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Noi non abbandoniamo nessuno. Perché dobbiamo essere fieri della Marina italiana (26.814 migranti salvati in sei mesi)

aprile 18, 2014 Leone Grotti

Intervista al contrammiraglio Mario Culcasi, comandante dell’operazione nello Stretto di Sicilia Mare Nostrum: «Questa missione è per tutta l’Italia motivo di orgoglio»

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In sei mesi la Marina militare italiana ha salvato la vita a 26.814 migranti: è questo il bilancio più importante dell’operazione Mare Nostrum, che l’Italia ha varato il 18 ottobre scorso per far fronte allo stato di emergenza umanitaria in corso nello Stretto di Sicilia dopo la tragedia di Lampedusa. Solo qualche numero: 73 mila chilometri quadrati di mare pattugliato ogni giorno, 175 barconi soccorsi, 26.814 migranti salvati dal naufragio, di cui 1.724 donne e 1.804 minori, 800 marinai impiegati su cinque grandi navi che monitorano le acque con l’aiuto di aerei, elicotteri e motovedette e 70 criminali arrestati.
Tempi.it ha intervistato il comandante dell’operazione, il contrammiraglio Mario Culcasi, per capire nei dettagli come la Marina «trasforma dei viaggi della disperazione in viaggi della speranza con una missione di cui tutta l’Italia può andare fiera».

Contrammiraglio, con quali mezzi affrontate l’emergenza dei barconi?
L’afflusso dei migranti è eccezionale, siamo davanti a un esodo vero e proprio verso la frontiera sud dell’Europa. Noi pattugliamo un’area che è grande più o meno tre volte la Sicilia con aerei e navi, dotate di elicotteri imbarcati, e aiutati da assetti dell’aeronautica, della guardia di finanza e della capitaneria di porto.

mare-nostrum-marina-lampedusa-migrantiQual è lo scopo della missione?
Abbiamo due finalità: la prima è umanitaria e consiste nella salvaguardia della vita umana in mare. La seconda è militare e mira a catturare e assicurare alla giustizia chi lucra sul flusso dei migranti. E devo dire che l’operazione sta dando i suoi frutti.

Chi guida i barconi?
Su ogni gommone, su ciascuna carretta della disperazione c’è sempre a bordo qualcuno che è al timone e che si rende partecipe del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Fino ad oggi, ne abbiamo già catturati 70, di cui sei minori.

Come individuate i migranti?
Lo facciamo con tutti i sensori di bordo, radar, motovedette, anche di notte con dispositivi a infrarossi, siamo all’erta con elicotteri e aerei 24 ore su 24. Tutto quello che si muove in mare è dotato di un sensore che riporta la sua posizione, quando c’è un contatto con un mezzo che non dà segnale e attira la nostra attenzione, investighiamo e interveniamo.

Inconvenienti?
È successo di aver incontrato dei motopesca con i sensori spenti e di averli scambiati per barconi di migranti.

 Chi effettua i salvataggi?
Tutti, dipende dalla situazione. Quando c’è una segnalazione di emergenza, un SOS, la prima cosa da fare è verificare quale unità navale sia più vicina al luogo del naufragio. Ovviamente si preferisce una nave militare che possa essere dirottata sul luogo alla massima velocità, ma nel caso sia troppo lontana si allertano anche mercantili privati che tramite gli armatori vengono contattati.

Anche i marinai comuni partecipano ai salvataggi?
Affermativo, è un obbligo di legge salvaguardare la vita e prestare soccorso in mare a prescindere dall’attività che si sta svolgendo: è nel dna del marinaio e quando c’è una chiamata di soccorso sul canale 16 chi è più vicino interviene, fosse anche una barca a vela o una barchetta di pescatori.

È mai successo in questi sei mesi di avere bisogno di mercantili privati?
Sì, tra il 7 e 9 aprile abbiamo avvistato un numero notevole di barconi: ci sono stati 35 eventi “sar”. Significa che contemporaneamente stavano affondando 35 barconi con un numero tra 100 e 400 migranti su ciascuna imbarcazione. Con cinque navi in mare e sei motovedette era impossibile salvarli tutti: da chi dovevamo andare per primi? Ecco perché abbiamo inviato altre tre unità navali e coinvolto nel salvataggio tre mercantili. È stata una delle imprese più difficili di questi sei mesi ma grazie a Dio abbiamo salvato tutti: 6.530 persone.

Gli altri paesi dell’Unione Europea o quelli che si affacciano sul Mediterraneo condividono gli sforzi dell’Italia?
Queste sono questioni politiche. Diciamo che il nostro paese ha immediatamente dato una risposta chiara e concreta in seguito al disastro del 3 ottobre davanti a Lampedusa, dove sono morte più di 300 persone. Abbiamo preso una decisione unilaterale per dire: mai più tragedie del genere. Poi i nostri governanti si stanno impegnando perché l’Italia sia sostenuta anche dall’Ue. Ma questo è un altro film.

