci permette di scegliere il nostro percorso, altrimenti non ha senso, saremmo delle pedine in mano ad altri chiunque siano questi altri. Ritengo che ognuno nel suo piccolo o grande che sia, dovrebbe vivere da protagonista e poco importa se mangi i vermi invece che fare come tutte le altre aquile a patto che il tuo mangiare i vermi sia una tia scelta consapevole e che ti appaga. Il punto però è che è la TUA scelta non quella che Qualcuno ti ha prospettato già bella e pronta.
              Intendiamoci se tu non condividi tutto ciò è assolutamente giusto e doveroso che ti comporti diversamente ma il fatto che io non ti abbia mai sentito esprimere neanche il minimo dubbio verso una morale bella e pronta un po’ mi rattrista perché penso che tutti noi dovremmo usare di più il nostro senso critico e non solo quando si tratta di cose che escono dai nostri schemi mentali. Ma soprattutto bisognerebbe avere la consapevolezza che non esistono risposte definitive ma in continuo divenire.
              Scusami se sono stata lunga e noiosa ma credo che sia non facile esprimere com chiarezza (spero) concetti e valori di questo tipo.

              • filomena scrive:

                @Toni
                Mi scuso anche per gli errori di sintassi ma non ho riletto il post prima di inviarlo.

                • Toni scrive:

                  @ Filomena
                  Non c’è bisogno di scusarti per la lunghezza del tuo intervento (figurati poi per quelli di sintassi che neanche noto). Mi duole piuttosto la mia incapacità di essere comprensibile. Sicuro che la colpa è mia a portarti lontano da ciò che intendo, e ti costringo a chiosare che aderisco a schemi morali, come un ebete (so che non l’hai scritto e che mi dirai che non lo pensi …. però !!!), solo perché calati paro paro “dall’Alto” . Conseguentemente, catalogandomi in tale condizione di limitatezza, non mi reputi in grado di capire la morale, anzi, la visione degli altri (la c.d. diversità) e non prendi minimamente in considerazione che in effetti la capisco benissimo, ma non solo in astratto, anche in un sincero processo di immedesimazione. E che solo in forza di questa, con una chiara percezione delle cose, quello che tu reputi “ricchezza”…. per me è misera.

                  • filomena scrive:

                    @Toni
                    Prendere atto di essere diversi non significa non parlare più…. Chissà magari prima o dopo riuscirò a “convertirti” o ci riuscirai tu a “convertire” me…..dubito….per intanto mi accontento di vedere che il mondo é bello perché é vario

          • Toni scrive:

            AndreaB
            Concordo con …. il problema e’ l’egoismo non il fare o non fare figli. Ci sono coppie che non hanno potuto avere figli, ma non per chiusura verso la vita. Sanno amare , in maniera non sterile, ugualmente se stessi e gli altri.

  3. Nino scrive:

    sono scelte … personali!

  4. michele scrive:

    La croce e una follia,
    U tutti colro che la seguono raggingono l impossibile. Hanno deciso di morire come il granellino di senape per poi fare un grande albero. Tutto frutto dell obbedienza a una chiamata.

  5. L. C. scrive:

    Invece di fare giudizi sarebbe il caso che ci interrogassimo seriamente sulla nostra vita difronte a fatti di questo tipo.
    La risposta a tutte le domande è una sola: FIDUCIA in un Dio concreto.

  6. alfio scrive:

    Signora Valentina, con molta carità mi sento di condividere le considerazioni di Paolo anche se mi rendo conto che lei deve vivere davvero in un’altra dimensione. Ma dare dell’irresponsabile a persone generose…

