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Legge “anti moschee”, pasticcio in Lombardia. Non blocca l’estremismo, «limita la libertà religiosa di tutti»

gennaio 29, 2015 Elisabetta Longo

La legge passata in Consiglio regionale doveva prevenire il fondamentalismo nei luoghi di culto. Ma il risultato è completamente diverso. Intervista al consigliere comunale di Milano, Matteo Forte

La chiamano “legge anti moschee”, ma l’appellativo non è del tutto esatto. Dovrebbero piuttosto chiamarla “legge anti culto”, visto che di fatto impone un regime restrittivo nei confronti di tutti gli edifici religiosi, nonostante inizialmente sia nata per regolare la costruzione di moschee a Milano, onde evitare il diffondersi di possibili pratiche estremiste. Passata al Consiglio regionale della Lombardia il 27 gennaio con 43 voti favorevoli e 27 contrari, la legge verrà a breve pubblicata ed entrerà in vigore, nonostante i tanti dubbi espressi da sindaci e Curia.

PREVENIRE IL FONDAMENTALISMO. Per Matteo Forte, consigliere comunale di Milano, «la fretta con la quale è stata redatta, modificata e approvata questa legge è senz’altro conseguenza dei fatti di Parigi – afferma a tempi.it – ma era già nell’aria da prima. Da quando Palazzo Marino ha aperto il bando per l’assegnazione a Milano di tre spazi da destinare a luoghi di culto, comprese le moschee, in zona San Donato, via Padova e all’ex Palasharp, dove ogni venerdì già confluiscono i musulmani di viale Jenner, appartenenti al Caim. Proprio per ostacolare questa specifica moschea auspicata da Davide Piccardo, che guida il Caim, ritenuto spesso luogo in cui si sviluppano fondamentalismi, è partito l’iter della legge regionale».

VINCOLI DI VARIO GENERE. Sono molti gli strumenti che bloccheranno le iniziative dei Comuni. Per erigere una moschea o altri luoghi di culto dovranno prima essere ascoltati i comitati di quartiere, eventualmente potranno essere indetti referendum, ci saranno vincoli urbanistici e bisognerà rispettare una distanza minima dagli altri luoghi di culto, così come costruire parcheggi adiacenti alla chiesa o alla moschea con tanti posti quanti sono quelli all’interno del locale. «Tra le varie indicazioni date dalla legge c’è anche quella che impone sistemi di video sorveglianza nei pressi dei luoghi di culto», continua Forte. «Forse questa è l’unica norma con cui potrei trovarmi d’accordo, visto il triste e crescente fenomeno degli atti sacrileghi e delle scritte che deturpano le chiese di Milano».

«OSTACOLATA LIBERTÀ RELIGIOSA». Il consigliere comunale insiste però sui tanti aspetti negativi: «L’articolo 19 della Costituzione tutela il diritto dell’individuo alla libertà religiosa. Con vincoli urbanistici, la Regione cerca di ostacolare questo diritto. Questa legge è stata fatta in fretta e male, infatti è stata modificata. Nel primo testo si parlava solo di religioni che hanno diretti rapporti con lo Stato sanciti dalla Costituzione, cioè proprio la religione cattolica. È stata poi fatta una modifica e se nel comma 1 dell’articolo 70 si parla della Chiesa, nel comma 2 si citano tutte le altre confessioni». Comunque «grazie a questa legge la moschea in zona Palasharp non potrà sorgere, visto che nelle sue vicinanze c’è un istituto religioso di suore e non c’è l’area sufficiente a costruire i citati parcheggi».

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9 Commenti

  1. Filippo81 scrive:

    E invece io penso che il provvedimento sia giustissimo !

    • Raider scrive:

      Anch’io lo penso. Magari si chiudessero le moschee che già esistono! Perché dovremmo vedere alterato per sempre il paesaggio storico e umano delle nostre città e dei nostri paesi? Se agli islamici non piace così, vadano dove si trovano meglio. Se vogliono restare senza moschee, senza niqab né altre mascherate, va bene, restino. Ma con un contratto di lavoro; scaduto il quale, a casa. O se trovano di che lavorare, bene, restino. Ma alle nostre condzioni di legge.
      A quelli che decidono di restare, garantiti tutti – tutti – i diritti di legge, che, però, vannoo bilanciati dal dovere di rispettare tutte – tutte – le nostre leggi – e usi e costumi, senza creare casus belli, ché ci bastano quelli che ci creiamo da soli -: e devono rispettarle tutti: islamici, cinesi, indiani, africani, senza impunità, senza eccezioni, senza extra-territorialità di fatto, mandando la polizia a chiudere negozi non in regola, perseguendo gli ambulanti al soldo della contraffazione e delle mafie, espellendo delinquenti e clandestini, controllando chi arriva, chi entra e chi esce dal nostro Paese: ecco fatto questo, cioè, ripristanata sovranità e legalità, chiarire che non c’è un diritto di cittadinanza in automatico: e niente jus soli.