DCIM100GOPROCome sono i barconi che trovate?
Dipende. Quando arriva una segnalazione, io che sono il comandante tattico in mare ordino all’unità più vicina di dirigere alla massima velocità per investigare e acquisire un contatto ottico. Di solito troviamo gommoni di 10-12 metri, stracolmi e sovraccarichi di persone con un piccolo fuoribordo. La gente è così accalcata che si fanno male a vicenda e non hanno dotazioni di sicurezza, come il salvagente individuale. Di solito sono in mare da uno o due giorni e li troviamo molto spossati, disidratati, in stato di ipotermia.

Come vi comportate?
Prima di tutto mettiamo in mare i nostri mezzi minori, perché con le navi non possiamo avvicinarci più di tanto: ci disponiamo a ridosso nelle vicinanze per calmare il mare e per fare in modo che il vento non li colpisca. Nei mezzi minori ci sono il dottore, gli operatori di recupero naufraghi e i traduttori. Spesso ci avviciniamo con cartelli scritti in arabo, passiamo loro i salvagenti e li calmiamo perché in quella fase sono stanchi, agitati e spaventati: e se si agitano troppo c’è il rischio del ribaltamento del natante. Li portiamo poi a bordo della nave a gruppi di 10, 15, 20 persone e qui i migranti vengono rifocillati e cambiati se bagnati. Prima ovviamente ci dirigiamo verso i bambini e le donne. Sono tanti i casi di donne incinte e di neonati, anche bambini di pochi mesi o minori non accompagnati. Forniamo the caldo, biscotti e altri generi di primo conforto, poi facciamo uno screening sanitario per scoprire subito se c’è qualche caso di malori più gravi. Infine li sbarchiamo a terra.

Come venite accolti dai migranti?
Questa è una domanda scontata: loro stanno affrontando un viaggio della disperazione e quando ci vedono arrivare questo si trasforma in un viaggio della speranza. Nei nostri confronti hanno atteggiamenti molto positivi e sono tutte persone che dimostrano una dignità unica: non creano nessun problema e si mettono a nostra disposizione perché capiscono di essere stati salvati.

Quali sono i problemi che incontrate durante i salvataggi?
Come Marina militare abbiamo nel nostro dna il soccorso in mare e quindi siamo addestrati. I principali problemi sono dovuti alle condizioni del mare, perché quando è agitato, ed è capitato, le condizioni sono proibitive ed è difficile anche solo mettere i nostri mezzi minori in mare perché rischia la vita innanzitutto il nostro equipaggio. Queste situazioni ovviamente non ci fermano, devono essere affrontate con maggiore attenzione e finora anche in condizioni limite l’abbiamo fatto nel migliore dei modi.

mare-nostrum-marina-lampedusa-migranti6Cosa prova a guidare questa operazione?
Sulle cinque navi siamo in 800 marinai e tra noi nasce una gara di solidarietà verso queste persone. Sappiamo che dobbiamo intervenire rapidamente, con la massima professionalità, spirito di sacrificio e di abnegazione e tutti i membri dell’equipaggio partecipano ai salvataggi, anche quelli che magari in quel momento sarebbero liberi dal servizio. Tutti danno una mano, anche perché queste persone quando arrivano a bordo non hanno solo bisogno di cure mediche, ma anche di sentirsi confortati. Noi facciamo solo il nostro dovere e io sento di compiere qualcosa di davvero importante, sia per loro che per la marina che per il nostro paese. Credo che questa missione sia per tutta l’Italia motivo di orgoglio: possiamo andarne fieri.

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24 Commenti

  1. daniperri scrive:

    E dopo…?

    • beppe scrive:

      bravo dani, e soprattutto: quando si fermeranno? mai? fino a 100.000, 200.000, 300.000 …attendiamo risposte. soprattutto dal fantasmagorico ministro dell’inferno ( prossimo venturo).

  2. sindar scrive:

    Leggendo di questa gente posso dire (e non mi capita spesso) che sono orgoglioso di essere italiano

    • beppe scrive:

      caro sindar, io invece mi chiedo che cosa significhi essere italiano. se ho solo doveri, tasse, l’ultimo arrivato ha più opportunità di me, che me ne faccio della cittadinanza?

  3. augusto scrive:

    Fermo restando il fatto che le vite umane sono tutte sacre e vanno tutelate, sono convinto però che favorire e promuovere continui sbarchi di clandestini sia pericoloso. Non abbiamo più la possibilità di accogliere tutte queste persone.

