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«I mariti possono picchiare leggermente le mogli, lo dice il Corano»

giugno 17, 2016 Redazione

Grottesca intervista dell’emittente politically correct britannica Bbc al presidente del Consiglio dell’ideologia islamica del Pakistan

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A inizio giugno il Consiglio dell’ideologia islamica del Pakistan ha stabilito che gli uomini possono picchiare «leggermente» le mogli. Si è scatenata una protesta mediatica internazionale spinta dall’Occidente, specie su twitter, soprattutto per l’alto grado di violenza contro le donne che si registra quotidianamente nel paese. Pur essendo ovviamente grave, la proposta non è particolarmente sconvolgente per chi conosce il Pakistan. Ma il politicamente corretto occidentale, incarnato perfettamente dalla Bbc, non vuole arrendersi all’evidenza. Non vuole ammettere cioè che i paesi di tradizione islamica trattino le donne in modo radicalmente diverso e violento rispetto a quelli di tradizione cristiana. La tendenza a credere che tutte le religioni siano uguali, negando così la realtà, porta a interviste grottesche come quella che proponiamo in traduzione, realizzata con tono deciso e sguardo fiero di sfida dalla giornalista Shaimaa Khalil a un calmissimo e un po’ stranito presidente del Consiglio islamico, Maulana Sheerani.

Perché avete fatto queste raccomandazioni?
Queste raccomandazioni sono state fatte in base agli insegnamenti del profeta Maometto contenuti nel Corano e nella Sunna. Nessuno può metterli in discussione.

Cosa si sente di dire alle persone che criticano le raccomandazioni e dicono che permettono agli uomini di abusare delle donne e di umiliarle nel matrimonio?
Quando redigiamo una legge che riguarda le donne, dobbiamo considerare tutte le possibili situazioni. Se una donna non assolve i suoi doveri nel matrimonio, prima di tutto devi avvisarla, e se non funziona, allora devi consultare i suoi parenti, e se non funziona, non devi più toccarla a letto, e se neanche questo funziona, allora è permesso picchiarla leggermente.

Alcuni uomini prenderanno quello che lei dice come una scusa per abusare delle loro mogli. Non diranno forse: bene, mia moglie non ha assolto i suoi doveri e siccome il Consiglio di ideologia islamica ha detto che si può, la picchierò?
Allora dimmi, qual è la soluzione a questo problema? Se una donna non risponde all’ammonimento e non ascolta i suoi parenti, se un uomo le ha già provate tutte, cosa dovrebbe fare?

E se un uomo non assolve i suoi doveri [nel matrimonio], cosa dovrebbe fare una donna?
Prima di tutto può coinvolgere qualche familiare per risolvere il problema, ma alla fine se ritengono che non possano vivere insieme, lei ha il diritto di ottenere il divorzio.

Questa raccomandazione in particolare ha provocato un’enorme controversia all’interno della società pakistana. Se ne è parlato sui media internazionali e mi chiedo se, vedendo tutto questo, lei non possa cambiare idea?
I media non sono la società. Sono due cose diverse. E noi non cambieremo le raccomandazioni. Queste infatti sono state fatte in base al Corano, e lei non può chiedere a qualcuno di cambiare il Corano.

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23 Commenti

  1. Sebastiano scrive:

    An vedi er vecchietto…
    Epperò dovevate aggiungere che anche monsieur Ahmed al Tayeb, imam di Al Azhar (la più prestigiosa istituzione dell’islam sunnita, a Il Cairo), la pensa allo stesso identico modo.
    Proprio lui eh, quello che è stato recentemente ricevuto con tutti gli onori in Vaticano (dopo che alla Boldrini gli è andata male alla Camera), perché doveva parlare di “islam-religione-di-pace” o di non so quale altra fandonia.
    Amicus Plato, sed magis amica Veritas.

  2. Susanna Rolli scrive:

    E perchè le mogli non potrebbero picchiettare i mariti?

