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Niente scuola. La protesta dei genitori canadesi contro il gender a Toronto

settembre 22, 2015 Benedetta Frigerio

Centinaia di studenti, tra cui musulmani e cinesi, non sono stati mandati in classe dai genitori a causa di un nuovo corso di educazione sessuale

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«Dove sono i miei diritti umani?»; «Rispettate i valori culturali e religiosi»; «I genitori dicono no ai curriculum sessuali». Sono solo alcuni dei cartelli sollevati da una folla stazionata ormai da giorni fuori dalla Thorncliffe Park Public School di Toronto. I genitori della scuola pubblica, che conta oltre 1.300 alunni, in un quartiere abitato in prevalenza da musulmani, hanno deciso di non mandare i figli a scuola e protestare per un mese contro il “Curriculum sull’educazione sessuale”.

IL PIANO FORMATIVO. La protesta era iniziata a marzo, un mese dopo l’annuncio da parte del premier dell’Ontario Kathleen Wynne dell’entrata in vigore del nuovo piano formativo in autunno. Precisamente, dopo che un volantino firmato da un “gruppo di cristiani cinesi” aveva informato i genitori della Thorncliffe Park Public School dei contenuti del Curriculum in cui si incoraggia, ad esempio, la masturbazione infantile come un modo “piacevole” per conoscere il proprio corpo o in cui si spiega che essere un ragazzo o una ragazza non dipende dall’anatomia fisica.

LA PROTESTA. Già il 4 maggio scorso circa 35 mila studenti di Toronto erano rimasti a casa da scuola, mentre nell’area metropolitana di York 2 mila alunni delle scuole elementari non erano entrati in classe, così come 1.170 studenti dell’area di Peel. Ma già allora lo zoccolo duro dei dissidenti era rappresentato dalla Thorncliffe Park Public School di Torono, dove su 1.350 studenti dai 3 ai 16 anni, ben 1.220 non si erano presentati in aula. Visto che il nuovo corso non è stato ritirato, i genitori della scuola, sostenuti dalla Canadian Families Alliance (Cfa), si sono decisi a scioperare per tutto il mese di settembre.
I primi giorni della protesta circa il 50 per cento degli alunni non è entrato a scuola, ma i numeri variano ogni giorno. Intanto la Cfa, formatasi per combattere il nuovo curriculum in rappresentanza di 25 associazioni dell’Ontario, ha richiamato tutta la regione a combattere tramite gli slogan “No School in September” e “We are Thorncliffe”. Ad aderire sono stati i genitori delle città di Mississauga, Peterborough, Ajax e Oshawa, che hanno deciso di scioperare in giorni differenti.

SCUOLA IN DIFFICOLTÀ. La reazione è stata tale che persino il candidato del partito liberale del distretto federale di Don Valley West, Rob Oliphant, abortista e omosessuale dichiarato, si è detto contrario al curriculum scolastico. Jack Fonseca, della Campaign Life Coalition, che sostiene la protesta, ha spiegato: «I liberal stanno perdendo consensi elettorali», tanto che Oliphant «finge di opporsi perché ha paura di perdere voti». Ma anche le scuole si trovano in difficoltà. Il preside della Thorncliffe, Jeff Crane, ha spiegato al Toronto Star che sono calate le reiscrizioni e che se non aumenteranno entro la fine del mese sarà costretto a fare «tagli significativi» al personale. A chi non vuole scioperare, la Cfa ha poi consigliato delle alternative come l’homeschooling (71 bambini delle città di Mississauga, Milton, London e Aurora sono già stati ritirati definitivamente da scuola), la cosiddetta scuola “part time”, scegliendo alcune materie da studiare a domicilio, o l’attività di lobbying affinché il governo finanzi le scuole indipendenti e la costituzione di scuole gestite dai genitori.

MUSULMANI PROTESTANO. Nikee Steinhoff, madre residente nella città canadese di London, ha deciso di educare i figli a casa e ha inviato una e-mail al portale Lifesitenews nella quale sottolinea: «Quando si tratta di proteggere i tuoi figli da un pericolo percepito, bisogna solo fare quello che è necessario». Mentre Nuzhat Khan, i cui tre figli frequentano la Thorncliffe, ha spiegato che se nulla cambierà iscriverà i figli alla scuola islamica. Dello stesso parere è Maria Saulat, madre di due alunni, che, ricordando gli alti costi delle scuole islamiche, ha chiarito: «Lavoreremo sodo, faremo il doppio degli sforzi. Ma in nessun modo manderemo i figli a scuola se non cambieranno la loro politica».


