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Pedofilia, 50 anni fa era una “malattia”. Da quest’anno per gli psichiatri americani è un “orientamento sessuale”

novembre 3, 2013 Benedetta Frigerio

L’Apa distingue tra pedofilia e atto pedofilo: solo l’atto sessuale viene considerato “disordinato” per le conseguenze che ha sui bambini

L’associazione degli psichiatri americani (Apa) ha scritto nel suo ultimo manuale che la pedofilia, «il desiderio sessuale verso i bambini è un orientamento» come gli altri. La decisione denunciata dall’Associazione della famiglia americana (Afa) va così a completare un lungo percorso di sdoganamento cominciato già negli anni Cinquanta.

DA MALATTIA A ORIENTAMENTO. Dieci anni fa il Dsm-4 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) ha declassato la pedofilia da “malattia” a “disordine”. Ma nel nuovo testo, il Dsm-5 pubblicato quest’anno, l’Apa fa un passo ulteriore come denuncia l’Afa: «Come l’Apa dichiarò negli anni Settanta che l’omosessualità era un orientamento sotto la forte pressione degli attivisti omosessuali, così ora sotto la pressione degli attivisti pedofili ha dichiarato che il desiderio sessuale verso i bambini è un orientamento». L’Apa distingue tra pedofilia e atto pedofilo: se il desiderio sessuale nei confronti dei bambini è un orientamento come gli altri, l’atto sessuale viene considerato “disordinato” per le conseguenze che ha sui bambini.

«SOFFERENZE MODERATE». Già nel Dsm-4 si considerava “disordine mentale” quello di una persona che molestava un bambino, se la sua azione «causa sofferenze clinicamente significative o disagi nelle aree sociali, occupazionali o in altri importanti campi». E già nel 1998 sul Bollettino di Psicologia era stato pubblicato uno studio per dimostrare che gli abusi verso i bambini non causano danni così gravi. Gli autori (Bruce Rand della Temple University, Philip Tromovitch dell’Università della Pennsylvania e Robert Bauserman dell’Università del Michigan) avevano ridefinito l’«abuso sessuale sui bambini», affermando che «le esperienze sofferte da bambini, sia maschi sia femmine, che hanno subito abusi sessuali sembrano abbastanza moderate».

«SITUAZIONE GRAVE». Inoltre, si legge, «l’abuso sessuale su un bambino non necessariamente produce conseguenze negative di lunga durata». E infine si conclude: «Il sesso consensuale tra bambini e adulti, e tra adolescenti e bambini, dovrebbe venire descritto in termini più positivi, come “sesso adulto-bambino” e “sesso adolescente- bambino”». Al tempo, l’attivista ed ex omosessuale Anthony Falzarano aveva commentato così: «Ci troviamo in una grave situazione se l’Apa sta lavorando verso la decriminalizzazione della pedofilia. Il 75 per cento degli omosessuali è stato stuprato o molestato da bambino e suggerire che questo non ha effetti duraturi è ridicolo». Persino il governo americano aveva condannato questo studio, che però l’Apa non ha mai messo in discussione.
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117 Commenti

  1. Amerigo scrive:

    E adesso aspettiamo che vengano i vari Bifocale, Remo, Remoq, Anna, Cornacchia, Mirò e via dicendo al grido di “contrordine compagni” a ribadire che la, pedofilia è un orientamento come un altro è che tutti noi siamo ascientifici,, bigotti e retrogradi. Prima invece ci accreditano se solo usavamo citare le statistiche che in modo inequivocabile attestano un legame tra omo e pedo. E loro reagivano perché ancora consideravano la pedofilia un male. Ma adesso che il Soviet supremazia diramato la circolare dovranno adeguarsi se non vorranno essere bollati come nemicimdella, scienza e pedofobi.

    • remoq scrive:

      Non avevo proprio voglia di commentare la solita notizia parziale e fondata su mezze verità, però visto che mi citi mi sento in dovere, almeno per educazione, di risponderti.
      a) Nel dsm 5 la pedofilia viene chiamata disordine ( mentale), c’è una tendenza a dividere la pulsione pedofila e l’atto sessuale stesso, inoltre si tende a dividere il pedofilo che prova disagio nel suo essere e quello che non lo prova. Sempre da curare resta.
      b) In america ci sono ben due APA, quella degli psicologi, che come dice la Frigerio, non si è dissociata dallo studio e quella degli psichiatri, che invece si è dissociata.
      c) lo studio è del 1998, e non mi sembra che da allora le cose siano cambiate riguardo la pedofilia, non per lo studio citato che è stato modificato il dsm.
      d) Il legame tra omo e pedo è un insulto all’intelligenza media di chiunque, sarebbe come dire che gli eterosessuali sono tutti ladri solo perchè la maggioranza dei ladri reclusi è etero.
      e) se approfondiamo il discorso (dal punto di vista prettamente scientifico) è normale considerare diversamente un pedofilo che ha solo l’impulso pedofilo e il pedofilo che compie l’atto sessuale, fatte le debite proporzioni si può fare un paragone tra un depresso con idee suicide ricorrenti e un depresso che si suicida, è chiaro che sebbene entrambi depressi e entrambi con idee suicide uno ha portato a termine il proposito e l’altro no. Un saluto.

      • Aurelio scrive:

        E’ vero, ci sono ben due APA, l’Associazione Pagliacci Americani e l’Associazione Peracottari Americani, che periodicamente pubblicano il Manuale delle Marmotte Disordinate, lo cambiano e lo ricambiano, lo modellano e lo rimodellano (come dice il simpatico cantante Antonio Maggio) a seconda dei comandi che ricevono volta per volta dalle Lobby.

    • Aldo scrive:

      Peccato che questa sia una bufala, già smentita sui blog americani che hanno per prima, precipitosamente, pubblicato la “notiziona”, mentre voi ben vi vedere di pubblicare la smentita.

      • Bernardo scrive:

        Ahimè, Aldo, invece è tutto vero.

        • Aldo scrive:

          Hai ragione, Aldo, ho controllato meglio ed effettivamente è tutto vero. Altro che bufala e smentita!

        • Aldo scrive:

          Vedi risposta di remoq.
          P.S. Ignora Italo che mi ha clonato, porello la sua vita deve avere veramente poco senso se si accontenta di così poco.

          • Bernardo scrive:

            Sì, ho visto le risposte di Remoq e Remoqz (ma sono gli stessi? e Aldo è lo stesso che Remoq e Remoqz? qui i duplicati si sprecano). Risposta insoddisfacente, pretestuosa e che comunque non può negare che la notizia dell’articolo è vera e non è affatto una bufala. Quindi, prego, preparatevi presto a dire che la pedofilia è bella perché così desidera il Soviet Supremo Pansessualista. Altrimenti sarete anche voi considerati bigotti e retrogradi e dovrete essere rieducati.

