Google+

Partorita e gettata tra i rifiuti. Un caso che rivela l’ipocrisia della legge 194 sull’aborto

gennaio 28, 2013 Benedetta Frigerio

Calasetta, Sardegna. Nasce morta a 22 settimane, i genitori la vogliono seppellire. In ospedale sparisce il corpo. Un caso emblematico

Una bimba di 22 settimane è stata partorita morta. La madre, davanti a quel corpo ancora piccolo (25 centimetri circa, ma già completamente formato con la testa, le gambe, le mani e i piedi) ha chiesto di poterla seppellire. Ma il corpo della piccola, ora, non si trova più.
La vicenda, che risale a settembre, riguarda una donna di Calasetta in Sardegna. A darne notizia i giornali di ieri. La signora era andata a partorire la piccola all’ospedale di Sirai, a Carbonia. Lì il travaglio indotto, necessario vista la grandezza della piccola, è durato 13 ore. Infine, il tempo di un abbraccio alla piccola già senza vita. Poi gli operatori dell’ospedale hanno spiegato alla donna che se, voleva seppellire la bimba poteva decidere di farlo privatamente oppure di lasciare che se ne occupasse l’ospedale, che lo avrebbe fatto lasciando il tempo ai genitori di scegliere il luogo in cui porre la tomba.
I due genitori, ancora frastornati, hanno accettato questa seconda opzione, tornando la settimana successiva in ospedale a prendere la piccola. Lì sono stati indirizzati prima alla camera mortuaria, poi all’obitorio, poi al reparto di ostetricia ma della bimba non c’era traccia. Sentiti i servizi sociali, si è scoperto che nessun documento sulla bambina è mai giunto all’Asl come di prassi. A quel punto la madre ha deciso si sporgere denuncia perché, spiega, «ciò che è accaduto a me non deve succedere mai più. Nessuna mamma deve più patire ciò che io ho sofferto».

PM IN DIFFICOLTA’. Fin qui la storia resta quella drammatica di un errore terribile. Di una bambina gettata via probabilmente insieme alla placenta e al cordone ombelicale della mamma. L’ipotesi di reato dovrebbe essere quella di distruzione di cadavere, dato che la legge in merito alla sepoltura dei feti prevede che la richiesta di seppellimento del bambino possa avvenire dalle 20 settimane in poi. Ma il pm Andrea Massida è in difficoltà: non è detto che la sentenza si concluderà così, visto che per la legge 194 sull’aborto un bambino di 23 settimane non è ancora considerato persona. Di qui l’ipocrisia di una normativa, resa palese da una bimba partorita e completamente formata, per cui il mancato seppellimento di un neonato potrebbe chiudersi come una banale omissione di atto d’ufficio o semplicemente come distruzione di materiale abortivo.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

4 Commenti

  1. Arrivieri scrive:

    Storia terribilmente incredibile…

  2. Edo scrive:

    Sig. Sarti, il collegamento con l’aborto, cioè con la legge 194, a me sembra chiarissimo: probabilmente l’ospedale non potrà essere condannato per la distruzione del cadavere di una persona, perché “per la legge 194 sull’aborto un bambino di 23 settimane non è ancora considerato persona”. Non mi sembra così difficile da capire. Certo che Lei continuerà a pensare che quella “cosa” uscita dalla pancia della madre non sia il cadavere di una persona degna di sepoltura, ma un semplice ammasso di cellule non degno di sepoltura, porgo cordiali saluti.

    • Emanuele scrive:

      E invece a me dispiace molto di quanto accaduto, tutto questo è succeso per un disguido! Quindi oltre alla tragedia di una bambina morta si aggiunge il fatto che non le possano dare una sepoltura!

      • Edo scrive:

        Eh già, un disguido che nel caso di un bambino di 24 settimane porterebbe ad un’accusa di distruzione di cadavere, nel caso di un bambino di 20 porterà probabilmente a niente: oltre al danno, la beffa, ma tutto in nome della libertà e del diritto (?) di una madre ad ammazzare il proprio figlio. Che conquista!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

No, decisamente la Volkswagen non poteva restare a guardare. Il segmento delle B-Suv, vale a dire delle sport utility compatte, vive un momento di grande fermento e successo. La Casa tedesca, che sinora aveva nella Tiguan la proposta più “piccola”, doveva correre ai ripari. Ecco dunque avvicinarsi la presentazione ufficiale, prevista in occasione del Salone […]

L'articolo Volkswagen T-Roc: pronta alla battaglia proviene da RED Live.

L’abito non fa il monaco. Mai affermazione fu più vera, specie nel caso della concept Infiniti Prototype 9, presentata in occasione del Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, in California, e forte di una linea ispirata alle monoposto degli Anni ’30 e ’40. L’aspetto, come accennato, non deve però trarre in inganno: il “cuore” è decisamente […]

L'articolo Infiniti Prototype 9: sotto mentite spoglie proviene da RED Live.

Il Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, in California, rappresenta da sempre un evento speciale per la BMW. La Casa di Monaco è infatti solita stupire presentando delle concept che anticipano modelli pressoché pronti a entrare in produzione. Quest’anno tocca a una delle roadster più affascinanti mai realizzate, oltre che una delle vetture più “anziane” della […]

L'articolo BMW Z4 Concept: una linea da urlo proviene da RED Live.

Nessuno fiati. Nessuno si muova. L’hanno fatto davvero! Hanno ridato vita alla storica sigla GSi. Un’icona per tutti i “figli degli Anni ‘80” cresciuti a pane e Opel sportive. Con buona pace della divisione OPC, la nuova versione high performance della Insignia Grand Sport – seconda generazione della berlina tedesca – tornerà a sfoggiare la […]

L'articolo Opel Insignia GSi: gradito ritorno proviene da RED Live.

Solida e ben fatta, la Seat Ateca 1.6 TDI Advance è il primo SUV della Casa spagnola. Si parte da meno di 24 mila euro chiavi in mano

L'articolo Prova Seat Ateca 1.6 TDI Advance proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana