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Francia, matrimonio gay. Sindaco ribelle (e denunciato) scrive al ministro: «Invoco la Costituzione»

giugno 28, 2013 Redazione

Jean-Michel Colo, denunciato da una coppia omosessuale perché si è rifiutato di celebrare il loro matrimonio, si appella al titolare degli Interni Valls chiedendo libertà di coscienza

Il sindaco francese di Arcangues Jean-Michel Colo, denunciato da una coppia gay perché si è rifiutato di celebrare il loro matrimonio, scrive al ministro degli Interni Manuel Valls invocando il diritto all’obiezione di coscienza. Di seguito la traduzione della lettera. Intanto la polemica si è risolta, dal momento che un suo aggiunto ha ceduto alle pressioni mettendosi a disposizione della coppia per sposarla.

Signor Ministro,
lei conosce il mio rifiuto a celebrare l’unione di due omosessuali. Io invoco la mia libertà di coscienza garantita dalla Costituzione. Io non voglio giocare nessun ruolo particolare, ho sempre sostenuto lo Stato, lei lo sa senza dubbio, dopo 30 anni passati alla guida della mia cittadina.

Io non aspiro a nessun particolare riconoscimento e non desidero diventare un simbolo. Io voglio semplicemente che la mia libertà di coscienza sia rispettata come aveva promesso il Presidente [Francois Hollande, ndr] davanti ai sindaci della Francia.

I miei aggiunti hanno una posizione simile alla mia. Ci troviamo quindi davanti a un impasse giuridico. Io domando a lei di ricevermi, se necessario insieme ai miei aggiunti, per cercare di trovare una soluzione a quest’impasse nel rispetto sia della legalità sia della libertà di coscienza. Io non credo infatti che le sanzioni possano essere una risposta utile e durevole a queste difficoltà.

La Francia ha bisogno di unità. In attesa di una sua risposta, la prego di credere, Signor Ministro, all’espressione della mia più alta considerazione.
Il Sindaco,
Jean-Michel COLO

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13 Commenti

  1. pse scrive:

    Senza ironia: è un bel problema. Vorrei che chi legge le parole di questo sindaco ragionasse sui seguenti aspetti.
    1) dalla lettera si comprende che il sindaco ritiene questa legge ingiusta e vuole opporre una forma di obiezione di coscienza;
    2) il sindaco stesso si rende conto che l’obiezione sua e dei suoi aggiunti crea un problema di legalità (il diritto formale -sancito da una legge dello stato, adottata legalmente- di una coppia dello stesso sesso a sposarsi verrebbe meno, creando una discriminazione che la legge non prevede e non consente);
    3) il sindaco chiede che di fronte al suo rifiuto a svolgere i doveri che la legge gli prescrive non vi siano sanzioni.
    Se tutti i sindaci fossero liberi di obbiettare, rendendo impossibile l’applicazione delle leggi dello stato vivremmo in un sistema caotico. Ad Arcangues il sindaco e gli aggiunti non riconoscono la leggitimità delle nozze tra persone dello stesso sesso e non la fanno, in un altro comune un sindaco potrebbe dire che vuole opporre obiezione di coscienza ai matrimoni tra neri e bianchi (ritiene sia immporale mischiare etnie diverse) e un’altro ancora tra biondi e bruni (il dio dei capelli rossi vuole che si sposino bruni con rossi e biondi con neri) e un quarto sindaco di venerdì 17 non sposa (gli è apparsa in sogno la maga Circe che preconizzava disgrazie per la società se accettava di sposare in un giorno così infausto) …ognuno di noi ha una propria coscienza e non credo si possa dire che alcune obiezioni valgono e altre no.

    Se non fosse i sostenitori di questo sindaco sembrano voler portare avanti una battaglia ideologica (impedire l’applicazione della legge) ci sarebbero due opzioni che depotenziano il problema:
    1) dimissioni (nessuno è obbligato a fare il sindaco: se rispettare un dovere sancito dalla legge appare inaccettabile si dimetta);
    2) eventualmente si può suggerire una soluzione di transizione: il diritto all’obiezione di coscienza è riconosciuto a tutti i sindaci (e/o sostituti) eletti prima dell’entrata in vigore della legge, non è riconosciuto invece a chi si candida sapendo poi di dover far applicare una legge che è in vigore e che è costituzionalmente leggitima.

    Infine con tutto il rispetto per le opinioni personali di questo signore (il quale comunque sembra essere più in buona fede di chi lo sostiene): l’obiezione di coscienza vera (si pensi a San Massimiliano) comporta l’accetazione delle conseguenze derivanti dall’obiezione, non la richiesta di non avere sanzioni.

    • Q.B. scrive:

      Quando si vuole parlare di qualcosa bisogna prima conoscerla. Apri un manuale di diritto e studia la voce “obiezione di coscienza” (la trovi nell’indice analitico), altrimenti farai altre figure da somaro.