  3. Toni scrive:

    Se l’avesse detto un vescovo cattolico a quest’ora dal “fatto quotidiano” a “repubblica”, da Galasi a MicheleL si sarebbero sentiti male per l’indignazione.

    • maboba scrive:

      Vero! Sono dei falsi ed ipocriti megagalattici, come direbbe Fantozzi.

    • andrea udt scrive:

      Già non si indigna nessuno perchè nel corano 2:282 e negli hadith la testimonianza della donna vale metà di quella dell’uomo.

      ed anche:

      Abu Said Al-Khudriù

      Il Profeta disse, “Non è forse la testimonianza di una donna uguale alla metà di quella di un uomo?” Le donne disse, “Sì.” Lui disse, “È così a causa della deficienza della mente della donna.” (Bukhari Volume 3, Libro 48, Numero 826)

      Ma possiamo stare tranquilli, visto che la “CCUGGINA” di un mio amico che ha letto le farneticazioni di tal Galasi asserisce che “l’islam ha tutti gli strumenti” (di tortura?)

      Ma forse è meglio attendere il parere di un fine ed autorevole islamologoL: non sia mai che ci siano 72 autorevoli sure che dimostrino che “non ci sono differenze nell’islam fra uomo e donna”

    • Susanna Rolli scrive:

      Vero!!!

  4. Caterina scrive:

    Voglio tuttavia che sappiate questo: Cristo è il capo di ogni uomo, l’uomo è capo della donna e Dio è capo di Cristo … le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la Legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea

    La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna d’insegnare né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva, e non fu Adamo a essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione.

    • andrea udt scrive:

      E brava Caterina.

      Ti sfugge però un particolare: i capi religiosi islamici dicono che “si può picchiare moderatamente la donna” nel 2016

      Ai capi religiosi islamici sta bene la poligamia con spose bambine nel 2016.

      Quanto a Timoteo 2 11-15 non lo conoscevo e mi sorprende (in negativo) e spiazza leggerlo.

      Ma lo sai anche tu che non basta per mettere islam e cristianesimo sullo stesso piano e sospetto, perché sono cattivo e malfidente, che fosse proprio quello il tuo intento.

      • Sebastiano scrive:

        E’ una vecchia tattica.
        E’ come quando citano il versetto 24 della lettera di San Paolo agli Efesini: “E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto”, ma abilmente “si dimenticano” di citare il versetto seguente, il 25: “E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei”. Che, per chi vuole leggerlo con gli occhi della storia se non della fede, significa che già duemila anni fa – quando la donna non contava un fico secco nella società – uno si è messo a dire che era “normale” che i mariti arrivassero a dare la vita per le proprie mogli.
        O come quando citano Gesù nel caso dell’adultera: “Neppure io ti condanno” ma subito dopo vengono colti da amnesia fulminante, tanto da non riuscire a proseguire a leggere la stessa frase: “Va e non peccare più”.
        Cose tipiche per chi legge il vangelo con le lenti dell’ideologia a proprio uso e consumo.
        Nihil novum sub sole.

        • Toni scrive:

          Caterina non è nuova a questi interventi (già da Filomena) e nonostante le spiegazioni ed il fatto che si rende evidente una certa mala fede in quello che scrive passerà poco che riproporre lo stesso identico post.

    • marina scrive:

      Cristo ha dato alla donna un ruolo importantissimo, lo dimentichi? Il rispetto verso la donna è straordinario e commovente, soprattutto se si pensa alla mentalità del tempo e al degrado di oggi. Trovo del tutto fuori luogo che si sostenga un parallelo con l’Islam, perfino quando lo fa il papa.