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55 Commenti

  1. andrea udt scrive:

    quando protesteranno per mandare le figlie a scuola col burqua o contro l’insegnamento della divina commedia, da che parte vi schiererete?

    • clemente scrive:

      Non c’ è molta differenza fra chi impone il burka e, ad esempio, il governo francese che vieta l’ esibizione dei simboli religiosi. Voi siete contro i burqua, ma volete l’ uso delle scuole per indottrinare i ragazzi alle vostre idiozie. Coi soldi dei contribuenti. Soliti dittatori, come ai tempi di Hitler (lo dice il Papa, non io)…

    • Emanuele scrive:

      …quando succederà, ci penseremo.

      Intanto da secoli in tutto il mondo si studia Dante, dubito che tra 700 anni leggeranno ancora le storielle su pinguini omogenitoriali, scene di sesso negli spogliatoi, etc.

      Se proprio volete “smaliziare” i fanciulli anzitempo, magari dategli delle buone letture come D’annunzio, Goethe, Boccaccio, etc.

    • Alex scrive:

      Esatto. La protesta e’ una protesta musulmana. L’artiocolo la fa passare per una protesta con ideali giusti. FUORVIANTE! E’ una protesta a cui noi possiamo associarci come cosa su cui lamentarsi in se’, ma nell’articolo traspare un’adesione alle ragioni e all’ideale dietro la protesta. E questo e’ diabolico….

  2. Daniele Arboscelli scrive:

    Non trovo links al curriculum in cui si parla di incoraggiare la masturbazione infantile.

    Non e’ che sia stato letto un libro dell’equivalente locale di Adinolfi senza poi informarsi seriamente? Quella gente conta sul panico dei loro seguaci per crearsi un culto si cui speculare, meglio ancora se tenuti in isolamento dal resto del mondo. 71 bambini si sono gia’ ritirati da scuola…

    • clemente scrive:

      I genitori non sono scemi e non vogliono rischiare niente sulla pelle dei loro figli; a differenza dei dittatori LGBT, che invece cerfcano tutti i pretesti per inserirsi in tuttti i modi e imporre le loro stronzate. Se non volevano dare adito ad equivoci questi “educatori” di regime, potevano semplicemente NON FARE questi corsi demenziali.. Nelle scuole si insegna a leggere e scrivere, non alla “affettività”

  3. Antonio scrive:

    Qui ci troviamo al cuore di un totalitarismo che si manifesta sempre con lo stesso metodo, come nel caso del marxismo:
    1. Si comincia col sottrarre i bambini all’influenza dei genitori per inculcare loro una visione nuova della sessualità e della famiglia.
    2. Li si costringe a pensare al di fuori dalla realtà prevalente (la grande maggioranza delle persone vivono e si organizzano nella differenza sessuale e attorno alla differenza sessuale).
    3. Si introducono delle leggi col pretesto di proteggere delle minoranze.
    4. Si approfitta di fatti veri o inesistenti per istituire una legislazione repressiva.
    5. Si applica una repressione giudiziaria che corrisponde a una vera polizia del pensiero.
    6. Si crea così la paura e si ottiene che i cittadini pensino sulla base di “buone” idee e agiscono sulla base di “buone” pratiche. Altrimenti vanno in prigione.
    Contro il fascismo LGBT occorre iniziare a fare gesti concreti come a Toronto, le parole non bastano più.

    • malta scrive:

      qui qualcuno illuminato già parla di “revoca d’ufficio della potestà genitoriale.” Peggio dei nazisti sono questi LGBT. Il pargolo te lo cresciamo noi secondo I nostri principi e se ti opponi, te li togliamo e ti mandiamo in galera.

    • Alex scrive:

      Antonio. Il corso e’ FACOLTATIVO. I genitori possono escludere i figli dal corso. Questo cancella ogni tua obiezione. se fosse stato obbligatorio, avevi anche ragione. Ma se e’ facoltativo, non puoi parlare di totalitarismo, mi spiace.