      .

      • alal2010 scrive:

        Il manuale di diritto civile francese o quello italiano? Sono identici? Lo chiedo senza provocazione perché non sono un giurista e forse tu lo sei, mi piace informarmi.

      • pse scrive:

        Gentile signore,
        posto che ho massima stima e simpatia per i somari, non mi ci vedo nella categoria (a parte per gli errori di battitura per i quali chiedo umilmente perdono prima che qualche occhiuto lettore me li faccia notare).
        Visto che ha tanto a cuore la mia personale istruzione da suggerirmi addirittura la lettura di un manuale di diritto, replico la cortesia invitandola a leggere quanto scrive il comitato di bioetica del governo italiano (http://www.governo.it/bioetica/pdf/Obiezione_coscienza.pdf) o più semplicemente a rileggersi Wikipedia (non cominci a triturarmi le ghiandole della discendenza dicendo che Wiki non è affidabile … conosco benissimo i limiti dello strumento), e come vedrà riporta in chiave storica esattamente quanto ho detto.

        “L’obiezione di coscienza è il rifiuto di ottemperare a un dovere imposto dall’ordinamento giuridico, da parte di chi ritiene gli effetti che deriverebbero dall’ottemperanza contrari alle proprie convinzioni ideologiche, morali o religiose. Colui che pratica tale opzione viene definito obiettore di coscienza.

        Caratteristica saliente dell’obiezione era l’assunzione in prima persona di talune sanzioni derivanti dall’obiezione, tuttavia superati col tempo dai vari ordinamenti giuridici.”

        • Gmtubini scrive:

          Di Santi col nome Massimiliano io conosco anche San Massimiliano Maria Kolbe, il quale, se non fosse per i suoi aguzzini ligi al proprio sacro dovere in punta di diritto, sarebbe probabilmente morto di vecchiaia in qualche convento polacco.
          La negazione del sacrosanto diritto all’obiezione di coscienza è da stato totalitario e chi la appoggia è FASCISTA.

          • pse scrive:

            Gentile signor Tubini,
            fascista (non serve urlare) se lo tenga pure per lei. Non ho mai negato (anche nei rimandi che ho effettuato) il diritto all’obiezione di coscienza. Ho fatto presente però che in una società in cui molti la pensano in modo diverso non si può fare che ognuno vada per proprio conto, soprattutto se si è sindaci eletti e chiamati a rappresentare tutti i cittadini -anche chi non la pensa come noi – e tenuti a far rispettare le leggi dello stato -anche quello che non condividiamo.

            • Gmtubini scrive:

              Esimio Pse, se rileggerai con meno spocchia e superficialità quello che ho scritto, scoprirai che io non ho affatto sostenuto che TU sei un fascista e che nemmeno ho attribuito a TE una generica volontà di negare l’obiezione di coscienza.
              In realtà ho solo preso spunto dal tuo vaniloquio per ricordare la nota (c’è anche su Wikipedia!) vicenda di San Massimiliano Maria Kolbe, il frate francescano che morì ad Auschwitz al posto di un padre di famiglia che si offrì di sostituire nel “bunker della fame”. Costui, si sa, fu finito da un’iniezione di acido fenico praticatagli nientemeno che da un ufficiale medico (!) il quale, “ça va sans dire”, fece fino in fondo il suo dovere senza esitazione nel rispetto delle leggi del proprio Stato FASCISTA e alla faccia del giuramento di Ippocrate che tutti i medici sarebbero tenuti a rispettare.
              Da questo eclatante esempio ho preso spunto per rammentare che uno Stato che prevarica la coscienza individuale con l’intento di forgiarla a suo uso e consumo si chiama “TOTALITARIO”, e, chi lo auspica e lo sostiene, lo si può tranquillamente definire, senza sbagliare di molto, FASCISTA.
              Per cui, il ditino che hai idealmente tenuto sollevato con l’intenzione di farmi la lezioncina, per questa volta te lo puoi tranquillamente rimettere al calduccio.
              Riprova, sarai più fortunato.

        • Q.B. scrive:

          Obiezione di coscienza Rifiuto di sottostare a una norma dell’ordinamento giuridico, ritenuta ingiusta, perché in contrasto inconciliabile con un’altra legge fondamentale della vita umana, così come percepita dalla coscienza, che vieta di tenere il comportamento prescritto. Il contenuto dell’o., dunque, si snoda in una duplice direzione: una negativa, di rifiuto di una norma posta dallo Stato, e una positiva, di adesione da parte del soggetto a un valore o a un sistema di valori morali, ideologici o RELIGIOSI. Essa si fonda sulla tutela prioritaria della persona rispetto allo Stato e sul rispetto della libertà di coscienza, diritto inalienabile di ogni uomo (art. 2, 19, 21 Cost.; art. 18 Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo).
          http://www.treccani.it

          Cito questo giusto perché è tardi, arrivo da un viaggio lungo e non ho voglia di trascrivere concetti dai manuali di diritto che comunque riconducono tutti allo stesso punto: l’obiezione di coscienza è tutelata dalla costituzione e, come ha giustamente notato il tubini, negarlo è caratteristica indefettibile di un regime FASCISTA.

