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Papa Francesco richiama i vescovi olandesi a «essere presenti» su famiglia, matrimonio e fine vita

dicembre 3, 2013 Redazione

«Incoraggiate i fedeli a cogliere le occasioni di dialogo, rendendosi presenti nei luoghi in cui si decide il futuro; potranno così portare il loro contributo sulle grandi questioni sociali riguardanti la famiglia, il matrimonio, la fine della vita»

Papa Francesco nel discorso consegnato ai vescovi olandesi, in visita ad Limina, ha spronato la Chiesa a essere presente «nel dibattito pubblico», in uno dei paesi in cui è più significativamente messo in discussione l’uomo e la sua natura. L’Olanda, infatti, da ormai molti anni, è uno dei paesi all’avanguardia su tematiche che riguardano la nascita e il fine vita. Basti pensare alla legge sull’eutanasia, che non risparmia nemmeno i bambini, oppure a una società così secolarizzata da essere spesso indifferente persino ai danni che essa stessa si arreca.

IL PRIMATO DELL’UOMO SULLA TECNICA. Nel suo discorso il Pontefice ha ricordato che «la Chiesa con pazienza materna prosegue i suoi sforzi per rispondere alle inquietudini di tanti uomini e donne che sperimentano l’angoscia e lo scoraggiamento davanti al futuro». Perciò, «l’antropologia cristiana e la dottrina sociale della Chiesa fanno parte del patrimonio di esperienza e di umanità su cui si fonda la civiltà europea ed esse possono aiutare a riaffermare concretamente il primato dell’uomo sulla tecnica e sulle strutture. E questo primato dell’uomo presuppone l’apertura alla trascendenza. Al contrario, sopprimendo la dimensione trascendente, una cultura si impoverisce, mentre essa dovrebbe mostrare la possibilità di collegare in costante armonia fede e ragione, verità e libertà. Così, la Chiesa non propone soltanto delle verità morali immutabili, e degli atteggiamenti contro-corrente rispetto al mondo, ma li propone come la chiave del bene umano e dello sviluppo sociale. I cristiani hanno una missione propria per raccogliere questa sfida. L’educazione delle coscienze diventa allora prioritaria, specialmente mediante la formazione del giudizio critico, pur avendo un approccio positivo sulle realtà sociali; si eviterà così la superficialità dei giudizi e la rassegnazione all’indifferenza».

SIATE PRESENTI. Papa Francesco ha voluto esprimere con forza il suo incoraggiamento, spronando i vescovi a non rimanere indifferenti: «Nella vostra società, fortemente segnata dalla secolarizzazione, vi incoraggio anche ad essere presenti nel dibattito pubblico, in tutti gli ambiti nei quali è in causa l’uomo, per rendere visibile la misericordia di Dio, la sua tenerezza per ogni creatura».

FAMIGLIA, MATRIMONIO, FINE VITA. La Chiesa, ha ricordato il pontefice non deve imporsi «per proselitismo, ma per attrazione. Essa è inviata dappertutto per svegliare, risvegliare, mantenere la speranza! Da qui l’importanza di incoraggiare i vostri fedeli a cogliere le occasioni di dialogo, rendendosi presenti nei luoghi in cui si decide il futuro; potranno così portare il loro contributo nei dibattiti sulle grandi questioni sociali riguardanti per esempio la famiglia, il matrimonio, la fine della vita». Il Papa ha quindi esortato ad avere cura dei poveri, presenti anche «in un paese ricco sotto tanti aspetti», a sostenere «la scuola cattolica, fornendo ai giovani una solida educazione», ad avvicinarsi ai giovani con «una catechesi di qualità, che sostenga la loro fede e li conduca all’incontro con Cristo».

VICINO A CHI NON SI AVVICINA. Il Papa ha concluso il suo discorso rinnovando l’auspicio di nuove vocazioni sacerdotali e religiose e ricordando di essere vicini anche a «quelli che non si avvicinano; alcuni di loro sono purtroppo venuti meno ai loro impegni. In modo tutto particolare, desidero esprimere la mia compassione e assicurare la mia preghiera a ciascuna delle persone vittime di abusi sessuali e alle loro famiglie; vi chiedo di continuare a sostenerle nel loro doloroso cammino di guarigione, intrapreso con coraggio. Attenti a rispondere al desiderio di Cristo, Buon Pastore, abbiate a cuore di difendere e far crescere l’unità in tutto e tra tutti».