  7. Gerardo Astore scrive:

    Beh! Io sono il sesto di otto figli e ho 44 anni. Il primo giorno della prima elementare (settembre del ’76) mi accompagnarono mia sorella Caterina e mio fratello Carmine (primogeniti) che la maestra scambió per i miei genitori ma quando seppe che eravamo fratelli e dio ero il sesto di sette disse che quelle erano cose da pazzi perché “oggigiorno tre già sono troppi”. Non dissi niente a nessuno ma stetti malissimo per tre giorni sentendomi come un ladro, anzi, un abusivo, un intruso. Mi sentii di nuovo bene quando realizzati che mia sorella Daniela, più piccola di me di 18 mesi, aveva diritto a vivere come chiunque, anzi se non fosse nata sarebbe stata una tragedia… io non lo avrei saputo, ma sarebbe stato tragico lo stesso ed io in qualche modo ne avrei sentito la mancanza. Può sembrare pazzesco, ma chi può contraddire un bambino di sei anni quando ascolta il suo cuore. Si è irresponsabili quando si fa un figlio, anche uno solo per gioco, e poi non si ci fa carico del fatto che deve mangiare a orario così come non gli si indica, con tutto di se, che siamo nati per il Bene. Se ne fai venti (con apertura alla vita, non per calcolo) ma muori per loro hai un grande cuore e apprezzi di più tutte le cose.

    • giuseppina scrive:

      Ed io sono la sorella di gerardo astore, la terza. Ho solo tre figli, uno l’ho perso ed è stato molto doloroso…non accetto la contraccezione e per fortuna non me posso fare uso…so che recenti studi ne hanno accertato la patogenicità…bravi tutti quelli che difendete questa Buona famiglia, vivaddio. Bravi anania, grazie a Dio.

  8. Sasa scrive:

    Leggendo questa esperienza mi ha colpito moltissimo, sopra tutto la spiegazione sull apertura allá Che non e altro stare aperti allá volonta di dio e questo vale per uno sposato sigle, prete, etc. Questa esperienza mi da una profonda ammirazione por la fede in Dio padre. Anche io sonó padre di 7 figli, e quando la gente mi prende in giro dicendomi se conosco o no i contraccettivi, rispondo Che e conosco megl e te pero sonó libero di non usarlo perche so Che dio e padre, e Che abre un figlio non e un problema ma e gioia, un regalo fantástico , questo non toglie Che avere una famiglia numerosa sopra tutto oggi comporta dei problemi, problemi Che credo si possono risolvere.

  9. Michele scrive:

    Avere figli è una grazia e un dono che viene dal Signore

  10. Michele l scrive:

    Dio è un padre buono è sa di cosa abbiamo bisogno xke ci ama così come siamo peccatori amen

  11. Antonio scrive:

    Anche io mi vanto di essere il terzo di cinque figli. Devo dire che il Signore ci ha sempre dato tutto, sia l’utile che il dilettevole. É dal 2010 la famiglia si sta allargando ancora. In meno di 4 anni mi sono trovato sei splendidi nipoti. É grazie a loro e ai loro sorrisi che ho ripreso a camminare. É grazie a Dio se loro sono arrivati. Grazie per queste testimonianze :)

  12. Paolo scrive:

    Bellissimo!!!! se ogni famiglia fosse così la crisi non esisterebbe!!!…ma questo è solo un sano effetto collaterale….la cosa più bella è solo un “loro mistero”, di questi 18…….a nessun altro accessibile.
    Con tanto affetto, Paolo

  13. rosy scrive:

    Sentire parlare oggi di amore incondizionato e generoso. Sentire parole come apertura alla vita, fiducia in Dio e nella Sua Parola che parla di provvidenza e di aiuto fin nelle piccole cose per i suoi figli. Leggere di genitori che nn si piegano balle leggi disumane del mercato e non abituano i figli allo spreco e alla vanità è una gioia per il cuore e un segno di speranza per un mondo che corre allegramente verso il baratro. Sono persone come il nostro papà che con la loro preghiera tengono in piedi anche le nostre vite. Grazie! Dio vi benedica abbondantemente

  14. marco scrive:

    Grandi Aurelio e Rita, li conobbi personalmente anni fa…un vero esempio di fede in questo mondo egoista, cinico e senza speranza.

