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Ong africane contro l’Onu che propone aborti per le ragazze abusate da Boko Haram

maggio 20, 2015 Leone Grotti

La coalizione delle Ong locali definisce «inconcepibile, disumano, scandaloso» pensare di restituire in questo modo una vita a donne già provate dalla prigionia

«Inconcepibile, disumano, scandaloso». Così, informa This Day, la Fondazione per l’eredità africana (Fach), coalizione di Ong africane, ha commentato la proposta al governo federale della Nigeria da parte dell’Unfpa (Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione) e di alcune Ong straniere di far abortire le ragazze nigeriane recentemente salvate dall’esercito nella foresta di Sambisa.

RAGAZZE ABUSATE. Circa 800 donne e bambini sono stati di recente recuperati dall’esercito nigeriano nella foresta che si trova nello Stato settentrionale di Borno e che è considerata una delle basi di Boko Haram. Delle ragazze salvate, 214 sono state trovate incinte, secondo quanto dichiarato dal governo nigeriano, a causa degli abusi subiti dai terroristi islamici.

«ABORTO ATTO DISUMANO». In Nigeria l’interruzione di gravidanza è vietata, salvo quando è in pericolo la vita della madre. Come dichiarato dalla portavoce di Fach, Chioma Okonkwo, «l’aborto è un atto disumano che deve essere totalmente condannato». Le donne strappate a Boko Haram sono distrutte dalla prigionia, ma quello di farle abortire «non può essere considerato un modo per riabilitarle». In un messaggio, le Ong africane hanno chiesto al governo federale della Nigeria di non fidarsi dell’agenzia Onu, soprattutto perché nessuno ancora sa quante di loro siano davvero incinte.

AIUTI IMMEDIATI. Fach ha offerto di pagare alle donne cure gratuite per portare a termine la gravidanza e case per la riabilitazione. Dopo aver partorito, hanno aggiunto, se vorranno «per qualunque ragione» le ragazze potranno dare i bambini in adozione. Nel frattempo, la coalizione delle Ong locali si è impegnata a fornire anche vestiti, cibo, acqua e riparo a tutte.

«NON SERVE L’ABORTO». «Queste dovrebbero essere le immediate preoccupazioni di ogni gruppo che si dica filantropico, non concentrarsi su una campagna pro aborto mentre le vittime restano nel bisogno», si legge ancora nel comunicato riportato da The Street Journal. «Alle vittime bisognerebbe fornire un insieme di opzioni più salutari (rispetto all’aborto, ndr) e moralmente giuste», come la possibilità di avere accesso a «un centro per le gravidanze difficili e a un’ecografia per capire la loro età gestazionale».

Foto Ansa/Ap


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18 Commenti

  1. xyzwk scrive:

    Meglio costringerle a portare avanti una gravidanza conseguente a uno o più stupri piuttosto che abortire e chiudere il prima possibile quell’esperienza devastante di prigionia! Cosí violentandole per l’ennesima volta! Certo che vanno aiutate ma a superare il trauma subito e a curarsi non a portare dentro di sé per altri nove mesi le conseguenze!

    • Su Connottu scrive:

      E gli è andata di culo che l’ONU non ha proposto un’iniezione letale, modello belga, per superare in modo definitivo i traumi della violenza subita, alla madre e al figlio.

    • giovanna scrive:

      Xyzwk : brrrrrr, che ventata di gelo !

