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L’Olanda dice addio al Welfare State e alle sue «regole obsolete»

settembre 18, 2013 Matteo Rigamonti

Lo ha annunciato ai suoi cittadini il re Guglielmo Alessandro. Ora c’è la “società della partecipazione” in cui ognuno è chiamato a occuparsi di sé e del suo entourage

L’Olanda abbandona il welfare state, eredità non più sostenibile nel ventunesimo secolo. I cittadini, pertanto, dovranno costruirsi da sé le loro reti sociali e di previdenza e trovare autonomamente garanzie economiche per affrontare il presente e il futuro. Ad annunciarlo è stato il re dei Paesi Bassi Guglielmo Alessandro in occasione del suo primo discorso dal trono per l’approvazione del bilancio di previsione 2014.

UN MODELLO DEL PASSATO. Di fronte a un’economia che peggiora progressivamente, con un calo del Pil che a fine anno si attesterà oltre il -1 per cento, e alla necessità di dover ridurre il deficit, che l’anno prossimo dovrebbe salire al 3,9 per cento, il re (nella foto con la regina Màxima), così come pure i suoi sudditi, non potranno che accontentarsi di sole «prospettive di recupero».
Il capo di stato olandese, in un discorso che è stato il più lungo degli ultimi 10 anni, ha comunicato ai suoi sudditi che dovranno senza dubbio rinunciare al «welfare state con le sue regole obsolete» così come finora l’hanno conosciuto. Il «welfare state classico, quello della seconda metà del XX secolo», ha spiegato Guglielmo Alessandro, «si è sviluppato con le sue norme e regolamenti su di un terreno che non può più sostenerlo». Di certo non nelle «sue forme attuali». Ed è destinato a trasformarsi sempre più in una «società della partecipazione», ai componenti della quale sarà progressivamente richiesto di «assumersi le proprie personali responsabilità, per la propria vita e quella del proprio entourage».

ORA TAGLI E AUSTERITY. A preoccupare il sovrano, sul trono dal 30 aprile scorso in seguito all’abdicazione della regina Beatrice, sono soprattutto i problemi delle banche e l’indebitamento delle famiglie. Tagli e austerity, invece, segneranno il percorso di risanamento che il governo sta per mettere in atto. Per un totale di 30 miliardi complessivi. Il governo è già intervenuto con la forbice sulle spese sociali, della sanità e per la sicurezza. Mentre ancora non è dato sapere, riferisce Euronews, se tra i tagli rientreranno i 100 milioni spesi per mantenere la Casa reale, con tutti i suoi castelli e parate. La fiducia della popolazione nei confronti del governo, intanto, sta precipitando ai minimi storici. L’obiettivo è riportare il deficit per il 2014 almeno entro il 3,3 per cento.

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19 Commenti

  1. Giovanna Jacob scrive:

    Perfino i fondamentalisti nordici del welfare lo hano capito che il welfare è un gigantesco schema Ponzi che nessuno stato può più permettersi di sostenere. Ogni euro regalato al welfare è un euro sottratto alla crescita e al benessere. Più l’economia cresce, meno c’è bisogno del wefare stesso.

  2. mike scrive:

    è l’inizio del darwinismo sociale al massimo livello (=se riesci a sopravvivere ok altrimenti cavoli tuoi. puoi anche morire nessuno ti aiuterà). NB: più l’economia cresce meno c’è bisogno del welfare. è vero ma finchè chi tiene i fili la fa girare l’economia. la quale non è natura ma cultura. volendo si possono rovinare interi popoli con l’economia.