      • Nippur scrive:

        Nonostante le posizioni antitetiche su molte questioni, in questo caso sono ASSOLUTAMENTE d’accordo.
        Integriamo che rispetta le leggi.

  2. Ale scrive:

    Sono un’onda di tsunami che ci travolgerà tutti. È inutile farli entrare tutti , senza poter garantire lavoro a tutti. Ed a “prezzemolare” per strada senza lavoro continuano a covare risentimento e rabbia verso gli occidentali, non musulmani, che hanno sfruttato le loro terre con il colonialismo ( loro parole delle seconde generazioni yallaitalia.it) e per bombardarli ( esercito italiano compreso) ora in medio-oriente…ma tralasciano di “ammettere” che questi ultimi interventi sono stati “sollecitati” anche da manifestazioni di piazza ed interventi pubblici di politici PD insieme proprio a queste 2 G la primavera del 2014 per la Siria e prima ancora contro Gheddaffi in Libia …ricordo più udì un politico sostenere che si “doveva” aiutare i ribelli a far cadere Gheddaffi , criminale a tutti gli effetti, ma quelli arrivati dopo sono peggio. E questi cari ragazzi musulmani cresciuti in Italia a dire che lo stesso esercito che soccorre in mare ( tralasciano di ammettere ciò) poi dicono bombarda in Siria , libia, Afghanistan ecc. Tali ragazzi, parecchio acculturati che un domani ci domineranno in posti chiave dell’economia e politica perché studiano al contrario di tanti oriundi italiani dalla notte dei tempi, sostengono di essere italiani perché nati in Italia ma di non sentire l’Italia come propria patria e accusano gli italiani di ” non lamentarsi per l’arrivo di gente dal medio-oriente perché l’occidente, Italia compresa li ha sfruttati, colonizzati e bombardati, ed ora è logico che arrivino qua …anche un poco arrabbiati. Quindi che dire il buonismo non paga. Le periferie sono zeppe di criminali in gran parte stranieri senza lavoro ( devono pur campare anche loro) e la gente deve stare zitta altrimenti si becca del razzista se sottolinea ciò. Qualche giudice farà carta straccia di una norma edilizia senza logica sulla costruzione dei luoghi di culto. Inoltre una cosa che sanno fare bene, i musulmani, è quella di fare le vittime anche quando è palesemente il contrario come dimostrato dagli ultimi fatti. Infine chi li “attacca” in modo così scriteriato fa solo il loro gioco, e magari verrà fuori che le deve costruire lo Stato con soldi pubblici perché sono stati “maltrattati”. Non capisco le vostre preoccupazioni perché con tutte le chiese antiche che ci sono già su territorio nazionale, i luoghi di culto cattolici non mancano, ed è meglio restaurare il vecchio, piuttosto che costruire chiese simili a officine o palestre..brutte a vedersi. Piuttosto mi preoccuperei di non attaccare quelli già presenti in Italia garantendo loro luoghi di culto ufficiali ma come Stato e noi come cittadini tutti, dovremmo PRETENDERE che loro i musulmani, rinuncino a volere la Sharia in Italia , e che sia condannabile chi divulga libri dove “si dice UCCIDI” . Questo è già illegale ed in contrasto con la nostra costituzione. Ed infine non possiamo continuare a soccorrerli in acque internazionali, in USA i clandestini che arrivano per mare “non possono essere soccorsi finché non toccano terra da soli”, chi li soccorre prima è punibile con il carcere per “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina” . A dare una mano con loro si rischia il braccio ed è bene che tutti ne siano consapevoli. Mi ci metto anch’io ma anche i preti ed il Papa che ci ha fatto sentire in colpa… per gente morta in mare , che non ci abbiamo messo noi, italiani.

    • Raider scrive:

      Ale, senza giri di parole: lei ha detto tutto quello che c’è da dire in maniera chiara, senza infingimenti, fuori da ogni retorica, da tutte le menzogne che alimentano solo illusioni su illusioni. E’ quello che vediamo e sappiamo tutti: e che ci è proibito pensare e dire. Perciò, penserlo e dirlo fa di lei una persona libera: un esempio per tutti.
      Grazie!