  15. Elena scrive:

    Sono cattolica praticante, è bello ci siano famiglie così aperte alla vita e generose, le ammiro. Penso però che non sia giusto lasciare il messaggio che porre dei limiti al numero dei figli sia un non rispondere alla chiamata del Signore perchè Lui ci ha chiamato a collaborare RESPONSABILMENTE alla sua Creazione (se non perchè mai la Chiesa ha sposato i metodi naturali?). Ci sono molti motivi per cui una coppia può decidere di porre un limite: l’età, la salute, la fragilità psicilogica etc.Non tutti, pur affidandosi a Dio nella loro vita, si sentono di fare tanti figli perchè crescere un figlio è bellissimo ma molto impegnativo e chi ad es. proviene da famiglie disastrate è molto fragile psicologicamente e non regge la fatica. E allora cosa dovrebbe fare? Sarebbe come uno che con problemi gravi al ginocchio volesse lo stesso fare una gara di corsa e dicesse” va be’ c’è la Provvidenza”… Ma Dio non è un mago che risolve i problemi. Sarebbe bello che queste famiglie che fanno tutti questi figli riconoscessero che il Signore ha dato loro dei talenti che ad altri non ha dato e che loro li hannno fatti fruttare affidandosi appunto a Dio piuttosto che dire “siamo una famiglia normale che non pone limiti a Dio”. Mi sembrerebbe più corretto. E poi che brutto quelli che rispondono a Valentina con astio, bei cattolici!

    • michele scrive:

      Certo che ci vuole responsabilità. Ma chi parte con il freno tirato non va molto lontano.

    • Paolo2 scrive:

      Può darsi (dico “può darsi” e per me vale “ammesso e NON CONCESSO”) che la frase ““siamo una famiglia normale che non pone limiti a Dio” non sia perfettamente corretta nella forma, ma se leggendo un’intervista così una persona si sofferma semplicemente su di essa e sul suo presunto significato di accusa a se invece che coglierne tutta la bellezza di generosa testimonianza, beh cara Elena, questa persona, da cattivo cattolico che cerca di non farsi prendere da astio e impulsività e di limitarsi ad una realistica constatazione, io la definisco una poveretta.
      E me lo lasci dire, c’è anche molta umiltà nell’atteggiamento di questo signore; perchè non è che se la sono cercata loro l’intervista e, ribadisco, non c’è neppure l’ombra di una recriminazione sul modo vergognoso in cui la numerosità dei componenti famigliari viene trattata fiscalmente in Italia. Figuriamoci quindi se nel dire le cose che ha detto intendeva ergersi saccentemente offendendo e accusando chi non si comporta come lui.
      Per cui, carissima Elena, le sue osservazioni le rispedisco TUTTE, (cordialmente però, da buon cattolico), al mittente!!

    • giovanna scrive:

      Scusa Elena, ma la tua ultima frase ha una contraddizione in se stessa, non te lo devo spiegare, no? :-)

      Personalmente, avrei desiderato una famiglia ancora più numerosa della mia, ma per i motivi che anche tu citi non è stato possibile, ma non mi sono sentita affatto giudicata dall’esperienza di questa famiglia, semmai consolata, che ci possano essere genitori sereni con 16 figli , quando io arranco coi miei , e soprattutto consolata dal motivo di tale serenità , cioè l’effetto di una fede vissuta, che rende la vita più bella.
      Poi, loro hanno risposto alla chiamata del Signore nella circostanza in cui erano, di una ottima salute della mamma e anche dei figli man mano che nascevano, un lavoro sicuro ecc ecc.
      Magari un’altra coppia risponderà alla chiamata del Signore accettando che i figli non arrivino.
      Comunque, conosco più di una coppia che ha avuto un solo figlio per una certa mancanza di fiducia nella Provvidenza , come affermato da loro stessi : i casi sono tanti , ognuno trae le sue conclusioni, conoscendo il suo cammino.

      • Elena scrive:

        Concordo pienamente con Giovanna che ringrazio per la sincera risposta, grazie di cuore!
        Caro Paolo2, mi spiace tu abbia capito che io volessi giudicare saccente e accusatoria questa famiglia straordinaria di cui, a parer tuo, io non avrei colto la bellezza e generosità. Sai, ho conosciuto tanti cattolici che, come tu hai appena fatto, difendono ideologicamente le loro posizioni e, quando parlano, sono il più delle volte pieni di astio. Sono questi gli atteggiamenti che allontanano le persone dalla Chiesa cattolica. Fortunatamente ho anche incontrato cattolici molto diversi, che sanno valorizzare tutti e sempre.
        Comunque siamo tutti poveretti, tu e io!