    • Giovanna Jacob scrive:

      No, non darwinsmo sociale, ma una cosa nuova che dovete imparare. Ripetete con me: RESPONSABILITA’ INDIVIDUALE. Il welfare state assisteva l’uomo occidentale dalla culla alla tomba, facendolo rimanere un bambino viziato e irresponsabile. “Tanto se le cose si mettono male pagano gli altri per mantenermi”. Il problema è che gli “altri” che pagano sono diventati sempre di meno mentre i bambini viziati che si fanno pagare sono diventati sempre più. In Italia ormai ci sono più impiegati statali (per definizione improduttivi), falsi invalidi e cassintegrati (essendo la cassa integrazione nient’altro che la versione italiana, politicamente corretta, del sussidio di disoccupazione) che lavoratori produttivi. Infatti questi ultimi, dovendo cedere la maggior parte di quello che guadagnano agli statali, ai cassintegrati e ai falsi invalidi, sono costretti a chiudere bottega e ad emigrare in Svizzera o in Carinzia per non morire. Analogo il discorso delle pensioni. Abituati dello stato sociale a campare in maniera irresponsabile, i cittadini fanno pochi figli per godersi la vita e così oggi ci sono più pensionati, compresi i pensionati d’oro, che lavoratori produttivi. L’unica maniera per evitare il baratro è lasciare i soldi in tasca ai lavoratori produttivi: con quei soldi non solo aumentano i consumi ma creano altri posti di lavoro, che potranno essere dati a quelli che un tempo erano statali fannulloni, cassintegrati e falsi invalidi. Analogamente, ognuno sia responsabile per se stesso: invece di essere dissanguato dalle tasse, metta da parte i soldi per se stesso in previsione di eventuali malattie e della vecchiaia. Dal momento che ognuno riceverà in pensione non altro che quello che ha dato, cesserà lo scandalo delle pensioni d’oro. Ma certamente continuerà ad esserci gente che scivola nel barato della povertà per le più varie ragioni. Ebbene il problema della povertà non lo risolve lo stato sociale: lo risolve la carità individuale. In una società basata sulla responsabilità, gli individui responsabili sanno anche aiutare il prossimo.

      • mike scrive:

        giovanna scusa ma forse non mi sono spiegato. il tuo discorso è vero. certo che ci sono fannulloni e gente che fatica e non si sa come campa. però pensa i costi in termini sociali se non ci fosse stato il welfare. è il classico discorso della differenza tra pubblico e privato. che, per carità, è giusto. solo che allora come mai ce la prendiamo col welfare e non con l’economia e chi la gestisce? francamente gli statali che fanno poco e prendono i soldi statali che lo stato prende con le tasse non sono da biasimare in toto. che uno deve essere sempre stressato e senza certezze? alla fine è meglio stare tranquilli con delle certezze economiche. il problema non risiede negli statali ma nel sistema produzione consumo che è bloccato/frenato apposta. gli statali servono perché è gente che viene fatta campare bene così c’è più pace sociale (=meno possibilità di teste calde). francamente il sistema economico attuale, come è congegnato, mi fa imbestialire. dicono che devi darti da fare e che dipende da te. ok ma se io mi impegno poi, necessariamente, devo ottenere. ma così non è. io un lavoro ce l’ho ma anni fa ne cercavo uno ed era dura. tu fai fai e non ottieni se non poco. allora è meglio essere statale se riesci ad entrarci (non è stato il mio caso). ripeto loro sono gente che in fondo serve per pace sociale ed anche voti. ma tanto in fondo siamo più o meno lì. il succo non è che loro hanno molto ma che gli altri hanno poco e ora neanche certo.

        • Giovanna Jacob scrive:

          Tralascio il resto, che non ho ben capito, e mi concentro su questa frase: ” gli statali servono perché è gente che viene fatta campare bene così c’è più pace sociale (=meno possibilità di teste calde)”.
          Bene, questa è la vecchia favola velenosa, di origine keynesiana, secondo cui pagando la gente per scavare le buche e ricoprirle si incentivano i consumi e si fa ripartire l’economia. Ora, sappiamo bene che fare un lavoro statale equivale a scavare le buche e ricoprirle. Infatti, anche se tutti gli impiegati statli fossero lavoratori indefessi, il loro lavoro comunque sarebbe improduttivo. Infatti, opprimere i cittadini produttive con carte bollate e firme e permessi e timbri (tipo il film Brazil di Terry Gillian) non significa produrre ma anzi rallentare la produzione. Ebbene, in Italia c’è uno statale ossia uno che scava le buche e le ricopre ogni dodici lavoratori produttivi. Ebbene, la nostra economia è forse migliorata? Sono ripartiti i consumi? Non direi: l’economia non fa che scendere sempre più in basso nel baratro. Oltretutto, se è vero che le mandrie bovine di timbratori di carte inutili aumentano la domanda aggregata ossia i consumi, lo stesso vale per i ladri. Il ladro infatti tutti i soldi che ruba li spende… E che differenza c’è fra derubare un lavoratore produttivo e costringerlo a finanziare con le tasse i timbratori di carte inutili? E on si fa prima a mandare i timbratori di carte inutili a rubare direttamente in casa dei lavoratoti?

