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Nucleare, via libera Onu all’accordo con l’Iran. Che però insiste: «Morte a Israele e America»

luglio 21, 2015 Leone Grotti

Con questi slogan è stato interrotto il discorso in moschea della Guida suprema Ali Khamenei. Kerry: «Se questa è la politica dell’Iran, è un problema»

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite all’unanimità ha dato il via libera all’accordo sul nucleare raggiunto pochi giorni fa dall’Iran e le potenze mondiali. Per entrare in vigore, l’intesa dovrà essere ratificata anche da Teheran e dal Congresso americano.

CRITICHE DEI PASDARAN. L’approvazione dell’Onu, salutata positivamente da tutti, non ha trovato però il favore di un importante attore nel paese degli ayatollah: Mohammed Ali Jafari, comandante in capo del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica. Ali Jafari ha criticato aspramente l’accordo perché interferisce con le operazioni militari iraniane e supera le «linee rosse» stabilite dalla Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei. «Non lo accetteremo mai», ha detto all’agenzia semi-ufficiale Tasnim.

ACCORDO NUCLEARE. Secondo i termini dell’intesa raggiunta a Vienna, l’Iran potrà continuare ad arricchire l’uranio ma non in modo significativo per ottenere la bomba atomica in breve tempo. La maggior parte del materiale fissile arricchito finora, infatti, verrà trasferito all’estero. In cambio, le potenze mondiali toglieranno le sanzioni al regime sciita, la cui economia è stata messa in ginocchio negli ultimi anni. Il rischio che Teheran si doti di un ordigno nucleare non è scongiurato in assoluto, ma se l’accordo verrà implementato agli ayatollah servirà almeno un anno per ottenerlo, periodo durante il quale le sanzioni potranno essere ripristinate, come ora.

BOTTA E RISPOSTA. L’ambasciatore americano alle Nazioni Unite, Samantha Power, ha ricordato ieri che «il patto non cambia il fatto che siamo molto preoccupati dalle violazioni dei diritti umani commesse dal governo iraniano, (…) dal sostegno al terrorismo e dalle continue minacce contro Israele». L’ambasciatore iraniano ha risposto subito alle accuse: «Non accettiamo lezioni dal paese che ha invaso due stati nella nostra regione e creato il terreno favorevole per la crescita del terrorismo e dell’estremismo».

«NON CAMBIEREMO POLITICA». I rilievi di Power però non sono campati in aria. Sembra infatti che lo “storico” accordo voluto fortemente dal presidente Usa Barack Obama non cambierà per nulla l’atteggiamento dell’Iran. Nel fine settimana, la Guida suprema Ali Khamenei ha parlato in una moschea della capitale affermando che «le politiche degli Stati Uniti sono opposte di 180 gradi rispetto alle nostre. (…) Anche dopo questo accordo la nostra politica nei confronti dell’America arrogante non cambierà».

«MORTE A ISRAELE E AMERICA». Il sermone è stato più volte interrotto dalle grida: «Morte all’America» e «Morte a Israele». Le dichiarazioni hanno un evidente valore retorico e politico, visto che ogni protagonista, tanto Obama quanto Khamenei, hanno bisogno di vendere il compromesso in patria come una vittoria. Le parole dell’ayatollah, però, hanno molto infastidito la Casa Bianca. «Non so come interpretare queste parole a questo punto, se non [pensando che] questa è la politica» dell’Iran, ha commentato in un’intervista alla tv saudita Al Arabiya John Kerry, segretario di Stato americano.

STATI UNITI PREOCCUPATI. «So che spesso possono essere fatti dei commenti pubblicamente e poi le cose possono evolvere in modo diverso», ha aggiunto. «Ma se questa è la politica dell’Iran, è molto allarmante, è molto problematica». Un commento parimenti problematico da parte di chi ha appena firmato un accordo “storico” nella speranza che l’Iran si allontani dalle posizioni estremiste che l’hanno caratterizzato fin dalla rivoluzione islamica del 1979.

Foto Ansa/Ap


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10 Commenti

  1. Babba_Luciu scrive:

    I dubbi su quello che ora può accadere dopo l’accordo restano. L’Arabia Saudita (che addirittura minaccia di dotarsi di armi nucleari) e Israele si mettono apertamente di traverso. Hanno sicuramente per alleati molti esponenti dello stesso establishment statunitense, dove i Repubblicani minacciano di votare contro l’accordo, per non parlare del Senatore McCain che ha incontrato nei suoi viaggi nel Vicino Oriente i capi di Al Queda, dell’ISIS e dei Fratelli Musulmani. La stessa candidata democratica Hilary Clinton in politica estera è un falco, fanatica sostenitrice di quei “diritti umani” che spesso servono da paravento per aggressioni colonialiste (come in Libia o nell’ex-Yugoslavia), e in buoni rapporti con i Fratelli Musulmani (che hanno una loro “lobby” anche negli USA).