  4. Daniele scrive:

    Quanta deliberata disinformazione.

    Ho scaricato il curriculum in questione. Non l’ho letto tutto, ovviamente, perché ha 244 pagine, ma l’ho scorso e fatto una ricerca per parole chiave.

    Innanzitutto, non si chiama “Curriculum sull’educazione sessuale”, bensì “Salute ed educazione fisica”. Si parla anche di sesso, ma solo in minima parte.

    L’unico accenno alla masturbazione si trova a pag. 175 ed è il seguente (traduzione mia):

    “Fenomeni come sogni erotici o lubrificazione vaginale sono normali e avvengono come conseguenza dei camnbiamenti fisici della pubertà. Esplorare il proprio corpo toccandosi o masturbandosi è una cosa che molte persone fanno e trovano piacevole. È comune, non dannoso ed è un modo per imparare a conoscere il proprio corpo.”

    Come vedete, si tratta di informazioni scientificamente ineccepibili e presenti in qualunque manuale. Non si parla di masturbazione infantile, ma di quella (fisiologica) che inizia con la pubertà. Il curriculum è rivolto a studenti del “6th grade”, che hanno 12 anni, quindi è l’età giusta. Dov’è lo scandalo?

    Inoltre, comunque la si pensi sull’opportunità di dare questo genere di informazioni (a mio avviso appropriate), non capisco cosa c’entri la “lobby LGBT”.

    • xyzwk scrive:

      Stai scherzando, vuoi crescere forse una generazione di ciechi o quantomeno ipovedenti? Scommetto che tu porti gli occhiali. Qui invece sono tutte linci!!!!!

    • angelo scrive:

      Io ho passato 20 anni nella scuole italiane. Nessuno mi ha mai fatto dei corsi dove si parlava di “lubrificazioni vaginali”.
      Se lo avessero fatto lo avremmo preso a bastonate. Allora c’ era ancora il bon senso e il senso del ridicolo

    • Tommasodaquino scrive:

      Ho passato diversi anni a scuola, frasi di questo tipo non ne ho mai lette, né ho mai sentito gente parlarne. Intere generazioni sono cresciute senza leggerle non vedo perché imporlo, dato che non sono questioni né di vita né di morte.

  5. Giannino Stoppani scrive:

    A quel che si legge la protesta contro l’indottrinamento gender friendly si è radicata tra gli immigrati.
    Gente più determinata e meno assuefatta di noialtri a certe dinamiche che a taluni sembrano inesorabili
    Che sia questo un assaggio di quello che toccherà subire ai benpensanti radical lgbtxyz quando in Europa ci saranno abbastanza “profughi”?

    • SUSANNA ROLLI scrive:

      Ne vedremo delle belle..

    • Luca scrive:

      I “profughi”, poveri loro, fuggono dal fondamentalismo religioso. Di sicuro non affrontano un viaggio tanto pericoloso per venire a sostenere qui ciò da cui sono fuggiti.
      Il tuo discorso, semmai, riguarda gli immigrati (non “profughi”) di fede islamica.
      Ma anche loro dovranno, prima o poi, farsi piacere la “laicità” degli stati occidentali, oppure emigrare nuovamente (nessuno li trattiene), magari in compagnia di tutti gli altri fanatici che hanno lo stesso problema.

      • Giannino Stoppani scrive:

        I profughi che fuggono da un fondamentalismo non son certo felici di ritrovarsi in un altro.
        La natura del fondamentalismo conta poco, o no?!

        • Luca scrive:

          Certo, non conta nulla. Ma gli unici fondamentalisti che protestano contro la concessioni di diritti e in favore del mantenimento di insensate discriminazioni sono quelli religiosi.

          • Giannino Stoppani scrive:

            I fondamentalisti sono i pervertiti che scandalizzano i bambini.

