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Profughi. E alla fine l’Europa scoprì che peggio dei muri di Orban c’è solo il cloroformio umanitario

settembre 16, 2015 Luigi Amicone

Perché davanti a questo esodo biblico siamo capaci solo di divisioni, interventi spot e marce a piedi nudi. Che peggiorano i problemi, nostri e degli immigrati

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Come ci eravamo permessi di ricordare a un presidente del Consiglio un po’ superficiale nell’uso della comunicazione, se siamo umani e non bestie non solo si deve evitare di strumentalizzare le tragedie (caso Aylan) per incassare un momentaneo consenso emotivo. Ma bisogna soprattutto agire per tentare di rimuovere le cause della tragedia che ha messo in moto 4 milioni di profughi dalla Siria, 8 milioni di sfollati nella stessa regione e milioni di migranti economici che stanno muovendo dall’Africa subsahariana verso il nostro Continente.

Perché un conto è prendere atto dell’impossibilità di fermare i flussi migratori di gente in cerca di una vita migliore. Un altro è subire i flussi passivamente. Un altro ancora è assecondarli a chiacchiere o, peggio ancora, con l’utopia suicida (che fa male ai migranti e tanto più a chi li dovrebbe accogliere) che promette di far fronte in modo decente, dignitoso, umano, alle migrazioni di milioni di esseri umani dal Eud del mondo all’Europa.

Però, da questo orecchio, cioè in quello in cui ci permettevamo suggerire un primo ed elementare gesto cristiano (togliere l’embargo alla Siria), pare che né Renzi né la Merkel ci vogliano sentire. Perciò, dopo una settimana di trionfale e sentimentale propaganda (con commentatori e riprese televisive scatenate nella criminalizzazione dell’Ungheria e paesi dell’Est), adesso siamo qui a scandalizzarci perché Germania e Francia, i due paesi che volevano fare i primi della classe dell’accoglienza, sono adesso i paesi che frenano bruscamente sugli stessi temi che enfatizzavano solo settimana scorsa.

Tant’è, cosa dice adesso l’eroico presidente della Commissione Juncker, che ancora la settimana scorsa ci faceva grandi discorsoni che spalancavano le porte d’Europa a profughi e migranti parlando dello stato dell’Unione? Purtroppo lo dobbiamo leggere su un giornale di sinistra e di establishment sì, ma francese, che secondo Juncker «il metodo del governo ungherese non è buono. Ma che fare d’altro? È il dovere dei paesi nello spazio di Schengen proteggere le loro frontiere esterne» (Le Monde, 15 settembre). Capito? Fino a due giorni fa l’Ungheria evocava sui giornali e nelle tv la “barbarie” e “l’orrore”. E uno sgambetto deficiente di una cameramen era la prova dell’inqualificabile regime nazista che governa a Budapest. Adesso devono chiedere scusa e riconoscere che almeno un pochino l’Ungheria ha ragione.

Infatti la Merkel fa retromarcia e viene incalzata non solo dai paesi europei dell’Est, ma dalla stessa sua alleata Csu bavarese. Che manda a dire via il segretario Csu Manfred Weber (ma anche via Partito popolare europeo di cui il partito del premier ungherese è membro): «Viktor Orban non è la pecora nera d’Europa. Egli domanda che siano rispettate le regole di Dublino e di Schengen che impongono di proteggere le proprie frontiere esterne e che i rifugiati senza documenti accettino di farsi registrare. Tutto ciò è legittimo».

Quanto alla Merkel e alla sua retromarcia Weber aggiunge: «Quando il governo federale tedesco ha deciso di aprire le frontiere era una risposta a una situazione d’urgenza (prevista tra l’altro dallo stesso trattato di Schengen, ndr). Ma abbiamo sempre avuto chiaro che si trattava di una decisione a breve termine». Così ora la Germania fa esattamente come la Francia. Ripristina i controlli alle frontiere con l’Austria e cautamente si sposta verso linea ungherese diffamata fino a ieri. Già, perché – dice Weber, e giustamente a nostro parere – «ora è essenziale che l’afflusso dei profughi sia canalizzato e organizzato». Infine, anche il partito di Alfano e lo stesso ministro Alfano, qualora non avessero già deciso di entrare nella famiglia dei partiti socialisti europei, dovrebbero sapere che la posizione del Ppe in Europa (di cui Ncd è parte) è quella espressa da Françoise Grossetête: «Noi dobbiamo accogliere i rifugiati, mentre i migranti economici devono essere rinviati nei loro paesi» (Le Monde, 15 settembre).