  2. Jadexxx scrive:

    Ma cosa vogliono queste ragazze? Vogliono forse aggiungere orrore all’orrore con un aborto obbligatorio? Magari qualcuna non se la sente comunque di portare avanti la gravidanza, e va ascoltata e aiutata più delle altre… una visita medica ed un’ecografia, tanto per cominciare, sono una buona idea per tutte. L’aborto è una soluzione facile ma crudele (e poi, loro cosa volgiono davvero? Glel’hanno chiesto? Mah…)

    • xyzwkx scrive:

      L’aborto non puó e non deve essere imposto a nessuna donna. Questo è il presupposto quindi è evidente che le donne in questione devono essere messe al centro di ogni discussione in merito. Nessuno qui vuole mettere in discussione la loro volontà, qua peró una volta accertata quest’ultima si vorrebbe capire laicamente come aiutare delle persone che hanno subito una violenza che ha determinato delle conseguenze molto concrete e che rischia di non consentire a queste donne di voltare pagina e rifarsi una vita dal momento che quantomeno per altri nove mesi le si vorrebbe costringere a far crescere dentro di sé quello che umanamente potrebbero considerare come il perpetuarsi delle violenze subite visto che da quest’ultime deriva.
      Un figlio avuto in queste condizioni, sia pure anche dopo la gravidanza, dato in adozione, determina sempre la consapevolezza che da qualche parte nel mondo esiste la realtà tangibile della violenza subita e questo potrebbe non consentire in qualche modo la chiusura del cerchio rispetto all’esperienza passata devastante quasi a ritenere che sia una specie di minaccia del passato che potrebbe riaffiorare in ogni momento.
      Ciò naturalmente non vale per tutte e se la donna è in grado di separare l’esperienza di avere un figlio frutto di una violenza dalla violenza stessa affrontando in modo sano per la sua persona, è evidente che va aiutata e supportata nel suo intento. Allo stesso modo peró andrebbe aiutata e supportata la donna che invece non è in grado di operare questa salutare dicotomia col passato e accettare il fatto che la sua salute mentale viene sempre prima della possibilità di nascere di un suo eventuale figlio non ancora nato. Questo significa mettere al centro le vittime di queste violenze e di conseguenza capire cosa veramente vogliono.

      • giovanna scrive:

        “Un figlio avuto in queste condizioni, sia pure anche dopo la gravidanza, dato in adozione, determina sempre la consapevolezza che da qualche parte nel mondo esiste la realtà tangibile della violenza subita …”…..invece uccidere quel figlio cancella la violenza subita !?!?
        La mamma dei mortiferi è sempre incinta e non li uccide , buon per loro !
        E non ci sono nemmeno screening pre-natali per individuarli e farli fuori prima della nascita.
        ( non che io sarei favorevole , pur mortiferi sono sempre creature e la speranza è l’ultima a morire , per tutti )

      • jadexxx scrive:

        Ma secondo te, una ragazza africana, rapita, violentata e messa incinta contro la sua volontà, con l’aborto può chiudere tutto e voltare pagina? Io direi proprio di no. Potrà tornare a casa (la rivolgliono dopo lo stupro? O la mettono all’indice? era così anche da noi fino a qualche decennio fa), a scuola, come se niente fosse? No. Darle la possibilità di mettere al mondo il figlio e poi decidere cosa fare è più onesto e rispettoso della sua ingtegrità. se poi lei vuole abortire lo chiederà espressamente, se alcune ong non lo permettono altre lo fanno e il “problema” è risolto.

        • xyzwkx scrive:

          Sono d’accordo ovviamente che la donna dovrebbe richiedere espressamente di poter abortire se lo ritiene necessario ma appunto nell’ambito di una serie di possibilità non dentro alla negazione a priori di una simile eventualità. Non sono d’accordo invece sul fatto che se abortisce ha meno probabilità di operare una cesura col passato. Il solo fatto di sapere che esiste qualcuno concretamente che potrebbe presentarsi davanti e riportare bruscamente alla memoria la violenza subita quasi come dire incarnandola è un fatto tangibile, reale mentre abortire puó veramente significare per qualcuna, ovviamente non per tutte, mettere letteralmente una pietra sopra al passato, buttarselo definitivamente alle spalle sapendo che il tempo allontana i ricordi e nessuno è in grado di riproporteli come conseguenza di quell’atto subito.
          Poi probabilmente hai ragione tu quando dici che il giorno dopo queste ragazze non sarebbero più accettate in famiglia e magari a scuola ma questo non puó o perlomeno in una società civile (cosa che non è quella in cui vivono, del resto non sarebbero nemmeno state rapite se lo fosse) non dovrebbe essere motivo di riprovazione nei confronti della vittima di uno stupro. Almeno questo la nostra civiltà occidentale l’ha superato e antepone la volontá della donna all’eventuale nascita di un figlio.