  5. marina scrive:

    Il Corano non si può cambiare e molti sembrano ritenere normale che gli islamici la pensino così. Sono indietro di secoli ma “è la loro cultura”! Noi, invece, stiamo assistendo ad un accomodamento del Vangelo che, sempre secondo molti, va interpretato e adattato ai tempi che cambiano. Trovo assurdo tutto questo e penso che non porterà ad un mondo migliore. Tra parentesi, ma non tanto, noto che ogni giorno arrivano centinaia di persone che la pensano esattamente come il signore di cui sopra. Nessun problema?

    • rollisusanna scrive:

      …e dov’è la parte di Scrittura che dice che “l’uomo ami la moglie come Cristo ama la Chiesa?”..ti pare poco?

  6. Ferruccio scrive:

    Picchiare la donna è un’esclusiva del corano di sicuro poco lungimirante; tuttavia è vero che la donna anche secondo la Bibbia ha un deficit rispetto all’uomo. Si tratta di una di quelle cose difficili da accettare al giorno d’oggi, e si capisce, ma questa è la parola di Dio quindi ci si deve credere se si è cattolici. Tempo fa perfino Papa Francesco ne ha parlato solo che è passato in sordina. Le televisioni – evidentemente in mano ai progressisti – non hanno ritenuto conveniente soffermarcisi. Venendo al punto; per tutte le religioni monoteiste la donna è incapace a prendere decisioni per la comunità. Ci sono diversi passi della Bibbia che spiegano ciò, alcuni sono già stati citati da altri commentatori. Voglio aggiungere un esempio illustre di osservanza di questa verità biblica: Quando gli apostoli chiedono alla Madonna cosa fare, lei umilmente (consapevole dell’essere donna) gli risponde che devono seguire il maestro (Gesù) e fare tutto quello che lui dice. La Madonna non si azzarda ad assumere qualsivoglia ruolo di comando, si limita ad indicare suo figlio.

    • Toni scrive:

      @ Ferruccio

      Non sono convinto sulla tua impostazione del discorso. Quando il presidente del Consiglio islamico, dice che “raccomandazioni sono state fatte in base agli insegnamenti del profeta Maometto contenuti nel Corano e nella Sunna. Nessuno può metterli in discussione” tocca il punto nevralgico della religione islamica che è l’orto prassi il comportarsi bene rispetto a quello che c’è scritto. Diversamente il cristianesimo si è posto da subito il problema dell’ortodossia (credere in maniera giusta) trovando quasi elementare che per agire bene bisogna pure capire giusto. La Bibbia non è il libro scritto sotto dettatura da Dio all’uomo (come credono i TdG) ma scritto da uomini (in un momento preciso delle loro storia) ed ispirati da Dio. Quindi trovi i condizionamenti storici e nelle sue pieghe le verità universali che riguardano Dio e l’uomo. Quando si legge il Vecchio ed il Nuovo Testamento bisogna tenere conto di entrambi gli aspetti e non saltare a facili conclusioni. Prendi per esempio il passo citato da Caterina e che riporta in senso anticattolico (tanto per cambiare) un brano di San Paolo. E’ normale che San Paolo sia stato influenzato dalla cultura del tempo (così come ogni uomo lo è in base al tempo in cui vive), ciò non impedisce a lui di dire non solo quello che ben evidenzia Sebastiano, ma qualcosa di impensato ed assurdo per le menti ed i cuori dell’epoca: “Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù.” (lettera ai Galati 3,28). Quindi San Paolo ha la percezione che la donna è uguale all’uomo ma, probabilmente, per l’epoca non sapeva, non aveva e non poteva tradurlo in pratica. Lo stesso, per essere più chiaro in ciò che intendo, vale per gli schiavi che non hanno niente di meno dei liberi, ma probabilmente non riusciva a concepire in quella società che aveva bisogno di quel tipo di forza nel sistema economico e sociale per andare avanti (da leggere Efesini 6, 5-7). Ma tutto ciò ha messo in moto la storia sul cosa è l’uomo e la donna e non ha impedito che donne diventassero nel medioevo potenti come vescovi, che Santa Caterina richiamasse papi al loro dovere, che Santa Giovanna D’Arco, una figlia di contadini, fosse a capo di un potente esercito, di insegnare nelle università. Tutte cose che rendendo molto lontano dal vero i c.d. “deficit rispetto all’uomo”.

