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Obama a Ground Zero: «Non abbiamo dimenticato l’11 settembre 2001»

maggio 6, 2011 Redazione

Obama a Manhattan fa visita alla stazione dei pompieri «Pride of Midtown», che perse i suoi 15 uomini di turno l’11 settembre, al I distretto della polizia di New York, al Memorial Plaza di Ground Zero e a tante famiglie di vittime di al Qaeda. Il presidente Usa: «Quanto avvenuto domenica dimostra che quando diciamo che non dimentichiamo intendiamo esattamente questo»

Ieri il presidente Barack Obama si è recato a Ground Zero per dimostrare che «non abbiamo dimenticato gli attacchi dell’11 settembre 2001». Ad accogliere Obama c’erano due camion dei pompieri e l’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani, presenti quando al Qaeda fece 2982 morti dirottando due aerei contro le Torri Gemelle.

Obama fa visita innanzitutto alla stazione dei pompieri «Pride of Midtown», base del 9˚ battaglione della 4ª unità del 54˚ reparto del «Fire Department», che perse tutti e 15 gli uomini di turno l’11 settembre. Qui il presidente si è fermato a pranzo e parlando dell’uccisione di Osama bin Laden ha dichiarato: «Quanto avvenuto domenica dimostra che quando diciamo che non dimentichiamo intendiamo esattamente questo. Grazie al coraggio dei nostri militari ed allo straordinario lavoro dell’intelligence», che hanno consentito di «fare giustizia trascendendo le politica e i partiti».

La seconda tappa è la sede del I distretto della polizia di New York. Qui l’eroe è l’agente Shawn McGrill che rimase imprigionato sotto le macerie ma sopravvisse. «Sono qui per stringervi la mano e dirvi quanto sono orgoglioso di voi tutti» ha detto Obama. Dopo gli eroi, le vittime. Il presidente Usa si reca al Memorial Plaza di Ground Zero, ancora in piena ricostruzione, e posiziona la corona in loro memoria sotto al «Survivor Tree», l’albero piantato nel World Trade Center che non è stato abbattuto dalle macerie delle Torri.

Obama, prima di lasciare Manhattan, ha fatto visita a diversi parenti di vittime dell’11 settembre con l’intento di chiudere un capitolo anche se, secondo tanti come Brienne McNaley, che perse il padre, «questa è una pagina che per me non si chiuderà mai».

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