            • remoq scrive:

              Si sono lo stesso (remoq e remoqz), ieri non pubblicava il commento e l’ho ripetuto varie volte. Aldo non so chi sia. La risposta mi sembra chiara, non esiste nessuna apertura alla pedofilia, ha solo cambiato nome punto. se ti sembra insoddisfacente chiedi, e se non ti fidi informati.

              • Bernardo scrive:

                Sì, mi sembra molto insoddisfacente. Non chiedo nulla perché non sono un tuo allievo. Ti rigiro l’invito a informarti meglio e vedrai che ti sbagli. Aldo nemmeno io so chi sia, ma scrive un mucchio di boiate.

                • Remoq scrive:

                  Ma giochi allo specchio riflesso? La risposta c’è e afferma che non c’è alcuna apertura alla pedofilia come orientamento, al massimo puoi non credere alla smentita, ma dire che è insoddisfacente non ha alcun senso. Comunque potrai sbattere contro la verità, controllando coi tuoi occhi il testo finale del dsm 5

                  • Bernardo scrive:

                    Non fare il finto tonto con me. Guarda che non funziona proprio. NON HAI RISPOSTO e la tua ulteriore precisazione aggiunge ridicolo alla tua mancanza di argomentazione.

                    • remoq scrive:

                      Non ero io (vero) quello appena sopra. mi spiace sull’informarmi ma sono del campo

                    • Bernardo scrive:

                      Anche se sei del campo, Remoq (vero o no che sia) puoi sbagliare ugualmente (e di fatto HAI SBAGLIATO) e non sei esentato dall’informarti.

                    • Bernardo scrive:

                      C’è uno ancora peggiore, Remoq, quello che finge di non aver sentito. Come te, che persisti nei tuoi discorsi privi di fondamento e non vuoi informarti per poter uscire dall’ignoranza. Peggio per te.

                    • remoq scrive:

                      http://www.psychiatryonline.it/node/4289 ecco leggi non solo tempi ma anche altre cose, qua potrai trovare tutto ciò che cerchi compreso anche il pdf ufficiale riguardante il dsm 5 e tutte le sue variazioni. leggilo e poi ne parliamo.

                    • Remoq scrive:

                      O supremo Bernarso. ci illumini tutti con le sue superiori conoscenze, la preghiamo: dunque dov’è che la smentita è stata rismentita dallo stesso ente rendendola falsa. Perché altrimenti può prendersi il suo retorico invito a informarsi e ficcarselo dove sa bene, visto che è solo un espediente per coprire la sua ignoranza dei fatti o la sua malafede lasciando credere l’esistenza di chissà quale verità calata, oltre le comunicazione ufficiali dell’APA.

                    • Corrado scrive:

                      Questo è il fake di Remoq, che la dovrebbe cortesemente piantare di impadronirsi dei nick altrui.

                    • Bernardo scrive:

                      Ho già letto tutti i vostri link e confermo che vi siete sbagliati. Cosa aspettate a rettificare?

                  • Corrado scrive:

                    Aldo/Remo, perché rubi il nick a Remoq? Ti diverti molto con queste stupidaggini?

                    • remoq scrive:

                      non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, altro non posso proprio dirti. Ciao (sempre quello vero)

                    • Bernardo scrive:

                      C’è uno ancora peggiore, Remoq, quello che finge di non aver sentito. Come te, che persisti nei tuoi discorsi privi di fondamento e non vuoi informarti per poter uscire dall’ignoranza. Peggio per te.

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    • remoqz scrive:

      Visto che mi chiami in causa ti rispondo subito per una forma di educazione.
      a) Il DSM V° non fa altro che cambiare nome alla pedofilia chiamandola disturbo dei pedofili, quindi non sdogana proprio un bel niente. (bisogna saper dividere il pedofilo malato di tale disturbo con regolare diagnosi medica con sottopipi specifici quali tipo esclusivo, differenziato, indifferenziato eccetera, da colui che commette un atto pedofilo che è vietato dalla legge, in quanto molte volte, nel secondo caso possiamo non avere una persona col disturbo pedofilo)
      b) negli USA ci sono due APA, quella degli psicologi e quella degli psichiatri. quest’ultima si è dissociata dallo studio citato nell’articolo, come si evince lo studio è del 1998, e finora non ha prodotto nessun cambiamento.
      c) le statistiche inequivocabili sono due. Quella di J. Jay che si riferisce esclusivamente ai preti pedofili, in cui tra l’altro si evincerebbe che l’80% dei coinvolti si dichiara omosessuale (a ben vedere si evince chiaramente che si parla di una sola categoria e chiaramente non ha nessun valore scientifico) e quella del 2009 di Hall, Ryan e Richard in cui si evince che su poco più di 2000 persone che avevano compiuto atti pedofili, gli omosessuali dichiarati, a seconda di diverse tipologie, varivano tra il 9% e il 40% (anche qua confusione tra pedofili clinici e delinquenti e soprattutto si tratta di statistiche e non studi scientifici) Uno studio scientifico serio, anche se non corroborante in toto in quanto unico, è quello di Gene Abel, che è durato ben 8 anni e ha coinvolto ben 16000 persone che hanno molestato almeno un bimbo. Un saluto

    • remoqz scrive:

      Visto che mi chiami in causa ti rispondo subito per una forma di educazione.
      a) Il DSM V° non fa altro che cambiare nome alla pedofilia chiamandola disturbo dei pedofili, quindi non sdogana proprio un bel niente. (bisogna saper dividere il pedofilo malato di tale disturbo con regolare diagnosi medica con sottopipi specifici quali tipo esclusivo, differenziato, indifferenziato eccetera, da colui che commette un atto pedofilo che è vietato dalla legge, in quanto molte volte, nel secondo caso possiamo non avere una persona col disturbo pedofilo)
      b) negli USA ci sono due APA, quella degli psicologi e quella degli psichiatri. quest’ultima si è dissociata dallo studio citato nell’articolo, come si evince lo studio è del 1998, e finora non ha prodotto nessun cambiamento.
      c) le statistiche inequivocabili sono due. Quella di J. Jay che si riferisce esclusivamente ai preti pedofili, in cui tra l’altro si evincerebbe che l’80% dei coinvolti si dichiara omosessuale (a ben vedere si evince chiaramente che si parla di una sola categoria e chiaramente non ha nessun valore scientifico) e quella del 2009 di Hall, Ryan e Richard in cui si evince che su poco più di 2000 persone che avevano compiuto atti pedofili, gli omosessuali dichiarati, a seconda di diverse tipologie, varivano tra il 9% e il 40% (anche qua confusione tra pedofili clinici e delinquenti e soprattutto si tratta di statistiche e non studi scientifici) Uno studio scientifico serio, anche se non corroborante in toto in quanto unico, è quello di Gene Abel, che è durato ben 8 anni e ha coinvolto ben 16000 persone che hanno molestato almeno un bimbo. Un saluto

  2. Amerigo scrive:

    E adesso aspettiamo che vengano i vari Bifocale, Remo, Remoq, Anna, Cornacchia, Mirò e via dicendo al grido di “contrordine compagni” a ribadire che la, pedofilia è un orientamento come un altro è che tutti noi siamo ascientifici,, bigotti e retrogradi. Prima invece ci aggredivano se solo usavamo citare le statistiche che in modo inequivocabile attestano un legame tra omo e pedo. E loro reagivano perché ancora consideravano la pedofilia un male. Ma adesso che il Soviet supremazia diramato la circolare dovranno adeguarsi se non vorranno essere bollati come nemicimdella, scienza e pedofobi.