            • Luca scrive:

              Esatto Giannino. E chi scandalizza i bambini è proprio chi gli insegna a vedere “sconcezze” dove non ce ne sono.
              In pizzeria, una bambina guarda due uomini al tavolo vicino scambiarsi effusioni, e commenta serenamente con i propri genitori: “quei due signori sono sposati”.
              La reazione dei genitori avrebbe potuto scandalizzare la bambina, se fosse stata del tipo: “ma cosa dici, quei due signori sono due uomini, non possono essere sposati, anzi, quel che stanno facendo è uno schifo”.
              Invece, fortunatamente, i genitori non erano pervertiti e hanno risposto: “certo, proprio come il papà e la mamma”.
              Quando la smetterete di scandalizzare i bimbi trasmettendogli le vostre assurde fobie, sarà un bel giorno per tutti.

              • Tommasodaquino scrive:

                E’ evidente che non ha mai visto un bambino. Si fidi che i primi a scandalizzarsi senza che gli venga detto nulla sono proprio i bambini, senza l’imprinting di nessuno.

              • Giannino Stoppani scrive:

                Ti ha già risposto esaurientemente Tommaso, aggiungo solo la seguente notazione:
                codesta storiella che ti sei inventato è un’esemplificazione della teoria del gender, proprio quella che “non esiste”…

                • Luca scrive:

                  Peccato che la storia sia tutt’altro che inventata, ero seduto allo stesso tavolo della bambina e dei suoi genitori, che sono miei amici.
                  Il mondo reale è molto diverso da quello che esiste nella vostra immaginazione (lo si capisce soprattutto quando vaneggiate di “bambini”, probabilmente avendone visti solo in fotografia).

                  • Alex scrive:

                    Oggi, nella mia lettera alla giornalista dell’articolo, ho scritto:
                    “Poi l’articolo…
                    Scrivi “si incoraggia, ad esempio, la masturbazione infantile come un modo “piacevole” per conoscere il proprio corpo o in cui si spiega che essere un ragazzo o una ragazza non dipende dall’anatomia fisica.” Mi piacerebbe sapere dove l’hai letto. Nel documento, l’unica volta in cui si parla di masturbazione e’ a pagina 175 del documento, nella descrizione dei contenuti per i ragazzi di 12 anni. Il testo dice, se l’insegnante riceve domande sui cambiamenti del corpo che i ragazzi stanno avendo a quest’eta’, deve rispondere responsabilmente, ricordando che e’ un adulto che ha dei ragazzi da educare davanti e fa un esempio di risposta: “Teacher prompt: “Things like wet dreams or vaginal lubrication are normal and happen as a result of physical changes with puberty. Exploring one’s body by touching or masturbating is something that many people do and find pleasurable. It is common and is not harmful and is one way of learning about your body.” Hai avuto 12 anni? Magari non come ragazza, ma da ragazzo ti dico che non solo queste cose gia’ le sai e le fai a 12 anni, ma ai miei tempi era vietato parlarne soprattutto a scuola. Meglio farlo da ignoranti senza parlarne?”

                    La risposta della giornalista. Cito “il documento è scandaloso e basta…un oltraggio all’innocenza. solo citare la masturbazione è scandaloso.”
                    E non dice altro….

                    Ho fatto notare alla giornalista che considerare scandaloso un testo solo perche’ riporta la parola “masturbazione” e’ un po stupido, perche’ anche nella Bibbia si riporta questa parola.
                    Inoltre, ragazzi, avete tutti avuto 12 anni giusto? E’ a quell’eta’ che si parla per la prima e unica volta di citare la parola masturbazione in questo documento. Voi, a 12 anni, sapevate cos’era? Lo facevate?
                    Ma soprattutto, vi rendete conto che a 12 anni oggigiorno queste cose sono gia’ imparate dai ragazzi (purtroppo) attraverso gli amici malinformati e internet? Allora dov’e’ la paura di dire quella parola?

                    Vivete nella bambagia….ma il mondo dove vivono i ragazzi e’ altro. E censurare una parola non significa eliminarla dalla loro vita. Significa solo renderla un tabu’.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Bravo, bel discorsetto tutto accomodato.
                      Ora non ti resta che andare a convincere quelli che protestano del fatto che si stanno sbagliando.
                      Poi magari torni.

