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Pensate quello che volete di Trump, ma la nomina di Gorsuch è da applausi

febbraio 1, 2017 Leone Grotti

Il neo giudice della Corte suprema, al pari di Antonin Scalia, si è sempre opposto alle «sentenze creative», segnando un solco tra giudici e legislatori

Si può pensare tutto il male possibile di Donald Trump, ma la nomina di Neil Gorsuch a giudice della Corte Suprema è un’ottima notizia. Se il Senato approverà la candidatura, andrà a prendere il posto di Antonin Scalia, morto a febbraio dell’anno scorso, riequilibrando le posizioni conservatrici e progressiste nel centro di potere più importante di tutti gli Stati Uniti.

PRO LIBERTÀ RELIGIOSA. Il giudice della Corte federale d’appello di Denver è definito da tutti un convinto antiabortista, nei suoi libri si è espresso contro a ogni ipotesi di eutanasia o suicidio assistito e nelle sue sentenze ha sempre difeso la libertà religiosa e il diritto all’obiezione di coscienza. Cristiano protestante, allievo di John Finnis, il filosofo australiano convertito al cattolicesimo e membro della Commissione teologica internazionale del Vaticano, Gorsuch più volte si è pronunciato a favore di quelle imprese che, per motivi di coscienza, si sono rifiutate di fornire ai dipendenti polizze sanitarie che includono anche la fornitura di contraccettivi e abortivi, come previsto dall’Obamacare. Il suo mentore è stato il giudice conservatore Anthony Kennedy, che ora siede tra gli scranni della Corte Suprema.

LA GRANDE DIFFERENZA. Trump ha sempre detto che avrebbe nominato un giudice «come Scalia» e Gorsuch condivide appunto l’approccio di Scalia alla legge, cioè applicare la Costituzione seguendone la ratio originaria, senza stravolgerla e senza avventurarsi in interpretazioni creative della giurisprudenza.
Durante un incontro presso la Case Western Reserve University School of Law sull’eredità lasciata da Scalia, Gorsuch ha dichiarato l’anno scorso: «Il grande merito di Scalia è di averci ricordato la differenza tra giudici e legislatori. Il legislatore può appellarsi alle sue convinzioni morali e può argomentare sull’utilità sociale di modificare la legge in base alle sue convinzioni. I giudici invece in una società democratica non dovrebbero fare niente di tutto ciò. I giudici devono attenersi al testo, alla struttura e alla storia della legge e non decidere in base alle proprie convinzioni o alle conseguenze politiche che ritengono possano servire meglio la società».

IN DIFESA DI HOBBY LOBBY. Esulta per la nomina Hannah Smith, membro del Becket Fund for Religious Liberty, il gruppo che ha rappresentato le Piccole sorelle dei poveri e Hobby Lobby contro gli obblighi sul pagamento di contraccettivi e aborti ai dipendenti imposti da Obama: «Il giudice Gorsuch scrisse un giudizio davvero intelligente sul caso Hobby Lobby», ha dichiarato al National Catholic Register, e quando la Corte d’Appello sentenziò contro le suore, propose di rivedere interamente il caso.
Le credenziali di Gorsuch sono ineccepibili: Columbia University, Harvard, Oxford e un praticantato svolto proprio presso la Corte Suprema. Il giudice, inoltre, è molto giovane, 49 anni, e per questo, scrive il Corriere della Sera, «è destinato a partecipare per decenni alle decisioni della Corte Suprema».

LEONE DELLA LEGGE. Dopo aver ricevuto la candidatura ufficiale dal presidente Trump, ha promesso di «fare tutto ciò che è nelle mie possibilità per essere un fedele servitore della Costituzione e delle leggi di questo grande paese». Davanti a un pubblico, che comprendeva anche la moglie del giudice Scalia, ha definito il suo predecessore un «leone della legge». Secondo Gerard Bradley, docente di Giurisprudenza all’Università di Notre Dame, «il presidente Trump ha scelto un degno successore di Scalia. Il candidato merita il sostegno di chiunque si definisca amico della vita umana, della religione e della famiglia. Come Scalia, il suo approccio alla legge non lascia spazio a interpretazioni che stravolgono il testo della Costituzione come quella che ha dato il via libera al matrimonio tra persone dello stesso sesso. È un giudice, inoltre, che rispetta profondamente l’importante ma limitato ruolo dei giudici nei casi costituzionali. Secondo Gorsuch, infatti, tocca al popolo e non ai giudici prendere decisioni a riguardo delle questioni morali fondamentali».

APPLAUSI PER TRUMP. Secondo il Corriere, «Trump potrebbe aver fatto la scelta di gran lunga più importante di tutto il suo mandato presidenziale». È così. Oltretutto, ha mantenuto rapidamente e fedelmente l’unica vera promessa elettorale che ha spinto milioni e milioni di cristiani, cattolici e non, a votare per lui. Un dettaglio che non guasta. Terzo, ha ricompattato il fronte repubblicano con una nomina che piace urbi et orbi. Chapeau.

Foto Ansa/Ap

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