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Norvegia, conduttrice tg indossa un crocifisso. Gli islamici: «Ci offende». Ora dovrà toglierlo

novembre 13, 2013 Benedetta Frigerio

Siv Kristin Saellmann, giornalista storica della tv pubblica Nrk, è stata costretta a togliersi il gioiello a forma di croce dopo le proteste dei musulmani

La tv pubblica norvegese Nrk ha vietato alla storica conduttrice del suo tg regionale di presentarsi in trasmissione con una croce al collo. In Norvegia la maggioranza della popolazione è cristiana ma la comunità islamica, prima minoranza del paese, ha protestato a ottobre contro la signora Siv Kristin Saellmann (nella foto) perché «la catenina non garantisce l’imparzialità» e «la Croce offende l’islam».

SOSPENSIONE TEMPORANEA. Dopo le proteste, il direttore responsabile di Nrk, Anders Sarheim, ha sospeso in via temporanea la giornalista spiegando che il codice di comportamento aziendale dissuade dall’indossare gioielli con «significato religioso o politico». Saellmann ha risposto così: «Non mi piace il fatto che le persone protestino e dicano al mio capo che cosa dovrei o non dovrei indossare. Non ho mai pensato che questa croce, lunga non più di un centimetro e mezzo e che mi era stata regalata da mio marito durante una recente vacanza a Dubai come semplice gioiello, potesse causare tanto clamore. Non ho indossato la croce per provocare. Sono cristiana ma finora ho visto croci un po’ ovunque, anche come oggetti di moda, e non credo che la gente reagisca per questo». Ora riprenderà a condurre il tg ma senza la croce.

«DIVIETO SPROPORZIONATO». Molte persone  si sono però lamentate con la tv pubblica norvegese. Vidar Kleppe, politico di destra, si è domandato come una croce, peraltro piccola, possa rappresentare una così grande provocazione quando ai soldati norvegesi è permesso di indossare turbanti e hjiab islamici. Il caporedattore del canale tv ha ribadito che «la Norvegia deve apparire neutrale» ma l’opinionista Sven Egil Omdal ha fatto notare che il divieto è sproporzionato: «È come usare un cannone per sparare a un passero».

APPARTENENZE SOSPETTE. Per i cristiani del Nord Europa è sempre più difficile professare in pubblico il proprio credo, a differenza degli appartenenti ad altre confessioni che sono spesso liberi di farlo. In Gran Bretagna, ad esempio, dopo la battaglia vinta dalla giornalista della Bbc, Fiona Bruce, accusata nel 2006 per aver condotto il telegiornale con una croce al collo, la dipendente della British Airways, Nadia Eweida, venne addirittura licenziata per lo stesso motivo. Mentre i suoi colleghi potevano presentarsi al lavoro con veli e e kippah. Nadia, dopo anni di battaglia legale, ha visto il suo diritto riconosciuto dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, che però si è raccomandata di vigilare sull’espressione religiosa in pubblico, considerata quasi come un segno di appartenenza da guardare con sospetto.

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18 Commenti

  1. Il “politically correct” continua a imperversare, negando la libertà d’espressione. Come al solito, il diavolo, comunque lo s’intenda – credenti e no – continua a travestirsi da “angelo di luce” (san Paolo) presentando per libertà la schiavitù. Libertà è poter esprimere il proprio sentire liberamente, il che non significa disprezzare per ciò solo quello altrui; ma il diavolo sa ben ingannare facendo apparire bianco il nero. Parliamo e scriviamo contro il nemico della libertà “politically correct”!

    • Nicoletta Nomellini scrive:

      In questo caso il diavolo penso c’entri ben poco.

      • Nicoletta Nomellini scrive:

        sai perché? perché se c’è una cosa che non sopporta è la repressione sessuale, e stai tranquillo che l’islam gli piace meno del cristianesimo

        • mike scrive:

          se mi permette su questo ho dei dubbi. credo che il diavolo voglia o non favorire la sessualità o casomai favorirla in modo “libero” (=mentalità moderna).il perché, e qui è solo un’opinione personale e anzi se qualcuno capisce di teologia lo invito a correggermi se dico una stronzata, è semplice: ogni angelo è superiore ad ogni essere umano. ma l’essere umano può unirsi fisicamente ad un altro essere umano di sesso opposto, e poi può procreare in quel modo. due cose che un qualunque angelo non può fare poiché la sua natura, come Dio l’ha definita, è diversa. il diavolo era il più bello sapiente e potente degli angeli, ma come Dio ha creato l’uomo si è reso conto che l’uomo poteva fare due cose per lui impossibili. per questo si è ribellato a Dio e con lui un terzo degli angeli (e sempre per quella ragione). poi ha corrotto l’uomo facendogli fare cose sbagliate che in un modo o in un altro hanno a che fare con la sessualità e col procreare ed in genere con la vita(qui sulla vita vedi la guerra, le differenziazioni sociali, la schiavitù). sono le usanze pagane, risultato dell’odio del diavolo per le cose che l’uomo può fare ma lui no. per questo odia l’uomo e specie il sesso femminile che è quello che fisicamente porta in grembo e partorisce. non a caso nelle culture pagane la donna è costantemente sottomessa all’uomo.