    • martino scrive:

      @elena: Ti basti sapere che per noi battezzati, Dio è Padre Onnipotente!
      Molto più di un mago.

      Grazie per la testimonianza!

  16. Sharon scrive:

    Dio vi benedirà x sempre a te e a tt i figli ke Dio ti vorrà donare! Sei veramente un uomo di fede !!

  17. giuseppe napolino scrive:

    Come portarsi a casa uno stipendio di tremilacinquecento euro al mese, facendo il bidello? E’ molto semplice, ti rivolgi alla Divina Provvidenza e lei ti risolverà il problema. Tanto, alla fine paga la Divina Previdenza dell’INPS, cioè tutti noi….

    • rosso porpora scrive:

      E i loro figli pagheranno la tua pensione.

      • Ale scrive:

        Mi sembra il minimo visto che ora sono Mantenuti dalla Società !!! Non tirate in ballo il discorso Pensioni perché è grazie a Furbi che sono andati in pensione con gli ultimi stipendi gonfiati ad hoc, senza Realmente Versarsi Tutti i Contributi, che siamo un Paese di Schifosi Profittatori che negheranno le pensioni già alla nostra di generazioni. Nessuno avrà la Pensione domani!!! Intanto questi gli Assegni li prendono eccome. Quindi Zitto. Non puoi dire Alcunché se non che si prendono Assegni e sgravi Fiscali.

  18. Ema scrive:

    Io sono il primo di otto figli,mi sono sposato da 9 anni ė ho tre figlie.La mia famiglia i miei genitori mi hanno trasmesso la fede tra mille difficolta’ e mille crisi,ho visto e vedo tut’oggi come vivere affidandosi a Dio ti rende libero e testimone di un’opera stupenda che il Signore ė disposto a fare con chi lo segue,prego di avere sempre la forza di guardare sempre a lui.

  19. Giannino Stoppani scrive:

    Mi si permetta di fare una digressione.
    Non è certamente il caso descritto dall’articolo, tuttavia, senza voler giudicare nessuno, frequentando la messa domenicale ho incontrato gente che dà la brutta impressione di ostentare la propria prolificità sfornando figli a catena senza aspettare neanche che si compiano i periodi di allattamento e svezzamento.
    Proprio perché i figli sono una benedizione non è bello fare a gara a chi riesce a farne e a mantenerne in quantità industriale, tanto più che la castità non è certo una virtù disprezzabile per noialtri cristiani.
    Ripeto, però, che questa osservazione è generale e non riguarda affatto il caso specifico.
    Quanto sopra, tuttavia, non vuole attenuare di un capello l’infinita tristezza che suscitano i commenti dei soliti noti, che a quanto pare tornati dalle gaie ma brevi ferie con un armamentario di nick nuovi di trinca.

    • michele scrive:

      Beato il paese in cui si tengono simili gare! Le assicuro che le famiglie numerose in genere hanno un approccio così umile alla realtà da non pensare neppure lontanamente ad ostentare.

      • Giannino Stoppani scrive:

        Generalizzare non è mai prudente.
        Mi pare anche che lo sia oltremodo sostenere che ad essere refrattari dallo spirito di competizione siano poi così in tanti.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Nel mio commento precedente (ore 10:14) è venuto fuori un terribile “essere refrattari dallo” di cui mi scuso.
          Ovviamente intendevo “essere refrattari allo”.

          • michele scrive:

            Vero. Ma neanche generalizzare in negativo.

            • Giannino Stoppani scrive:

              Infatti se leggi quello che ho scritto io me ne son guardato bene dal “generalizzare”.
              Ho solo rilevato che in certi casi (non mi riferisco affatto a quello trattato nell’articolo!) pare che si figli con lo stesso spirito col quale nel medioevo a San Gimignano si competeva cercando di costruire la torre più alta.
              Insomma, mii pareva giusto evocare questo aspetto che io ritengo pericoloso, e probabilmente anche tu l’avresti considerata opinione condivisible se non avessi letto i deliri dei soliti troll…

              • michele scrive:

                Il proverbio vale in ogni ambito. Tuttavia, con una Italia in crisi demografica, ritengo che ci farebbe solo bene anche j certo tipo di agonismo.