                  • Giannino Stoppani scrive:

                    Anche se non te la sei inventata è uguale.
                    Chi fa credere a una bambina che una coppia dello stesso sesso possa realizzare un legame della stessa natura di quello della coppia che ha potuto generare e accudire la bambina medesima non è altro che l’applicazione pratica della teoria del gender, oltre che, ovviamente, una sciocchezza sesquipedale.
                    Ciò detto senza offendere i sentimenti di nessuno, ma le mele sono mele e le pere sono pere.

                    • Alex scrive:

                      Dunque una famiglia eterosessuale sterile che non puo’ GENERARE la bambina, ma la puo’ adottare, non puo’ realizzare un legame della stessa natura di una coppia fertile. E’ questo che stai cercando di dire, Giannino Stoppani?

                      Mmmmm, interessante… ho degli amici che hanno adottato che avrebbero da ridire.
                      Ho degli amici che han divorziato dopo l’adozione e han cresciuto i figli come genitore unico, che avrebbero da ridire.
                      Stai facendo della fertilita’ la validazione di un legame affettivo?

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      La cosa più pertinente di codesto tuo commento mi pare di gran lunga l’onomatopea del verso della vacca in cui ti sei prodotto con tanta perizia.
                      Dato che siamo a parlare di bovini, tagliamo la testa al toro:
                      la bambina di cui sopra è inevitabilmente figlia di un maschio e una femmina, se costoro son gli stessi che si impegnano pure a tirarla su, bene, altrimenti si fa di necessità virtù con l’adozione.
                      In ogni caso i due omosessuali, copulando tra loro non generano manco un cappero sotto sale.
                      Sicché possiamo fare così: ogni coppia adotti roba analoga a quella che potrebbe generare se non fosse sterile e siamo a posto.
                      Te gusta?

                    • Alex scrive:

                      “ogni coppia adotti roba analoga a quella che potrebbe generare se non fosse sterile e siamo a posto.”

                      Potrebbe… se….

                      Una gatto potrebbe volare se avesse le ali. Di se e ma e’ lastricata…. diceva il detto.

                      Se una coppia etero sterile fa l’amore non nasce NULLA! Nemmeno un cappero sotto sale, per citarti. Per cui o ci si attiene alla NATURA (sterilita’, oppure ogni ipotesi di SE, MA, SE FOSSE e’ vana.

  6. Daniele scrive:

    Questo articolo, furoviante e in malafede, offre un perfetto esempio di come lo pseudoconcetto di “gender” (che viene addirittura linguisticamente personificato: “il gender”, si dice, come se fosse una specie di entità animata) venga usato come passepartout, come termine tuttofare per etichettare qualunque iniziativa che abbia vagamente a che fare non dico con l’omosessualità, ma anche solo con la sessualità in generale.
    Leggendo il documento (cosa che l’autrice evidentemente non ha fatto), si constata che non si parla di “masturbazione infantile”, né “si spiega che essere un ragazzo o una ragazza non dipende dall’anatomia fisica”.
    Trattasi di un normalissimo programma di educazione sessuale, come quelli attuati in tutti i paesi occidentali, che riflette nozioni consolidate in materia di sessuologia e presenti in qualsiasi manuale.
    Evidentemente questi genitori islamici (fra cui vedo anche donne velate, perciò presumo che mal tollerino persino le classi miste tra maschi e femmine) ritengono che anche un progrmma di esucazione sessuale assolutamente ordinario come questo esuli dai loro ristrettissimi standard.
    Ma questo è un problema di scontro fra cultura islamica e cultura occidentale e non ha nulla a che vedere con il fantomatico “Gender”.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Abbiamo capito che questo articolo ti sta sul gozzo.
      Ma hai pensato che a furia di incoraggiare la masturbazione infantile questi ti saturano il mercato della “donazione” dello sperma e ti tocca andare a fare un lavoro serio per campare?

      • Luca scrive:

        Giannino, ma lo sai che questo tuo scrivere in continuazione di masturbazione infantile, tirandola in ballo anche quando non centra nulla, è piuttosto inquietante?
        Ho quasi il sospetto che la favola del mostro “gender”, in realtà, non sia altro che un comodo feticcio delle vostre ossessioni più oscure e paurose.

