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La terribile intervista al “fratello” di Meriam: «O ritorna all’islam o deve essere impiccata»

giugno 6, 2014 Leone Grotti

Intervista esclusiva della Cnn al fratello della donna condannata a morte per presunta apostasia: «Perché dovrei indulgere nella mia umanità, incorrendo così nella collera del mio Dio?»

Al-Samani-Al-Hadi-sudan-meriam«Il suo nome non è Meriam, ma Abrar Al Hadi. Io sono Al Samani Al Hadi Mohamed Abdullah, suo fratello maggiore». Inizia così un’intervista della Cnn al fratello (foto a fianco) di Meriam Yahya Ibrahim, la donna sudanese condannata a morte per apostasia e a 100 frustate per adulterio, denunciata proprio dal fratello.

«O SI PENTE O DEVE ESSERE UCCISA». Secondo il fratello la donna si è convertita dall’islam al cristianesimo e questo è proibito dalla sharia, che è la fonte della legge in Sudan. Meriam invece ha affermato insieme a diversi testimoni che è sempre stata cristiana e cresciuta come tale dalla madre ortodossa, visto che il padre musulmano se n’è andato quando lei aveva solo sei anni.
«I casi sono due – ha insistito Al Samani Al Hadi – o lei si pente, torna alla religione islamica, rientra nell’abbraccio della nostra famiglia e allora noi siamo la sua famiglia e lei è la nostra. Oppure rifiuta e deve essere impiccata».

meriam-ibrahim-sudan-maya-martin«APPLICO LA PAROLA DI DIO». Il fratello prosegue spiegando il perché delle sue durissime parole: «Ma perché dovrei indulgere nella mia umanità e nelle mie emozioni, incorrendo così nella collera del mio Dio? Non funziona così per noi. La mia famiglia è devastata. Se lei muore noi abbiamo applicato la parola di Dio: è in base a questa responsabilità che saremo giudicati l’ultimo giorno. E quel giorno sarà molto più difficile di quelli che stiamo vivendo oggi. Non è possibile accettare compromesssi».

RICORSO IN APPELLO. Per il momento non ci sono conferme da Meriam che Al Samani Al Hadi sia davvero suo fratello. Il marito della cristiana, Daniel Wani, ha detto di non averlo mai visto. Intanto l’avvocato della donna di 27 anni, che ha appena partorito la piccola Maya in carcere, ha dichiarato di aver depositato la richiesta di aprire il processo di appello. Secondo uno dei suoi legali, Eman Abdul-Rahim, la corte di prima istanza ha anche commesso errori procedurali, oltre che di merito.

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28 Commenti

  1. filomena scrive:

    Finalizzare il proprio comportamento al giudizio divino è un delirio e quando la dottrina o la morale religiosa diventa legge questo è il risultato.

    • filomena scrive:

      “Diventano” legge….

    • Menelik scrive:

      Chiama le cose per nome e cognome: ci sono due entità, due universi, l’islam ed il cristianesimo.
      Allora, per la stessa ragione un operaio che votava PCI all’epoca di Berlinguer ed un brigatista, sarebbero uguali.

    • giuliano scrive:

      questo musulmano è proprio come te Filomena, pari pari. In Africa la morale islamica è legge, qui la morale comunista (che è una religione) è legge

  2. domenico b. scrive:

    A vederla con la figlia in braccio sembra di vedere la Madonna, della quale porta il nome, e sicuramente le assomiglia anche negli occhi. E’ un esempio di fede grande per tutti noi.

    • Raider scrive:

      “Finalizzare il proprio comportamento al giudizio divino”: ma lei, o Filarmonica, ha abbastanza giudizio da finalizzare le sue sparate al rispetto dei fatti su cui sentenzia a colpo sicuro? Di quale Dio si parla, qui? Cosa le fa dire il suo giudizio fatto legge, la sua morale delirante fatta dottrina, la sua dottrina politicamente corretta da un odio a alto tasso alcolemico, la sua logica monodose da Pensiero Unico? Che si tratta dello stesso Dio che dice di non uccidere, di porgere l’altra guancia, di non abortire? O è proprio questo il Dio che le risulta col resto di zero quando lei fa la saputa in morale e dottrina religiosa, di cui – sotto ogni aspetto – lei non sa assolutamente nulla, dopo aver sentenziato che la morale non deve farsi legge?
      Ma com’è che ogni qual volta che qualche tragedia individuale o di massa si abbatte sui cristiani, le scoppia dentro la voglia matta di dire per forza tutte le bestialità che le passano per la testa? Su, si faccia una bella galoppata sul cavallo bianco o su quello nero e vada dal fratello di Meriam a spiegargli il giudizio, la morale e la legge secondo Filomena. Forse, trovandosi di fronte a uno che ragiona come lei (ce l’avete – con lo stesso diritto morale e la stessa granitica convinzione – contro il Dio di Meriam), potrà convincere lui più di quanto le riesce con altri.