                • Ale scrive:

                  @Michele come ci andate ripetendo da tempo ” i figli sono un Dono, sono Esseri Umani già dallo stadio di Blastocisti” NON DEVONO ESSERE OGGETTO DI GARE AGONISTICHE ” !!!

    • Ale scrive:

      @Giannino …mi stupisci!! Parli di qualità del rapporto ” genitori figli ” giustamente con così tanti figli viene da chiedersi quanto e come sia il tempo dedicato a ciascuno di loro.

  20. Melina scrive:

    Straordinario! Grazie a tutta questa bellissima famiglia per questo esempio concreto dell’amore di Dio e della fiducia nella Divina Provvidenza

  21. Francesco Russo scrive:

    Ringrazio chi mi ha segnalato questa splendida intervista: mi è sembrato un canto alla gioia, alla speranza e alla generosità.

  22. Francesco Russo scrive:

    Ringrazio chi mi ha segnalato questa splendida intervista: mi è sembrato
    un canto alla gioia, alla speranza e alla generosità.

  23. Francesco Russo scrive:

    Ringrazio chi mi ha segnalato questa splendida intervista:
    mi è sembrato un canto alla gioia, alla speranza e alla generosità.

  24. Francesco Russo scrive:

    Ringrazio chi mi ha segnalato
    questa splendida intervista: mi è sembrato
    un canto alla gioia, alla speranza e
    alla generosità.

  25. Ale scrive:

    Concordo con Zafferano non è Provvidenza ma Previdenza dello Stato Italiano. Un bidello non ha uno stipendio da 3200 euro. E non tutti i mesi ci sono spese extra per cui il signore e’ incentivato economicamente a scopare ora che ha scoperto il trucco ovvero ” noi li facciamo e voi li mantenete” . Bravo.

  26. luciana scrive:

    “Siete disposti ad accogliere con amore i figli che Dio vorra donarvi?” E loro hanno accolto questo invito. Ognuno sceglie ciò che vuole. Non credo che criticare serva molto. Piuttosto aammirate come l’amore di Dio abbia arricchito la loro vita.

  27. Engy scrive:

    Giusto non perdersi in inutili giudizi, anche perchè chi li conosce questi qua? E tanto poi se li devono mantenere loro tutti questi figli.
    Ma non veniamoli a proporre come esempio da seguire, per favore eh!
    L’idea di non porre limiti al numero di figli a me sembra leggermente da fanatici o irresponsabili: sarebbe come guidare con gli occhi bendati, tanto poi ci penserà la famosa Provvidenza.
    Io ho sempre detestato l’irrisione di molti – un esempio a caso, il sito u.a.a.r. – verso i credenti, soprattutto cattolici,
    ma questi un po’ se la tirano eh, soprattutto rilasciando queste stucchevoli interviste; sì, stucchevoli, come ad esempio i soldini da dare al poverello su sollecitazione del quattrenne, episodio di cui non dubito assolutissimamente, ma evitiamo per piacere questo tipo di autoincensazione; questo poi non si conviene a un cristiano-cattolico, o no?
    Anche perchè l’esperienza mi insegna che, in tema di figli “bravi”, a parte certi casi limite, è soprattutto – come sempre – una questione di culo!

    • Ale scrive:

      @Engy scusa ma Non li mantengono da soli i figli, bensì Li Manteniamo Noi Società Civile Pagando le Tasse. Hai mai visto un bidello prendersi 3500 euro in busta paga?! Inoltre la vita al Sud e’ meno cara che al Nord e 200 euro al mese pro capite non sono poche, se magari non devono neanche pagare affitti o mutui. Un bidello in busta paga prenderà si e no 900-1200, non penso arrivino facilmente a 1500 euro. Avesse fatto una libera professione, lavorando 10 ore al giorno forse non faceva tanti figli…la stanchezza dopo 8-10 ore di lavoro si sente eccome. Ma se di ore ne fai 6 di cui tre forse a pulire e tre a sedere a controllare gli alunni in guardiola..allora il discorso cambia.