          • giovanna scrive:

            Caro Xy….diccelo tu come si fa ad uccidere un figlio e buttarselo dietro le spalle !
            Non si può essere a tal punto contro le donne !
            Alla violenza subita, si aggiunge un’altra violenza….disumano e agghiacciante.

            • xyzwk scrive:

              Le donne come qualsiasi essere umano vanno rispettate in quanto soggetti autonomi e non in quanto ad una sorta di estensione dei figli che generano vivendo con loro in simbiosi. Il ruolo di madri oggi non è piû l’unico ambito nel quale le donne si realizzano e la rinuncia a una maternità non è più di conseguenza vissuta come una sconfitta perché ci sono appunto altri ruoli da ricoprire. In casi poi come quello sopra descritto, consentire a una donna che ha subito uno stupro, di abortire non è essere contro di lei ma anzi viceversa significa rispettarla come persona prima ancora che come potenziale madre di un figlio non certo voluto in quelle circostanze.

              • giovanna scrive:

                Appunto, Xy, stavamo palrando di rispettare quelle donne sofferenti.
                Sofferenti, ma mai quanto te, su questo ci scommetto.
                La tua sofferenza si taglia a fette.

  3. cristina scrive:

    non abortire significa condannare ulteriori vite umane alla sofferenza fa bene l’onu
    ma chi stupra andrebbe al tempostesso castrato troppo comodo lasciarli continuare

    • giovanna scrive:

      Non uccidere quei figli significa condannare una vita umana alla sofferenza ????
      Non è che devi fare paragoni con la tua vita arida e mortifera !
      Alcuni vivono e sono felici e tifano per la vita !

      Caro nick d’appoggio, puntuale come un orologio, ripigliati !

  4. Nino scrive:

    Così, tanto per discutere, riporto dal Nigerian Herald

    Rescued women impregnated by Boko Haram say they don’t want to keep their pregnancies
    A relief official in one of the Internally Displace Persons camp, Hadiza Waziri, says most of the rescued women from Sambisa forest who are pregnant with children of Boko Haram members say they don’t want keep their pregnancies

    che tradotto vuol dire:

    Le donne liberate ma messe incinta da Boko Haram dicono che non vogliono portare avanti la gravidanza. Un ufficiale di supporto in uno dei campi , Hadiza Waziri, afferma che la maggior parte delle donne recuperate dalla foresta di Sambisa e che sono incinte di figli di membri di Boki Haram sostengono di non voler portare avanti la gravidanza.

    Quindi mi pare che, nonostante i timori espressi dalla Fach, nessuno stia forzando nessuna donna. E in rete non ho trovato nessun riferimento ad una proposta di aborto forzato (e se ci fosse, una simile proposta, sarebbe da condannare senza se e senza ma)

    Credo che in questa terribile situazione ognuna delle donne dovrebbe sentirsi ed essere libera (e supportata) di prendere una propria decisione

    • giovanna scrive:

      L’errore delle ong africane è stato senza dubbio quello di fare un comunicato senza sentire prima l’untuoso Nino, che avrebbe suggerito loro cosa devono pensare loro sui fatti accaduti loro.
      Ci deve essere un limite all’untuosità di questo attivista pro-morte, ma ogni volta sembra superarlo.

  5. Nino scrive:

    eh … ci vuole pazienza, ma tanta!!!

    • giovanna scrive:

      Untuoso Nino, la pazienza di sicuro non ti manca, fa parte della tua untuosità costituzionale.
      Un untuoso impaziente sarebbe un controsenso, non potrebbe farsi scivolare addosso qualsiasi nefandezza e menzogna col tono trallallà.

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