      • Edo scrive:

        Bravo Raider, finalmente uno che risponde come si deve a Filomena!

      • Giovanni Cattivo scrive:

        Raider nessuno è mai stato ucciso in nome di Cristo secondo te?

        • Raider scrive:

          Se lei vuole aprire una polemica sul piano storiografico, sta bene, ma tenga presente che il record mondiale di vittime spetta a chi è stato ucciso – stavo per replicare una frase ambigua che lei ha usato per errore – a causa della fede cristiana che professava. Ma questo non può essere un modo per scantonare da ciò che, non da oggi, una società che si compiace evoluta, democratica, progredita, ‘migliore’ ha fatto e anche quando non se ne è resa responsabile, ha ignorato della sorte dei cristani perseguitati in ogni parte del mondo per il solo fatto di essere cristiani. Lei pone una domanda che, se ne renderà conto, non può essere un alibi per non porsi il problema di quello che i più alti organismi internazionali, il sistema dell’informazione, la classe intellettuale eludono, minimizzano o nascondono.
          Ma, almeno finora, per quanto lei si definisca – immagino, con qualche fondamento, dato che si conosce meglio di coloro cui si presenta così; ma, mi auguro per lei, con qualche esagerazione – Cattivo, perlomeno finora, non è mai intervenuto a proposito dei cristiani uccisi in nome di chi odia il nome di Cristo per esprimersi con sufficienza, spocchia, fastidio e insomma, sciacalleggiando sui cristiani morti per insegnare a loro e ai cristiani vivi il diritto, la morale e la religione.

          • Giovanni Cattivo scrive:

            Io volevo solo dire che il fondamentalismo non è proprio di una particolare religione,ma che esiste in tutte e anche nell’ateismo.Detto questo massima solidarietà a tutti i cristiani perseguitati, Solidarietà morale e se serve materiale, l’unica cosa che non condivido è di strumentalizzarli per prendersela con i musulmani in genere, compresi quelli tranquilli o addirittura quelli sociologici.
            PS il nick Giovanni Cattivo è ovviamente ironico,ma credo che tu lìabbia già capito.

            • Raider scrive:

              Ne prendo atto. Del resto, il fondamentalismo ha, fra l’altro, la caratteristica di ‘agire per contagio': reagendo a esso, si rischia di passare per quello che non si è e non si vuole essere. Penso che anche lei abbia capito quello che intendo dire: e non solo pro domo. E’, poi, vero che non si possono ridurre problemi complessi e drammatici a questioni di stile: tanto è vero che l’accusa di strumentalizzazione non risparmia nessuno e niente, nemmeno il silenzio al più alto livello come a sconscendere e se è per questo, non sono esenti dal sospetto nemmeno compianti e solidarietà d’occasione: che non valgono, mi sembra, nel suo caso.
              Certo, lei ha tenuto, prima (ma dopo sarebbe stato lo stesso, a pensarci bene) di esprimere la sua solidarietà, “morale e se serve materiale”, a ricordare che anche i cristiani hanno da farsi perdonare. Infatti, la Chiesa e solo la Chiesa ha chiesto pubblicamente scusa, come se nessun altro avesse nulla di cui chiedere perdono. Eppure, anche così, è incorsa in interpretazioni malevole, come se avesse voluto lucrare a buon mercato a fini di autopromozione, di politica d’immagine, traendo un vantaggio da un’ammissione di colpevolezza e dunque, strumentalizzando una richiesta di perdono che, però, si reclamava da essa come dovuta!
              In ogni caso, lei non è venuto qua strattonare per la collottola i cristiani uccisi in quanto tali, per la sola colpa di professare la fede in Cristo e così, a ammonire gli altri a non fare altrettanto e a non occupare tutto quello spazio (ah, quanto!) pubblicitario in cronaca. Il rispetto verso le vittime, la solidarietà non formale sono qualcosa – stavo per dire: valori – che dovrebbero indurre a andare un po’, almeno un po’ oltre “il giuoco delle parti.” Mi creda che, da queste parti, non gioca nessuno con la vita.