  3. Alberto Dalla Villa scrive:

    Siamo alle solite: tutti a lagnarsi e guaire al cielo, ma appena qualcuno fa UNA cosa utile ad evitare il proliferare selvaggio di moschee, ecco che tutti (gli stessi di prima) hanno da ridire.
    Bisogna decidersi: o difendiamo la Civiltà Cristiana, oppure siamo destinati a scomparire.
    Dispiace che TEMPI dia tanta enfasi alle chiacchiere di gente che non ha mai lavorato e che non si distingue certo per acume e autorevolezza; anzi….
    Perché non intervistate Ida Magli, per esempio ?
    NB: ricordo, sperando se lo annoti, al Sig. Forte che questa è terra Cristiana, piaccia o non piaccia a lui e a quelli come lui.
    Ricordo anche che NCD è pienamente nel governo Napolitano 3, detto anche Renzi, che sta continuando l’opera di scristianizzazione dell’Italia e favorisce l’aumento esponenziale di musulmani; dov’è scritto che bisogna per forza diventare un Paese multiconfessionale ? La Civiltà Cristiana ha prodotto cattedrali fantastiche, il Diritto delle Genti, l’attenzione per i poveri e gli sofrtunati, l’abolizione della schiavitù, la donna considerata come persona, e poi Giotto, Raffaello, Michelangelo, Leonardo, Masaccio, Mantegna, Verdi, Puccini, ecc.ecc. e potremmo star qui tre giorni a fare i nomi. Volete buttare via tutto ? E vi considerate Cristiani ?

  4. paolo scrive:

    Putroppo l’ islam npon +è una religione, ma una forma di dittatura. Dovrebbe essere messo fuori legge, come il fascismo.

    • Charlie scrive:

      Si sarebbe dovuto mettere il PCI, il Partito Comunista Italiano, fuori legge.

      C’era una montagna di ragioni per farlo.
      Tutti i massacri compiuti dai partigiani comunisti nell’immediato dopoguerra, con diversi loro capi addirittura fuggiti nei Paesi Comunisti dell’Est, satelliti di Mosca, con la copertura della nomenclatura comunista italiana, per sottrarsi alla nostra giustizia per aver commesso atrocità indicibili.

      In realtà, i capi della DC per paura di un nemico così temibile, che alla lunga si riteneva prevalesse – per la consapevolezza del suo uso indefesso della politica cinica e criminale del “tanto peggio, tanto meglio” – si son sempre più sbilanciati a favore di compromessi sempre più sconci con la sinistra.
      Svendendo valori, ideali civili e cristiani, nonché sacrosanti interessi dello stesso popolo democristiano che li continuava a votare.
      Per finire col ridurre l’Italia nelle drammatiche condizioni che oggi sono sotto gli occhi di tutti.

      Anche allo stesso De Gasperi, senza dubbio uno statista galantuomo, mancarono l’intento e la volontà di porre il PCI fuori dal confronto democratico.
      Coraggio che, invece, a un democristiano come Scelba, purtroppo troppo solo, non mancava di certo.

      Il patto di Yalta ci poneva sotto l’influenza degli Stati Uniti, soprattutto nel caso di uno scontro militare, per sbarazzarci di un partito di eretici, con cui era chiaro che non si poteva venire a patti.
      Come non fu possibile venire a patti coi Catari, i tremendi violenti eretici dei primi secoli della storia dopo Cristo.

      Sarebbe stato un conflitto facilmente vinto quello col PCI, specialmente con l’aiuto dello zio Sam e dell’Inghilterra.
      Come successe in Grecia.
      La storia è maestra di vita, ma non ha discepoli.

      • Raider scrive:

        Verissimo, ottimo Charlie. Abbiamo avuto forze politiche anti-nazionali che hanno reso tutto più complicato e hanno agito, in una lotta senza quartiere dietro le quinte, da moltiplicatore dei fattori di corruzione del ceto politico; la teoria di un’egemonia culturale ha funzionato come occupazione della società; l’idea di un primato morale e civile del Gran Partito, con il corollario di un Partito degli intellettuali, ha diffuso un conformismo che andava oltre il potere effettivamente esercitato negli organigrammi dell’amministrazione pubblica e del sapere per diventare mentalità, costume, dato di fatto; e ha generato il mostro della superiorità antropologica della Sinistra, in base a cui una parte è più democratica, è più italiana, ha il diritto di legittimare politicamente l’altra parte.
        L’eredità avvelenata di tutto questo è sotto gli occhi di tutti: è stato facile, per questa aristrocrazia dello spirito pubblico, abdicare all’italianità e alla sovranità nazionale per conferire il tutto a un organismo sovranazionale che si configura come U.(E)R.S.S.: cui spetterà il compito storico/escatologico, la ‘riforma dell’Italia’, che sono lor signori, le Sinistre unite nel Pd, a lamentare non è stata portata a termine per la refrattarietà degli italiani e per colpa di coloro che non si sono rassegnati a subire la supremazia politica, morale, civile della Sinistra.
        Ma, Charlie: lei crede che sarà possibile, stavolta, opporsi all’Italia reformanda? Tutto lascia pensare di no. La storia non ha discepoli, ma trova tanti maestri dalla penna rossa disposti a correggerla.

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