Ma perché sull’emergenza profughi e migranti l’Europa si sta attorcigliando su se stessa, procede per interventi spot, così che una delle possibili conseguenze è che l’Italia resti sola ad affrontare la pressione degli sbarchi clandestini, e senza poter neppure elevare muri all’ungherese? Perché dalla Siria al Mediterraneo l’Europa non sa che pesci prendere. E non sa perché segue Obama pedissequamente. E siccome Obama e Nato, dopo aver contribuito a buttarle per aria, non considerano una loro priorità la stabilizzazione della Siria e della Libia, Europa e Italia si dividono i cocci della disastrosa politica estera obamiana e dell’Alleanza militare atlantica.

In particolare, perché in Siria l’Europa non fa quanto da noi proposto per “essere umani e non bestie” come dice Renzi? Perché Italia ed Europa non si sfilano dall’alleanza occidentale che impedisce ogni rifornimento a Damasco, spingendo così i siriani a fuggire profughi o ad arrendersi ai tagliagole dell’Isis?

Perché nella logica Obama-Nato la priorità resta cacciare il dittatore Assad. La Turchia (membro della Nato) lo vuole. E, soprattutto, lo vogliono le monarchie del Golfo (Arabia Saudita e Qatar), che nel mentre sigillano le frontiere ai profughi siriani (non uno è stato accolto dai “fratelli” musulmani che abitano nel lusso oltre i confini dei paesi della penisola arabica), seguitano a finanziare in modi obliqui l’avanzata dei sunniti dell’Isis. E ciò allo scopo, appunto: primo, di produrre il collasso definitivo del regime siriano; secondo, di impegnare il regime iraniano in una severa campagna militare che lo distolga dal sostegno delle minoranze sciite in Yemen e nei ricchi paesi del Golfo.

Obama è dalla stessa parte di Ankara, Doha e Riyad, partner delle grandi multinazionali il cui business esige liquidità per le acquisizioni, gli investimenti e le speculazioni finanziarie internazionali. E soprattutto grandi clienti di armi, tecnologia, consumi americani. Si capisce che, al contrario di Putin, insistendo sull’embargo a Damasco, l’Occidente finge di non sapere che alawiti e minoranze sciite e cristiane non possono fare altro che resistere sotto il cappello di Assad. E resistere per una semplice, evidentissima e umanissima ragione, almeno fino a che le grandi potenze non si decideranno a convocare un tavolo di pace e a trovare un sistema imperiale per garantire loro la sopravvivenza dopo Assad. Alawiti e minoranze cristiane e sciite sanno benissimo cosa li aspetta, se, come vogliono la Turchia e i suoi alleati nel Golfo, Damasco cadesse sotto l’assalto islamista: sarebbero sterminati o, per lo meno, dovrebbero sottostare a un regime da Califfato.

È questo doppio scacco, nel Mediterraneo e in Medio Oriente, che determina la situazione emergenziale che si è creata in Europa. Una situazione che probabilmente fa piacere sia alla Turchia di Erdogan, sia alle monarchie del Golfo (e magari pure un po’ ad Obama che già aveva incasinato l’Europa con la gestione delirante – per gli interessi europei – del Maidan in Ucraina). E fa piacere perché così, in primis, il Medio Oriente si svuota di cristiani, sciiti e minoranze non sunnite. Secondo, fa piacere perché così l’Europa continua a restare fuori gioco e gli Stati Uniti di Obama a tentare di buttare fuori dal Medio Oriente (ma a quanto pare senza successo) la Russia di Putin.

