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«Mi chiamo Valentin e sono omosessuale. Grazie a voi ho cambiato idea sul matrimonio gay»

maggio 8, 2013 Leone Grotti

Valentin ha incontrato la Manif Pour Tous e ha cambiato idea sul matrimonio gay. Ora la comunità Lgbt lo chiama «infame» e omofobo. La testimonianza

«Il mio nome è Valentin, sono omosessuale ed ero un sostenitore del matrimonio gay. Ho incontrato il mondo di Homovox, omosessuali contrari al matrimonio gay, e le discussioni che abbiamo avuto mi hanno fatto cambiare idea». Standing ovation dei 35 mila sostenitori della Manif Pour Tous, riuniti a Parigi il 5 maggio per manifestare contro la legge di Francois Hollande su matrimonio e adozione gay.

«CI CENSURANO». Valentin è uno dei tantissimi omosessuali che si sono uniti al movimento francese per opporsi al matrimonio gay. Riuniti attorno alle associazioni “Homovox” e “Plus gay sans mariage” sono la «maggioranza degli omosessuali» francesi, come dichiarato a tempi.it dalla portavoce di Homovox Nathalie de Williencourt: «Non vogliamo essere trattati come gli eterosessuali perché siamo diversi: non vogliamo uguaglianza, ma giustizia. In Francia ci censurano, si ascoltano sempre le lobby Lgbt, parlano sempre loro nei media, ma la maggior parte degli omosessuali sono amareggiati dal fatto che questa lobby parli a loro nome, perché non abbiamo votato per loro e non ci rappresenta».

«ORA MI INSULTANO». Valentin faceva parte proprio del movimento Lgbt (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) e ora che ne è uscito ne ha pagato le conseguenze: «Ho cambiato idea perché ho capito che questo movimento è a favore dei bambini e del valore della diversità – ha raccontato emozionato sul palco davanti ai manifestanti parigini – Per questo motivo ora i gruppi Lgbt sono furiosi contro di me e dicono che sono un infame».

«VALENTIN, VALENTIN». I manifestanti lo sostengono e applaudono, lui sorride e conclude il suo intervento: «Io vi ringrazio e vi chiedo di continuare a essere attenti a noi omosessuali. Grazie, buona giornata». I 35 mila manifestanti presenti a Parigi, che i media francesi hanno descritto come «omofobi», accompagnano la fine della testimonianza sventolando le bandiere della Manif Pour Tous e intonando il coro «Valentin, Valentin!».

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20 Commenti

  1. giuseppeburgio scrive:

    Gentile dottoressa Vismara, con le sue terapie è possibile anche cambiare un ciellino in una persona normale? Un cristiano in essere umano? Un cattolico in persona onesta? Grazie.

    • Charlie scrive:

      E anche i diffamatori, a prescindere, in esseri razionali ?
      Con tanti, tantissimi ringraziamenti anticipati, prima ancora di conoscere la terapia.

    • Marco scrive:

      Gentile dottore Giuseppeburgio, per ciò che chiede non esistono terapie, ma solo miracoli.

      • giuseppeburgio scrive:

        Gentile dottor Marco, mi sa che per stavolta mi toccherà credere nei miracoli – dovesse realizzarsi questo, finalmente il mondo sarà un posto migliore.

        • Faramir scrive:

          Mi chiedo, secondo lei, in che modo il mondo cattolico dimostri poca onestà?

          • giuseppeburgio scrive:

            onestà intellettuale, meno di zero.
            onestà generica, basta la cronaca.

            • Charlie scrive:

              Nel caso suo e dei suoi amici, invece, anche i miracoli non funzionano.
              E non per colpa di Dio.
              Che non agisce con i disonesti senza un briciolo di voglia di cambiamento.

            • Gmtubini scrive:

              A quanto pare anche nella porcilaia si sprecano i titoli accademici.

  2. Roberto scrive:

    Valentin è stato coraggioso. Sottolineo due cose:
    -ha cambiato idea sul matrimonio gay.
    Penso che altri omosessuali (persone omosessuali) condividono questa posizione.
    Il matrimonio, in quanto tale e nell’ordine delle cose, è tra un uomo e una donna
    aperti alla procreazione. Esso ha un compito particolare nella società, formano una famiglia,
    sono chiamati all’educazione dei figli.
    E i figli sono, non un prodotto per soddisfare particolari desideri, ma nascono da un rapporto affettivo.
    Quindi per le persone omosessuali niente matrimoni, niente adozioni o inseminazioni.
    -Poi ha detto una seconda cosa, ha chiesto di: “ESSERE ATTENTI A NOI OMOSESSUALI”.
    E qui il discorso è più delicato.
    Intanto bisogna riconoscere che esiste una realtà e una dimensione che non dipende da una scelta.
    NON SI SEGLIE DI ESSERE OMOSESSUALE.
    Quindi bisogna accoglierli nel rispetto della loro condizione. Non discriminarli sotto varie forme di omofobia nella società e nelle comunità.
    Trattare in modo diverso due realtà diverse. Esistono forme affettive e di amicizia tra persone omosessuali che vanno rispettate e tutelate.
    E poi occorre un cammino di conoscenza di una realtà variegata di cui non si conosce ancora in pieno la genesi, eppure molto facilmente si sentono giudizi che feriscono le persone.
    Quindi, maggiore riflessione e più prudenza prima di parlare.

