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«La triste verità è che la maggior parte dei terroristi sono musulmani»

novembre 24, 2015 Valentina Colombo

Perché vi riproponiamo la lettura dell’editoriale di Abd al-Rahman al-Rashed, scritto in occasione della strage di Beslan nel 2004

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Sono trascorsi undici anni dall’articolo di Abd al-Rahman al-Rashed, scritto in occasione della strage di Beslan nel 2004, qui sotto ripresentato. Sono trascorsi otto anni dalla pubblicazione nella rubrica “I nuovi Averroè” di Tempi di un trafiletto in cui riproponevo le idee dell’ex direttore di Al Arabiya e che concludevo con le seguenti parole: «Chissà se qualcuno avrà il coraggio di ascoltarlo, prima che sia troppo tardi».

Ebbene in Francia, Belgio, Olanda, Regno Unito i fatti confermano che è già troppo tardi. In Italia possiamo ancora correre ai ripari, ma per fare questo dobbiamo rapidamente renderci conto che vi sono in Italia molti adepti di Yusuf al-Qaradawi, lo shaykh citato dal giornalista saudita, che condannano il terrorismo, ma giustificano la resistenza. Dobbiamo renderci conto che questa distinzione oggi non può più essere accettata, così come non si può credere e fare affidamento a chi condanna gli attentati di Parigi, ma ha incitato al jihad in Siria contro gli sciiti. Non è più accettabile che un predicatore come al-Qaradawi, che presiede il European Council for Fatwa and Research con sede a Dublino, condanni gli attentati di Parigi quando qualche settimana prima scriveva sul suo account Twitter, riferendosi a Israele: «La mano che in passato recava la pietra, oggi impugna il coltello e domani impugnerà le armi».

Come ha scritto Al-Rashed nel luglio 2004: «Ho sentito Qaradawi difendersi dagli attacchi della stampa londinese affermando di non attaccare, ma di dialogare, di essere contrario alla violenza e favorevole alla pace, tuttavia le parole pronunciate a Londra non corrispondono a quelle pronunciate a Doha e disponibili sul suo sito personale. Ebbene, due settimane fa nel suo programma [su Al Jazeera] annunciava di essere contro gli ebrei e contrario a ogni forma di dialogo con loro, che li giudicava oppressori. Le parole usate sono le seguenti: “Gli ebrei in quanto gruppo religioso sono tutti palesemente e inequivocabilmente oppressori”».

Al Rashed concludeva l’articolo domandandosi a quale Qaradawi credere se quello di Londra o a quello di Doha. Oggi il doppio linguaggio non può più essere accettato. Chi segue un’ideologia relativista rispetto alla sacralità della vita va considerato, proprio come accennato alla Ninestiles School di Birmingham da David Cameron, parte del problema. Integrazione e rispetto della vita sono le parole d’ordine, l’accondiscendenza e la “comodità” del multiculturalismo hanno fatto i loro danni e il loro tempo. E il Belgio e la Francia lo stanno sperimentando. Ascoltiamo Al Rashed… prima che sia un’altra volta troppo tardi.

La triste verità è che la maggior parte dei terroristi sono musulmani
Certamente non tutti i musulmani sono terroristi, tuttavia è con grande dolore che affermiamo che la maggior parte dei terroristi nel mondo sono musulmani. I sequestratori dei bambini in Ossezia sono musulmani. Anche i rapitori, diventati poi assassini, dei cuochi e degli operai nepalesi sono musulmani. Coloro che hanno perpetrato alcune operazioni vilente e assassine in Darfur sono musulmani. Anche le loro vittime sono musulmane. Coloro che hanno fatto saltare in aria edifici civili a Riad e Khobar sono musulmani. Coloro che hanno rapito i giornalisti francesi sono musulmani. Le due donne che hanno fatto esplodere due aerei una settimana fa sono musulmane.