          Si dirà: anche se i timbratori di carte non producono ricchezze tuttavia se ne stanno calmi e c’è la pace sociale. Ma scusate, per voi mantenere i timbratori di carte sfruttando sistematicamente i lavoratori produttivi, che sono costretti a chiudere bottega o a suicidarsi, lo chiamate pace sociale? Non è piuttosto una grave ingiustizia sociale? Non è questo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, lotta di classe estrema? La pace sociale, quella vera, la si otterrà solo nel momento in cui i lavoratori produttivi non dovranno mantenere i parassiti timbratori e questi ultimi saranno costretti a fare un lavoro vero, contribuendo così anche loro alla produzione delle ricchezze.

          • mike scrive:

            sono sorpreso da te mi aspettavo che capissi. cerco di essere più semplice: da sempre ogni stato/nazione/reame ha avuto l’esigenza di evitare l’eccessiva crescita demografica per cui non si deve far sguazzare la gente. l’unica cultura che ha fatto diciamolo proprio sguazzare la gente è stata la cultura cristiana. lo testimonia l’enorme numero di opere d’arte del mondo cristiani credo superiore a quanto prodotto da altre culture. per produrre così tanto occorrono mezzi economici e gente disposta a lavorarvi. e la gente lo fa se la rendi felice. e non vale deire che c’era una pseudo dittura religiosa. la dittatura non procura gioia di vivere, cosa che si evince dalle opere d’arte cristiane che esprimono gioia e felicità. tutto ciò era doveroso dirlo per dire che tutto il resto, paganesimo e cultura moderna, non fanno campare sempre bene la gente. o bene tutta la gente. il fine è che una parte della popolazione non sempre ha i mezzi per fare famiglia per cui alla fine se si sposa lo fa tardi e magari di figli uno solo. però il giochetto è rischioso per cui si deve far si che una parte della popolazione stia bene economicamente così da non lamentarsi di chi governa. dopo magari è gente che abortisce o pensa solo a divertirsi ma volendo fare figli la certezza economica ce l’hanno. e a proposito aborto facile divertimento (compreso alcool droga incidenti mortali post discoteca) a che servono se non a frenare demograficamente la popolazione. oggi tale freno poi è sia fine a se stesso che finalizzato a distruggere il cristianesimo. a ciò insomma ogni mezzo è buono. altrimenti come mai per noi c’è la crisi ma per gli immigrati c’è tutto? noi abbiamo sempre meno soldi abortiamo ci divertiamo e glia altri fanno figli e con l’aiuto (per loro si) dello stato. nel discorso ci ho pure messo dentro il tema del freno demografico che nell’altro testo non c’era.

          • mike scrive:

            aggiungo questo: la competizione umana moderna capitalistica serve sempre a ciò. tipo ti mettono in testa che le risorse son poche che il lavoro non c’è per tutti e che uno deve guadagnarselo. alla fine le persone “lottano” tra loro e se uno ce la fa un altro no. uno volendo può metter su famiglia l’altro no o non subito. finchè era così con un pò di ammortizzatori sociali e con l’economia che comunque andava … alla fine andava benino. ma valeva credo per i nostri genitori. oggi il lavoro è ancora più precario sia per legge (agenzie interinali) che per volontà di poteri internazionali (la crisi). se poi tolgono pure gli ammortizzatori sociali, ossia se si fa da noi come l’olanda (in america è così non a caso c’è molta delinquenza) è la fine. ci scanniamo anche per 50 euro. e qualche fatto di cronaca pare già confermarlo. è come nel mondo antico ossia la guerra. lì si dovevano trovare scuse per aggredire altri popoli (il che era assurdo visto che il mondo era molto meno popolato e c’era terra per tutti per cui lo scopo era non far crescere la popolazione), oggi ci sono mille scuse per dire che i soldi non ci sono e che in fondo se l’economia va male tanto va male. o anzi è colpa nostra che non siamo disposti ai sacrifici. ah poi guarda caso mondo pagano= aborto morte per inedia infanticidio poligamia (qui arrivaci) tenere la gente al limite di sussistenza…