  3. Roberto scrive:

    Per Alida Vismara,
    ammesso e non concesso quel 35, 40%,
    di grazia, che ne è stato del restante e consistente 60, 65%?
    Chi ne ha raccolto i cocci? Si gioca con le persone.
    NON ESISTONO TERAPIE RIPARATIVE!

  4. Roberto scrive:

    Un consiglio per chi crede ancora nelle terapie riparative,
    si tratta di una storia drammatica e vera:
    “Prayers for Bobby”, film di Russell Mulcahy (esiste anche un libro con le testimonianze)
    La mamma di Bobby Griffith, fervida cristiana (chiesa presbiterana),
    saputo della omosessualità del figlio tenta in tutti i modi di modificare la natura del figlio.
    E, dopo inutili tentativi, lo rifiuta come figlio.
    Solo dopo il suicidio del figlio, la mamma farà un drammatico percorso, fino a dire:
    io ho ucciso mio figlio.
    Di casi simili ce ne sono altri.
    La Chiesa “distingue tra iuna tendenza omosessuale transitoria e quegli omosessuali che sono definitivamente tali a causa di un istinto innato… Ognuno dovrebbe riconoscere e accettare la propria identità sessuale”.

    • giovanna scrive:

      Caro Roberto, se sei lo stesso Roberto che ha già scritto, noto il fatto che tu desideri da parte della Chiesa una legittimazione dei rapporti tra omosessuali che non è possibile da parte della Chiesa, in quanto il rapporto sessuale al di fuori del matrimonio, che tu vedi bene possibile solo per un uomo e una donna, non è accettato. Io credo che qualunque posizione della Chiesa sia per il nostro bene, per la nostra felicità, anche se ci sono sacrifici da affrontare e questo vale per tutti, per le persone omosessuali, per gli sposati, per i consacrati,per i single, per tutti e non parlo tanto per parlare.
      Per quanto riguarda la terapia psicologica , non capisco il tuo accanimento contro: ci sono schizofrenici che non guariscono nè migliorano, ci sono nevrotici che non guarisconon nè migliorano, ci sono disturbi alimentari che non guariscono e che non migliorano, non per questo, anche se purtroppo alcune o molte anoressiche non ce la fanno ,e magari la terapia può peggiorare il loro stato in qualche percentuale, mettiamo in discussione il tentare un approccio terapeutico.
      Potrei citarti decine di esempi di vita vissuta tra i miei conoscenti di fallimento o addirittura peggioramento in seguito a psicoterapie per vari e gravi problematiche , a fronte di maggiori casi in cui la qualità della vita è decisamente migliorata.
      Sempre nella libertà, ovvio, che concederai a chi vuole tentare di capire perchè essendo un uomo fatto e finito, senza nessun problema ormonale o genetico o comunque fisico, provi attrazione per gli uomini.
      Cioè per tutti i problemi del mondo si tira fuori il rapporto coi genitori ecc ecc, tutti abbiamo il nostro carico psicologico e invece una persona omosessuale dovrebbe rinunciare per principio a riparare la sua storia.Sempre che lo voglia, stra-ovvio.

  5. giovanni scrive:

    Di Papa Francescco
    Al popolo di Dio e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà
    1. Dio vuole che tutti gli uomini si salvino e giungano alla conoscenza della verità (cf. 1 Tm 2,4). Per questo ha stabilito con l’uomo un dialogo di salvezza, che è culminato con l’incontro di Gesù Cristo, nostro Signore e compagno di cammino. La Chiesa è chiamata a estendere questo dialogo al consesso umano. Ma il dialogo se vuole essere fecondo deve essere chiaro, sereno, semplice e credibile. Tutto ciò implica il rispetto dovuto a chi vive, sente e pensa in modo differente. Tutti siamo chiamati all’amore di Dio. La chiarezza del dialogo, però, esige una capacità di discernimento in ordine all’affermazione della verità, sulla quale i Pastori non possono tacere. Ciò non significa disprezzo o discriminazione.
    2. L’essere umano è stato creato a immagine di Dio. Questa immagine si riflette non solo nella singola persona ma anche nella complementarità e nella reciprocità dell’uomo e della donna, nella comune dignità, e nella loro indissolubile unità, che da sempre viene chiamata matrimonio. Il matrimonio è la forma di vita nella quale si realizza una singolare comunione di persone, la quale assegna il sentimento pienamente umano all’esercizio della funzione sessuale. Alla stessa natura del matrimonio appartengono le predette qualità della differenza, complementarietà e reciprocità dei sessi, e la mirabile ricchezza della loro fecondità. Il matrimonio è un dono della creazione. Non vi è una realtà analoga che possa eguagliarlo. Non è un’unione qualsiasi tra persone, ma possiede caratteristiche proprie ed irrinunciabili che fanno del matrimonio la base della famiglia e della società. Così è stato riconosciuto nelle grandi culture del mondo. Così lo riconoscono i trattati internazionali recepiti dalla nostra Costituzione nazionale (art. 75). Così lo ha sempre inteso il nostro popolo.
    3. Spetta all’autorità pubblica tutelare il matrimonio tra un uomo e una donna attraverso il riconoscimento normativo, per assicurare e favorire la sua insostituibile funzione e il suo contributo al bene comune della società. Qualora si attribuisse un riconoscimento legale all’unione tra persone dello stesso sesso, o le si garantisse uno status giuridico analogo al matrimonio e alla famiglia, lo Stato agirebbe illegittimamente e si porrebbe in contraddizione con i propri obblighi istituzionali, alterando i principi della legge naturale e dell’ordinamento pubblico della società argentina.
    4. L’unione tra persone dello stesso sesso difetta degli elementi biologici e antropologici propri del matrimonio e della famiglia. È priva della dimensione coniugale e dell’apertura alla procreazione. Al contrario, il matrimonio e la famiglia che in esso si fonda, costituisce il focolare delle nuove generazioni umane. Fin dal loro concepimento i figli hanno il diritto inalienabile di svilupparsi nel grembo della proprie madri, di nascere e crescere nell’ambito naturale del matrimonio. Nella vita familiare e nella relazione con il proprio padre e la propria madre, i figli scoprono la loro identità e apprendono la loro autonomia personale.
    5. Prendere atto di un’oggettiva differenza non significa discriminare. La natura non discrimina quando ci crea uomini o donne. Il nostro codice civile non discrimina quando esige il requisito di essere uomo o donna per contrarre matrimonio, ma riconosce una realtà naturale. Le situazioni giuridiche di reciproco interesse tra le persone dello stesso sesso possono essere sufficientemente tutelate attraverso il diritto comune. Pertanto, sarebbe una discriminazione ingiusta nei confronti del matrimonio e della famiglia attribuire al fatto privato dell’unione tra persone dello stesso sesso uno status di diritto pubblico.

  6. Roberto scrive:

    Nei miei interventi,
    -non ho contestato la complementarietà tra le unioni etero;
    -non ho contestato il matrimonio che io ritengo possibile solo tra un uomo e una donna;
    -non ho preteso equiparazioni o matrimoni tra omosessuali;
    -non ho parlato di diritto di adozioni per i gay (sempre meglio dire persone omosessuali)
    o inseminazioni per lesbiche.
    Dico solo che le unioni tra etero e omo sono due realtà differenti
    che vanno trattate in modo diverso.
    Aggiungo che la realtà omosessuale è ancora un enigma, la sua origine non è del tutto conosciuta nella sua complessità e decifrabilità. Quindi c’è ancora un percorso da fare.
    La persona omosessuale poi agisce in conseguenza di una condizione che si ritrova addosso, né scelta, né voluta.

    • Gmtubini scrive:

      Scusa Roberto,
      dove tu hai scritto che “NON ESISTONO TERAPIE RIPARATIVE”, volevi forse scrivere “non esistono terapie riparative affidabili”?
      Perché, secondo me, un conto è prendere atto di una realtà, che come rilevi giustamente te, è complessa e ancora misteriosa, un altro è credere di aver già capito tutto escludendo a priori ogni possibilità.
      Ecco, a me pare che la vicenda della derubricazione dell’omosessualità dal novero dei disturbi mentali (uso questa terminologia grossolana per ignoranza specifica della materia, mi si perdoni) vada esattamente nella direzione della seconda eventualità, e francamente non saprei dire se esista un qualche campo dello scibile umano in cui si possa affermare con tanta risolutezza di aver svelato ogni mistero.
      Se le cosiddette “terapie riparative” sono attualmente inefficaci (anche se ci sono tante testimonianze del contrario) ciò non mi pare possa escludere che se ne possono individuare di più affidabili in futuro: la storia della scienza è costellata di insuccessi clamorosi.
      Secondo me è ovvio che il rifiuto a priori anche della possibilità astratta della messa a punto di una terapia efficace per l’omosessualità di per sé non ha nulla di scientifico (direi anzi che è antiscientifica), ma è solo frutto di una posizione ideologica bigotta e intransigente.
      Ci tengo a precisare, però, che, secondo me, chi proponesse una sorta di TSO per gli omosessuali sarebbe, lui sì, da ricovero immediato.

      • Paolo scrive:

        Antiscientifica e assurda per un semplice e banale motivo sig. tubini: le terapie sono per le malattie e l’omosessualità è un naturale e normale orientamento sessuale.

  7. Lara scrive:

    Ah scusa..non avevamo capito che quelli come te si elevano a salvatori del mondo..perdonaci.. Guarda, ringrazio Dio,sì proprio quello dei cattolici, di non essere una persona ottusa e saccente come te.

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