  7. Alex scrive:

    Articolo scritto in malafede. Purtroppo per Tempi, che in questo modo perde di credibilita’.
    La verita’ (basta informarsi leggendo il programma e poi andando a vedere dai giornai locali) e’ che la protesta e’ di natura religiosa (musulmana). La stessa natura che in UK sta chiedendo asd alcune scuole (a maggiornaza musulmana) di non avere docenti donne. La stessa natura che chiede di staccare i crocefissi dalle scuole italiane. Non dimentichiamocelo.

    Il video della protesta di cui parla la “pseudo” giornalista di questo articolo di puo’ vedere qui:
    http://news.nationalpost.com/news/canada/muslim-community-taking-the-lead-in-latest-round-of-ontario-sex-education-protests

    E allora mi chiedo: come mai Tempi, che reputavo un sito e una rivista interessanti, pubblichi articoli che piegano i fatti in modo cosi’ eclatante e usano un fatto per poter affermare qualcosa d’altro?

    • Giannino Stoppani scrive:

      Dimostrazione di quello che facevo notare prima:
      quando saranno abbastanza anche qui i musulmani gliela faranno vedere loro a chi vuole imporre l’educazione dei pargoli basata sui gender studies!
      Perseguitare i cattolici ha sempre fatto cadere dalla padella nella brace…

      • Alex scrive:

        E faranno metere il velo alle tue donne e chiuderanno le chiese perche’ li offende. E’ questo che vuoi? Non credo proprio, caro Giannino.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Magari fosse solo una questione di velo e crocifissi tolti dalle scuole:
          “Allora vi abbandoneranno all’oppressione e vi uccideranno e sarete odiati da tutte le genti a motivo del mio nome.”
          Ma come vedi, a noialtri ci hanno avvertito e lo sappiamo cosa ci aspetta.
          Peggio andrà, e di gran lunga, chi si aspetta il “mondo migliore”.
          Fate loro ponti d’oro per liberarvi di noi.
          Ma con loro vi andrà peggio, è questo è un avvertimento.
          E’ successo tante volte nella storia.
          Dalla padella nella brace.
          Tutto lì.

          • Luca scrive:

            Quando si dice “non capire un tubo”… Ma quali “ponti d’oro”, stai scherzando??
            Ammesso che con quel “voi” tu ti stia riferendo in generale ai “non clericali”, stai sicuro che non è in programma alcuno speciale sconto sulla “laicità” riservato ai musulmani.
            Ovviamente il crocifisso deve sparire dalle pareti pubbliche, ma non certo per essere sostituito dalla mezzaluna.

            • Giannino Stoppani scrive:

              Hai scritto bene: non capire un tubo.
              I musulmani, quando saranno in tanti e giovani e voialtri pochi e decrepiti, non staranno certo ad aspettare i vostri sconti, ma la “laicità” ve la faranno mangiare di contorno al cuscussù.

              • Alex scrive:

                Nel mio viaggio in Arabia Saudita mi hanno sequestrato un CD di Beethoven perche’ “Ha scritto musica Sacra per la Chiesa”.
                E questo articolo difende questa posizione di LIBERTA’ RELIGIOSA. Ma quale??

              • Luca scrive:

                Certo, la stessa cosa che vi piacerebbe fare, qui ed ora, se non foste quattro gatti ultracentenari.

          • Alex scrive:

            Oggi ho scritto alla giornalista dell’articolo Benedetta Frigerio. Perche’ un articolo cosi’ fuorviante rispetto ai fatt danneggia Tempi e la credibilita’ di noi cattolici.

            Quando le ho esposto i miei punti, incluso il fatto che e’ una protesta musulmana e non multiculturale come lei fa credere, la sua risposta e’ stata: “sono più fedeli a Dio di noi cattolici…vivo nella purezza”.
            Ma che significa? Che quindi noi cattolici abbracciamo la motivazione musulmana, la stessa che fa togliere i crocifissi nelle scuole italiane e la medesima che fa licenziare le donne nelle scuole a maggioranza musulmana in UK?

