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Saviano scrive un libro sulla droga e dice che serve una “legalizzazione totale”. «È tragicomico»

aprile 5, 2013 Francesco Amicone

Lanciando il suo nuovo libro, lo scrittore propone uno «Stato spacciatore». Parla José Berdini (comunità di recupero Pars): «Così il male non diminuisce, ma cresce»

«Non si può contrastare il narcotraffico senza politiche di legalizzazione. In questo modo si sottraggono le droghe al mercato illecito per esser affidate al sistema delle farmacie», sosteneva Roberto Saviano due anni fa. Ieri, in occasione della presentazione della suo nuova opera letteraria (Zero Zero Zero), ribadisce il concetto. Per fermare il narcotraffico occorre  «la legalizzazione totale». «La droga non mi piace: io personalmente l’ho sempre disprezzata», prosegue Saviano in una video-intervista pubblicata ieri su repubblica.it, «ma l’unico modo per sottrarre questo enorme mercato alle mafie è togliere il mercato alle mafie», cioè «legalizzare». Saviano forse non sa che secondo l’Onu la legalizzazione della droga aumenta la dipendenza e dunque i proventi del narcotraffico.
José Berdini, responsabile di Pars, cooperativa che si occupa di educazione e cure della dipendenza, è arrabbiato: «Saviano ci mostra un film già visto e tragicomico. Con uno Stato spacciatore che vende il male, il male certamente non diminuisce, ma cresce».

Secondo Saviano, la legalizzazione delle droghe permetterebbe di impoverire le mafie.
Non credo sia vero. Se lo Stato diviene venditore di droghe, non si ferma il narcotraffico. Si instaura una guerra tra poveri, fra spacciatori. Nel frattempo però lo Stato diventerebbe una delle imprese che si confrontano sul mercato di un male. Imprese il cui fine è l’elargizione di sogni che diventano incubi. A quel punto che differenza ci sarebbe fra lo Stato e mafia? La legalità? Inoltre vende tanto solo chi ha la droga migliore. Non importa se è mischiata a lucido di scarpe. Ci sono molti ragazzi negli ospedali ricoverati per psicosi e depressione grave a causa di droghe, forse questo non ha un costo umano e sociale, oltre che monetario, per lo Stato?

Cosa accadrebbe se la legalizzazione prevedesse soltanto il commercio di droghe leggere?
Con le sperimentazioni, oggi, le droghe leggere sono meno leggere di sempre. La legalizzazione della droga avrebbe un costo maggiore della lotta contro la droga, per chi paga le tasse e per i cittadini. Se a chi ne propone la legalizzazione non importa il fatto che ciò arrecherebbe un danno alla salute dei nostri figli, almeno pensi ai costi che dovrebbe sostenere l’erario per le cure della dipendenza.

Se il commercio fosse controllato dalle farmacie non si riuscirebbe a limitarne l’uso?
Si tratta di una proposta tragicomica. I giovani prendono le droghe per sballarsi, non per usarle con moderazione o per curarsi da una malattia. Se, una volta legalizzate, non potessero acquisirle in farmacia, le reperirebbero nuovamente altrove. Proprio oggi abbiamo presentato la conclusione di un progetto su quello che fanno i giovani marchigiani per sballarsi. Si intitola “pendolari da sballo”, ed è stato finanziato dal Ministero della Gioventù. La conclusione dello studio, fatto nelle Marche, conferma quello che dicono altri, in tutta Italia: per esempio, che l’alcool fra i giovani non viene bevuto a tavola (il classico bicchiere di vino, per esempio) ma alla sera, nei weekend, con lo scopo di sballarsi, e perciò sotto forma di cocktail che spesso vengono assunti insieme a droghe leggere.

Il problema centrale è quindi la ricerca dello sballo, che poi viene usata dalle mafie per far soldi.
Se si vuole combattere la mafia, non si può competere con la mafia sullo stesso piano, producendo il male e vendendolo. Perché significa che non si ha chiaro il problema, né da un punto di vista della realtà né della logica.

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14 Commenti

  1. giuliano says:

    la droga gratis per tutti è sempre stato uno dei cavalli di battaglia della sinistra, assieme ad altre conquiste di civiltà quali il divorzio, l’aborto, l’eutanasia, la pedofilia. La filiera della distribuzione poi è già bella e pronta con tutti quei punti disseminati sul territorio: sedi ARCI, sedi CGIL, sedi PATRONATO, sedi COOP

  2. Gatt says:

    -la legalizzazzione delle droghe impoverisce le mafie, oltre che il buon senso ce lo insegna anche la storia:
    non mi risultano spacci clandestini di alcol a Roma, e le sigarette di contrabbando sono ormai una rarità.