  4. francesco taddei scrive:

    i migranti vengono salvati e curati. però gli scafisti hanno i visti tunisini e vengono rimpatriati, così possono ricominciare da capo. da mauro ad alfano ministri incompetenti! detto questo è vero che è un vanto dell’ìitalia.
    occorrerebbe farlo conoscere al mondo. perchè non fare una serie televiosiva tipo “sea patrol”? però fatta dagli americani, perchè i soliti attori de noantri non rendono un gran chè.

  5. Mappo scrive:

    Io non sono per nulla orgoglioso di questa operazione “Mare Nostrum”, anzi la trovo vergognosa ed umiliante soprattutto per i militari costretti a svolgerla e questo ammiraglio può raccontarci quello che gli pare, sono convinto che lui per primo non crede alle idiozie che dice. Salviamoli tutti, d’accordo, ma poi una volta salvati riaccompagniamoli alle coste da cui sono partiti. Ci stiamo facendo ricoprire di ridicolo, se non di disprezzo, da tutto il resto d’Europa. Il compito della marina militare di ogni paese non è quello di fare da taxi agli immigrati clandestini, ma solo e soltanto quello di difendere l’integrità della nazione e i suoi interessi, qui addirittura la marina è utilizzata per contribuire a rovinare la nostra nazione riempiendola di immigrati clandestini, i quali non provano certo gratitudine, ma solo disprezzo per un popolo imbelle capace solo di accoglierli, invece che di scacciarli.
    Smettiamo con le ipocrisie e facciamo come quelli della Caritas hanno proposto da tempo, organizziamo dei corridoi di sicurezza ovvero delle navi passeggeri che prendano direttamente gli immigrati clandestini dai luoghi di raccolta e li portino al sicuro in Italia. Ci costerà meno e sarà meno umiliante per i nostri militari e almeno accelereremo il nostro suicidio, del resto non si dice che siamo tutti contro l’accanimento terapeutico e allora acceleriamo la nostra morte riempiendoci di clandestini.
    Quando poi ci troveremo come si trovano oggi i cristiani in Siria o in Nigeria allora potremo ringraziare anche la nostra marina militare per l’eccellente lavoro svolto.

    • Polexic scrive:

      Si tratta di questioni complicate, sulle quali faccio fatica a dare un giudizio netto…
      Tuttavia se penso che questa è gente che scappa dalla guerra… Andare la a cercare di fermare la guerra non si può fare, giammai, che se no dopo ti dicono che ti devi fare i fatti tuoi… Prendere gli immigrati dai barconi non si può fare perchè se no qua non ci stiamo più e non abbiamo i soldi… Riportarli indietro non si può perchè sennò la Sacra Corte Europea dei diritti dell’Uomo ci dice che siamo cattivi…
      Che si fa?

      • beppe scrive:

        polexic, l’onu e gli USA quando vogliono o gli fa comodo, si intromettono eccome. e quando vogliono chiudono occhi e orecchi. come si fa a tollerare che intere regioni come il corno d’africa siano in perenne stato di guerra? e i paesi arabi, perchè se ne lavano le mani ?

    • augusto scrive:

      Concordo, Mappo !

  6. angelo scrive:

    Basta sospendiamo questa operazione Mare Nostrum, sta distruggendo il paese, ristabiliamo i confini dando un ‘entità al paese. Rischiamo di riempirci di delinquenti e terroristi che usano la nostra terra come basi di appoggio alla criminalità e pure mantenuti dagli italiano che passano la vita a lavorare.
    Chi vuole venire in italia lo deve fare attraverso dei canali regolari, come ogni paese di questo mondo

  7. Gianni scrive:

    Quanta ipocrisia.
    I migranti (clandestini) si mettono in mare perchè sanno che poi qualcuno verrà a “salvarli”. Hanno quindi elevattissime probabilità di approdare in Italia, e una vola arrivati ben difficilmente saranno espulsi. Con grande gioia dei mercanti di uomini, che ovviamente così alzano il prezzi (avendo molta domanda).

    Se invece l’Italia avesse una chiara e forte politica di respingimento, i migranti sarebbero il 10% di quello che sono oggi.

    Si spaccia per operazione di salvataggio quello che è invece semplicemente un servizio navetta.

    • beppe scrive:

      gianni, condivido. invece di SALVATI, io scriverei AGEVOLATI ( i migranti ma soprattutto I MERCANTI DI UOMINI – e questo non può continuare ).

  8. Mappo scrive:

    Mi dispiace notare che perfino Tempi si è adeguato alla nuova lingua del politicamente corretto definendo migranti quelli che non sono altro che immigrati clandestini. Se lo scrivono quelli di Famiglia Cristiana pazienza è nel loro DNA l’essere politicamente corretti prima che cristiani, ma che ora lo scriva pure Tempi è veramente il colmo.