          Ad incidens, il comitato di bioetica o la non-fonte wikipedia valgono, in tema di diritto, quanto il noto due di coppe a briscola.

          Ripeto: se si parla di cucina studiarsi l’artusi, se si parla di diritto studiarsi la dottrina.

          Buon lavoro.

    • Charlie scrive:

      Nelle tue ipotesi hai dimenticato che ci possono essere anche altri motivi altrettanto probabili ed egualmente seri, come quelli che tu hai menzionato, che potrebbero essere esercitati per richiedere l’obiezione di coscienza.
      Ne segnalo doverosamente solo alcuni:

      01) perché i contraenti non sono ricevuti in una sala dei matrimoni a norma.
      02) perché i contraenti non han dato prova di stabilità psicologica.
      03) perché i contraenti non indossano abiti consoni alla serietà dell’impegno che stan per assumersi.
      04) perché i contraenti non hanno un quoziente di intelligenza decente.
      05) perché i contraenti sono molto maleducati.
      06) perché i contraenti non hanno presentato il certificato di maturità politica rilasciato dal governo.
      07) perché i contraenti non han mostrato buon gusto nella scelta dell’abito nuziale.
      08) perché i contraenti non sono favorevoli all’uso del preservativo.
      09) perché i contraenti non sono capaci di usare correttamente il preservativo, pur essendo favorevoli.
      10) perché i contraenti non han dato attestazioni convincenti di eterofobia.

      Per adesso, mi vengono in mente solo questi.
      Ma penso che tu possa fare una ricerca più accurata.

      E’ poi davvero troppo comodo che l’obiezione di coscienza sostituisca il martirio.

      Lo Stato potrebbe reintrodurre pene severissime per gli obiettori.
      Ad esempio, gli arresti domiciliari, nei casi meno gravi, fino a lunghe detenzioni carcerarie per i recidivi.

      Escluderei la pena di morte, per non creare dei nuovi martiri, che, come nel passato, impietosiscano il popolo e, che, con questa forma di pubblicità usata come deterrente, lo portino a invocare vecchie e superate tradizioni antitetiche a quelle che ora si stanno affermando.

      Purtroppo quando c’è uno Stato debole, la civiltà è in pericolo.

  2. Andrea scrive:

    tutto è bene quel che finisce bene.

    Jean-Michel e Guy potranno finalmente scambiarsi le fedi al municipio di Arcangues, nel sud-ovest della Francia: il sindaco obiettore che rifiutava categoricamente di sposarli si pieghera’ infatti alla legge che, dal 18 maggio scorso, autorizza in Francia il matrimonio alle coppie dello stesso sesso. La coppia aveva sporto denuncia contro il sindaco e lo stesso ministro dell’Interno, Manuel Valls, aveva minacciato di applicare dure sanzioni. Alla fine, la legge ha avuto la meglio.

    • H.Hesse scrive:

      Caro Andrea, quasi mai la “fine” è quella che si crede o si auspica come tale.
      Dies irae dies illa…

      • Andrea scrive:

        ma di che stiamo parlando? in questo sito si è cercato di far passare il capriccio dei sindaci di 2 (DUE) insignificanti comuni di 3000 abitanti come l’inizio di un’ondata di sindaci francesi obiettori, alla fine uno è tornato alla ragione e il secondo seguirà a ruota.
        in francia l’accaduto è ritenuto così importante che su google news si trovano ben 6 articoli!!!

        https://www.google.it/search?hl=fr&gl=fr&tbm=nws&authuser=0&q=Arcangues+marriage&oq=Arcangues+marriage&gs_l=news-cc.3..43j43i53.2784.5108.0.5342.10.1.0.9.0.0.92.92.1.1.0…0.0…1ac.1.lnHimnqPetI#safe=off&hl=fr&gl=fr&authuser=0&tbm=nws&sclient=psy-ab&q=Arcangues+and+maire+and+marriage&oq=Arcangues+and+maire+and+marriage&gs_l=serp.3…3308.6862.3.7048.8.8.0.0.0.0.98.701.8.8.0…0.0…1c.1.18.serp._3-PcYstkSY&psj=1&bav=on.2,or.r_cp.r_qf.&bvm=bv.48572450,d.Yms&fp=639307367da0d57&biw=1454&bih=689

    • Charlie scrive:

      La legge ha avuto la meglio sul diritto all’obiezione di coscienza.
      Mi ricorda tanto:
      ” Entra la Corte ed esce la giustizia ! “

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