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Lettera di una Sentinella che ha a cuore la Ragione e non è disposta a barattare il sole per una lucciola

aprile 15, 2014 Claudio Cia

I media ci hanno presentato come gli “omofobi”. Ma noi non abbiamo insultato nessuno, anzi, abbiamo subito offese. Vogliamo essere liberi di non omologarci al pensiero unico

sentinelle-in-piediSignor direttore, non è mia abitudine commentare titoli e articoli pubblicati dai quotidiani ritenendo questi liberi di informare e di evidenziare aspetti della notizia, ma mi consenta di dissentire quanto emerso da alcuni media che in alcuni articoli sono riusciti a concentrare tante inesattezze da far pensare che vi sia cattiva fede. Per indicare la Veglia delle Sentinelle svoltasi venerdì scorso, sono state usato espressioni lungi dall’essere veritiere: “Torna la veglia omofoba” e ancora “il presunto diritto a essere omofobi”.

Io ho partecipato a questa veglia e nessuno era lì contro qualcuno ma per qualcuno: la famiglia naturale e il diritto al pensiero libero. Chi ha a cuore non tanto la Fede, bensì la Ragione, è chiamato a testimoniarlo e questo ho fatto con tanti altri cittadini, oltre 300. Non una parola, non un’offesa e nessun giudizio hanno caratterizzato la nostra presenza e il nostro silenzio. Abbiamo invece subito offese, provocazioni, arroganza e volgarità da coloro che hanno manifestato la loro insofferenza verso la caparbietà di quanti non si rassegnano all’ideologia del pensiero unico e vogliono continuare ad essere persone libere: libere di pensare, libere di credere nei valori che nobilitano e caratterizzano la natura umana dal resto del creato, liberi di dire che “padre” e “madre” non sono parole che appartengono a noi ma a tutti i bambini e rubarle a loro sarebbe un crimine. Per le varie arci gay e affini difendere la famiglia naturale oggi è una minaccia che va a ledere i loro “diritti”, non quelli di essere rispettati e stimati come cittadini liberi di vivere la propria affettività in pubblico e in privato con tutela anche giuridica, ma quelli di togliere cittadinanza alla famiglia, alla naturalità della persona per sovrapporsi ad essa. Fanno del vittimismo un’arma per imporre il silenzio e prendere il posto della ragione.

Lo ripeto, non sono un consigliere anti gay. Ogni persona deve sentirsi legittimata e non giudicata nell’esteriorizzare la propria affettività, mi rifiuto però di rincorrere ed assecondare ogni loro pretesa e ogni loro appetito perché so ancora riconoscere il quadro dalla la cornice e non sono disposto a barattare il sole per una lucciola.

Claudio Cia

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87 Commenti

  1. Alberto scrive:

    “essere rispettati e stimati come cittadini liberi di vivere la propria affettività in pubblico e in privato con tutela anche giuridica”
    Ma cosa mi scrivete mai??? Siete a favore delle unioni civili? In realtà no, vero? Il vostro, presunto, rispetto dei gay è solo un paravento per il fatto che ci considerate dei pervertiti meritevoli delle fiamme del rogo, o al più di una doccia a base di Zyklon B. O magari, visto che siamo più moderni, di una bella condanna all’ergastolo in un carcere ugandese.

    • Gabriele scrive:

      No, molto più semplicemente afferma che l’omosessualità è un rapporto privato, tipo l’amicizia, e come tale è giusto che lo stato conceda lo spazio privato necessario per vivere tale rapporto. Infatti nessuno mi risulta abbia chiesto di mettere l’omosessualità fuorilegge, nemmeno la Chiesa (che condanna l’esercizio dell’omosessualità, ma rispetta sempre le persone e sa bene che non tutti i peccati sono reati e viceversa).
      Il matrimonio non ci può essere perchè non è un diritto, ma un istituzione pensata per un determinato tipo di coppia, con requisiti che le coppie omo non hanno (mi dispiace, ma non basta affatto il facilone e semplicistico ‘love is love’ di Obama). E senza arrivare neppure alle unioni civili, si può anche modificare qui e là il codice per rendere più fattibile la convivenza, omo ed etero che sia.

