Google+

Non ce l’ha certo ordinato il medico (né un giudice) di offrire l’eterologa gratis

gennaio 22, 2017 Alfredo Mantovano

Dalla discutibilissima sentenza della Consulta non deriva affatto l’obbligo di includere questa pratica nei livelli essenziali di assistenza garantiti dallo Stato a spese di tutti

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)

Nel sistema sanitario italiano accade che una persona con un sospetto tumore al colon attenda un anno prima che arrivi il suo turno per la colonscopia. Accade che un paziente cui viene riscontrata una patologia tumorale sia dissuaso dall’iniziare una chemio se ha un’età molto avanzata; gli vengono illustrate ragioni della proporzione fra cura e sofferenze, ma spesso il motivo vero è che non ovunque esistono le risorse per garantire farmaci costosi a tutti.

Accade che interventi impegnativi, con effetti collaterali tali da esigere qualche giorno di osservazione, e quindi di degenza ospedaliera, siano per protocollo eseguiti in regime di day hospital: così il paziente viene dimesso mentre è ancora dolorante, o in preda alla febbre. Accade che il ticket per analisi di routine riguardanti persone che hanno qualche ragione medica per eseguirle sia di centinaia di euro, pur se chi ricorre alla struttura pubblica o privata convenzionata concorre con le tasse al mantenimento del sistema.

Si tratta di anomalie gravi, che si riscontrano con quotidiana frequenza, rispetto alle quali i medici e i dirigenti sanitari costretti a disporle si giustificano con le restrizioni del bilancio della sanità, dei trasferimenti per tale voce dallo Stato alle Regioni, e da queste alle Asl. Il dato è obiettivo: l’estensione della popolazione anziana, in parallelo col calo delle nascite, rende più elevata l’età media di coloro che hanno necessità di terapie, e quindi la platea dei pazienti è sempre più costosa. Qualche criterio empirico di risparmio va pur individuato: sarà l’aver superato una certa soglia di anni, o il carattere impegnativo della malattia, o la concentrazione del tempo di permanenza in ospedale.

Piuttosto si finanzino le adozioni
Con questi chiari di luna qualche giorno fa il governo ha approvato i nuovi Lea (livelli essenziali di assistenza pubblica) e vi ha inserito la copertura dei costi della fecondazione artificiale di tipo eterologo: ha cioè di fatto sottratto ulteriori risorse alla cura efficace di patologie anche gravi per destinarle a una pratica che, al netto di qualsiasi considerazione etica, conosce esiti positivi inferiori al 15 per cento dei trattamenti avviati, ove il “successo” è il “bambino in braccio”. Ha ragione il ministro della Salute quando definisce questa decisione “storica”. Ma nella storia ci sono eventi che costituiscono passi in avanti per il bene comune, ed eventi negativi, fonte di danni. Il finanziamento pubblico dell’eterologa rientra fra i secondi.

Non vale sostenere che la scelta era obbligata a seguito della sentenza della Corte costituzionale che aveva fatto cadere il divieto di questa pratica contenuto nella legge 40. Con motivazione opinabile, tre anni fa la Consulta ha sancito che la scelta di una coppia sterile o infertile di utilizzare l’eterologa coincide con la scelta «di diventare genitori e di formare una famiglia che abbia anche dei figli», e in quanto tale è «espressione della fondamentale libertà di autodeterminarsi»; e fin qui la salute non c’entra nulla.

Ha poi aggiunto di non escludere che «l’impossibilità di formare una famiglia con figli mediante ricorso alla Pma di tipo eterologo possa incidere negativamente, in misura rilevante, sulla salute della coppia»; qui invece la “salute” è chiamata in causa, ma intesa come «comprensiva anche della salute psichica, oltre che fisica». Da questo inserimento deriva però la legittimità dell’eterologa – esclusa dal Parlamento –, non l’obbligo di renderla gratuita.Diversamente, e con maggior fondamento, dovrebbero rendersi gratuite le pratiche di adozione, nazionale e soprattutto internazionale: anche per esse vi è una incidenza della «impossibilità di formare una famiglia con figli» sulla salute, in una accezione così lata.

Tutti sanno quanto quelle pratiche siano costose, e peraltro da oltre quattro anni sono private dai governi di qualsiasi assistenza istituzionale. “Storico” in senso positivo, signora ministra, sarebbe stato dare loro un nuovo impulso, e nel frattempo sostenere in modo equo e omogeneo le terapie alle patologie più gravi senza costringere medici e dirigenti sanitari a selezioni difficili.

Foto Ansa

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

L’abito non fa il monaco. Mai affermazione fu più vera, specie nel caso della concept Infiniti Prototype 9, presentata in occasione del Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, in California, e forte di una linea ispirata alle monoposto degli Anni ’30 e ’40. L’aspetto, come accennato, non deve però trarre in inganno: il “cuore” è decisamente […]

L'articolo Infiniti Prototype 9: sotto mentite spoglie proviene da RED Live.

Il Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, in California, rappresenta da sempre un evento speciale per la BMW. La Casa di Monaco è infatti solita stupire presentando delle concept che anticipano modelli pressoché pronti a entrare in produzione. Quest’anno tocca a una delle roadster più affascinanti mai realizzate, oltre che una delle vetture più “anziane” della […]

L'articolo BMW Z4 Concept: una linea da urlo proviene da RED Live.

Nessuno fiati. Nessuno si muova. L’hanno fatto davvero! Hanno ridato vita alla storica sigla GSi. Un’icona per tutti i “figli degli Anni ‘80” cresciuti a pane e Opel sportive. Con buona pace della divisione OPC, la nuova versione high performance della Insignia Grand Sport – seconda generazione della berlina tedesca – tornerà a sfoggiare la […]

L'articolo Opel Insignia GSi: gradito ritorno proviene da RED Live.

Solida e ben fatta, la Seat Ateca 1.6 TDI Advance è il primo SUV della Casa spagnola. Si parte da meno di 24 mila euro chiavi in mano

L'articolo Prova Seat Ateca 1.6 TDI Advance proviene da RED Live.

La fortwo, l’utilitaria più corta sul mercato – è lunga solo 2,69 m – si aggiorna. La novità principale è rappresentata dalla disponibilità di serie, sin dall’allestimento entry level youngster, della frenata automatica d’emergenza e dei fendinebbia. Un upgrade in materia di sicurezza tutt’altro che marginale, esteso anche alla versione a quattro posti forfour. Tessuto […]

L'articolo smart fortwo e forfour 2018: danno di più proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana