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«L’ingerenza del governo americano mai così forte. Stiamo diventando uno Stato etico»

febbraio 16, 2012 Benedetta Frigerio

Obama obbliga i datori di lavoro a pagare ai dipendenti aborto e contraccezione. Intervista a Jack Lane, presidente designato dell’Associazione americana dei medici cattolici: «La riforma sanitaria tende allo Stato etico. Se tutti capissero che l’attacco è alla libertà religiosa e di coscienza, la gente si ribellerebbe. E non parlate di diritti delle donne perché non c’è conflitto».

Il regolamento varato il 22 gennaio scorso dal dipartimento della Salute americano su aborto e contraccezione vìola la libertà di coscienza e sta scatenando un dibattito che vede la Chiesa cattolica in prima linea. Vescovi e associazioni laiche hanno deciso di combattere la norma tramite preghiere, digiuni, interventi pubblici e azioni legali. Jack Lane, presidente designato dell’Associazione americana dei medici cattolici, spiega a tempi.it l’inizio di un dramma: «Diceva il cardinal Francis George: “Mi aspetto di morire nel mio letto, il mio successore morirà in prigione, e il suo successore morirà martire sulla piazza pubblica”».

Cosa potrebbe accadere alle istituzioni cristiane se il dipartimento della Salute non abolisse il regolamento che le obbliga a includere nelle assicurazioni pagate ai propri dipendenti l’aborto e la contraccezione?
Il problema ora è legato all’attività di molte istituzioni di carità e di ospedali cattolici e cristiani. Gli ospedali di matrice religiosa sono circa il 30 per cento in America. Se Obama non tornasse indietro sarebbero costretti a chiudere. Per questo il capo dei vescovi e il 90 per cento di loro sono contrari anche al compromesso offerto venerdì scorso dal presidente.

Qual è la differenza fra il regolamento del 22 gennaio e il compromesso offerto poi da Obama?
È un dietrofront solo formale. Prima era il datore di lavoro a dover pagare per forza l’aborto e la contraccezione. Ora, invece, si dice che sia l’assicurazione a provvedere. Ma non esiste assicurazione gratuita: verrà sempre pagata dai datori di lavoro. Quindi siamo punto a capo.

Molti medici hanno paura: questo potrebbe essere il primo passo per arrivare ad abolire l’obiezione di coscienza.
Penso che il timore sia fondato. Anzi. Questa paura c’è stata sin dall’inizio. La riforma sanitaria di Obama è stata un colpo duro per la sanità intera perché tende verso lo Stato etico.

Ma come mai allora alcuni cattolici, come suor Carol Keehan, presidente della Catholic Health Association (Cha), sono disposti ad accettare il compromesso?
La Cha è troppo coinvolta con l’amministrazione di Obama: è scesa a patti su questioni molto discutibili, come la riforma sanitaria appunto. Perciò se all’inizio suor Carol Keehan si era lamentata del regolamento del 22 gennaio scorso, ora accetta il finto compromesso.

La divisione che c’è tra la Keehan e i vescovi si vede anche all’interno del popolo cristiano?
Credo che le due posizioni siano sintomatiche di una divisione interna alla Chiesa. Ma questa volta, nonostante quello che suor Keehan ha detto pubblicamente, mi pare che tutti i credenti (e non solo) sentano che si è raggiunto il limite: l’ingerenza dello Stato non è mai stata tale. Per questo i media democratici, e non solo, cercano di spostare l’attenzione. Fingono che il problema sia la contraccezione gratuita e non parlano della violazione della libertà di coscienza che questo regolamento introduce. Se tutti riuscissero a capire che l’attacco è alla libertà religiosa, la gente si ribellerebbe. E Obama perderebbe moltissimi consensi.

Le elezioni e i candidati che corrono contro Obama hanno quindi una grande responsabilità.
Credo che ne abbiano moltissima. Sono chiamati a tenere viva la memoria per tutto il periodo elettorale. Devono far sì che gli americani non dimentichino. Obama sa che il nostro popolo ha la memoria corta, non a caso prende le decisioni sempre di venerdì pomeriggio, come ha fatto anche in questo caso. Perciò ammiro Rick Santorum, che non si stanca di denunciare l’attentato alla libertà religiosa. E mi conforta vedere che i sondaggi rilevano che il consenso su di lui stia crescendo proprio ora.

Obama, infatti, ha tentennato. Sa che questa mossa può rivelarsi un boomerang elettorale. Perché non torna indietro definitivamente?
La riforma sanitaria approvata, purtroppo, prevedeva già quello che sta accadendo. La campagna elettorale del presidente è poi finanziata da fiumi di denaro che vengono dalle lobby abortiste e dal mercato degli anticoncezionali e delle pillole abortive.

Si dice che il regolamento segni il conflitto fra la libertà religiosa e il diritto della donna ad avere accesso a certi servizi. Come risolvere il contrasto?
Come i media presentano il caso è fuorviante. Si tende da una parte a dire che il problema è sulla contraccezione, in modo da non perdere l’appoggio dei cattolici liberal che non seguono il Magistero della Chiesa, e dall’altra Obama sostiene che bisogna anche proteggere i diritti delle donne. Non è così. Le donne possono avere i contraccettivi e abortire quando vogliono. Perciò il problema è uno solo: si obbliga ogni datore di lavoro a pagare per l’aborto e la contraccezione dei dipendenti. E questo vìola il primo emendamento della Costituzione. La nostra Carta costituzionale protegge la libertà religiosa e di coscienza e non il diritto alla contraccezione e all’aborto (comunque ampiamente permessi): è evidente che non c’è alcun conflitto fra diritti.

La Chiesa cattolica e i cristiani in generale stanno parlando a voce alta, entrando con forza nuova nel dibattito pubblico. Qual è il sentimento che si respira fra i credenti?
La Chiesa cattolica e i cristiani in generale sono molto provati. Ma credo che lo Spirito Santo stia soffiando su di essi e li stia fortificando. Forse la Chiesa si ridurrà in numeri, ma sicuramente sarà più fervente. Diceva già il cardinal Francis George, presidente della Conferenza episcopale americana prima dell’attuale Timothy Dolan: «Mi aspetto di morire nel mio letto, il mio successore morirà in prigione, e il suo successore morirà martire sulla piazza pubblica». La Chiesa è sempre rinata così.

Santorum potrebbe rappresentare i cattolici.
Santorum è fedelissimo al Magistero ed è competente. Prima molti lo consideravano ineleggibile, ora il consenso sta aumentando. Se vincesse anche alle prossime tornate elettorali forse potrebbe farcela. Molti cristiani pur giudicando Santorum il migliore pensavano fosse utopico appoggiarlo, ma ora stanno cambiando idea.
Twitter: @frigeriobenedet

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