Così oggi l’Europa si ritrova debole, divisa, irresoluta, incapace di esprimere una politica estera coerente rispetto ai propri valori e interessi. Una politica tanto assente che, infine, il nanismo europeo trova come sua unica valvola di sfogo il cloroformio umanitario, la propaganda buonista, le chiacchiere dei borghesi che vedono il mondo dal taxi epperò si mettono in marcia anch’essi a piedi scalzi come i profughi (ma sui tappeti rossi del cinema di Venezia, mica partendo dal deserto intorno a Damasco) al fine di sentirsi buoni, bravi e belli in coscienza. Col pessimo risultato, però, che ciò non serve né a trovare una politica sull’emigrazione, né a convincere i cittadini europei dell’esistenza di “piani profughi” che non siano spot (o “hotspot”, secondo la versione pornosuggestiva dei centri di registrazione profughi coniata dal nostro obamiano premier).

Tutte cose che invece la Chiesa cattolica sta dimostrando di incarnare in modo pratico e senza troppe fanfare. Ma anche con l’avvertenza e prudenza a non seminare illusioni pericolose (stile tromboneria scriteriata e conformista alla Enzo Bianchi). Come hanno detto il cardinale Caffarra e il vescovo Negri – che naturalmente la pubblicistica obamiana asservita ai re di denari è obbligata a dipingere come “conservatori” e zizzania antipapale –, bene l’accoglienza e necessaria la solidarietà. Ma peggio dell’egoismo intransigente c’è solo l’utopia benintenzionata.

Infatti, predicare la scriteriata e indiscriminata apertura delle frontiere significa solo favorire i trafficanti di armi e di carne umana, gli schiavisti e gli islamisti. A tutti costoro non par vero di ascoltare dai nostri media che l’Europa deve spalancare tutte le porte, indistintamente, a chiunque fugge, si dice, “da fame e guerre”. Un messaggio che detto così, senza altra precisazione e intervento razionale, suona come un invito ai guerrafondai e ai tagliagole a insistere nel loro piano di destabilizzazione del mondo musulmano, portando così masse di clienti ai trafficanti che si stanno facendo emiri e principi con i soldi dei buttati a mare.

Tendenza che si conferma nel bollettino dei flussi aggiornato a martedi 15 settembre. Come scrive Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, «le ultime stime parlano di almeno quattro milioni di profughi pronti a mettersi in viaggio per raggiungere l’Europa dalla Turchia e dall’Africa». E non è una bella notizia come per una settimana ci hanno voluto far credere le buone intenzioni (“che lastricano le vie dell’inferno” diceva il filosofo) sull’onda del sogno di una Germania di fine estate.

Foto Ansa/Ap


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22 Commenti

  1. Sebastiano scrive:

    Luigi: infinitamente GRAZIE.

  2. Orazio Pecci scrive:

    Amicone, se si candidasse la voterei subito!

  3. Claudio scrive:

    Caro Amicone,
    per anni avete elogiato e difeso Orban e il suo governo in Ungheria, definendolo più volte come un esempio da seguire in mezzo a questo laicismo imposto dall’Europa.
    Tuttavia, alla luce di ciò che ha più volte affermato Papa Francesco riguardo la questione di profughi, non mi sembra che Orban si stia comportando davvero in maniera “Cristiana”.

    • giulia scrive:

      Le opinioni non si cambiano solo perché “lo dice il Papa!”

    • yoyo scrive:

      È cristiano usare la ragione anche in questi frangenti. E su questo Francesco non ha nulla da obiettare.

    • Filippo81 scrive:

      Invece Obama, Hollande , Merkel, Cameron e compari a quale “cristianesimo ” si ispirano ? Stanno affogando l’Occidente dopo aver devastato il Medioriente e la Libia ! Io ,sinceramente preferisco Orban e Putin, poi pensala come vuoi a proposito !

  4. Antonio scrive:

    Caro luigi complimenti per la perfetta analisi della situazione, dovrebbero farti Presidente del Consiglio.
    Avanti su questa linea!

  5. Raider scrive:

    Caro Direttore,

    condivido e sottoscrivo: pensiamo, in fatto di ipocrisia, a quello che fa la Spagna, il suo muro alto sette metri lo ha alzato da tempo fatto e le sue guardie di frontiera hanno l’ordine di sparare su chiunque provi a scavalcare o abbattere il muro: e poi,attacca l’Ungheria, da anni sotto il mirino dell’eurocrazia finanziaria e immigrazionista perché non ha voluto consegnare la Banca di Stato ai privati e alla speculazione internazionale.
    Altro resterebbe da dire sulla ‘spontaneità’ del flusso migratorio col gps, la pianificazione scientifica dell’invasione – 250 milioni di immigrati da accogliere nell’Ue da qui al 2060: il 50% della popolazione, senza contare quelli che sono già qui – e il Pil dei Paesi di partenza in crescita: scrivo da un pc che un amico mi ha messo a disposizione e non intendo profittare oltre della cortesia che ho chiesto.
    Mi lasci dire una cosa, in chiusura:
    W VIKTOR ORBAN!