  3. Giovanni scrive:

    Fare sesso con una persona di meno di 14 anni e’ un reato. Violenza carnale presunta. Perche’ a quell’eta’ nin si e’ considerati in grado di dare un consenso. Per il sesso come per moltissime altre cose. Che poi chi commette questo reato sia malato o no nn ha importanza e’ comunque un criminale. Mi pare stiate facendo la solita tempesta in un bicchiere d’acqua.

    • Cisco scrive:

      Giovanni non fare il finto tonto, tutto è sempre cominciato con cambiamenti in piccoli passi per poi diventare – da tempesta in un bicchier d’acqua – un ciclone intollerante come la legge contro la cosiddetta omofobia.
      L’APA ha sancito che la pedofilia, a prescindere dal fatto che sia o meno (attualmente) un reato (anche l’omosessualità lo era) è un orientamento sessuale, quindi ha inventato di sana pianta una posizione – naturalmente con tutti i crismi della “scientificità”, così i caproni ignoranti ci cascano – al fine di sdoganare in futuro anche i rapporti sessuali tra adulti e bambini. E l’arcinota lobby gay non è certo stata a guardare neanche in questo caso: infatti era finora stato un po’ difficile far credere che se ti spupazzi un ragazzino di 14 anni meno un giorno sei un pedofilo da sbattere in galera, ma miracolosamente diventi un titolare del diritto di sollazzarti con lui a partire dal giorno del suo quattordicesimo compleanno. Come sempre sono i bambini – indifesi – le vere vittime dell’egoismo degli adulti.

      • cornacchia scrive:

        Io non capisco cosa c’entri l’illecito penale con il manuale di psichiatria.
        La pedofilia è un reato perché si traduce in una violenza su un bambino. STOP.
        Se, poi, il pedofilo è un malato, ciò può costituire, a certe condizioni, motivo d’attenuante o addirittura d’elisione della pena, se la malattia ha compromesso la capacità d’intendere e di volere.
        Ma, la pedofilia non è illecita perché una malattia, altrimenti dovrebbero essere arrestati anche i ciechi, i cardiopatici, gli zoppi, etcc…
        è la mentalità sessuofobica di alcuni a sostenere l’equazione malattia sessuale = crimine, quasi che la tendenza sessuale non fosse un aspetto della vita umana come altri.

      • giovanna- scrive:

        Eppure un Giovanni, chissà se lo stesso Giovanni, ha messo nero su bianco sul sito di Tempi che qualora ci fosse l’istanza di ufficializzare in Italia i legami incestuosi o poligamici, per lui non sarebbe un minimo problema discuterne.
        Malafede, malafede, malafede: le tre caratteristiche più impressionanti del gay-pride che cala qui.

    • Amerigo scrive:

      Giovanni, il Soviet supremo della’Unione Relativista e Pansessualista avanza per gradi. Che vuol dire “è reato,,violenza carnale presunta?”. È così per adesso, per il momento cambiamo il Dsm, poi cambiamo il codice penale incaricando qualcuno dei nostri parlamentari di riferimento e togliamo il reato, poi introduciamo il reato di pedofobia e di pedofobia presunta comprensiva del reato di opinione, infine introduciamo il matrimonio adulto-bambino col, diritto per l’adulto di ripudiare il “coniuge” quando diventa troppo grande e di prendere un altro bambino al suo posto. Se è un orientamento normale ha diritto a tutti i riconoscimenti, o vogliamo essere bigotti e retrogradi?

      • cornacchia scrive:

        Violenza carnale presunta significa che si suppone iuris et de jure che il minore di anni 14 non sia in grado di autodeterminarsi pienamente in materia di sessualità, in virtù del medesimo ragionamento con il quale si ritiene iuris et de jure che un minore di anni 16 non sia in grado di autodeterminarsi in materia matrimoniale.

        • Giovanni scrive:

          Se ragioniamo con la cultura del sospetto e del pregiudizio possiamo prevedere qualunque cosa: oggi hanno messo un divieto di sosta in fondo alla via, a piccoli passi costruiranno il quel posto un centro commerciale con salone di massaggi cinese e sex shop.

          L’omosessualità ha smesso di essere reato in occidente molto prima che fosse considerata orientamento sessuale e non malattia. Non viceversa.

          E la ragione è chiara, i rapporti omosessuali tra adulti consenzienti sono una cosa diversa dal sesso con chi non ha l’età per scegliere liberamente ed è in ogni caso una vittima, uno che fa sesso non per libera scelta consapevole, ma per le pressioni di un adulto, magari che ha su di lui un particolare ascendente. Come un parente, un insegnante o un prete.

          Non c’entra nulla neppure con l’avere più di una moglie o con l’andare a letto con la zia, siamo proprio su un altro livello. Del resto non si capisce proprio perchè i concetti di peccato, malattia e reato debbano per forza coincidere.

          Il fatto che a livello puramente scientifico il concetto di disordine psichico sia andato in crisi (è sempre la polemica sul DSM che piaceva tanto a Sgrò) non significa che si possano abusare i bambini a fare sesso con i cadaveri. Anche se in questo caso sarebbero i parenti e non il de cuius ad aversene a male :-).

          • cornacchia scrive:

            In ogni caso, Giovanni, la circostanza che va fermamente ribadita che il malato, anche in materia di orientamento sessuale, di per sé, è un debole da proteggere, non un pericolo da discriminare.
            Se, poi, alla malattia si accompagna il reato, andrà punito il reato, ma non certo la malattia.