Bin Laden è musulmano, al-Huthi è musulmano, la maggior parte di coloro che hanno perpetrato operazioni suicide contro mezzi di trasporto, scuole, abitazioni, edifici in tutto il mondo negli ultimi dieci anni, anch’essi sono musulmani. Che fedina penale sporca! Non dovremmo forse riflettere su noi stessi, sulle nostre società, sulla nostra cultura? Queste immagini crudeli, orripilanti, che ci umiliano quando le raccogliamo e le mettiamo in fila una dopo l’altra, invece di negarle e giustificarle, dobbiamo innanzitutto ammetterne la veridicità invece di tessere discorsi e scrivere articoli che proclamano la nostra innocenza. Dopo avere ammesso la malattia sarà più facile guarirne. Il primo passo verso la guarigione è l’ammissione. Dopodiché dobbiamo dare la caccia ai nostri figli terroristi perché sono la naturale conseguenza di una cultura deformata.

Ascoltate quel che ha detto lo shaykh televisivo Yusuf al-Qaradawi quando ha emesso una fatwa che autorizzava l’uccisione dei civili americani in Iraq. Immaginate un teologo che incita a uccidere i civili, uno shaykh attempato che sprona un giovane a uccidere i civili quando egli stesso ha due figlie che studiano sotto l’egida britannica nell’infedele Regno Unito. Come può un padre come lui guardare negli occhi la madre del giovane Nick Berg il cui figlio è stato sgozzato perché era andato in Iraq per lavorare nel settore edilizio? Come possiamo credergli quando ci dice che l’islam è la religione della misericordia, la religione della tolleranza, quando lui l’ha trasformato in una religione di sangue?

Prima che iniziasse questo periodo di estremisti, credevamo che gli estremisti di sinistra e i nazionalisti fossero la fonte del male per via del loro appoggio alla violenza e alla loro propensione all’omicidio e che la moschea fosse un porto sicuro, che i teologi diffondessero la pace e che i loro moniti fossero confermati da comportamenti degni di lode.

L’islam si è rovinato per colpa dei nuovi musulmani. Una religione innocente, che nei suoi testi vieta di tagliare gli alberi, che descrive l’omicidio come il reato più grave, che punisce chi calpesta un solo insetto, che ricompensa chi disseta un gatto. Questo è l’islam che abbiamo conosciuto prima della comparsa dei gruppi che condannano per apostasia con i loro strumenti, con le loro associazioni, con i loro programmi, con i loro maestri le cui menti sono state invase da quegli stesi gruppi politici che hanno rovinato la loro religione e le loro menti.

Certo, non ci onora essere collegati a chi sequestra bambini in una scuola, a chi rapisce giornalisti, a chi uccide civili, a chi fa esplodere mezzi di trasporto a prescindere dal dolore che questi crimini possono provocare. Queste sono le persone che rovinano e danneggiano l’islam.

Potremo ristabilire la nostra reputazione solo dopo avere ammesso la verità evidente e brutale: la maggior parte degli attentati terroristici al mondo oggi viene perpetrata da musulmani. Dobbiamo essere consapevoli del fatto che saremo in grado di migliorare la condizione dei nostri giovani che commettono questi delitti atroci solo dopo avere curato le menti dei nostri shaykh che sbraitano infuriati dai pulpiti e mandano i figli degli altri in guerra mentre mandano i propri a studiare in Europa e negli Stati Uniti.

Abd al-Rahman al-Rashed, Asharq al-Awsat, 4 settembre 2004, traduzione dall’arabo di Valentina Colombo

Foto Ansa/Ap


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16 Commenti

  1. Emanuele scrive:

    Purtroppo, insieme a dissetare i gatti, il Corano incita ad eliminare tutti gli infedeli, a non stringere nessun legame, rapporto o amicizia con i popoli del Libro (Ebrei e Cristiani), accusa continuamente i Cristiani di aver falsificato le vere parole di Dio, preannunciando terribili castighi.

    Il Corano è un testo molto ambiguo e mancando un autorità univoca (il Papa tanto odiato dall’occidente ) ogni Imam fa testo a sé .

    Nessun mussulmano potrà dire ad un altro che sbaglia perché pratica un Jihad violento… c’è scritto. Nessuno potrà criticare chi vuol imporre la sharia, sottomettere le donne… c’è scritto pure quello.