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6 Commenti

  1. francesco 2 scrive:

    per fortuna almeno in olanda non attacca e in olanda si comporta e segue i dettami del cattolicesimo solo chi cattolico lo è, gli altri possono decidere liberamente delle loro vite senza che le superstizioni dei vicini debbano imporgli regole assurde…

    ps
    aborto, matrimoni gay, droga legale tutti temi risolti da anni in olanda… l’olanda è esplosa? è finita? è cambiata? no sta li dove stava prima e tutto prosegue
    e adesso non venitemi a dire che paese orrendo è l’olanda perché non è né migliore(se non per i gay) né peggiore degli altri paesi europei

    • mike scrive:

      ammettendo per un momento che sia un paese come gli altri, è anche vero che di questo passo diventerà un paese musulmano. come il belgio, altro paese dove ci sono molti “temi risolti”. aborto, matrimoni gay, droga legale, eutanasia per tutti sono cose che faranno non esplodere ma implodere quei 2 paesi prima di altri. demograficamente. poi chi resterà? i musulmani che almeno un po’ più di rispetto per la vita ce l’hanno. del resto è facile averne più dell’olanda. e sai com’è i musulmani hanno un’altra cultura. dopo sarà, l’olanda, il paese non migliore ma peggiore di altri per i gay e non solo.

      • francesco 2 scrive:

        mike proprio non ti entra in testa? questi paesi (olanda come il belgio) sono paesi laici, qualunque sia la religione della maggioranza della gente in questi paesi le leggi non vengono redatte sulla base della religione o del credo. sono paesi laici come dovrebbe essere l’italia. infatti il belgio che è un paese con una grossa fetta di mussulmani che vorrebbero i gay ammazzati ha una legge per il matrimonio gay…
        proprio non te lo immagini uno stato che prescinde dalla religione? uno stato laico e razionale dove tutti sono liberi di seguire la propria religione… o di non seguirne nessuna se vogliono

        • mike scrive:

          dimmi che ci fai perché se ci sei è incredibile. scusa ma per caso hai mai sentito il detto “l’unione fa la forza”? è come dire “più siamo meglio è”. tra qualche anno la legge per i matrimoni gay non ci sarà più in belgio. la toglieranno i musulmani, dato che saranno la maggioranza. in molti del mondo laico, ed a prescindere dai gusti sessuali, non hanno capito che le usanze moderne (=pagane) sono un metodo per far collassare una società demograficamente. e guarda caso si fanno fare nei paesi dove ancora c’è il credo cristiano.
          siccome sono malizioso so già la tua risposta ossia “ma perché i musulmani non protestano contro certe leggi?”. ma perché sono stati avvertiti, hanno ricevuto delle dritte, sanno che per ora devono stare buoni ma come sarà la loro ora (=come saranno tanti, la maggioranza o quasi) allora entreranno in azione. sarà loro permesso. come poi qualcuno già fa: a londra ma non solo mi pare che ci sono quartieri musulmani dove se sei cristiano e lo fai vedere in qualche modo, o se sei gay, o hai in mano una lattina di birra, conviene che non ci metti piede. per ora è così, tra qualche anno un bel po’ di più.

  2. viccrep scrive:

    ma è quello assieme ad alcuni paesi nordici dove si ammazza con facilità bambini anziani, dove il numero di suicidi è elevato
    se raggiungere la capacità di uccidere i più deboli in nome della legge o di ridurre la vita ad un orientamento sex l’umanità è scaduta agli infimi più vanno avanti e più sono senza speranza e l’assassinio dei più deboli non è certo segno di progresso ma di perdita della propria .
    Bene fa il papa a spingere a una conversione

    • francesco 2 scrive:

      a parte che in certi paesi la convenzione la ottieni solo come la ottenevate solo 200 anni fa: ammazzando chi non si converte, perché essendo razionali e intelligenti non hanno nessuna voglia di stare a seguire la tua religione bacchettona.

      se mai si permette il suicidio assistito non l’omicidio ma so che non capisci

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