Google+

Referendum contro le scuole paritarie di Bologna. A che gioco gioca il Pd?

gennaio 11, 2013 Redazione

Perché se la giunta e il suo sindaco sostengono la bontà degli istituti che la consultazione vorrebbe chiudere, la responsabile scuola del Pd si schiera coi referendari?

Il 26 maggio prossimo i cittadini bolognesi saranno chiamati al voto per un referendum consultivo promosso da una serie di associazioni riunite nel nuovo “Comitato art.33” che vorrebbero eliminare il sostegno economico che, tramite specifica convenzione, l’Amministrazione Comunale destina alle scuole dell’infanzia paritarie della città.

La destinazione dei contributi comunali alle 27 scuole paritarie bolognesi per gli oltre 1.700 bambini che le frequentano è un passo significativo che la locale Amministrazione ha compiuto per colmare, in parte, quanto lasciato “incompiuto” dalla legge di parità (Legge 62 del 2000) sul piano economico rispetto alle scuole statali. La legge 62/2000, infatti, riconosce le scuole paritarie parte integrante del “Sistema nazionale di istruzione”, ma sul piano economico i fondi ministeriali annualmente stanziati, come noto, sono assolutamente insufficienti ad assicurare parità di retta, per i genitori, con le scuole statali e tantomeno il pareggio di bilancio alle scuole.

La scelta dell’Amministrazione comunale di Bologna ha consentito, negli anni, il mantenimento di rette accessibili alle famiglie che hanno scelto un percorso per i loro bambini, in linea con un progetto educativo dichiarato, contribuendo ad assicurare, concretamente, il diritto alla libertà di educazione sancito dalla nostra Costituzione Italiana.

Ancora, dal 2000, indubbiamente, si sono registrati rilevanti passi in avanti da parte della società, della politica, dell’opinione pubblica per cui pare appartenere al passato il tempo della aprioristica contrapposizione ideologica tra scuola a gestione statale e scuola a gestione privata: entrambe svolgono un’unica funzione che è pubblica. Non a caso, molte Amministrazioni locali riconoscono con apposite intese – le convenzioni – la scuola paritaria, in particolare la scuola dell’infanzia no profit, gestita da Congregazioni, Parrocchie e da altri soggetti del terzo settore, una irrinunciabile risorsa anche per consentire una scelta alle famiglie, nonché presenza  indispensabile per consentire la piena scolarizzazione dei bambini in questa fascia di età: le scuole dell’infanzia non statali paritarie scolarizzano tuttora ben 660mila alunni, in migliaia di istituzioni presenti capillarmente sul territorio italiano.

E’ perciò sconfortante registrare la persistenza di resistenze ideologiche, pregiudiziali e antistoriche laddove alcuni esponenti politici sembrano voler sollecitare posizioni superate, estreme, magari per meri fini elettorali.

Se la Giunta bolognese, a guida Partito Democratico a partire dal Sindaco, Virginio Merola, affiancati dalla dirigenza locale e regionale del partito, sostengono la bontà della scelta in essere che ha conseguito ampia e condivisa risposta nei cittadini, non può non suscitare netta sorpresa la posizione – riportata dagli organi di stampa – della Responsabile nazionale scuola dello stesso partito, che si schiera con i referendari, in contradditorio anche con moltissimi altri Amministratori locali e i tantissimi sindaci PD che operano sul territorio, rischiando, di fatto, di far combaciare il termine “pubblico” solo con scuola “statale”. Eppure la Regione Emilia Romagna, per ben tre volte, unitamente alla FISM, ha affrontato la questione presso la Corte Costituzionale, dopo che il TAR Emilia Romagna aveva ammesso quesiti avanzati dalle Associazioni promotrici del richiamato referendum che anche negli scorsi anni tendevano ad eliminare i contributi locali alle scuole paritarie e, tutte e tre le volte, il giudizio della Corte è stato inequivoco: le questioni poste erano “manifestamente infondate”.

Bologna, 10 gennaio 2013

FISM PROVINCIALE BOLOGNA

FISM REGIONALE EMILIA ROMAGNA

FISM NAZIONALE

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi
MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download

Tempi Motori – a cura di Red Live

Altro che semplice restyling: la C4 Cactus 2018 ha una linea nuova per il 90%, adotta Airbump più piccoli e ora punta al cuore del segmento C. I prezzi partono da 17.600 euro

L'articolo Prova Citroën C4 Cactus 2018 sospensioni “magiche” proviene da RED Live.

La Casa americana invoglia i giovani all'acquisto della moto dei sogni proponendo i modelli Street 750, Street Rod e Sportster Iron 883 a condizioni vantaggiose. Le promozioni scadranno il 30 aprile

L'articolo Il mondo Harley alla portata dei giovani proviene da RED Live.

Il 24 e il 25 marzo, se siete in zona capitale, non prendete impegni: ci sono gli Honda Days 2018 all’autodromo di Vallelunga. Si possono provare auto, moto e non solo…

L'articolo Honda Days 2018: 24 e 25 marzo, tutti a Vallelunga proviene da RED Live.

Neve, ghiaccio, temperature polari e 26 passi alpini. La terza edizione della 20Quattro Ore delle Alpi, organizzata da Audi, ha incontrato le condizioni giuste per mettere alla prova 5 equipaggi che si sono sfidati a suon di km percorsi e prove speciali ghiacciate sulle nuove RS4. C’eravamo anche noi

L'articolo 20Quattro Ore delle Alpi Audi. C’ero anch’io proviene da RED Live.

Presentata per la prima volta nel 2007, la Peugeot 308 ha subito un restyling nel giugno 2017. Dal punto di vista meccanico la novità preponderante era stata la sostituzione del cambio automatico a 6 rapporti in favore di un nuovo 8 rapporti. Un cambio più evoluto sviluppato dalla giapponese Aisin capace di rubare sulla bilancia […]

L'articolo Peugeot 308: aggiornamenti a 8 rapporti proviene da RED Live.

Pasqua in Armenia - iStoria Viaggi