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Sapete di cosa discute il Palazzo mentre l’Italia annaspa nelle emergenze?

marzo 11, 2016 Alfredo Mantovano

Siamo in prima linea su profughi, crisi Libica, crollo demografico. Camera e Senato però si occupano di unioni civili e varie proposte in tema di eutanasia e droghe “leggere”

cannabis-ansa

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Solo per capire se siamo pazzi. Tutti segnalano che stiamo vivendo il momento più difficile per l’Unione Europea da quando è stata istituita. Tra le prime ragioni di implosione è la drammatica incapacità di gestire l’emergenza immigrazione: sono bastati 300 mila profughi provenienti in larga parte dalla Turchia per mettere in crisi la scorsa estate una realtà di 500 milioni di persone, per renderne evidenti le divisioni interne, per certificare la mancata individuazione di soluzioni. Su questo fronte è superfluo ricordare che l’Italia, come la Grecia, è in prima linea; e lo sarà ancora di più se nel giro di poche settimane gli Stati balcanici sigilleranno i confini meridionali e orientali.

Tutti concordano che quanto accade oggi in Libia non ha eguali in altri paesi sovvertiti dalle cosiddette primavere del 2011. La frammentazione è tale da far coniare neologismi, non essendo più sufficiente il termine di balcanizzazione. Pure sul fronte libico è l’Italia a correre i rischi più gravi: per la ramificata presenza dell’Eni, per il rilievo che quel territorio ha sul nostro fabbisogno energetico, per le poche miglia marine che ci separano da esso in linea d’aria, perché la sua costa è il luogo di partenza via mare di coloro che puntano ad arrivare da noi, per l’assoluta inadeguatezza della nostra presenza sul posto (come attesta l’epilogo del rapimento dei quattro tecnici nostri connazionali).

Sul fronte interno, non ha ancora avuto una spiegazione l’incredibile sbilancio dei 110 mila morti in più registrati fra il 2015 e il 2014: soprattutto non ha ricevuto la più flebile attenzione politica, come se si fosse trattato di uno scroscio di pioggia; eppure l’interrogativo sulla condizione del nostro welfare (in particolare sanitario) è ineludibile vista la consistenza del dato, che affianca quelli riguardanti il crollo dei matrimoni e delle nascite.

Sarebbero sufficienti queste voci – ce ne sono tante altre, dalla sicurezza alla giustizia – per giustificare settimane di intenso impegno del parlamento, teso alla più adeguata analisi, allo studio delle cause, al confronto tra le forze politiche per individuare soluzioni efficaci. Passiamo in rassegna l’ordine del giorno della Camera e del Senato: non rintracciamo nulla, neanche una informativa del governo o una sottospecie di mozione, che evochi da lontano qualcuna delle voci accennate. Troviamo invece, alla Commissione Giustizia della Camera, iscritti per la trattazione, il ddl sulle unioni civili e varie proposte in tema di eutanasia; al Senato sta per avviarsi la discussione di un ddl che reca numerosissime firme, e che punta alla legalizzazione delle droghe cosiddette leggere. L’intenzione di andare avanti su questi tre fronti è concreta; per il ddl Cirinnà i tempi di esame si prospettano brevi: l’onorevole Micaela Campana non ha mancato di notare nella sua relazione come, nonostante la formale eliminazione della stepchild adoption, «l’attuale formulazione fa salva la giurisprudenza in merito che consente ai giudici, dopo una valutazione caso per caso, di poter concedere l’adozione anche al genitore sociale per i bambini che sono presenti nelle coppie omosessuali». Alla faccia di chi ha vantato come un successo lo stralcio dell’adozione!

Se dall’esterno qualcuno mettesse a confronto le emergenze reali dell’Italia e quelle che sono ritenute priorità dal parlamento e dal governo sarebbe logico che si chiedesse quale grave sindrome di distacco dalla realtà ha colpito le nostre istituzioni. Appare materia più da esorcista che da medico, visto il filo conduttore profondamente antiumano, di fatto diabolico, che lega le materie in discussione nelle aule parlamentari col sostegno di Palazzo Chigi. Ma noi non siamo spettatori esterni; siamo parti della tragedia in corso. Noi, come i milioni di famiglie che per due volte, il 20 giugno 2015 e il 30 gennaio scorso, hanno riempito le più grandi piazze del paese, patiamo l’assenza nelle istituzioni di chi si fa portavoce del buon senso e dei problemi concreti. Questa esigenza deve trovare seguito, non improvvisato né isolato. Serve il parto di una rappresentanza coerente con le necessità dell’Italia di oggi. Un parto, non un aborto.

Foto Ansa


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17 Commenti

  1. Bob scrive:

    Ah, l’antica e nobile arte del benaltrismo.

  2. lucillo scrive:

    Pierino! cos’è questo 4 in matematica?
    Figurati mamma che durante il temporale ha piovuto in un’aula.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Cronache familiari.