  4. Cisco scrive:

    Ho letto ora che l’APA ha dichiarato di avere commesso un errore e di volerlo correggere con la prossima ristampa (è noto infatti il rigore scientifico di questa accolita di criminali):

    http://www.washingtontimes.com/news/2013/oct/31/apa-correct-manual-clarification-pedophilia-not-se/

    Peccato che la smentita rischia solo di peggiorare le cose: non solo perché è un tipico “lapsus freudiano” confermato dall’ampia discussione (leggi: pressioni delle lobby gay e pedo) in corso ormai da anni su come definire la pedofilia; ma soprattutto perché l’APA ha ribadito di considerare la pedofilia un disordine (una parafilia) solo nel caso in cui il pedofilo dà seguito alle proprie azioni in maniera illegale. Cioè, in sostanza, una associazione che si definisce – anche se ormai tra le risate generali – “scientifica”, basa il concetto di disordine mentale sulla base delle sue conseguenze e/o del suo essere conforme o meno alle leggi in vigore. Da cui si capisce benissimo per quale motivo gli inizi del movimentismo gay sono sempre stati fortemente legati a quelli delle associazioni favorevoli a de-stigmatizzare (come ora va di moda dire) la pedofilia: l’obiettivo era ed è rimasto quello di abbassare l’età minima del consenso. Così un giorno saremo tutti felici con i nostri bambini che, ormai dichiarati perfettamente capaci di intendere e di volere dall’età di dieci anni, potranno salutare mamma e papà (se saranno ancora rintracciabili) per dedicarsi con tutta l’attenzione necessaria al soddisfacimento sessuale di un adulto un tempo porco, ma ormai dichiarato “amorevole precettore” dal mainstream de-stigmatizzatore.

  5. levin scrive:

    notizia falsa, che, ovviamente, mente sui contenuti del dsm 4 e su quelli del dsm 5. il dsm del 1994 è il dsm 4. il quale identificava la pedofilia come PARAFILIA. punto. il problema all origine della discussione (prima che fosse risolta) erano due questioni : 1- l inclusione automatica dei molestatori di bambini nella categoria di parafilia e pedofilia. (e ciò è tencicamente scorretto perchè non tutti i molestatori di bambini erano pedofili) 2- la non inclusione automatica dei pedofili che non provano egodistonia, nel punto B della diagnosi. — tutto ciò non ridefiniva e non depatologizzava la pedofilia in alcun modo. essa restava una malattia. da nessuna parte viene detto che la pedofilia egosintonica sia una “variante sessuale”. il problema risiedeva nell ambiguità della diagnosi. — cito la versione vecchia e quella nuova del dsm 4 : A. Over a period of at least 6 months, recurrent, intense sexually arousing fantasies, sexual urges, or behaviors involving sexual activity with a prepubescent child or children (generally age 13 years or younger).

    B. The fantasies, sexual urges, or behaviors cause clinically significant distress or impairment in social, occupational, or other important areas of functioning.

    C. The person is at least age 16 years and at least 5 years older than the child or children in Criterion A. —la correzione è stata la seguente : A. Over a period of at least 6 months, recurrent, intense sexually arousing fantasies, sexual urges, or behaviors involving sexual activity with a prepubescent child or children (generally age 13 years or younger).

    B. The person has acted on these urges, or the sexual urges or fantasies cause marked distress or interpersonal difficulty.

    C. The person is at least age 16 years and at least 5 years older than the child or children in Criterion A. —- ergo, da nessuna parte la pedofilia viene depatologizzata. solo per una questione puramente tecnica, si è corretto il punto B al fine di precisare che si includono nella diagnosi tutti quelli che corrispondono al punto A e C, non esclusivamente chi ha “problemi sociali conseguenti a tali desideri”. non a caso, è bastato aggiungere solo “THE PERSON HAS ACTED ON THESE URGES, OR” . . la pedofilia , nel DSM, era ed è rimasta un disturbo mentale. infatti, come è enunciato dalla stessa american PSYCHIATRIC association:
    Pedophilia, included in the American Psychiatric Association Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM) since 1968, continues to be classified as a mental disorder.

    e viene anche aggiunto:
    Darrel A. Regier, M.D.,
    M.P.H., Director, American Psychiatric Association’s Division of Research states, “there are no
    plans or processes set up that would lead to the removal of the Paraphilias from their
    consideration as legitimate mental disorders.”
    ovvero : “non ci sono piani o processi in corso che possano portare alla rimozione delle parafilie dalla loro condizione come disturbi mentali”
    tratto dall American Psychiatric Association Statement
    Diagnostic Criteria for Pedophilia
    Laurie Oseran, June 17, 2003 ——ps: nel dsm non è mai estita la “pedofilia egosintonica” come parafilia, solo la “pedofilia”, quindi non è mai stata tolta. casomai sono cambiati i criteri di diagnosi (ma anche lì, non si parla mai di pedofilia egosintonica” nei dsm precedenti). e in ogni caso, il dsm non ha mai depatologizzato la pedofilia. asserire che nel dsm si fosse scritto che la pedofilia , se egosintonica, non equivale a disturbo o parafilia, è FALSO. ——– L american family association (associazione americana anti gay ) non riporta nessuna prova ma solo accuse di lobby lobby lobby. A conti fatti l apa non ha nemmeno dovuto modificare il dsm 5, proprio perche non si identifica la pedofilia come orientamento. La pedofilia è e resta una parafilia o disordine . Lo stesso articolo conferma che l apa ha smentito tali accuse ma che l afa continui a fare l incazzata . Non siamo nuovi alle puttanate messe in giro dai coglioni dell afa e nondimeno da quelli della bussola quotidiana i quali dicevano “nel dsm 4 la pedofilia sarà depatologiZzata!” E quando il 4 non lo fece “nel dsm 5 la pedofilia sarà depatologizzata” . Purtroppo per loro , il dibattito sul dsm 5 consisteva principalmente sul rapporto tra pedofilia ed efebofilia ,poiche nella diagnosi hanno modificato dei criteri per l età delle vittime . la questione del cambiamento del nome in “paraphilic disorder” era in confronto una piccolezza, perchè tale definizione non depatologizza l omosessualità come parafilia, ma anzi la rende più definita come disordine mentale, ergo come patologia mentale, nei termini medici in lingua inglese.

  6. Amerigo scrive:

    I concetti non coincidono, ma la strategia è quella. Quindi, Giovanni, cominci a esercitarsi allo specchio a dire “la pedofilia è bella”, altrimenti molto presto sarà considerato bigotto e retrogrado anche lei. Stesso discorso per Cornacchia.

    • cornacchia scrive:

      La zoppia è brutta, ma non per questo è qualcosa di criminale, anzi lo zoppo va supportato e, se per caso lo volesse, il sano avrebbe il diritto di zoppicare.
      Arricchirsi è certamente bello, ma è comunque un reato se per ottenere ricchezza si finisce per rubare.
      Il punto è che non si capisce perché i presunti malati gay dovrebbero essere discriminati, mentre i reali malati (timidi, anoressici, schizofrenici) dovrebbero, come giustamente avviene, essere protetti.