  28. Ale scrive:

    Dire che sono da ammirare perché hanno accolto il messaggio di Dio non mi convince per vari motivi:
    1) sul pianeta Terra l’Uomo INQUINA più di ogni altro essere vivente proprio perché siamo tanti e forse troppi, infatti l’incremento eccessivo delle popolazioni si traduce in maggiori richieste di energia, di alimenti, di risorse idriche con aumento del disboscamento, aumento della produzione di CO2, aumento degli allevamenti intensivi di animali a scopo alimentari ( che inquinano e non poco), aumento della produzione di rifiuti ed inquinamento delle falde idriche ecc.
    2) perché NON HANNO ANCHE ADOTTATO CON TUTTTI I BAMBINI SOLI ABBANDONATI E SOFFERENTi ?!
    3) ci sono persone che decidono di fare pochi figli o non farli e comunque sono bravissime persone, altruiste e generose anche tramite il proprio lavoro svolto non tanto per i soldi ma per il contributo dato alla società (insegnanti, medici, infermieri, vigili del fuoco ecc.)
    4) il Flusso Migratorio Innarrestabile dall’Africa sia di musulmani che cristiani può ampiamente evitare cali demografici anzi.
    Ridurre il messaggio di Dio “a vivete e riproducetevi” mi sembra riduttivo e non ci vedo alcunché da ammirare se non una scelta di vita che ripeto il Sig.Anania può fare grazie agli assegni e sgravi per famiglie numerose perché se fosse un bidello con moglie e solo uno o due figli a carico lo stipendio penso si aggirerebbe su 1200 forse 1500, forse. I vestiti si passano di figlio in figlio, al supermercato costa meno la busta maxi formato famiglia piuttosto che quella piccola per single o due persone. Gli Sgravi Fiscali li hanno le famiglie numerose non i single o le coppie che pagano molto di più in tasse e non hanno assegni per figli a carico ed INQUINANO certamente meno di una famiglia numerosa. Non è cinismo ma guardare la realtà senza Prosciutto sugli Occhi.

    • sandro scrive:

      Ma…all ‘improvviso arriva la crisi che si sta portando via ogni certezza economica e, per fortuna, sta trascinando con sé nel baratro anche la fede cieca nel progresso e la febbre del consumismo. La necessità di crescere sempre e comunque, ha costituito la guida dell’economia mondiale da decenni. Una guida che ha condotto il mondo nella crisi nera. Di pari passo l’ha seguito il consumismo, quell’ossessione isterica di comprare, di possedere, di apparire,di consumare, , che ha rovinato un paio di generazioni. D’altronde per supportare la crescita è necessario far consumare sempre più cose a sempre più persone, non importa se sprecano impietosamente. E ora che questo allucinante castello di carte è miseramente crollato su se stesso, anche la società del”consumo” , si affloscia. Si comincia, di conseguenza, a ridimensionare i propri stili di vita, rifiutando lo spreco e l’eccesso, e si ritorna a una condotta piu sobria e parsimoniosa. Il superfluo in tempi di crisi non è molto attraente, il consumo sfrenato neppure, allora si ritorna per necessità a riscoprire le cose, i sentimenti, le esperienze, nella loro semplicità e verità…..Ho fatto una sintesi di un articolo letto su Vita Missionaria che mi ha molto emozionato e che forse per me potrebbe avere una giusta chiave di lettura. Famiglie di due tre o sedici persone ripartiamo tutti da una vita più semplice e ordinata.

  29. filomena scrive:

    Ciao Ale, bentornata si sentiva la mancanca della tua sana concretezza.
    Io non sono un’ecologista ma condivido il tuo ragionamento e non mi sembra giusto che per esempio nella mia città le tasse sulle immondizie siano uguali o quasi parità di metri quadri sia che si abiti da soli o in più persone.

  30. Ale scrive:

    Ciao Filomena . Mi bloccano altri interventi. La cruda verità fa male.