  2. laura scrive:

    Gli islamici hanno afferrato in pieno la lezione impartita dai nostri “laiconi”

  3. marzio scrive:

    In norvegia vige ormai la dhimmitudine.

    • mike scrive:

      effettivamente…! sarei contento che fra pochi anni tutti i norvegesi dovessero portare al collo un amuleto a forma di mezzaluna.

  4. Cisco scrive:

    Oslo e’ tra le città più islamizzate d’Europa, e’ impressionante. Detto questo è chiaro anche che questo tipo di iniziative e’ portata avanti da fanatici, ed è inquietante che le autorità li assecondino. Da notare che la croce della signora e’ stata acquistata a Dubai, che tra un po’ di anni sarà più tollerante della Norvegia.

    • ragnar scrive:

      Poi non lamentiamoci se in Norvegia ci sono i più fanatici movimenti di neo-paganismo associati al culto delle antiche divinità (Thor, Odino, Freya, etc…), accompagnati da un netto pregiudizio negativo nei confronti di tutto ciò che viene dal sud, in particolare la cultura levantina e la religione islamica.

      Vi vil Norge å være fri fra det utenlandske tyranniet!

  5. GLS scrive:

    La Norvegia ha già abolito la bandiera nazionale, con la croce?
    E il calendario? Siamo nel 2013 d.C. , e’ discriminante e offensivo..

    • Livio scrive:

      Più che giusto, gli stessi che bofonchiano contro il pendente a forma di croce spero si premurino anche di computare il tempo secondo il calendario islamico, quello cristiano non può essere accettabile.
      Sono intorno all’anno 1434 se non sbaglio.

  6. Antonio scrive:

    ecco i tristi risultati del progressismo mondialista/immigrazionista. Belle le mescolanze multiculturali,eh? Voglio proprio sentire i “feroci” atei militanti e gli antireligiosi, cosa diranno delle loro scemenze su stato laico, scuola laica et similia, quando l’islam sarà la religione numericamente prevalente in Europa.

  7. Alessandro scrive:

    Sono d’accordo con tutti gli interventi precedenti, ed in particolare con Pagliarino e Antonio. Il rischio concreto è l’islamizzazione forzata dell’Europa, che fu culla (cristiana) della civiltà. I sinistri hanno sempre giocato col fuoco in questo senso, favorendo acriticamente l’elemento islamico sia a livello internazionale – vedasi conflitto israelo-palestinese – che in casa nostra, con l’immigrazionismo a tutti i costi. Tendenzialmente atei o almeno laicisti, ma pro fondamentalisti islamici: una contraddizione che non mi sono mai spiegato, visto che quando i maomettani prenderanno il potere i valori “de sinistra” saranno i primi a soccombere.

  8. Nicoletta Nomellini scrive:

    Sono molto indignata per questo episodio. Non solo viola il principio di libertà di religione, ma viola anche il corpo, in quanto non esiste proprietà più privata al mondo del proprio corpo. Su se stesso ciascuno ha il diritto di esibire tutti i simboli religiosi che vuole. Gli islamici che si ritengono “offesi” dalla croce dimostrano di non conoscere neppure il Corano, in quanto per esso Gesù è un profeta e la Madonna una santa. Si dimostrano per di più intolleranti, perché loro per esempio vogliono veder accettati il velo, il niqab, il burka, che non sono solo abiti ma veri e propri simboli religiosi. E i laici che si attaccano a queste quisquiglie pur di eclissare ogni ricordo di Gesù dimostrano di essere non imparziali, ma decisi ad affermare su tutte la loro religione, cioè l’ateismo.

  9. Fabio S. P. Iacono scrive:

    Oggi la Fede Cristiana si presenta come paladina profondamente ragionevole della Verità, rendendo estranea all’Occidente ed in particolare all’Europa la sottomissione islamica, per mezzo del Vangelo di Giovanni il Logos-Verbo si è fatto carne in Gesù Cristo, con il Nuovo Testamento si rinnova il dialogo trascendente con l’uomo.

  10. ciccio scrive:

    …paesi occidentali, un branco di senza palle.

  11. Tanto pe Cantà scrive:

    Dovremmo prendere ad esempio Al Jazeera, sempre così sobria e superpartes quando si parla di religione e simboli religiosi….assurdo.

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