      • Cornacchia scrive:

        E infatti non devono essere discriminati, su questo siamo tutti d’accordo. Ma non discriminare non vuol dire assimilare l’omosessualità alla normalità sessuale e nemmeno negare che i rapporti omosessuali siano contrari alla legge morale naturale e gravemente peccaminosi.

  7. Immanuel scrive:

    A quanto si legge qui:

    http://alert.psychiatricnews.org/2013/11/apa-addresses-error-in-dsm-5-text-on.html

    La posizione dell’APA non é quella riportata nel titolo di questo articolo.

  8. fabio scrive:

    Scusate, ma aldo ha ragione, la notizia non e’ vera! O meglio un errore di trascrizione da parte dell apa. leggete huffington post, e chiedo cortesemente alla redazione di correggere la notizia.

    • Cornacchia scrive:

      E infatti non devono essere discriminati, su questo siamo tutti d’accordo. Ma non discriminare non vuol dire assimilare l’omosessualità alla normalità sessuale e nemmeno negare che i rapporti omosessuali siano contrari alla legge morale naturale e gravemente peccaminosi.

      • cornacchia scrive:

        Nick name, esprimiti con esempi concreti. La non discriminazione comprende anche la libertà d’azione e d’espressione. Torno a ripetere che normalità non è sinonimo di moralmente superiore, altrimenti si dovrebbe dire che zoppicare è un’immoralità.

    • Bernardo scrive:

      Magari fosse una bufala! E invece è tutto vero, Fabio, tutto tragicamente vero.

      • omac scrive:

        Invece pare sia davvero una bufala anche il giornale che l’aveva pubblicata: charisma news ha dovuto correggere il pezzo retificando la notizia, Non dico di essere imparziali,ma almeno le notizie,voi che siete giornalisti verificatele da fonti multiple imparziali
        Poi su falzarano, ha raccontanto di avere parlato con d1o in persona che lo avrebbe mandato in missione per convertire i gay …ma l’a raccontata in 3 versioni molto differenti…venne cacciato perfino dalla sua associazione (P-FOX) anche la Cattholic univerity of America per voce di Victor Nakas gli rifiutò una conferenza di 3 giorni per aver mentito sugli scopi della stessa (Washington Times)
        Se il 75% di omosessuali “ha subito abusi” allora è diventato omosessuale, replicate dal tempo dei tempi
        Questa moltiplicazione….non dovrebbe esistere un solo etero sulla faccia del pineta.. invece..

  9. fabio scrive:

    Bernardo,hai per caso il link che smentisce la mia smentita?

    • Patrizio scrive:

      Fabio, è tutto vero, fattene una ragione.

      • Fabio scrive:

        Mmmhhh, hai proprio ragione, Patrizio, la notizia purtroppo è vera. Ancora una volta l’APA l’ha combinata grossa. Io speravo fosse una bufala, invece…

        • FABIO QUELLO VERO scrive:

          La stessa Apa ha diffuso un comunicato nel quale si faceva carico dell’errore spiegando che la pedofilia ora è chiamata «disordine pedofilo». non trovo a parola orientamento, quindi eliminate questo articolo bugiardo grazie.

  10. Gmtubini scrive:

    Domanda per i numerosi esperti presenti tra i commentatori:
    come si può spiegare, sul piano meramente scientifico e dunque SENZA TIRARE IN BALLO CONSIDERAZIONI ETICHE O GIURIDICHE, che la pedofilia sarebbe un’aberrazione, mentre l’omosessualità sarebbe un inclinazione naturale?
    O altrimenti, cosa si può obiettare al pedofilo che rivendica la naturalità dei suoi gusti sessuali, prescindendo da motivazioni di tipo morale?
    Aspetto cortese risposta.

    • Paolo scrive:

      Perché per quanto concerne la pedofilia si tratta dello stupro di un bambino (indipendentemente dal sesso della vittima o del carnefice).
      Spieghi ei dal mramente scientifico in cosa l’omosessualità sarebbe più vicina alla pedofilia rispetto a all’eterosessualità….attendo risposta (non ideologoca confessionale) gentile sig. tubini….

      • Gmtubini scrive:

        Risposta non pertinente alla domanda: hai tirato in ballo considerazioni etiche.
        Tu, se sei in grado, mi dovresti spiegare scientificamente perché la pedofilia dovrebbe essere un’aberrazione e l’omosessualità no.
        Se non sei in grado, come hai appena dimostrato, ti puoi anche astenere.

        • Paolo scrive:

          Ehhh no sig. tubini,
          mi spieghi lei scientificamente (e senza far passare le stravaganze dell’ideologia religiosa come scientificamente valide) in cosa l’omosessualità sarebbe un’aberrazione più dell’eterosesssualità e, sempre scientificamente in cosa l’eterosessualità sarebbe qualitativamente più distante dalla pedofilia rispetto all’omosessualità.
          La verità è che eterosessualità e omosessualità non hanno alcun legame con la pedofilia trattandosi della definizione del sesso della persona verso cui si prova attrazione sessuale e affetto di tipo romantico (persone dello stesso sesso o di sesso opposto).
          Pedofilia invece, come detto, è invece uno stupro verso un bambino/a (indipendentemente dal sesso dell’aggressore e della vittima).
          Avvicinare omosessualità e pedofilia è solo l’ennesimo patetico tentivo tentitivo di un’ideologia confessionale che non accetta di essere sbugiardata dalla realtà dei fatti.

        • Giovanni scrive:

          E’ il concetto di aberrazione a non essere scientifico. Presuppone un concetto astorico e metafisico della “natura umana”. Invece ognuno di noi è il risultato del l’iterazione fine tra un patrimonio genetico mutabile e un ambiente in ciontinua trasformazione.

          Anche uno che nasce con due teste non è un’aberrazione, è una mutazione. Se non muore subito e riesce a far funzionare i due cervelli insieme sarà una specie di superman. Nella nostra civiltà dove le facoltà intellettive delle persone (Giovanna esclusa naturalmente) sono molto più importanti di quelle fisiche questa mutazione avrà particolare successo e presto tutti gli agenti di Borsa e i professori universitari saranno suoi discendenti. Piano piano probabilmente tutti gli uomini avranno due teste.

          Questo non significa che tutto quello che succede è buono. Ma per dire questo dobbiamo PER FORZA introdurre criteri che non sono puramente scientifici, ma giuridici ed etici. Un cannibale, una persona senza scupoli dispost anche a ad uccidere pur di riuscire nella vita, l’usanza di infibulare le donne, di bruciare sul rogo gli eretici sono comportamenti che non possono essere conbattuti dal punto di vista “scientifico” e a nessuno viene in mente di farlo. Anche se probailmente i due preti che hanno scritto il “Malleus Maleficarum” erano davvero due psicopatici.