  9. Antonio scrive:

    c’è ben poco di cui vantarsi. Oramai è piena invasione, ovunque ciondoloni, sbandati, diseredati che pretendono di campare di espedienti o scrocco di soldi pubblici. Soldi che non ci sono. Infiniti immigrati non è possibile accogliere, questo è un dato di fatto. Soprattutto con disoccupazione alle stelle, debito pubblico pure, crimine e degrado ovunque, carceri piene… Bisogna si soccorrerli, ma rimpatriarli all’istante, senza lungaggini burocratiche nè magistratume che rema contro. Chi si oppone venga iscritto in un apposito registro per accogliere i clandestini (perchè questo sono) in casa propria e mantenerli col proprio stipendio.

  10. BIASINI scrive:

    Una domanda seria: non sarebbe più economico mandare un traghetto a prenderli? Anziché finanziare le mafie di mezzo mediterraneo, magari potrebbero pagarerci il biglietto. Una domanda ancora più seria: è serio dare il permesso di soggiorno a chi ha sfidato morte e mafie, quasi fosse il premio in palio? Hanno vinto al lotto? Una domanda serissima: ci guadagnano solo le mafie o anche onlus, coop, caritas, politici che con scorta ed aereo li vanno ad applaudire, e tutto l’italico bestiario, una sorta di mafia bianca, che guarda ai clandestini come materia prima dei suoi affari e di carriere? Una considerazione. Leggo di barconi e gommoni stipati fino all’inverosimile con donne e bambini a bordo. Che razza di gente ci tiriamo in casa, gente che non ha rispetto dei deboli, con gli eroici maschi che attendono i “ricongiungimenti” per un arrivo sicuro? Una considerazione che, una buona volta, bisogna pur dire: è onesto gridare che è una vergogna (cosa sulla quale è facile essere d’accordo) senza dire chi sono i colpevoli di tale vergogna? Forse siamo noi, italiani, che sosteniamo costi finanziari e sociali enormi? Eppure mi risulta che vescovadi e Casa Santa Marta abbiano regole ben precise per l’ingresso e che, ad una certa ora si chiudono i portoni.

    • Saverio scrive:

      Mare nostrum sta per mare vestrum: ipocrisia totale di purissimo conio PD (Letta) SEL, ecc..
      E cioè, come usare un termine (nostrum) per simulare una condotta ed uno scopo diametralmente opposti a quelli asseriti.
      Con tutto il rispetto e la stima per i nostri marinai, che debbono obbedire e non potrebbero fare altrimenti, questo è scafismo di Stato.
      Buonismo luciferino: attirare masse di diseredati, catalizzare i loro interessi; suggerire loro la possibilità di un’accoglienza che non siamo più in grado di dare.
      E’ una immensa massa umana critica e distonica, nel contesto di riferimento, che porta gli stranieri stessi – e gli italiani con loro, ovviamente – ad un macello di cui la storia si ricorderà.
      E i “cattolici” di una certa estrazione ideologica, con la loro interpretazione libera ed anarchica del Vangelo e della Fede, hanno una grave colpa in questo dramma.
      Come direbbe Gaber: è il potere di più buoni.

      • Polexic scrive:

        Io sarei anche d’accordo….
        Ma che si fa con la gente che scappa dalla guerra? Seriamente…

        • beppe scrive:

          con gheddafi, perchè conveniva a francia e america, si è fatto , eccome. si è portata la guerra dove non c’era.

        • augusto scrive:

          In Tunisia, Algeria, Marocco, Pakistan,Congo, Bangla desh e tanti altri Paesi non ci sono guerre !

  11. filomena scrive:

    Dopo aver letto i commenti in particolare di chi grida alla strage di bambini non nati lanciando anatemi a chi reputa legittimo l’aborto, mi colpisce la loro totale mancanza di sensibilità quando si tratta di aiutare esseri umani già “molto vivi” solo perché non sono italiani e perché bisogna mettere mano al portafoglio. Si potrebbe dire la stessa cosa di chi economicamente non se lo può permettere e continua a mettete al mondo figli che non può mantenere chiedendo contributi per le famiglie numerose. In fin dei conti la natalità nei paesi più sviluppati aumenta solo grazie agli immigrati quindi voi che sostenete che la ricchezza dipende dal fare figli dovreste essere favorevoli ad accogliere gli immigrati. Inoltre uno dei fondamenti cristiani è l’accoglienza o no?

  12. filomena scrive:

    P.S. Alla critica che in questo modo presto l’Europa e in particolare l’Italia diventerà islamica e si perderanno le radici cristiane, io dico che è più facile convincere chi ha bisogno di aiuto a “secolarizzarsi” mettendo da parte la religione, piuttosto che scalfire i cattolici reazionari e più talebani dei talebani che hanno magari le tasche piene.

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