      Per quanto riguarda la SS Madre di Dio trovo che meglio la definisca “La Supplica alla Madonna a di Pompei”: “Tu sei l’onnipotente per grazia, tu dunque puoi aiutarci.”. Quale uomo ha questo privilegio?

      • Ferruccio scrive:

        Ciao Toni. Prenesso che la Bibbia è fonte ispirata da Dio e nessun cattolico può fare a meno di essa tantè che per comprendere il vecchio testamento serve il nuovo che è compimento del primo. Il cattolico porta la buona novella (il Vangelo) che non può essere slegato dall’antico testamento, cioè non si possono scindere i legami con l’ebraismo, infatti Gesù in persona nel deserto risponde a tono al diavolo citando i testi sacri di allora. Oggi questi testi li si può leggere in chiave storica, li si interpreta in modo allegorico o letterale a seconda del caso, ma non si può dire che siano sbagliati, inutili o obsoleti perchè altrimenti non ci sarebbero mai pervenuti. Dio avrebbe fatto si che le parti errate venissero scartate durante il Consiglio di Nicea o in tempi più remoti. L’interpretazione corretta è quella coerente con tutte le parti che compongono la Bibbia. San Paolo maledice chi aggiunge o toglie una virgola. Quanta meticolosità per dei testi che molti progressisti – anche tra i cattolici – vorrebbero accantonare… Rispondendo anche a Marina ci tengo a dire che la Bibbia non si risparmia nel parlare bene della donna. Da una lettura completa risulta che non è inferiore all’uomo ma diversa: ha delle capacità che l’uomo non ha e viceversa.

        • Toni scrive:

          Non mi sognerei mai di dire che i Vangeli e le Lettere contengano qualcosa di sbagliato. Per fare un esempio è come dire che 10.000 anni addietro la terra si coltivava con la zappa, oggi con potenti trattori, l’essenza della coltivazione è la stessa e la verità relativa alla coltivazione era presente anche 10.000 anni addietro. Non sostengo nulla di “modernismo” ed la chiesa che conosciamo tutti che apprezzava e valorizzava le grandi figure femminili che ho citato e certo non le riduceva al silenzio.

          • Ferruccio scrive:

            Si ho capito che non è quella l’intenzione e ti dirò di più, secondo me non siamo neppure in contraddizione, ci stiamo soffermando su aspetti diversi, però c’è un punto che provo ad esporti. Tornando al duello verbale con satana nel deserto, Gesù che vive il Vangelo non si inventa una nuova ideologia. Risponde colpo su colpo pescando le parole dall’antico testamento. L’uomo del Vangelo dà l’esempio sullo strumento da usare per discernere la verità: il testo che lo precede. I vangeli sono per noi quello che per Gesù è l’antico testamento, ne consegue che un San Paolo che fa parte del nuovo Testamento a maggior ragione non può essere storicizzato più di tanto. Ad esempio nella scelta del magistero universale di negare il sacerdozio alle donne oltre al fatto che Gesù si è incarnato in un uomo (e non in una donna) avranno certamente pesato anche le epistole di San Paolo in cui si nega alla donna la possibilità di insegnare la dottrina.

    • marina scrive:

      Certo che Maria indica Suo Figlio:era semplicemente Dio! La Bibbia è Antico Testamento, nel Vangelo la donna è rispettata e considerata. La prima persona che si accorge di Gesù risorto è una donna e lo dice agli altri, anche se allora la testimonianza delle donne non valeva! Eppure era vero!

    • Toni scrive:

      Redazione
      Ma cosa avrò scritto di così offensivo?

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