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Sapelli: «Stato e Comune che finanziano scuole paritarie non ledono l’uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge»

maggio 23, 2013 Redazione

Parlando del referendum bolognese, l’economista scrive: «Non pensavo che il degrado culturale e della disinformazione fossero giunti a tanto»

REFERENDUMB-come-Bologna copiaOggi sulla prima pagina del Messaggero, l’economista Giulio Sapelli, professore ordinario di Storia Economica all’Università degli Studi di Milano, ha scritto un editoriale sul referendum sulle scuole paritarie che si terrà a Bologna il 26 maggio.
Il professore svolge un lungo e articolato ragionamento sul concetto di “beni comuni”, in particolare facendo riferimento all’istruzione. Essa, storicamente, è stata prima esercitata in forme private dalle classi aristocratiche e borghesi, poi via via essa ha assunto una forma statuale, in particolare modo sotto la regia del “governo municipale”. Così, scrive Sapelli, sebbene non manchino mai dei problemi, tuttavia si sono raggiunti «risultati sociali di eccellenza, non solo di sottrazione dalla povertà educativa in tutto il mondo», ma anche di grande prestigio e questo anche in Italia.

SI PUO’ SCEGLIERE. «La crisi fiscale dello Stato – prosegue Sapelli – ha recentemente, ossia nell’ultimo ventennio, favorito il riemergere di forme di educazione tipiche della mano privata o della versione di essa in forme di proprietà collettiva di piccoli gruppi, come le cooperative educative». Tali forme hanno trovato spazio anche nel Belpaese dove, «soprattutto per effetto della crisi fiscelle dello Stato e dei Comuni, ha trovato un’efficace soluzione nell’integrazione dell’educazione municipale con quella privata a ispirazione cooperativa o mutualistica. Nella maggioranza dei casi essa ha, come accade in tutto il mondo, una ispirazione religiosa, in forma chiara ed esplicita. Si può scegliere. Il fatto che lo Stato o i Comuni finanzino tali forme di proprietà delle strutture educative non lede il principio dell’uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge». Anzi, scrive Sapelli, «ne esalta il principio detraendo dal loro carico fiscale imposto in forma coatta la parte di tassazione che finanza l’educazione pubblica di cui quelle famiglie o quelle società educative non usufruiscono».

CIO’ CHE E’ DOVUTO. Quindi, conclude il professore, «stupisce» il referendum di Bologna che «vuol porre in discussione, nelle terre del cooperativismo e quindi della sussidiarietà più nobile, istruzione comunale e istruzione privata e cooperativa, negando quest’ultima, sottraendole le risorse di cui vive. Queste risorse sono ciò che è dovuto a forme educative non statali che adempiono fini pubblici, nel pieno rispetto del dettato costituzionale e della teoria dei “beni comuni” di cui molti parlano senza conoscerla».
Conclude Sapelli: «Non pensavo che il degrado culturale e della disinformazione fossero giunti a tanto, non solo nelle fertili terre emiliane, ma in tutta Italia.

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6 Commenti

  1. WiWa says:

    E di che si stupisce? La nozione di ‘organizzazione del consenso’ – leggi disinformazione organizzata – è una nozione propria dell’ideologia propria di quei luoghi!

  2. andrea says:

    Ma il bello di tutta storia e’ che questi pensano che tagliano qualche soldino l’insegnamento cristiano crollerebbe. Poveri illusi di persecuzioni la Chiesa ne ha subite (e ne subisce) di molto piu’ peggiori eppure e’ sempre li, paradossalmente ne esce sempre piu’ rafforzata

    • andarea says:

      persecuzioni tipo che si prende l’8 per mille anziché il 5 (come prendono le altre associazioni), non paga l’imu ed è l’unica religione rappresentata nelle scuole pubbliche?
      quale sarebbe la persecuzione ? che se vogliono avere delle scuole gestite da lo dove indottrinano i bambini almeno che se le paghino da soli?
      la cosa paradossale che in un paese in cui il cristianesimo è religione di stato si parli di persecuzioni ai danni dei cattolici

    • andarea says:

      sai perché i romani perseguitarono i cattolici (per circa 200 anni, poi furono i cattolici i persecutori per i successivi 1800 anni)?
      perché i cattolici destabilizzavano l’impero perché erano bellicosi e sempre in rivolta ma soprattutto erano intolleranti con le altre religioni, specie se simili alla loro. hanno sterminato numerose altre religioni, una tra tante il culto di mitra.
      sai cosa è cambiato da allora? solo che ora al potere ci stanno cattolici, ma sempre violenti e intolleranti sono

      leggi qui
      http://razionalismo.altervista.org/cronologia_orrori_chiesa.htm

      • andrea says:

        volevo risponderti in modo gentile ma alla fine credo che pregherò per la salvezza delle tua anima

      • Charlie says:

        Non ho mai sentito tante demenziali farneticazioni sul Cattolicesimo, credute con tanta ributtante voluttà e sicumera.

        Per la disinfestazione cerebrale consiglio:

        CONTROSTORIA. UNA RILETTURA DI MILLE ANNI DI VITA DELLA CHIESA, di Luigi Negri.

        FALSE ACCUSE ALLA CHIESA. QUANDO LA VERITA’ SMASCHERA I PREGIUDIZI, di Luigi Negri.

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