          • mike scrive:

            aggiungo questo: se ti mettono in testa che il lavoro non c’è per tutti e che uno deve guadagnarselo, alla fine 2 o più lottano e magari uno vince l’altro o gli altri perdono. chi vince campa tranquillo e anzi volendo può metter su famiglia. l’altro o gli altri magari devono aspettare. se facciamo come l’olanda diventiamo come l’america dove la delinquenza è tanta. e anche sulla sanità che anche lì l’andazzo è idem. chiedetelo ad umberto smaila. anni fa dopo una caduta in un albergo mi pare a miami i medici americani lo hanno visitato ed operato ma solo dopo che i suoi amici (leggi Jerry calà e mara venier e non so chi altri) avevano reso disponibili delle somme tramite dei bonifici bancari. smaila infatti disse che se in usa non rendi disponibili almeno 10.000 dollari neanche ti guardano. per cui l’andazzo è che finche devi saper sopravvivere e se ci riesci a vivere, compreso il poterti curare se devi curarti. se non ce la fai sono cavoli tuoi (o anzi è pronta l’eutanasia). appunto, darwinismo sociale.

    • Alcofibras scrive:

      Non mi risulta che la compagnia delle opere viva solo di donazioni

  3. Marco scrive:

    Della serie: cari figliastri e nipotastri (perché i figli e i nipoti sono al sicuro!) vi comunichiamo che ci siamo mangiati tutto! E non abbiamo neppure i soldi per pagare il conto. Quindi, attrezzatevi, che mo’ so’ cazzi vostri!

    • mike scrive:

      i soldi ci sono. basta vedere quanti soldi ci sono nello sport. anche scandali come il mps dimostra che i soldi ci sono. chi ha rubato restituisca. non li obbligano a restituire e quelli si tengono tutto. se vogliono bastonano anche i paradisi fiscali. è solo un modo per farci campare male (non per dominarci che già ci dominano anche perché noi subiamo ma restiamo zitti). il “mò so cazzi vostri” è comunque azzeccato.

  4. Tommasodaquino scrive:

    Avverrà dalla sera alla mattina

  5. rocco scrive:

    Anche i Reali della “civilissima” e “progressista” Olanda hanno imparato a memoria le solite nenie della troika! Complimenti ,Sua Maestà e ci saluti gli amici della Goldman Sachs!

    • mike scrive:

      non so o non ricordo cosa sia la Goldman Sachs. però ho l’impressione che forse riesci a capirci qualcosa in più. in parole povere l’idea che il welfare non serve perché uno deve sapersela cavare da solo è una menzogna. credete davvero che faranno girare l’economia? forse. un po’ più. ma di certo se per una qualunque ragione non produci non consumi e anzi stai male senza possibilità di guarigione ti faranno fuori o anzi (subdolamente) ti faranno pensare di farlo. poi ci pensa lo stato (eutanasia). sarà un caso che l’olanda dice no al welfare e poi (e qui assieme al belgio) pratica senza scrupoli (rispetto per la volontà umana) l’eutanasia?

    • mike scrive:

      a scanso di equivoci. il “credete” non era rivolto a te. ma ad altri che non so se ci hanno capito tutto su ciò che, per me (poi posso sbagliare anche io sia chiaro) sta avvenendo. cioè si parla tanto si legge cioè tanto e forse quando uno parla troppo…..

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