    Nel Corano c’è scritto tutto ed il contrario di tutto ed ognuno può prendere il peggio ed applicarlo… nessuno può in fede criticarlo… forse Allah ha sbagliato a dettare? Forse il profeta a scrivere?

    Impossibile, il Corano non è un libro ispirato come la Bibbia, scritto da uomini, uomini che possono travisare o fraintendere, è dettato dall’arcangelo Gabriele per volontà di Dio… nessuna possibilità di errore. Chi sostiene il contrario, rischia la vita.

  2. GD scrive:

    Condivido quanto scritto da Emanuele, con in più la considerazione che il libro inappellabile, ma contraddittorio, è anche legge della società civile in molti Paesi. Tutto questo è l’ostacolo attorno al quale giriamo attorno da sempre, e a nulla vale il sincretismo religioso che è solo uno sterile balbettìo.

    • xyzwk scrive:

      Oltre ad essere una triste realtà che i terroristi siano islamici, è anche una probabile logica conseguenza del ragionamento assoluto su cui si basa la fede. Buono o cattivo, giusto o sbagliato sempre e senza considerare le circostanze. questo ragionamento porta solo allo scontro perchè o sei con me (e allora sei buono) o sei contro di me (e allora sei cattivo, infedele). Le persone invece sono buone e cattive insieme e si comportano come tali a seconda delle circostanze, del momento. Non è possibile dare giudizi definitivi validi sempre perchè questo porta alla violenza, allo scontro, al muro contro muro. Esattamente quello che abbiamo visto fare ai terroristi che sono incapaci di accettare una morale diversa dalla propria perchè considerata sbagliata ai loro occhi.

      • underwater scrive:

        Voi laicisti considerate integralismo la semplice affermazione che esista una verità.

        • To_Ni scrive:

          In effetti vuole fare di più: vuole mettere sullo stesso piano Islam e Cristianesimo. Il grande sogno dei laicisti.

          Bella è la solita chiusura sulla morale. Ognuno ha la sua morale : se una maggioranza democratica stabilisse che l’infanticidio è giusto chi è contrario deve strapparsi gli occhi se “lo vede”sbagliato perché continua ad essere “incapace di accettare una morale diversa”.

      • Sebastiano scrive:

        “…incapaci di accettare una morale diversa dalla propria perchè considerata sbagliata ai loro occhi”

        Sarà per questo che menate e sputate addosso alle Sentinelle in Piedi?

        • Xyzwk scrive:

          Sputare o menare le sentinelle è sbagliato quanto menare gli omosessuali che si tengono per mano in pubblico e risponde alla logica del muro contro muro. Perché invece non si può accettare la morale di tutti che deve valere unicamente per se stessi e non essere imposta ad altri? Sono le sentinelle che negano agli altri qualcosa, non gli altri che impediscono a loro di considerare PER SE STESSI la propria morale!

          • Saverio scrive:

            Si manifesta il proprio dissenso con riguardo a scelte che si ritiene immorale istituzionalizzare.
            Non è condivisibile l’assioma per cui se io voglio che un mio presunto diritto venga riconosciuto a livello istituzionale, questa mia richiesta deve trovare accoglienza.
            Deve essere lecito esprimere la tesi (e lottare di conseguenza) per cui la pseudofamiglia omosessuale lede valori ed interessi collettivi.
            Negare la possibilità di dissenso equivale a negare che una persona possa difendere i propri valori; in ultima analisi equivale a negare la possibilità stessa di fare politica.

            • Xyzwk scrive:

              Posto che ció sia vero anche quando i diritti che vengono reclamati non tolgono nulla a chi quei diritti li possiede, questo ragionamento deve valere anche per le tesi opposte che si possono anche non condividere ma devono essere legittimate al pari delle altre.

              • Saverio scrive:

                Le si avversano perché non le si ritengono legittime al pari delle tesi contrarie.

              • To_Ni scrive:

                Il PER SE STESSI che hai messo in bella evidenza dovrebbe valere per una comunità musulmana moderata che rivendica la sharia . Tutto tra di loro , senza togliere niente a nessuno. Scommetto che la cosa non ti piace. Scommetto che razionalizzi dicendo che le donne accettano solo per paura (dimenticando che questo non sempre vero).