      • guido scrive:

        Volevo solo fare notare che unioni civili e matrimonio sono la stessa cosa vedi art.3 ddl 1231 del 10 gennaio 2014 presentatoalla presidenza del senato della repubblica.
        http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/43713.htm

        • Gabriele scrive:

          Non sono la stessa cosa. Il matrimonio è quando due persone progettano di avere una vita insieme, con relativi diritti e doveri, col desiderio di avere figli e l’impegno ad educarli. Questa proposta del senato, invece, vuole parificare al matrimonio anche coppie che dovrebbero avere tutti i diritti e nessun dovere, perchè sarebbe un impegno sin dall’inizio scioglibile in qualunque momento, e non per sempre.
          E’ insomma un esempio di quel ‘love is love’ cui accennavo.

          • Giovanni scrive:

            Certo che siete dei bei tomi! Se i gay voglionoi sposarsi no perchè non fanno figli, se vogliono fare i figli (adottandoli o con la fecondazione assistita) vi stracciate le vesti, anzi dite che non dobbiamo autorizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso perchè poi pretendono di avere figli.

          • Bifocale scrive:

            Gabriele il discorso della procreazione ce lo ha infilato lei, non e’ scritto da nessuna parte che il matrimonio sia collegato alla procreazione, di fatti possono tranquillamente sposarsi anche persone ultrasessantenni e dunque non piu’ in eta’ feconda. Oltretutto al mondo vi sono milioni di coppie senza figli e non per questo il loro matrimonio e’ meno valido di quello delle coppie con figli. Notare poi che quando le coppie dello stesso sesso vogliono che le loro unioni siano riconosciute dallo Stato nel quale vivono e pagano le tasse gli viene rinfacciato che “volete solo diritti e nessun dovere”. Quando chiedono l’uguaglianza matrimoniale, che appunto vincola i diritti ai doveri reciproci, allora gli dite che non possono. Insomma, non siete mai contenti, pur di voler controllare le vite degli altri e limitarne i diritti finite persino nel contraddirvi da soli.

            • Giannino Stoppani scrive:

              “Non e’ scritto da nessuna parte che il matrimonio sia collegato alla procreazione”…
              Bifocale, prima di far brillare certe cariche bisognerebbe avvertire con il classico “pronti al fuoco” e “fuoco!”.
              Non l’hai fatto il militare?

        • Fran'cesco scrive:

          Guido, hai dimenticato di scrivere “per me” sono la stessa cosa.
          Per noi no. Senza offesa.

      • Alberto scrive:

        Chissà come mai queste modifiche “qui e là il codice per rendere più fattibile la convivenza” non si sono mai fatte, strano eh? Eppure pare che i cattolici le vogliano tanto… Sarà perché semplicemente non è possibile garantire diritti che siano opponibili a terzi con una semplice scrittura privata?

        • Gabriele scrive:

          Oppure, più semplicemente, per garantire quella fattibilità vanno già bene le regole attuali.
          Infatti io ho scritto che ‘si può anche modificare’ (ossia se necessario), non che si deve cambiare per forza.

          • Alberto scrive:

            Lo ripeto, un contratto tra privati difficilmente è opponibile a terzi. L’impugnabilità dei testamenti poi, rende praticamente irrilevante anche la possibilità di disporre della quota non di legittima (che già è piccola di per sé) in caso di presenza di parenti anche non proprio prossimi.

            • Bifocale scrive:

              Le scritture private non possono esser fatte avalere nei confronti della pubblica amministrazione e oltretutto non sono riconosciute all’estero. Se una coppia di sposi etero si sposta in un altro Paese il loro matrimonio viene riconosciuto, è del tutto evidente che una semplice scrittura privata anche da questo punto di vista all’estero non avrebbe alcun valore. Serve un riconoscimento legislativo da parte dello Stato. Se si parla di matrimonio (civile, si badi bene) non vi sta bene perchè lo volete collegato ai fini riproduttivi. Ma ogni volta che si prova a parlare di alternative giuridiche, come le unioni civili o partnership registrate come in Germania, non vi stanno bene neanche quelle, inaccettabili in quanto definite più volte “matrimonietti di serie B”. Insomma, alla fin fine la sola cosa che volete è che non vi sia alcun riconoscimento, ecco quello che volete, che sia mantenuta la più totale discriminazione.