    • giovanna scrive:

      Fatto sta che questa famiglia sprizza felicità e serenità e contentezza da tutti i pori, mentre altri si mostrano sempre incattiviti e incarogniti !
      Un motivo ci sarà !
      Io ho fatto leggere l’intervista ai miei figli ad uno ad uno e devo dire che è stato bello confrontarci con questa realtà, senza sentirci sminuiti, ma semplicemente incontrando una famiglia che ha fede.
      Certo che se mi devo scegliere un modello, un ideale di famiglia ( perché mica siamo tutti sullo stesso punto del cammino, c’è tanto da imparare, ma tanto ) preferisco guardare alla famiglia di questo signore, che fa il bidello, ma ha una semplicità e una profondità insieme, che commuove )

      • Ale scrive:

        Certo Giovanna commuove Quanto Manteniamo i Suoi Figli e Quanto Inquinino. Che dolce!! Quasi mi commuovo. I soldi che prende non li guadagna per il lavoro svolto bensì perché esiste uno Stato Sociale con Previdenza. Dovesse vivere grazie alla Provvidenza mi piacerebbe di più e anche alle mie tasche. Facile stratassare la gente poi dare dei ” cattivi incarogniti”. Io non avrei alcunché da dire se il Sig. Anania guadagnasse 3500 euro per il lavoro svolto e non Grazie Ad Assegni Familiari che Gli Incarogniti e Incattiviti pagano e mantengono con tasse e balzelli. Vorrei sapere i metri cubi di acqua consumata, i metri cubi di rifiuti PRODOTTI, l’energia consumata..magari con tanti sgravi fiscali per famiglia numerosa.. Vai a spiegarlo te alla Natura Inquinata che ” sono Tanto Belli e Commoventi”.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Tasse e balzelli servono anche a finanziare un monte si sozzerie quali l’aborto, le operazioni di cambio di sesso e la fecondazione eterologa per chi vuole un figlio a tutti i costi.
          Quindi ti sconsiglio di trascinare la discussione su questo piano.
          Ne approfitto per ricordare alle varie vittime del pregiudizio anticristiano che postano da queste parti che, se non lo sanno, gli sposi cattolici sono invitati ad accogliere la vita con senso di RESPONSABILITA’.
          Notare bene che io mi guardo bene dal misurare il senso di responsabilità dei protagonisti dell’articolo di cui sopra o di chiunque altro, avendo problemi non indifferenti a trattare col mio.
          Preciso però anche che il sunnominato senso di responsabilità io non credo consista nell’evitare di fare un figlio in più per paura di non potersi permettere di vestirlo da capo ai piedi con abiti firmati e pagargli tutti i vizi possibili e immaginabili.
          Aggiungo infine che, secondo la mia esperienza, la fiducia Provvidenza è mille volte meglio riposta di quella nella “previdenza”.

          • Ale scrive:

            @Stoppansky sei argento vivo!! Mi fa piacere che hai avuto anche Tu la “sensazione” che ci sia come una Gara a Chi ne Sforna di Più … Lo dico perché frequentavo la Chiesa ed ho avuto la tua stessa “sensazione” con l’aggiunta di un’altra sensazione ovvero di “essere giudicati dei diversi perché senza figli” .. Riguardo alle Zozzerie da Te citate, che ci vuoi fare per Te sono tali e per l’OMS non lo sono e vanno trattate con cure. Inoltre ti aggiungo un dettaglio ..preferisco chi sta fuori dalla cerchia del mondo cattolico, almeno non si erge a giudice, cosa che dovrebbe fare solo Dio, se esiste. Riguardo a questa zuccherosa family mi sorge un quesito perché non praticare un poco di castità e Adottare qualche bimbo abbandonato invece di andar giù solo a farne di Biologici?!

          • Ale scrive:

            Neocatecumenali e non dico altro. Se non sei come loro non vai bene. Non voglio dilungarmi oltre sull’argomento. Altrimenti divento acida.

  31. Engy scrive:

    Tra l’altro ecco che, puntualmente, arriva il solito ritornello tipico dei neocatecumenali: “Non è che avessimo pensato di fare 16 figli o 20. Abbiamo deciso solo di fare la volontà di Dio, che poi si è tradotta in questa apertura alla vita”. Cioè, secondo me non può essere una cosa del genere e oltretutto non è nemmeno richiesta.
    O forse devo credere che Dio, per chi ci crede, ci voglia senza desideri, inclinazioni personali, ecc? O ancora, questa ottica di mettersi completamente nelle mani di Dio, presuppone un Dio che ci pensa privi di limiti, e ovviamente non è così.
    Comunque ripeto, rispetto (ovvio, banale) per questa famiglia, ma rifiuto totale di un’idea di prenderli a modello.