  6. giulia scrive:

    Appena sentii del muro in Ungheria, sapevo che avrebbero deciso per dirottare per la croazia e da lì per l’Italia tentando di raggiungere la Germania….ma da qui si sa non se ne andranno più e LO SAPETE TUTTI! o chiudiamo anche le nostre di frontiere o ce li dovremmo tenere, visto che l’austria le sta chiudendo pure con noi!
    Bene fa l’Ungheria, dovremmo farlo noi pure ma i nostri fantocci di governanti (nel senso di maggiordomi di qualcun altro) aspetteranno di avere l’emergenza in casa prima di cominciar a pensar qualcosa, quando ormai sarà troppo tardi!
    NON C’E’ UN MINIMO DI LUNGIMIRANZA!

    • samuele scrive:

      ma sì Giulia, con un po’ di lungimiranza potremmo costruire un bel muro tra Friuli e Veneto, e, per essere sicuri uno anche tra veneto e Lombardia. Poi, visto che abbiamo fatto trenta facciamo anche trentuno: un bel muro tra brescia e Bergamo, tra Bergamo e Milano, tra Milano e Sesto san giovanni. Ma soprattutto non si dimentichi di mettere su ogni muro anche “cocci aguzzi di bottiglia”.
      Buon lavoro Giulia!!!!

      • Raider scrive:

        I confini territoriali sono una cosa e i controlli alle frontiere non valgono solo per la libera circolazione dei cittadini europei: la sovranità territoriale e politica non vengono meno con i trattati sottoscritti dai Paesi che fanno parte dell’Ue. Altrimenti, aboliamo tutto e entri pure chi vuole. Che è quello che avviene, di fatto: ma sembra non se ne siano accorti o non basti nemmeno questo, a tanti, che fanno finta di credere che se difendi il tuo Paese da una marea umana, i muri spunteranno anche fra un’anta dell’armadio e l’altra. Questa della proliferazione dei muri è una sciocchezza anche per funzionare come battuta, ma, se serve, in mancanza di argomenti meno frivoli di quelli rirpoveati a Giulia, allora,
        buon divertimento, Samuele!

        • samuele scrive:

          Caro Raider,
          sarò sincero: per “difendersi da una marea umana” (ammesso e non concesso che si tratti di una DIFESA) c’è chi crede che servano muri e c’è chi si affida alle preghiere rivolte ad una icona mariana. Non me ne voglia, ma io non credo nè all’una nè altra soluzione. Chi vede un nemico in tutto ciò che solo lievemente devia dalla propria condizione o dalla propria idea del mondo francamente un po’ mi spaventa.
          Buon divertimento anche a Lei

          • Raider scrive:

            So divertirmi senza che lei si prenda la briga di augurarmelo, non faccia questa fatica visto che non intendeva essere una gentilezza, la sua, anche considerato il modo in cui lei irrideva Giulia senza nemmeno degnarsi di esaminarne gli argomenti o quello che sembrano a lei, bensì trovando più conveniente alla dignità delle sue opinioni fare fantasticare con un po’ di spirito muratorio: e visto che vuole decidere lei per quello che devo considerare una soluzione: per cui certo che non gliene voglio, non vedo come potrei avecela con lei se lei continua sulla stessa flasa, molto falsariga di boutade e valutazioni forfettarie delle intezioni di preghiera e soluzioni altrui.
            Non trovo molta più dignità, ma, in compenso, non trovo meno fantasioso attribuire non è chiaro neppure a chi i contorni di non so che cosa le fa paura: che sarebbe il vedere “un nemico in tutto ciò che solo lievemente devia dalla propria condizione o dalla propria idea del mondo.” La differenza, lieve e di poco conto quanto vuole lei o di grande rilievo quanto pare a me, va moltiplicata per tutti i milioni che lei può contare per arrivare a 259 milioni di immigrati nell’Ue entro il 2060, a parte quelli che sono già qui, 50/55 milioni, se le sembrano pochi: e con prospettive che condannano i popoli europei all’estinzione e prima di allora, a fare da ostaggio in mano a gente che sappiamo di cosa è capace, se le cose non vanno come piace a loro.
            Quindi, a conti fatti, penso che i timori di Giulia siano di gran lunga più giustificati della paura che lei manifesta, se capisco bene, nei confronti di Giulia e del sottoscritto. Se ne freghi pure lei di noi ‘vecchi italiani’, di noi ‘vecchi europei': e abbia più fiducia che quelli nuovi sanno meglio di lei che cosa fare di noialtri per farle vincere in santa pace le sue paure. Qualche saggio di ‘lieve differenza’ nazi-islamica lei lo ha visto e lo vede anche qui, su ‘Tempi.it': ma lei ha ritenuto che fosse Giulia a meritare la sua ironia e le sue paure.
            Faccia pure come crede, ma non confonda le sue paure con quello che le fanno immaginare di chi discosta dal suo modo di spaventarsi e di divertirsi.
            E un abbraccio a Giulia.

          • Filippo81 scrive:

            Quindi gentile Samuele, l’unica strada percorribile è quella di calarsi le brache, farsi invadere e farsi islamizzare ? Sono sempre di più quelli che invece vogliono il contrario ! FORZA UNGHERIA ! Distinti saluti

            • samuele scrive:

              Potrebbe girare la domanda ai discendenti degli indios sudamericani invasi dalle truppe dei cattolicissimi reali iberici…..

              • Filippo81 scrive:

                A sto punto giro la domanda direttamente ad Adamo e gli chiedo perche abbia mangiato la mela ! Ah Samuele, SVEGLIAAAA !!!!

      • Raider scrive:

        Vi sarei grato se sbloccaste il mio post.

  7. Avandero scrive:

    A nessuno sarà sfuggito l’alto valore simbolico che ha, per la Turchia musulmana ( dalle cui sponde oggi, a distanza di 332 anni , partono masse umane determinate a “conquistare” l’Europa) l’aver raggiunto con un esercito multietnico di correligionari – per ora inermi e coccolati dal buonismo della sinistra – le porte di Vienna e di averle varcate addirittura con gli applausi di tanti europei desiderosi di emulare Luigi XIV, il re francese che appoggiava l’espansionismo islamico nel folle proposito di ricavarne vantaggi (opportunità, come si dice ai nostri giorni).
    Oggi non vi sono più personalità come il duca Carlo V di Lorena , il frate Marco da Aviano, il re di Polonia Giovanni III Sobieski, il principe Eugenio di Savoia e tanti altri ; e, per somma sventura, sul trono di Pietro non siede un pontefice come Papa Innocenzo XI, ma un enigmatico argentino per nulla rassicurante. Ma per grazia di Dio abbiamo sempre in Maria una Madre premurosa che – in tutte le situazioni di pericolo – difende coloro che restano fedeli a suo Figlio.

    • Raider scrive:

      Per capire cosa rappresenta per l’Ungheria – lasciamo da parte l’Europa, che vuole l’immigrazione a prescindere e intende piegare questo piccolo Paese alle direttive e agli interessi
      – dell’alta finanza (lo Stato ungherese è propretario della Banca di Stato! Ah, questi barbari!)
      – e della Massoneria (la nuova Costituzione osa fare delle radici cristiane del Paese il fondamento dell’identità nazionale! Ah, che retrogradi!),
      Basterà notare che la parte meridionale del Paese non presenta vestigia storiche anteriori il XVI secolo: aprte quelle venute alla luce dalla cacciata degli islamici – non solo Turchi: del Califfato facevano parte siriani, iracheni, curdi, ecc… -, cioè, dopo il 1699, quando il trattato di Carlowitz sancì l’unione con l’Austria. Dalla tremenda sconfitta di Mohacs, nel 1526, a quella data di riscatto dalla dominazione ottomana, gli islamici distrussero tutto ciò che poteva ricordare la storia prima della loro venuta: praticarono la pulizia etnica (come avvenne nella Sicilia occidentale sotto il dominio arabo: altro che ‘splendori’ e bella vita!), massacrando i maschi sopra i quindici anni, rendendo schiavi i bambini meno forti e arruolando i più forti nel loro esercito, previa conversione forzata all’Islam. Le donne vennero vendute, le bambine stuprate o cresciute per rifornire gli harem non solo turchi, ma anche siriani e nordafricani. I vuoti lasciati da fuggiaschi, massacri e deportazioni furono colmati facendo giungere artigiani e contadini dalla penisola anatolica, dalla Siria, dall’Iraq: così, il Califfo poteva dare una risposta alla domanda di terre e ricchezze in nome della fede, visto che l’Islam all’apogeo di ricchezza di suo e di sviluppo ne produceva ben poco. La conquista dell’Europa proseguiva lo slancio ‘missionario’ ininterrotto fin dall’epoca delle origini.
      Oggi, quella conquista continua e non certo perché c’è la guerra in Siria e Iraq – e infatti, i milioni di profughi siro-iracheni (senza contare afghani, indiani, pakistani, bengalesi e sub-sahariani) non se ne torneranno a casa loro appena si saranno stabilite condizioni di pace. Le dimensioni, le forme, le dinamiche stesse dell’emigrazione non hanno nulla di spontaneo. E gli invasori/migratori lo sanno: l’establishment eurocratico, l’opinione pubblica europea istruita a dovere dal servitorame al lavoro nei media, nelle scuole e nelle parrocchie ligie alle consegne del Pensiero Unico, recepito e adattato dal Papa a uso dei cristiani che vengono meglio in televisione se beccano l’applauso del pubblico e le felicitazioni dai presentatori che ce li portano.
      Io e alcuni amici recitiamo ogni sera il rosario di fronte alla riproduzione dell’icona della Madonna delle Vittorie. Si tratta dell’icona su tavola conservata nella cattedrale di Piazza Armerina: fra le più grandi (123 per 74 cm), se non la più grande icona su legno al mondo. Risale al terzo o al quarto decennio del 1200 e celebra la vittoria sui musulmani del Gran Conte Ruggero d’Altavilla, liberatore della Sicilia. Invochiamo Maria perché sostenga il popolo ungherese e i popoli europei contro l’assalto congiunto degli atei e massoni mondalisti e dei musulmani. Nella lotta contro questi nemici non ci arrenderemo mai.
      MAI!

    • Filippo81 scrive:

      Hai ragione Avandero ,al giorno d’oggi grazie al lavaggio del cervello che la cultura dominante fa da oltre due secoli, le battaglie di Lepanto o di Vienna,quando i nostri avi Cattolici hanno salvato l’Europa (anche quella dei tantissimi non Cattolici o addirittura di coloro che simpatizzavano per gli ottomani )vengono considerate pagine oscure della Storia d’Europa.Tali Battaglie difensive furono segni di profondo razzismo, xenofobia,islamofobia, oscurantismo,bellicismo, ecc, In nome del “dialogo” e della “accoglienza” nessuno avrebbe dovuto fermare le orde ottomane apportatrici di “civiltà” , di uno “nuovo stile di vita” e di “forze fresche” (per salvare in nostro Stato sociale se all’epoca fosse esistito, direbbero tanti ).Ma del resto. caro Avandero, la “vera Europa” è nata con l’Illuminismo, prima a causa del Cattolicesimo e dell’Ortodossia vigeva la barbarie in Europa.Caso strano, ma emblematico,gli “innovatori” di allora , i giacobini, godevano nel mozzare le teste di tutti coloro da essi semplicemente considerati reazionari o non graditi.,esattamente come i “rivoluzionari” islamisti odierni che vanno in estasi quando possono decapitare tutti quelli considerati infedeli o scomodi!Pure coincidenze ? Assolutamente no ! Affinità ideologica , direi, anzi l’ affermo ! Anche perche in Occidente coloro che guardano con simpatia ai fondamentalisti islamici di oggi , simpatia spesso operativa, provengono dagli stessi ambienti socioculturali che promossero la sanguinaria e maledetta rivoluzione francese e sue tappe successive !

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