  2. Raider scrive:

    L’accordo dei 5+1 folle che mira a distruggere un Paese con cui sottoscrive l’accordo è solo il modo pià rapido e sicuro per procrastinare il disastro, rateizzando – in teoria: se gli ayatollah si sentiranno abbastanza forti, faranno quello che hanno tappato in testa con i turbanti ben calcati e imbullonati – il momento in cui si scatenerà il conflitto – stavolta, ultima novità, nucleare. Con tutte le tensioni, boicottaggi economici, sabotaggi, guerre e guerriglie, Israele è ancora lì: e questo, per gli islamici e i loro dhimmi, è intollerabile. L'”opzione nucleare” promette la soluzione finale: e volete che i nazi-slamici e gli imbonitori e falsari che vanno spacciando l'”Islam, religione di pace”, non gioiscano lodando il loro Allah a questa prospettiva?
    Il trattato, intanto, i suoi effetti li produce: l’Arabia Saudita, non solo, anche l’Egitto e la Turchia, pensano a fare oggi quello che l’Iran è atuorizzato a fare fra dieci anni. E chi sta facendo di tutto per rendere il Medio Oriente un deserto nucleare? La Russia e la Cina. Che perseguono i loro interessi economici e politici senza che nessuno protesti o si indigni: cortesie riservate solo ai Paesi Occidentali e a Israele, che difende la propria sopravvivenza.
    Del resto, il multinick paranoico pensa da solo a dimostrare sempre quanto la doppiezza islamica e filo-islamica proceda dalle grandi, grandiose scemenze alle totali e totalitarie mistificazioni e falsità: i Saud avrebbero fatto accordo coi Rotschild: petrolio in cambio di armi (dimenticandosi l’ovvio, petolio in cambio di immigrazione: e gli effetti li vediamo tutti, non perché ci è stato spiegato e dimostrato da Bat Ye’or che l’accordo fra sceicchi e governi occidentali c’è stato e va avanti). Solo che l’esercito saudita è una barzelletta e l’atomica Ryad non ce l’ha: gliela fabbricherà un amico e compare dei Saud e dei Rotschild: Putin, nel ruolo di mallevadore degli ayatollah iraniani e dei dittatori siriani.
    Intanto, per tirarsi fuori da tutte le paranoie che imballano le tese vote di nazi-filo-islamici e loro fiancheggiatori, diciamo caro e forte
    W ISRAELE!

  3. yoyo scrive:

    Sarebbe ora che i vari svitati islamisti e lefebvriani si cercassero un blog loro, in cui godersi liberamente ciò che sognano essere la realtà, e non abbassassero più il livello di conversazione di questo sito.

  4. Al Zbib scrive:

    Gli Stati Uniti schiumano rabbia : il “secolo americano” che si regge su terrorismo, destabilizzazione, guerre, ricatti economici ed altre schifezze del genere sta finalmente finendo ed inizia il secolo eurasiatico.
    Con la sfida russa e cinese al dollaro e al sistema di Bretton Woods, creando una architettura globale finanziaria rivale con la New Development Bank (NDB) dei BRICS e l’Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) della Cina, è chiaro che anche le sanzioni finanziarie e bancarie imposte degli USA all’Iran si sarebbero erose. Mentre il quadro globale cambia e l’integrazione eurasiatica accelera,

    • Raider scrive:

      Il multnick sbevazza e sbava, il vino che l’Islam proibisce di bere gli fa l’effetto giusto: nei fumi dell’alcol-Allah propaganda, i paranoici vedono “secolo eurasiatico”, non vedono
      – le bolle speculative cinesi, pronte a esplodere come atomiche sui mercati internazionali:
      – le atomiche iraniane covate sotto i turbanti dagli ayatollah iraniani e poi, a ruota, sauditi, ecc..:
      – la fragilità di economie che esportano solo energia, in pratica e merci contraffatte che le regole imposte da una globalizzazione folle fanno arrivare da noi distruggendo la nostra produzione:
      – l’esportazione illegale di capitali in euro che, dall’Ue e non ultima, dall’Italia, prendono la Via della Seta e della speculazione asiatica, in cui l’Europa è sempre più Eurabia.
      Contro Eurabia, per l’Europa dei popoli, la cui linea di difesa passa sempre più chiaramente da Israele.
      W ISRAELE!