          Le ragioni per cui la pedofilia è diversa da qualunque altro comportamento sessuale sono molte e solide. Tutti i reati sessuali presenti e passati (adulterio, omosessualità, poligamia , incesto) sono azioni commesse dalla coppia consenziente contro terzi (altri coniugi, pubblica morale) la pedofilia come gli altri stupri è un reato commesso all’interno della coppia, in cui un membro è vittima e l’altro carnefice.

          Comunque non capisco questa insistenza a rimediare figure da peracottari per voler a tutti i costi dimostrare che l’mosessualità è una malattia. Nonvi basta che sia un peccato, che non si possa fare perchè San Paolo non vuole? Come bere alcool per i musulmani.

          • Gmtubini scrive:

            Non vorrei infierire, ma ancora nessuna risposta è effettivamente pertinente alla questione che ho posto.
            Quello che vorrei sapere, da perfetto incompetente in queste materie, è se la definizione di disturbo, malattia o quello che diavolo pare a voialtri, in questo campo della medicina la si può dare A PRESCINDERE DA CONSIDERAZIONI ETICHE O GIURIDICHE.
            Si tratta di una mia curiosità che non ha secondi fini, quindi è inutile inveire.
            Se sapete rispondere grazie, altrimenti grazie lo stesso.

            • Patrizio scrive:

              Domani ti risponderanno questi qua, sono infarciti di ideologia e di relativismo, non hanno risposte, solo link ad altri relativismi e ideologismi.

            • Giovanni scrive:

              Il punto è che è SCIENTIFICAMENTE difficilissimo definire IN MANIERA RIGOROSA un disturbo mentale. Da questo derivano le polemiche sulle varie versioni del Dsm, che non riguardano solo i disturbi sessuali, ma anche gli ipercinetici, la sindrome post traumatica da stess e via elencando. Mancando evidenze somatiche (risultanze di esami di laboratorio, alterazioni fisiche) ci sono problemi a definirli come malattia (desease). Se esiste una percezione soggettiva di sofferenza in inglese si usa un’altra parola illness ed infatti l’OMS definisce malattia lo squilibrio psico-fisico-sociale di un soggetto. Ma se non c’è, se il comportamento è egosintonico le cose si complicano ancora. E’ un dibattito da specialisti, e ,ripeto, è ha solo carattere epistemologico.

              Per la pedofilia le cose sono assolutamente chiare: a prescindere dalla casella in cui vorremmo mettere il pedofilo, o i vari tipi di pedofili, non cambia, nè a livello scientifico, nè tantomeno legale il ruolo del bambino. Un adulto che fa sesso con lui, omosessuale o eterosessuale, clinicamente pedofilo o no commette un abuso. I bambini sono unanimemente considerati incapaci di dare il proprio consenso ai rapporti sessuali con adulti (se giocano al sesso con coetanei la cosa non solo non è reato, ma non preoccupa neppure più di tanto) . Su questo aspetto scienza, etica e giustizia parlano una sola voce.

              • Patrizio scrive:

                Come volevasi dimostrare. Risposte ancora nulla, ideologia e falsità tante. Come d’abitudine per Giovanni.

              • Amerigo scrive:

                Tutto questo sin quando, come ho già detto, la Lobby non si organizzerà per far cambiare il codice penale, togliere il reato di violenza carnale presunta e sostituirlo con quello di pedofobia comprensivo dell’ipotesi del reato di opinione, impedire a tutti di fare convegni contrari alla pedofilia eccetera eccetera.

            • cornacchia scrive:

              è chiaro che la definizione di malattia prescinde da valutazioni etiche e giuridiche, altrimenti un asessuato sarebbe un delinquente ed andare a puttane un comportamento assolutamente morale.
              Poi, non si capisce perché il campo dell’orientamento sessuale dovrebbe essere diverso da quello della oculistica o della defecazione.

            • serius scrive:

              Il fatto è che la stessa definizione di disturbo psichico non può essere scisso dalle implicazioni etiche e giuridiche: la pedofilia non può in alcun modo essere considerato un comportamento “normale” nè per la vittima abusata, nè per il pedofilo stesso che andrebbe incontro a problemi con la giustizia che causerebbero “compromissione delle relazioni sociali importanti, ecc…” Quindi la domanda è posta male: i disturbi psichici variano con i tempi e le culture. In una società diversa dalla nostra anche l’omosessualità potrebbe essere vista come un comportamento patologico e punibile dal punto di vista penale ed etico. tutto il polverone che sta uscendo fuori ha poco senso: le parafilie vanno curate sempre. Il cambiamento del punto di vista della pedofilia non necessariamente vuol dire sdoganare un comportamento criminale ed eticamente inaccettabile.

    • remoq scrive:

      Ciao Tubini. Vedo di risponderti io.
      in questo contesto (omosex e pedo) si parla di sessualità. Ora noi sappiamo che l’atto sessuale ha diverse funzioni, serve per procreare, serve come atto socializzante in se, serve per provare piacere fisico e mentale, insomma la sessualità fa parte della natura umana e non solo. Per far si che la sessualità sia espressa e che dia i risultati di cui sopra, le persone che praticano questo atto devono esserre mature sessualmente. La maturità sessuale avviene prima per il sesso femminile rispetto al maschile. Quindi se le persone che compiono l’atto sono mature sessualmente (indistintamente dal sesso di ognuno), non c’è niente da ridire in quanto staranno compiendo un atto che rientra nei canoni normali per cui la sessualità è praticata. Se invece un adulto (sessualmente formato) ha tendenza ad espletare il sesso con una persona non sessulmente matura, non rientra nei famosi canoni, in qunato la seconda, non può procreare, non è un atto socializzante, e non prova nessun piacere. Diverso è il caso di due persone sessualmente mature in cui una costringe l’altra a subire l’atto sessuale, chi lo fa non è malato ma un violento, semprechè non sia uno stupratore seriale ma qua entriamo in altri campi.

      • Gmtubini scrive:

        Se si assume che il sesso sia divertimento fine a se stesso e si considera che il divertimento è un fatto tipicamente soggettivo, in linea di principio non si può stabilire a priori che un bambino non “si diverta” facendo sesso con un adulto.
        Quindi secondo me ancora non ci siamo.

        • cornacchia scrive:

          Se si assume che il gioco in borsa sia orientato unicamente al guadagno ed il guadagno può dipendere anche da una casualità, allora non si può escludere che un bambino non abbia interesse ad acquistare le azioni. Eppure il contratto da esso stipulato è invalido, anche se avesse prodotto utilità economiche al bambino.

        • Giovanni scrive:

          Tubini fino ad una certa età uno non può divertirsi facendo sesso con un adulto, ma neppure bevendo alcool o fumando tabacco. Stai impostando il problema in un modo privo di senso..