    • xyzwk scrive:

      Concordo con Lucillo , che concorda con Bob.
      E casomai si affacciassero Caterina, MicheleL e Nino, concordo anche con loro, che sicuramente concorderanno tra loro .
      Cordiali saluti, cordialmente, cordialità.

      • Bob scrive:

        😂

      • Giannino Stoppani scrive:

        Non ci crederai, ma la circostanza che tu concordi con te stesso, nelle tue condizioni, è tutt’altro che scontata ed è da considerarsi senz’altro una buona notizia.

  3. Rolli Susanna scrive:

    Domanda: chi è che vota i politici che ci governano?

    • Franzo scrive:

      Risposta: nessuno, perché l’ultima volta che gli italiani votarono per il Parlamento scelsero il centrodestra.
      Poi successe che sbatterono l’allora Capo del Governo in galera e misero al governo la sinistra.
      Roba da paesi sudamericani o peggio.

      • Rolli Susanna scrive:

        Prepotenti.

        • Luca scrive:

          Prepotenti sono i divieti, quando hanno motivazioni puramente ideologiche e non servono a tutelare alcun interesse sociale.

          • Rolli Susanna scrive:

            Non sono divieti, sono mosse intelligenti di gente che sa ancora usare il cervello per il bene dell’umanità. A forza di non divieti si respira zolfo anzichè aria sana nel mondo….

  4. Giorgio scrive:

    E’ IL GOVERNO DEL …FARSI .

  5. Menelik scrive:

    Ma il governo Renzi, cari miei, sta facendo né più né meno di quello per il quale è stato programmato.
    Prima hanno buttato via Berlusconi e l’hanno sostituito con Monti senza passare per le elezioni con lo scopo preciso di apportare delle modifiche in campo finanziario ed economico.
    Ora, fatte le modifiche in tema economico, era il turno di quelle in tema etico, da cui Renzi.
    L’hanno scelto apposta perché era di provenienza cattolica dunque non avrebbe sollevato barricate da parte dei Cattolici, ed il suo scopo era solo quello di “sistemare” la faccenda dei matrimoni e adozioni le quali sappiamo bene che non erano state dichiarate nel programma-esca di insediamento Renzi, ma quelle erano virtualmente l’unico scopo, o per lo meno quello principale, tutto il resto sono solo corollari.
    E Renzi, come Monti, non agiscono di loro volontà, ma eseguono quanto gli è stato assegnato da altri poteri, a Bruxelles e Washington.
    Loro sanno molto bene che una ampia maggioranza degli Italiani è contraria alle adozioni gay, dunque alla stepchild da utero in affitto, e se ne fregano.
    Sanno bene di fare qualcosa che è inviso alla maggioranza della popolazione, ma non può sbattergliene di meno.
    Nei piani futuri ci sarà l’eutanasia resa come l’aborto, in origine per casi di emergenza e in seguito esteso a tutte come un semplice anticoncezionale, e poi le droghe dietro lo scudo della mariuhana.
    Le droghe a loro serviranno, ci fanno conto perché sanno bene che con questi sconvolgimenti a livello etico ci saranno un enorme numero di casi psicologicamente problematici, e l’uso di droghe per loro è concedere uno sfogo a queste persone.
    Come dire: hai disturbi psicologici a causa di questo nuovo modi di concepire la vita sessuale e associata? Drogati e non pensarci, tanto noi mandiamo avanti uguale quello che vogliamo.
    Oltretutto, con la droga non ti ribelli più e per noi sarà ancora più facile modificare la società occidentale nella direzione che vogliamo.

    Fuori tema, ma non del tutto:
    la scuola in cui sono quest’anno inviava tutti gli anni alcuni studenti a fare lo stage presso una grossa azienda di ingegneria (grossi appalti di opere pubbliche).
    Questa azienda lavorava molto nell’est europeo ed in asia, tipo Kazakistan (lo stage, però, era nella sede italiana).
    Bene, è notizia di questi giorni che l’azienda ha comunicato la non disponibilità a prendere gli stagisti (erano alcune decine gli anni scorsi, verso primavera) perché è prevista una drastica riduzione del personale e il non rinnovo di gran parte delle commesse asiatiche (sia russe che kazake).
    L’amministratore ha detto papale papale alla vicepreside, e io l’ho saputo ieri perché alcuni erano anche delle mie classi:
    META’ AZIENDA CHIUDERA’ ALMENO TEMPORANEAMENTE, MA FORSE PER SEMPRE, A CAUSA DELLE SANZIONI CHE GLI USA E BRUXELLES HANNO IMPOSTO ALLA RUSSIA, E A NOI ITALIANI, PURTROPPO, CI TOCCA ACCOLLARCENE LE CONSEGUENZE.
    COMMESSE PER MILIONI DI EURO SONO ANDATE IN FUMO.
    (Si tratta di commesse per dighe, centrali termiche e lavori di questo genere. In questa azienda lavora qualche centinaio di persone, la gran parte delle quali all’estero).
    Non commento altrimenti vengo bannato per linguaggio volgare.
    Fa niente, tanto sapete come la penso.

La rassegna stampa di Tempi

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