  5. Al Zbib_% scrive:

    Israele vuole la guerra a tutti i costi con l’Iran, e l’avrà. E’ solo questione di tempo, ma il countdown è già iniziato. Al Congresso statunitense e sui media la mobilitazione della Lobby è da codice rosso, e nulla resterà intentato per affossare l’accordo (5+1) voluto da Obama. In un intervento davanti ai parlamentari del Likud, Netanyahu ha criticato il Consiglio di sicurezza dell’ONU per aver dato un riconoscimento a “un Paese (l’Iran) che infrange sistematicamente le risoluzioni del Consiglio di sicurezza”. Una motivazione che ha dell’incredibile per uno Stato, Israele, che dal 1948 in avanti se ne è sbattuto allegramente di ben 74 Risoluzioni ONU a suo carico e si è costruito, in barba a tutti i trattati vigenti, un arsenae atomico senza dover rendere conto a nessuno. E’ chiaramente una proiezione psicanalitica, ma è noto che gettare le proprie colpe in faccia ai nemici funziona sempre. E Israele lo sa bene. Qualsiasi altro Paese, infatti, sarebbe stato costretto a prendere atto di tali Risoluzioni con le buone o con le cattive ma per lo Stato Ebraico, si sà, non valgono mai le stesse regole che valgono per tutti gli altri. L’”opinione pubblica” tende a dimenticare subito la storia, ma quando il circo mediatico inizierà a martellare ossessivamente brandendo un casus belli qualsiasi per muovere guerra all’Iran, forse qualcuno ne serberà memoria. La dinamica è sempre invariabilmente la medesima e anche questa volta, ahimè, ne avremo l’ennesima conferma. Repetita iuvant.

  6. Babb_Al_Uciu2 scrive:

    Mentre l’Iran commercia con l’occidente, l’Eurasia rimarrà la sua profondità strategica
    Anche se salutano l’entrata nel mercato iraniano, le diverse valutazioni di simpatia od ostilità verso Russia o Stati Uniti disprezzano due fatti importanti. In primo luogo, è Teheran che decide con chi commerciare o no. In secondo luogo, gli iraniani non hanno limitazioni post-Vienna sui partner commerciali. L’Iran ha fatto accordi commerciali con la Russia grazie al trattamento preferenziale di partner strategico sicuro ed alleato. Mosca e Teheran collaborano per costruire un’alleanza strategica in Eurasia mirando a stabilire un legame simile a quello tra Cina e Federazione russa. Mentre gli iraniani non cederanno sui legami strategici con la Russia, lavoreranno nel loro interesse sperando in un partenariato strategico equilibrato con Mosca. Teheran chiede un approccio equilibrato con la Russia su un rapporto reciprocamente vantaggioso con la Federazione russa, che non riduca Teheran a subordinata di Mosca. L’Iran accetterà imprese di Europa occidentale e Stati Uniti, e farà affari con esse al posto delle imprese russe dove necessario e ritenuto idoneo. Nonostante il possibile fiorire del commercio con Stati Uniti ed Europa occidentale, Teheran manterrà la profondità strategica in Eurasia, perciò gli iraniani hanno fatto pressioni e chiesto che l’Iran diventi membro a pieno titolo dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai insieme a Russia e Cina. Inoltre, Teheran non si fida di Washington. Come è stato detto durante i negoziati, l’accordo nucleare non si basa sulla fiducia, ma su verifica e reciprocità.

    • yoyo scrive:

      Quando gli ayatollah avranno l’atomica rimpiangerai le blande contromisure degli USA. Loro non guardano se ci sono simpatizzanti o no nei paraggi quando lanciano.

      • Al_Qantarah scrive:

        E’ da qualcun’altro che voi italiani dovreste preoccuparvi.

        Questo è quanto affermò nel 2003 un famoso professore israeliano di storia militare, Martin Van Creveld :

        “Possediamo diverse centinaia di testate atomiche e di missili e possiamo lanciarli contro obbiettivi in tutte le direzioni, forse anche a Roma. La maggior parte delle capitali europee sono obbiettivi della nostra aviazione militare. Fatemi citare il Generale Moshe Dayan: “Israele deve essere come un cane pazzo, troppo pericoloso da infastidire”.”

        E dopo 12 anni hanno già cominciato a farlo :

        Il 25 Maggio 2015, è stata sganciata una bomba al neutrone da parte di Israele sullo Yemen nella zona Jabal al Naqb.

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