    -le spese sanitarie sarebbe largamente superate dagli introiti della TASSAZIONE sulle droghe legali
    (questo è assurdo che lo si debba anche spiegare…)

    -la vendita legale premetterebbe di certificare la roba che ti fai
    (cosi magari se uno si fa una canna è certo di non fumarsi eroina mista a feci di asino e, appunto, lucido da scarpe)

    -CERTO che la differenza tra la mafia trafficante e lo stato “legalizzatore” è la legalità: la legge passa per processi democratici e civili, la mafia si legittima con l’uso della violenza.

    -Saviano, ho letto stamani un’intervista, parla di fermare il narcotraffico con la legalizzazione delle droghe: non di fermare il problema delle droghe con la legalizzazione delle droghe (?!?!).
    Qui 3 domande su 4 sono decisamente (e faziosamente) fuori tema.

    Quando la smetterete di scrivere in modo cosi disonesto?

  3. Gatt says:

    mi ero lasciato sfuggire una chicca:

    ” Saviano forse non sa che secondo l’Onu la legalizzazione della droga aumenta la dipendenza e dunque i proventi del narcotraffico”

    Francesco Amicone, se legge i commenti, mi spiega come si fa a trovare il coraggio di firmare una roba del genere?

  4. Sobieski says:

    ….ma perché no….legalizziamo anche il pizzo per togliere il mercato del pizzo alla mafia e perché no…. legalizziamo anche tutte le armi per togliere il mercato ai trafficanti internazionali di armi….poi legalizziamo pure l’omicidio di stampo mafioso per togliere il monopolio dell’omicidio di stampo mafioso alla mafia….potremmo anche legalizzare le truffe per togliere il monopolio delle truffe ai truffatori…potremmo anche legalizzare la pedofilia e creare un mercato libero della prostituzione minorile…..legalizziamo la saharia per toglierla dal monopolio dell’islam…ma va la….drogati!

  5. Sobieski says:

    Per dirla in maniera futurista….la legalizzazione delle droghe potrebbe anche avere effetti positivi….come una guerra purificatrice…..i cretini moriranno tutti abbastanza velocemente di overdose….e finalmente avremo una società intelligente!

  6. giesse says:

    Geniale, se poi legalizziamo l’estorsione, l’usura, la prostituzione, e altri vari traffici lasciamo davvero le mafie in mutande. Vorrei suggerire all’Oracolo del Vesuvio, quando brama esprimersi e proprio non può esimersi, qualche volta di limitarsi a quella scritta murale che diceva:”J’ai quelque chose à dire mais je ne sais pas quoi”

  7. sindar says:

    Buon giorno,
    sono un produttore di palloni da calcio. Trovo scandaloso che al giorno d’oggi e con la crisi che c’è si lasci alle mafie cinesi il monopolio del lavoro minorile.
    Cerco persone disposte ad appoggiare una proposta di legge che legalizzi il lavoro minorile in questo modo si otterrebbe il triplice effetto di: abbassare i costi dei palloni, aumentare l’occupazione ed aiutare quelle famiglie con figli che faticano ad arrivare a fine mese e migliorare le condizioni di lavoro di quei bambini che già vengono sfruttati illegalmente garantendo loro una copertura sanitaria e pensionistica adeguata al contratto.
    L’idea è un contratto nazionale collettivo dei bambini, potremmo anche portare al tavolo delle trattative alcuni bambini in rappresentanza dell’intero possibile parco lavoratori.
    Cordialità

  8. Quercia says:

    Al momento drogarsi finanzia la mafia. Questo dovrebbe far riflettere tutti coloro che protestano (giustamente) contro le mafie varie con la canna in mano.

    Ma non è questo il discorso. Si sta parlando di legalizzare la droga.
    Bene, sono contrario. L’unico modo per combattere la droga è educare fin da bambini sui danni che provoca. Se la si legalizza non si riduce il numero dei consumatori ne si toglie il monopolio alla criminalità.

    Del resto basta guardare che macello è venuto fuori con la liberalizzazione del gioco d’azzardo (voluta da Tremonti se non sbaglio). Il numero di malati di ludopatia è cresciuto esponenzialmente, lo stato ora deve spendere per curarli. Certo, lo stato spenderà meno rispetto a quello che incassa. Ma è meglio vivere in uno stato che su un tema ha il saldo economico in attivo e molti cittadini malati, oppure in uno stato con saldo economico a 0 e i cittadini sani?
    Per quanto riguarda la criminalità, non è affatto scomparsa.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/23/ndrangheta-boss-truccava-slot-e-minacciava-giornalisti-audio/478024/

    PS ma perchè piuttosto di perdere tanto tempo a discutere di legalizzazione che fa tanto politicaly correct e soprattutto incentiva al consumo perchè di fatto lo fa passare per una cosa innocua, non si passa tutto il tempo disponibile a far vedere come sono ridotti i drogati dopo anni di assunzione???
    A mio parere l’unico modo per sconfiggere il narcotraffico è l’eliminazione della domanda (non del mercato come superficialmente si dice). Questo lo fai solo se le persone capiscono prima di cadere nel vortice della dipendenza che drogarsi è molto peggio di darsi una martellata sui maroni. E questo secondo i “legalizzanti” succederebbe se lo stato vendesse quel prodotto? magari semplicemente mettendo nella pubblicità della cocaina una piccola dicitura “assumere con moderazione. Può distruggerti la vita”

  9. ftax says:

    ZERO, ZERO, ZERO.
    Bravo Saviano! Finalmente un romanzo autobiografico.

  10. Andrea says:

    Caro “Gatt” … È comunque come prendere un antibiotico senza andare alla radice di quel che genera l’infezione… È come pensare che togliere i proventi della droga fermi la mafia o la ‘ndrangheta o altro… o come se tutti i tossici (anche quelli che fumano o tirano coca chiedendone la liberalizzazione) smettessero di drogarsi per non favorire la mafia…
    Neppure Giacinto Pannella detto Marco ci crede più (se mai ci abbia creduto veramente al di là della questione ideologica intrinseca). Mi pare che il mondo medico-scientifico non faccia più distinzione tra droghe (leggere-pesanti….).
    È solo spostare il problema, il vero problema è perché uno comincia a drogarsi. In questo Tu ed io, tutti, nel nostro piccolo, abbiamo una responsabilità: generare un mondo intorno a noi che sia in grado di reggere l’urto del reale. Utopia è sperare in un “sistema” che salti la fatica e la lotta che ad ognuno è chiesta. Non è una organizzazione che salva. Anche nelle Comunità di Recupero quello che tira fuori “dal giro” le persone è un rapporto personale tra due personalità. Questo rapporto tu per tu ricostruisce l’io disaggregato e disamorato di sé di una persona, nel gioco continuo della libertà di ognuno.

    • Gatt says:

      ciao andrea, se rileggi i miei commenti vedrai che non tratto il tema “legalizzare droga” quanto piuttosto quello di “scrivere articoli in modo disonesto”.
      L’articolo che hai letto ha dei buchi logici importanti, tanto grandi da non poter non essere voluti.
      Tra i più lampanti quello che riporto in virgolettato nel mio secondo commento: tu hai capito qual’è il vizio logico in quella frase?
      Te la riposto:

      ” Saviano forse non sa che secondo l’Onu la legalizzazione della droga aumenta la dipendenza e dunque i proventi del narcotraffico”

      Se la capisci prova a rileggere tutto l’articolo in questa nuova ottica.

      Io non parlo della legalizzazione delle droghe (tra l’altro non direi di essere favorevole), ma di come questo articolo sia scritto per CONDIZIONARE chi lo legge.

      Fammi sapere che ne pensi.

  11. Silvio says:

    Ieri sera in tv ci siamo sorbiti uno dei personaggi più presuntuosi del circo mediatico: Saviano.Era lì, come al solito, con quell’atteggiamento compreso di chi porta su di sé la coscienza ed il sapere dell’umanità e forse anche il suo destino.
    Eppure i contenuti sconvolgenti della sua nuova rivelazione sono solo una serie di banalità che chiunque abbia ascoltato qualche telegiornale e, soprattutto, abbia visto qualche film di mafia o gang malavitose sa già e non aveva certo bisogno dello scrittore impegnato e scortato per scoprirlo.
    Ecco le rivelazioni sconvolgenti, tenetevi forte!
    La droga rende moltissimo, secondo il nostro, 180 volte l’investimento, mentre un investimento onesto può rendere al massimo il 60%. Ma no, chi l’avrebbe mai detto!

    Poi ci dice che però è difficile entrare nel giro, chi gestisce il traffico non permette che altri vi entrino mettendo in pericolo i grandi clan che si sono affermati e, quindi, che costoro gestiscono con spietatezza e ferocia il loro potere.
    Chi ha visto qualunque film sul tema, dal Padrino in avanti, se ne era già accorto da almeno quarant’anni, ti ringraziamo, Saviano, per averci rivelato questi segreti che mai avremmo supposto.

    Chicca finale degna delle Sturmtruppen di Bonvi: qual è la soluzione al cancro della droga?
    Legalizzarla e farci guadagnare lo stato: veleno per tutti a prezzi modici e guadagni sugli investimenti moltiplicati per 180 volte per le casse dello stato che potrà poi darci gratis la siringa finale per non gravare più sull’assistenza pubblica.

    Grazie, scrittore impegnato che ricordi tanto il cantautore della canzone del tuo conterraneo Bennato.

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