            Alla mia obiezione “il tuo articolo parla di GENDER ma non c’enrtra niente il gender/sesso machile o femminile con la protesta. Perche’ il titolo fuorviante?”. Non ha risposto.
            Mentre io ho perso temopo e parole ad argomentare il perche’ il suo articolo non e’ fedele ai fatti e falsa cio’ che e’ accaduto, la sua risposta e’ “vivo nella purezza”. Benedetta Frigerio…mi piacerebbe capicre cosa la tua risposta centri col fattio che fai disinformazione. Visto che non rispondi ad un commento che ti ho scritto in privato, per essere costruttivo e per capire la tua posizione, te lo scrivo qui. Cosi’ forse rispondi. Grazie

          • Alex scrive:

            Guarda il video… “Presto saremo la maggioranza” – dice questa mamma musulmana. Chiedendo l’introduzione di vacanze scolastiche secondo le festivita’ islamiche, sopprimendo quelle esistenti. Il tutto accade in una scuola americana. “Presto saremo la maggioranza….” – suona come una miaccia. Immaginate quando chiederanno la soppressione del Natale in favore di una festivita’ islamica perche “siamo la maggioranza, rispettate la nostra liberta’ religiosa”.

            Vedere il video per credere. https://www.facebook.com/100004435574890/videos/533666040124577/

          • Andrea scrive:

            Non si fanno ponti ai musulmani per fare uno spregio ai cristiani ma si accolgono fratelli in umanità. Io non sono né cristiano né musulmano e non temo l’ignoranza che deriva dalle religioni, credo nella democrazia e nella libertà. Se un giorno ci dovesse essere una maggioranza di bigotti, cristiani o musulmani, continuerò comunque a testimoniare la bellezza della laicità. Cordiali saluti

  8. Daniele scrive:

    Io avrei qualche domanda da rivolgere all’autrice di questo capolavoro di giornalismo.
    Cara Frigerio, sei consapevole che siamo nel 2015 e che i lettori (magari non tutti, ma molti) sanno l’inglese e con una banale ricerca in Internet possono verificare da sé i fatti?
    Pensi davvero che una simile distorsione della realtà – non importa se intenzionale o meno, se dovuta a malafede o a semplice sciatteria – possa farla franca, senza che nessuno se ne accorga?
    Anche prescindendo dalle regole deontologiche che hai clamorosamente calpestato, davvero sottovaluti i tuoi lettori fino a questo punto?

    • Alex scrive:

      Daniele, oggi ho scritto alla giornalista. Hai letto, nei miei commenti sopra, la risposta telegrafica che mi ha dato?
      Pazzesco…
      Ma mi chiedo come mai tempi permetta di pubblicare articoli cosi’ pilotati, che falsano le notizie puntando ad un pubblico ignorante che non sa leggere l’inglese o che non verifica quanto scritto.

      • Andrea scrive:

        Questa storia del gender fa comodo ad alcuni per creare il panico tra i genitori nelle scuole, vedi i messaggi vari che da qualche mese girano su whatsapp e Facebook. Anche il ministro Giannini è dovuta intervenire per sedare una possibile caccia alle streghe!
        Adesso, quindi, appena si parla di pari opportunità o di aiutare le nuove generazioni ad accettare ogni forma di diversità si grida al fantomatico ed inesistente gender. Anche alcune mie colleghe docenti erano cadute ingenuamente in questa trappola.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line è una suv compatta per chi va sempre di corsa ma non per questo manca di praticità. Si parte da 46.000 euro.

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Mentre tutti sono sotto l’ombrellone, la Casa varesina presenta le ultime due moto che mancavano all’appello dell’Euro4: le F3 (675 e 800) e la Dragster 800 RR. E con l’occasione…

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La fame del colosso indiano Bajaj sembra non avere fine: dopo aver conquistato il 49% del Gruppo KTM, ora punta a un noto Marchio inglese. Nasce così la partnership (commerciale) Triumph e Bajaj

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Black Jack, come il gioco d’azzardo che coinvolge banco e giocatori. In questo caso, però, il ruolo del casinò viene interpretato dalla Opel e l’oggetto del desiderio non è il classico “21”, bensì la city car Adam in edizione speciale. L’inedito allestimento Black Jack, che esalta l’inclinazione alla personalizzazione tipica dell’utilitaria tedesca, porta in dote […]

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Dopo il successo ottenuto con la 300, Beta allarga ulteriormente la gamma delle enduro “facili”: ora è il momento della Beta XTrainer 250, moto facile per alcune soluzioni ma comunque capace di grandi cose

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