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No Tav, «violenza comprovata»

aprile 29, 2015 Marco Margrita

Nella sentenza di condanna di 47 antagonisti si smonta la linea difensiva che aveva tentato di dare una patente etica alla lotta antagonista

Quella dei No Tav è una «violenza comprovata, non solo dalle testimonianze ma anche dai documenti filmati». Lo scrivono i giudici, nella sentenza depositata ieri, che hanno condannato, lo scorso 27 gennaio, 47 persone a 140 anni complessivi di carcere per gli scontri del 2011 al cantiere di Chiomonte.
«È provato con assoluta certezza – spiegano i giudici Quinto Bosio, Paolo Gallo ed Emanuela Ciabatti – che con il lancio di sassi, estintori, travi e altri oggetti contundenti i manifestanti si opposero violentemente alla legittima azione del personale di polizia». Un’azione perpetrata contro un’opera «la cui progettazione e realizzazione sono state specificamente volute dall’organo rappresentativo della sovranità popolare».

 LA DIFESA DELLA POLIZIA. Nelle motivazioni delle sentenza c’è, anche, una netta stroncatura della linea della difesa. Argomentazioni definite «imbarazzanti». Non si può riconoscere «una patente di particolare eticità a soggetti che, in nome di valori costituzionali, hanno mandato in ospedale 50 persone con lesioni di vario genere, anche gravi». In alcun caso, secondo il collegio giudicante, «in nessun caso la lotta politica, per quanto nobili siano i suoi fini, può essere condotta attraverso il sacrificio della vita o dell’incolumità individuale altrui».
Si definisce legittimo l’uso della forza da parte della polizia (compreso il lancio dei lacrimogeni), illegittime le violenze degli imputati. Violenze comprovate, come da sentenza.

Foto Ansa

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5 Commenti

  1. angelo says:

    Giusta sentenza. Solo teniamo sempre presente che non c’ è solo la violenza fisica. C’ è anche quella verbale: invettive, intimidazioni, minacce, insulti, che scatta quasi sempre quando “qualcuno” vorrebbe esercitare i suoi diritti costituzionali a manifestare. Anche questo tipo di violenza andrebbe perseguita e impedita. Invece viene spesso tollerata e considerata, anche dalla polzia e dai giudici, quasi una “normale dialettica democratica”. Invece è una forma di violenza che a volte fa più male delle percosse.

    • Mappo says:

      Angelo, la polizia ha spesso le mani legate e deve fare i conti con la necessità di bilanciare diverse esigenze spesso fra loro contrastanti. A volte alle forze dell’ordine tocca sopportare insulti e provocazioni per evitare che la situazione degeneri. Anche questi comportamenti sono di per sè reati, (pensa a quando una decina di giorni fa un gruppo di poliziotti è stato completamente innaffiato da un getto di vernice rossa), ma devono fare finta di nulla per evitare il compiersi di atti ben peggiori, senza tener conto che poi, se dopo giorni e giorni di provocazioni, reagiscono, nella maniera sbagliata, come è accaduto alla Diaz di Genova tutti gli danno addosso e sono pronti a metterli in croce. Tutt’altro discorso per la magistratura che troppo spesso chiude non uno, ma entrambi gli occhi nei confronti di teppisti vari, dai NOTAV, agli antagonisti, ai filopallestinisti ed altro pezzentume vario, al punto da far pensare che a volte gli stessi magistrati condividano, almeno in parte, le ideologie di questi signori.

    • luigia says:

      la violenza verbale è brutta e spesso ripugnante ma non è vietata dalla legge – non costituisce reato. il processo non è stato alle intenzioni ma a gente che ha mandato in ospedale altre persone. ovunque, in familgia o sul lavoro ci sono tensioni ma qualsiasi tensione non giustifica mai la violenza. se credi che vada perseguita facciamo una bella legge che controlli le opinioni….o meglio di no….??!!??

  2. Maurizio says:

    Assolutamente d’accordo…io avrei senza alcun.dubbio tenuto in conto anche l’aggravante del terrorismo(che invece non é stato considerato).La violenza morale di cui parlava Angelo é anche quella tipica dei centri sociali e gruppi antagonisti(ma anche Casa Pound) di impedire altrui manifestazioni pacifiche(v.Sentinelle in piedi,manifestazioni per la famiglia).Quanto a Genova si parla solo della Diaz..ma di tutte le distruzioni in giro per la città?Ed ora con l’Expo…e la Sacra Sindone cosa dobbiamo aspettarci da magistrati,politici ed intellettuali?

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