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L’Ue paga lo stipendio a Messi e Ronaldo? Il problema sono le banche spagnole

giugno 7, 2012 Daniele Ciacci

Intervista ad Andrea Giuricin sulla condizione economica del calcio spagnolo: «Quando la politica governa il business, non ne può uscire nulla di buono. Il problema spagnolo non è legato al calcio, ma alla gestione bancaria».

La notizia è sui quotidiani e gira in rete: le banche spagnole che finanziano i debiti della Liga saranno salvate dall’Europa. In altre parole e secondo la semplificazione giornalistica: saremo noi a pagare gli stipendi di Leo Messi e di Cristiano Ronaldo. Bum! È proprio così? Tempi.it ne discute con Andrea Giuricin, ricercatore dell’Istituto Bruno Leoni e conoscitore delle vicende iberiche. «Quando la politica governa il business, non ne può uscire nulla di buono. Il problema spagnolo non è legato al calcio, ma alla gestione bancaria».

Perché l’Europa paga i debiti calcistici della Spagna?
La situazione è più complessa. Le banche spagnole sono alla frutta, così come l’intero sistema di governo spagnolo, perché deve ricapitalizzare le banche. Da una parte, non ha la possibilità economica per un gesto tale. Dall’altra, non vuole perdere la propria sovranità chiedendo all’Ue ulteriori fondi. Quindi, il governo ha deciso di saltare un passaggio: le banche stesse devono chiedere aiuto all’Europa, e non la Spagna.

È il calcio che sta facendo naufragare le banche iberiche?
Il calcio spagnolo provoca un bel buco nel bilancio nazionale. Si pensi soltanto che il Real Madrid è controllato da Florentino Perez, a capo di Acs, una società edile spagnola molto colpita dalle attuali problematiche finanziarie. Se prima si tagliavano i debiti delle squadre di calcio, adesso è necessario rifondarli di liquidità perché essi restituiscano i soldi alle banche in fallimento.

Quali sono i club con più debiti?
Real Madrid e Barcellona. Ma tutti i club – chi più, chi meno – sono esposti verso le casse di risparmio regionali. Questi redditi dovrebbero essere rimborsati dalle diverse società. Ma le squadre non ne hanno la possibilità, e le banche ne hanno bisogno urgentemente. E adesso il buco raggiunge la cifra record di 5 miliardi di euro.

Buco che sarà appianato dall’Europa.
Attenzione. L’Unione Europea non vuole salvare il calcio spagnolo, ma le banche spagnole. Io ribalterei la domanda: “Perché le banche hanno continuato a rifondare società non virtuose come quelle calcistiche?”. È questo il vero errore.

Perchè?
Le faccio un esempio. La banca locale di Madrid, Bankia, è gestita dal Partito popolare, e lotte interne per far salire il delfino delle diverse fazioni hanno sempre creato scontri di non poco conto. Queste casse di risparmio volevano rifondare le squadre per guadagnare consenso politico, non solo quello dei tifosi, ma anche di tutte quelle persone che lavoravano “intorno” alla squadra. Spostare anche solo 10 mila voti, in uno scontro politico di ridotte dimensioni, può fare la differenza. Di qui in poi, la storia è risaputa.

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