        • remoq scrive:

          filosoficamente dici giusto, dal punto di vista medico-scientifico se non sei sessualmente maturo sia fisicamente che mentalmente non provi nessun piacere, inoltre ci sono da considerare anche gli altri punti. potresti anche rifarti alle tue personali esperienze, ritengo che verso i 4-5 anni hai avuto i primi contatti con la sessualità, come tutti, e cerca di ricordarti i vari tipi di piacere che hai provato sia fisicamente che mentalmente nel corso degli anni susseguenti. non solo una questione di divertimento, ma di piacere, che è diverso.

    • Akìmo scrive:

      Bisognerebbe capire che cosa si intende per pedofilia: il 50enne attratto dalle sedicenni, è pedofilo? oppure intendiamo pedofilia nell’accezione psicologico-psichiatrica, cioè di persona sessualmente matura attratta da soggetti prepuberi (con tutte le difficoltà che questo dà nel definire l’età di passaggio tra prepubertà e pubertà)?

      • remoq scrive:

        in medicina-psichiatria il pedofilo è colui che avendo raggiunto la maturità sessuale ha attrazione erotica per un soggetto in età pre puberale (la pubertà inoltre dipende da soggetto a soggetto all’incirca 13 anni), per considerare una persona malata di pedofilia bisogna che incorrano altre cause, quali ad esempio deve avere più di 16 anni, essere attratto da bimbi e bimbe in maniera continuativa cioè per un periodo non inferiore ai 6 mesi, l’età dei due soiggetti coinvolti non deve essere inferiore a 7 anni ed infine ci sono altri tratti specifici che indicano se il soggetto è attrato solo da bambine e bambini, o solo uno dei due sessi, o se ha anche attrazione per persone adulte e via così. Se una persona adulta prova attrazione per una persona che ha già raggiunto lo sviluppo puberale si parla di efebofilia. Per la legislazione vigente invece la pedofilia è cos’ prevenuta e regolata Legge 06.02.2006 n° 38 , G.U. 15.02.2006. Cosa dice esattamente non lo so. Il 50 enne attratto dalle sedicenni non è pedofilo ma efebofiliaco, per la legge, se la 16 è consenziente e non ci sono imposizioni, costrizioni, prevenute dagli art. 609 c.p. e seguenti non esistono ostatività.

  11. Italo scrive:

    Confermo che la notizia è un’immane fregnaccia, e prego la stimabile Redazione di voler correggere la notizia.

    Quanto al mio esecrabile comportamento da clonatore mi scuso per i fastidi arrecate, ma dovete comprendere che la mia vita è veramente miseria, dopo che mia moglie mi ha lasciato per un marocchino.

  12. fabio quello vero scrive:

    La stessa Apa ha diffuso un comunicato nel quale si faceva carico dell’errore spiegando che la pedofilia ora è chiamata «disordine pedofilo». quindi la parola orientamento non c’è, dovreste eliminare o correggere il vostro articolo, sennò sti creduloni credono a ogni stupidaggine che scrivete.

    • Fabio l'unico vero scrive:

      La stessa Apa da tanto tempo promuove la de-stigmatizzazione (così la, chiamano) della pedofilia. Sono dei cialtroni e dei porci.

  13. Gmtubini scrive:

    Ringrazio tutti coloro che hanno risposto al mio quesito, o almeno ci hanno provato.
    Benché io possieda una formazione di natura prevalentemente tecnica, mi sembra di poter dire che le pur ragionevoli motivazioni che mi avete fornito hanno ben poco a che rivedere col concetto di rigore scientifico così come mi è stato insegnato.
    Mi pare anzi di poter concludere che nella definizione di disturbo mentale non si possa proprio fare a meno di includere considerazioni etiche e giuridiche e, aggiungo qui ora, anche statistiche.
    Ma questa è una mia opinione.

    • remoq scrive:

      e invece mio caro Tubini bisognerebbe escludere le questioni etiche e giuridiche. esempio. per la legislazione attualmente vigente in Italia sappiamo benissimo che il malato di mente, proprio per la sua particolare condizione, ha un diverso trattamento. Alcuni vengono inviati presso i manicomi criminali. che è la loro morte, alcuni come ad esempio i cleptomani vengono generalmente assolti dal reato di furto, e in quanto non socialmente pericolosi non vengono reclusi nei manicomi. ciao Tubinaccio! sempre un piacere discorrere con te.

    • Anonimo scrive:

      Caro Tubini, secondo me la questione si presenta così:
      1) per sdoganare l’omosessualità questi hanno dovuto far passare una concezione del sesso come ricerca del piacere in modo autonomo rispetto alla finalità riproduttiva, che viene gaiamente esclusa, ma che poteva servire come severo discriminante.
      2) escludendo il fine riproduttivo, il sesso diventa automaticamente lecito in tutte le sue forme, anche le più perverse, pertanto per definire la “deviazione” c’è bisogno di ricorrere ad altri criteri meno “scientifici”.

      • Gmtubini scrive:

        In effetti, caro Anonimo, un criterio connesso alla finalità riproduttiva potrebbe essere più rigoroso da un punto di vista scientifico, ma mi pare che non si possano escludere implicazioni etiche.

    • cornacchia scrive:

      Caro Tubini,
      se fosse vero quello che sostieni Tu, allora le considerazioni etiche e giuridiche dovrebbero avere un rilievo nell’intera dimensione medica e non solo in quella psichiatrica, né, tantomeno, soltanto in quella sessuale.
      A me sembra, Te l’ho detto più volte, forse è una mia fissazione, che si rifiuti ostinatamente di trattare la tendenza sessuale come un qualsivoglia altro aspetto della vita umana.
      Se si cambiasse strada, si potrebbe tranquillamente ipotizzare che la tendenza omosessuale sia una devianza, senza giustificare nessuna discriminazione, né, tantomeno, indurre qualcuno a suicidarsi perché socialmente non ben accetto.

      • Gmtubini scrive:

        Cornacchia, io non sostengo niente.
        Io ho posto una domanda e dalle risposte che ho ricevuto ho concluso che per definire una malattia mentale, a quanto pare, si ricorre anche a categorie di giudizio non propriamente scientifiche.

  14. Amerigo scrive:

    Non ti risponderanno mai, Tubini, risposte non ne hanno, solo deformazioni ideologiche, soprattutto Cornacchia.

    • cornacchia scrive:

      Bisognerebbe spiegare il perché.
      La risposta è che la scienza medica deve perseguire un solo obiettivo: il benessere individuale.
      A quanto mi consta, soltanto i totalitarismi la utilizzavano per controllare la società.

  15. Amerigo scrive:

    È quello che mi chiedo anch’io: “dove è la risposta di Cornacchia? Non c’è!$

    • cornacchia scrive:

      La risposta è: la medicina persegue come scopo il benessere individuale, quindi considerazioni etiche non c’entrano nulla né in psichiatria, né in podologia, né in oculistica.