              • Giovanni Cattivo scrive:

                Raider la storia è lunga e tutti hanno qualcosa da farsi perdonare. Chi lo riconosce è già molto avanti. Molti cristiani lo fanno per la religione e molti laici come me lo fanno per le idee che tutto sommato considerano giuste. Il razzismo ad esempio è certo stato più profondo e radicale nel pensiero laico che in quello delle religioni universali per le quali ogni uomo è in fondo figlio di Dio. Si può tuttavia essere religiosi senza essere fondamentalisti come si può essere laici senza essere razzisti. Sulla solidarietà materiale accetto proposte.

      • beppe scrive:

        raider, sei veramente grande!

  3. Gessy scrive:

    Ma perchè per qualcuno è così difficile riconoscere che la religione islamica è violenta, sanguinaria e intollerante?

    • Filomena scrive:

      E chi ha mai detto il contrario?

      • Raider scrive:

        Ma come! Lei che ha tutte le parole sulle doppie punte della lingua, ora si lascia sfuggire la risposta che tutti quelli che non si perdono un suo post potrebbero suggerirle? Adesso vuole insegnare anche cosa dobbiamo pensare dell’Islam, oltre che del Cristianesimo? Se lei è così convinta di non avere “mai detto il contrario” perché, a prova di post archiviati, lei non ha mai detto nulla ‘del contrario’ riguardo l’Islam: e anzi, non ha mai perso l’occasione per dire sempre il contrario e contro il Cristianesimo, ora, lei dovrebbe essere in grado di fare un elenco del suo impegno fattivo, di tutte le cose che ha detto e che fatto a favore delle vittime dell’islamismo e per contrastare non solo il terrorismo islamico, ma anche tutte le politiche che, in nome di dialogo, accoglienza e multicultualismo, hanno permesso e permettono all’Islamismo in tutte le sue sfurmature, sfruttando tutte le possibilità offerte dal politcamente corretto, di condizionare, minacciare, combattere la presenza cristiana e ogni iniziativa, anch laica, anche atea, di, appunto, contrasto del fondamentalismo.
        Per fare un esempio, lo so, facile facile, per lei: cosa ha fatto, lei, dov’era, quando, per dodici vignette dodici, su un giornale danese, gli islamici hanno messo a ferro e fuoco mezzo mondo, boiocottato ,la Danimarca, incendiato i sobborghi delle città danesi e svedesi? Vignettisti e giornalisti rei di satira vivono sotto scorta ancora oggi: sa anche questo, no? Ma lasciamo perdere questo esempio. Lei poteva fare di meglio. Per esempio, poteva farla lei, qualche vignetta su imam, sceicchi discendenti dal profeta e sul profeta medesimo. Oppure, poteva scrivere, nelcaso non l’avesse già fatto, qualche versetto satanico; o come quel vigliacco in vena artistica di Chris Ofili ha fatto un statua della Madonna con lo sterco di elefante, lei poteva o farebbe ancora in tempo a dare lezioni di coraggio a tutti modellando qualche effige sacra ai musulmani con lo sterco di maiale.
        Eh? Non le sembra abbastanza? Allora, siccome nessuna persona responsabile e sensibile no solo ai casi propri vorrebbe che si oltraggiassero le fedi di chicchessia, ma che le si rispettasse tutte, ecco quello che sono curioso di sapere se le è mai venuto in mente: e nel caso le venisse in mente adesso, potrebbe farlo già da domani: lei potrebbe limitarsi a non infierire su gente morta a causa della fede che professava e che, è vero, non è la sua. Ecco, penso che questo sarebbe molto di più di quanto ci si aspetta da lei.

  4. Mappo scrive:

    Macchè fratello di Meriam, questo qui è il fratello gemello omozigote di Filomena, ragionano nell’identica maniera fanatica e probabilmente portano anche gli stessi baffi

    • Raider scrive:

      Perdonate, signori della Redazione, ci sarebbe anche un post per Giovanni: altrimenti, se non lo legge, diventa molto più Cattivo. Grazie per l’attenzione.

    • michele scrive:

      L’intervista al fratello presunto di Meriam dimostra in pieno che senza Cristo non c’è umanità. E che l’islam è una civiltà disumana, che distrugge lo stesso affetto familiare.

      • Raider scrive:

        Scusate, ma Giovanni il Cattivo ha bisogno di sapere se so quello che lui dubita che io abbia mai saputo, si potrebbe togliergli questo dubbio? Con tutto il rispetto.