    • Jeff M. scrive:

      Ovvio: ognuno prende a modello chi vuole.

      Quanto al suo discorso sui desideri, inclinazioni personali ecc. è un po’ più complicato. E’ vero che Dio ci ha creato con il bene dell’intelletto e rinunciarvi non sarebbe nemmeno cristiano.
      Però non è detto che quelli che chiamiamo i nostri “desideri ed inclinazioni personali” corrispondano necessariamente ad un bene oggettivo. Questo è vero per le persone in grazia di Dio, non per tutti.

      Ad esempio due sposi potrebbero ritenere “desiderio ed inclinazione personale” quelli di rimandare a tempo indeterminato una gravidanza per permetterle loro di fare carriera o di godersi svariati hobby. Per carità: lecito, non fanno del male a nessuno fuorché a loro stessi (apparentemente: in realtà ad ogni peccato corrisponde un danno personale e comunitario).
      Il bene oggettivo, rivelato in Cristo (ovviamente: per chi ci crede) e trasmesso nella Sua Chiesa, è un altro. E’ amore nel senso meno romanzato e più duro del termine, è donazione di sé, del proprio tempo e anche dei propri desideri e inclinazioni personali.

      Certo, c’è la limitatezza umana con la quale ogni uomo deve fare i conti giorno per giorno. E’ un percorso di crescita, graduale. La santità – salvo pochissimi casi – non si conquista mica dall’oggi al domani: è un combattimento costante.

      • Sandro scrive:

        Jeff Buona sera. Grazie per :la sanità -salvo pochissimi casi – non si conquista mica dall’ oggi al domani :è un combattimento costante. Buona vita

  32. ANDY D scrive:

    Li ho visti al festival di Sanremo 2015….Il padre avrà pronunciato le parole Signore e Provvidenza 20 volte in 3 minuti……Questi sono Pazzi esaltati. Per me sono una Setta Cattolica.

    • sandro scrive:

      Andy d
      Buona sera per me questa famiglia non è pazza e non appartiene ad una setta cattolica ma alla Fede Cattolica . Fede da dove evidentemente trarre energia forza e sparanza .buona serata

  33. Orpi scrive:

    @galcian79 vorrei solo dirti che a parte il tuo perdere tempo a giudicare e sentenziare in malo modo le scelte altrui dovresti dire a tua madre che non ha la minima idea di cosa significhi essere cattolici e cattolica una

  34. Orpi74 scrive:

    Una persona che fa ancora distinzione tra terroni e polentoni ha problemi di profonda ignoranza !!

  35. Mgs scrive:

    Saranno questi i “conigli” di cui parlava Papa Francesco? Comunque sia, é proprio una gran bella famiglia italiana! Complimenti.

    • Sandro scrive:

      Buona sera Msg . Se dovessi fare la stessa domanda (sono questi i “conigli” di cui parlava papà Francesco?) direttamente a papà Francesco lui cosa ti avrebbe risposto. Ciao buona notte

  36. Sara scrive:

    Buonasera,

    personalmente non vedo alcuna generosità nel mettere al mondo dei figli. Al contrario, la riproduzione si palesa come forma dell’amor di se’ dell’essere umano.

    Cordialità

  37. Andrea scrive:

    Se tutti facessimo come questo signore, il Mondo scoppierebbe in un baleno. Che vi piaccia o no viviamo in un mondo di risorse limitate, quando poi il vaso trabocca arrivano le malattie, le guerre, le ondate migratorie (il Bangladesh e` grande esattamente la meta` dell’Italia ed ha 160 milioni circa di abitanti) che rimettono tutto a posto…la natura trova sempre il suo equilibrio. Buona famiglia (numerosa) a tutti !

  38. Andrea scrive:

    Non commettere atti che non siano puri
    cioe` non disperdere il seme
    feconda una donna ogni volta che l’ami
    cosi` sarai uomo di fede
    poi la voglia svanisce ed il figlio rimane
    e molti ne uccide la fame
    io, forse, ho confuso il piacere e l’amore
    ma non ho creato dolore.

    De Andre` ci aveva gia` pensato…

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