  16. Amerigo scrive:

    È quello che mi chiedo anch’io: “dove è la risposta di Cornacchia? Non c’è!

  17. Filippo Maltese scrive:

    Singori,
    siamo sicuri che non si tratti di una bufala costruita ad arte per deligittimare il cancro dell’omofobia?
    Voglio le fonti su cui si basa questo articolo, tradotte.
    Altrimenti vi faccio causa per danno ingiusto.

  18. Nexus6 scrive:

    ragazzi, ma che cavolo!!! a leggere i commenti mi si è intrippato il cervello… tra nick falsi veri rubati e smentiti, come le notizie…. vi giuro che mi avete fatto ridere davanti al pc come una iena… amo l’ironia…

    “Invece è tutto vero. E’ la smentita che è una bufala.”
    “Confermo che è una bufala che la smentita sia una bufala. La notizia riportare e non solo parziale ma del tutto falsa.”
    “La notizia è verissima, ultravera.”
    “Cioè, è ultravera la notizia della smentita”
    “Bernardo,hai per caso il link che smentisce la mia smentita?”
    “L’ho già messo, è una bufala.”

    aahahah ahhhhaa ahahahhaahhhh hhahhh hiiiii hhihhiihha ahhaaaa

  19. Notizia smentita scrive:

    La notizia è smentita, è una bufala, lo volete capire sì o no? leggete questo!

    http://www.giornalettismo.com/archives/1198335/la-bufala-della-pedofilia-classificata-come-orientamento-sessuale/

  20. Salvatore Di Fazio scrive:

    Scusate vorrei sapere se l’articolo e’ aggiornato oppure no in base a questa dichiarazione:
    http://www.lifesitenews.com/news/apa-classifying-pedophilia-as-a-sexual-orientation-was-an-error

    Lo chiedo perche’ circolano in rete smentite e non su questo caso.
    Grazie

  21. Crys scrive:

    Perdonate l’intrusione, ma a quanto ne so io in tribunale chi è considerato “malato mentale” viene giudicato meno duramente, proprio perché essendo malato non è nel pieno delle sue facoltà mentali.
    Dunque, essendo la pedofilia tutt’ora un reato, non contrassegnarla più come malattia potrebbe essere utile a punire più duramente i pedofili… non avete pensato a questa chiave di lettura?
    Rapporti sessuali fra bambini e adulti non saranno MAI considerati legali, scherzate? Il paragone con l’omosessualità è completamente sbagliato, in questo caso.

  22. Gianfranco scrive:

    A questo punto devo ritenere che Thomas Szasz avesse visto giusto.
    Con quale autorità uno psichiatra può stabilire che molestare un bambino produce effetti moderati e che concupirlo sessualmente è la stessa cosa che desiderare una donna o un uomo adulto? Poi, se senti desiderio è ok, se lo manifesti agendo è disturbo: ma questi ragionamenti li fa un penalista, non un medico.
    E soprattutto: se molestassero suo figlio o figlia piccolo, o avessero attrazione per lui, come si sentirebbe? E poi: per il DSM un’attività sessuale intensa e ripetuta è sex addiction (malattia o disturbo), mentre provare attrazione per un bambino, un essere che nemmeno ha contezza del sesso, è semplicemente una libera espressione di personalità?
    La verità per me è una sola: Il DSM nelle sue varie edizioni è pura e semplice aria fritta, ridicolo non senso, una classificazione niente affatto scientifica, un ricettacolo di etichette che esiste solo per avallare la vendita di psicofarmaci e terapie costose, e per omologare le coscienze a ciò che desidera il potere. Tanto per essere chiari, se Churchill si fosse messo a pensare di essere “ciclotimico”, col cavolo che avrebbe salvato l’Inghilterra dalle bombe di Hitler (il quale invece i suoi disturbi li aveva ma invece non gli è stato diagnosticato nulla, l’hanno fatto dittatore ! In Germania evidentemente dopo la Repubblica di Weimar erano rimasti al Malleus Maleficarum e non avevano una specie di DSM con la Sindrome del Fuhrer, mentre per gli ebrei ne hanno trovate di svariate).
    Notizie come quelle appena lette non mi autorizzano a sperare in un futuro ottimistico.

  23. Micky scrive:

    Dico la mia. La campagna che creava “mostri” con troppa facilita sul tema pedofilia è nata perché alcune multinazionali che combattevano la violazione di copiright, si sono accorte che i gruppi piu agguerriti che combattevano la pedofilia erano funzionali e quindi era opportuno finanziarli.
    Perche tramite i programmi di file sharing p2p, oltre alla violazione di copyright c’era anche lo scambio di materiale pedo. Quindi mentre le campagne contro la violazione dei copyright nn sortivano effetto. Invece l’incubo di scaricarsi via p2p roba pedo faceva rischiare condanne severissime, oltre essere additati come mostri, quindi, demonizzare il p2p risultava efficace ai fini di combattere la violazione dei copyright. L’effetto sulla pepornografia però è stato l’opposto. Perche in pratica anziche denunciare il problema è stato pubblicizzato!
    Ampliandone il fenomeno a dismisura!
    Poi molte associazione per la difesa dei fanciulli prese dall’onda mediatica , usavano sempre come pretesto la pedopornografia internet per campagne per attirare donazioni. (vi invito a guardare i loro banner) Guardaso in periodi di crisi sono quelle che ogni anno avevano sempre piu copiose donazioni. Loro dicevano di combattere il mostruoso fenomeno. Ma internet è un mondo dove le cose sono virali ed anziche coprire, condannare si pubblicizza.
    Cosi la diffusione si è ingrandita, raggiungendo non solo i consumatori “piu convinti” ma anche semplici curiosi, raggiungevano anche chi cercava altri modi per trasgredire o chi voleva arrotondare diffondendo quel materiale. In pratica è diventato tutto un grossissimo business, a cui si sono aggiunti poi avvocati, assistenti sociali, associazioni che nascevano apposta, famiglie che a volte venivano accusate ingiustamente usando nei divorzi le “presunte” violenze come ricatto verso il partner.
    Più il business si ampliava e piu chi diceva di combatterlo, mostrando i numeri in realtà lo promuoveva e ci guadagnava di più.
    Per questo valeva secondo me l’associazione alla “caccia alle streghe”. Quella caccia ebbe una grossa diffusione perche permetteva di accaparrarsi dei beni della “strega” e poi era funzionale per legalizzare vendette personali. Idem la pedopornografia, che ha visto da una parte falsi “buoni” o “esperti in materia” pronti a lucrare sul come affrontare e combattere la materia, dall’altra parte la pubblicizzazione e quindi l’ampiamento del fenomeno.

La rassegna stampa di Tempi

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