  5. Giovanni Cattivo scrive:

    Scusate una domanda a tutti. In che modo potremmo essere utili ai cristiani perseguitati nel mondo? Se non mi si propone di prendermela con il mio panettiere musulmano son disposto a collaborare. Dico sul serio.

    • Raider scrive:

      Non è facile, almeno per me, rispondere a questa domanda. Non faccio parte di associazioni di volontariato, di reti di solidiarietà, di ong né di gruppi organizzati. So, per esperienza diretta, che c’è una varietà di posizioni, nel mondo cattolico e in ambito politico, perlomeno di Centro-Destra, riguardo i problemi di cui discutiamo; e rispondendo a sensibilità e anche, a sistemi ideali o ‘valoriali’ differenti e talora, incompatibili (laico-liberali, atei, pagani, neo-tradizionalisti, ecc…), ognuno ha una ricetta, sommando le quali non è facile trovare una sintesi. Spero che qualcuno possa risponderti come io non so fare. Della tua serietà non dubito, anche perché il genere di non risposta che ti ho dato è una cosa che non ti dico.
      Di prendersela col panettiere musulmano, no, non se ne parla. Io me la sono presa con quel panettiere da cui non mi rifornisco più che, dopo un po’ che i musulmani si lamentavano perché esponeva un crocifisso e immaginette sacre in un locale pubblico, benché non statale, ha tolto da pareti e vetrine ciò che a casa sua veneravano da secoli e secoli e secoli. Forse, aveva paura non di perdere clienti, ma di rimetterci qualcosa di più. Vedi, Giovanni Cattivo, che a essere buoni ti fanno passare la voglia.

      • Giovanni Cattivo scrive:

        Io devo venirti a trovare perchè pur abitando in quello che è il quartiuere multietnico della mia piccola città (con due moschee una dei Fratellimusulmani UCOII e una dei turchi) di gente che si lamenta dei crocefissi e delle immaginette non ne ho mai incontrata. Neppure uno.

        • Raider scrive:

          L’intolleranza islamica non è solo un fatto di quartiere e d’altra parte, non hanno davvero motivo di lamentarsi, mi sembra. Sanno che, di qui a qualche decennio, gli consegneremo (anche) questo Paese chiavi in mano. E allora, potranno decidere che fare di tutti gli ammennicoli del passato idolatra. Idolatra in materia di fede religiosa e di superstiziosa affezione a leggi e Costituzioni. Forse, qualcosa salveranno. Intanto, i turchi della Turchia, non quelli del suo quartiere, vogliono ‘riconvertire’ a moschea Santa Sofia. E i Frateli Musulmani, a parte molto altro, sono quelli che hanno in Tariq Ramadan un riferimento intellettuale decisivo: un signore che insegna nelle università inglesi, come no!: e questo dimostrarebbe che lui è democratico! Lui, non le istituzioni culturali inglesi che ne hanno fatto uno dei fari del mainstream: mentre il punto è che nessun fondamentalista della Bible Belt sarebbe chiamato a insegnare che il Corano è tutt’altro che attributo (attributo: non opera) di Dio all’università del Cairo o di Lahore. E gli esempi potrebbero moltiplicarsi.
          Rimanga dov’è: basta che non dimentichi quello che ha scritto sopra.

        • Raider scrive:

          Le ho già risposto, Giovanni, ma il post non si vede ancora. In attesa e in aggiunta a quello (spero) in arrivo, spero di più nella velocitò di apparizione di questo e le dico che Lei ha il diritto di dubitare di un fatto minuscolo, ma significativo; ma l’evidenza è che, per es., la BBC ha , detto papale papale dai responsabili della BBC, i musulmani menano e matano; mentre i cristiani si fanno ammazzare, piuttosto. E la facile gloria del libero pensiero non può avere dubbi su chi convenga ricoprire di infamia, di disprezzo e di ridicolo
          Se un’istituzione culturale così – accidentaccio! – prestigiosa, così – perbacco baccone! – gelosa della propria autonomia, così inflessibile – complimenti per le trasmissioni! – con le garanzie delle libertà civili, che non accetta interferenze nemmeno dal governo di Sua Maestà, arriva a riconoscere questo, la propria viltà, senza che nessuno si scandalizzi e protesti, a cominciare (mi scusi) dai musulmani del suo quartiere, che dirle: è questione di tempo, di numeri, di sonno pubblico e letargia private e politica. Perciò: abbia fiducia.

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