                PS: Forse l’esempio non ti giunge immediato (ci scommetto) , ma mi viene di pensare anche all’obbligo imposto ai genitori adeducare ed istruire i figli (si comprime la loro libertà per il bene del loro figlio) o mettere il casco e la cintura di sicurezza (la decisione contraria lede solo se stessi, eppure gli si comprime il “diritto” di “reclamare” una libertà che riguarda “se stessi” )

                Quindi esiste un principio secondo il quale la libertà su “se stessi” trova dei limiti in una società libera e democratica la quale può riflette e decidere sul bene del valore delle persone sottraendolo all’arbitrio.

                PS: So che non ti piace, perché vorresti essere “al pari delle altre” convinzioni in tema di aborto, soppressione dei difettosi, degli inutili ecc”

          • Menelik scrive:

            Cosa è che negano le Sentinelle?
            Il presunto diritto di COMPERARE UN BAMBINO commissionato ad una donna che ha deciso di prostituire il suo utero?
            Fanno bene !!!
            Agli omosessuali nello specifico negano solo l’istituzionalizzazione delle loro unioni col medesimo valore del matrimonio com’è sempre stato dalla notte dei tempi, da prima ancora della Rivoluzione Cristiana.
            Poi la Chiesa si oppone alla liberalizzazione delle droghe, dell’istituzionalizzazione del suicidio, all’omicidio dei bambini nel ventre materno, alle staminali embrionali favorendo invece quelle adulte e ombelicali, alle sterilizzazioni nei Paesi poveri fatte a tradimento con metodi truffaldini e con ricatti sui governi che si oppongono, ecc……
            L’unica vera rivoluzione è stata quella cristiana.
            Le altre sono state tutte tragiche pagliacciate finite con mari di cadaveri.

  3. Emanuele scrive:

    @Xyzkw

    Cara mia, che religioni siano tutte uguali è un idea che forse può consolarti, ma priva di realtà. Esistono molte differenze tra Cristianesimo e Islam… la più evidente è che i gesti di violenza degli Jihadisti trovano fondamento nel Corano, mentre in nessuna parte del Vangelo troverai giustificazione alla violenza o all’imposizione.

    Così mentre i mussulmani hanno grosse difficoltà a condannare questi terroristi, un cattolico sa condannare senza appello gli errori del passato e gli estremismi di oggi. Tant’è che chi pratica la violenza non può essere considerato Cristiano, mentre i Jihadisti sono ipso facto ottimi musulmani.

    Altra grossa differenza sta nel martirio: i cristiani si lasciano sgozzare mentre pregano per i loro persecutori, i musulmani si fanno saltare in aria tirando con sé decine di vittime.

    Peraltro, le società atee (Francia post rivoluzione, unione sovietica, Cina maoista, etc.) Non mi risulta abbiano rinunciato alla loro Buona dose di violenza.

    Se invece ritieni che non si possano esprimere idee e valori diversi, anche se pestano i piedi a qualcuno, beh, è la democrazia, bellezza! …ma non ti preoccupare, tra un po’ saremo tutti allineati al pensiero unico: la sharia… do you like?

  4. Franco scrive:

    Per fermare un’ideologia politica violenta come il nazismo, abbiamo dovuto combattere una guerra che ha provocato 50 milioni di morti. E il nazismo sta all’islam come i nazisti stanno ai musulmani: c’erano anche nazisti “moderati”, ma naturalmente non sono stati in grado di fermare i nazisti “integralisti”.
    Ora siamo incapaci di vedere questo nuovo pericolo, e in nome di un cieco buonismo e di scellerate politiche sull’immigrazione (propugante dalle sinistre europee) ci stiamo riempendo di musulmani che rappresentano, innegabilmente, un pericolo mortale. In questa guerra i nostri nemici saranno, oltre che all’esterno dei confini, anche all’interno, perchè li abbiamo fatti entrare noi.
    Abbiamo perso la capacità di difenderci e di tutelare la nostra società.

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