              • Giannino Stoppani scrive:

                Io non sono un giurista e pertanto domando: che vuol dire che una scrittura privata non è riconosciuta all’estero?
                Che se io acquisto una macchina e vado in Germania, il primo tedesco che incontro può dire che la macchia è sua?

                • Alberto scrive:

                  L’acquisto di un bene è cosa diversa. Se il mio compagno in Germania ha un coccolone io cosa faccio, mostro un pezzo di carta in italiano firmato ad un notaio italiano, che loro manco sanno cosa sia (eh sì, i notai come li intendiamo noi sono una particolarità tutta italiana)? Ma questo è solo un esempio: problemi più gravi possono venire nel caso di proprietà all’estero, etc… E’ comunque vero che pure in Italia la validità di una scrittura privata è molto limitata, dato o il suo non riconoscimento davanti alla pubblica amministrazione o la sua facile impugnabilità da parti di terzi. Ripeto che anche fare un testamento molte volte, fra ricorsi vari dei parenti che si trascinano per anni e anni, serve a poco. Le scritture private per le coppie di fatto sono certo utili per dar da mangiare ai già pasciuti notai, per il resto sono forse più utilizzabili alla toilette se si rimane senza carta igienica.

                • Bifocale scrive:

                  Stoppani, prima di dare fuoco alle sparate almeno avverti :-) Vediamo un chiaro esempio di discriminazione basata sull’orientamento sessuale, di quelle che le rispettosissime e non offensive sentinelle omofobiche vogliono mantenere. Se un cittadino italiano ha un contratto di lavoro all’estero, diciamo ad esempio in Canada, per poter andare deve ottenere il permesso di soggiorno per se e anche per i suoi familiari. Presenta il suo bel certificato nel quale risulta ad esempio la moglie e quest’ultima, sua coniuge, ottiene anch’essa il permessso di soggiorno per poter andare con lui. Questo un cittadino omosessuale non lo puo’ fare, infatti in Italia non solo l’accesso al matrimonio (civile) è privilegio esclusivo degli eterosessuali ma non esistono neanche quelle alternative legislative (unioni civili, partnership registrate) che esistono in altri Paesi. Questo tipo di situazione non si risolve certo che non contratti privati, che in questo contesto non hanno alcun valore, si risolve solo con una legge dello Stato che permetta anche alle persone omosessuali di poter avere una vita e dei legami familiari (partner) e che possa provarlo in qualche modo anche all’estero.

                  • Giannino Stoppani scrive:

                    Bifocale, se il mio stile ti risulta “sgradevolissimo”, perché diavolo mi freghi le battute?

                    • Bifocale scrive:

                      Eddai Giannino che era un tributo, un omaggio, un riferimento al tuo post precedente. Più che altro ti vedo in difficoltà, al mio esempio di necessità di trasferimento all’estero (es. motivi di lavoro) col proprio nucleo familiare (partner in primis) non rispondi, preferendo rifiugiarti nelle battutine…

                  • Giannino Stoppani scrive:

                    E comunque io voglio mettere nella denuncia dei redditi i miei gatti tra i figli a carico e voglio assicurar loro la reversibilità della pensione.
                    Siccome è una cosa che non dà noia a nessuno io la voglio, la voglio e la voglio.
                    Chi dice di no è un gattofobo.

                    • Bifocale scrive:

                      Chi tira fuori argomenti animaleschi quando si sta parlando dei diritti di altre persone evidentemente è in difficoltà e, tra una battutina e l’altra, sta raschiando il fondo del barile essendo a corto di argomenti solidi e razionali, rifugiarsi nello sberleffo è l’ultima spiaggia.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Vabbene, allora io e mia moglie vogliamo prendere come coniuge a carico un mio amico invalido, che mentre voialtri parlate di reversibilità della pensione per i gay, lui deve campare con 279 miseri euri mensili.
                      Siccome farlo diventare giuridicamente nostro familiare è una cosa che non dà noia a nessuno, noi la vogliamo, la vogliamo e la vogliamo!
                      E chi dice no è invalidofobo!
                      E ora vediamo dove tu t’attacchi!

                    • Giovanni scrive:

                      Stoppani quando eri Tubini avevi più smalto. Il tuo amico invalido puoi metterlo nello stato di famiglia anche adesso e avrà diritto a tutto quello che è previsto in questi casi, per esempio la tua polizza sanitaria varrà anche per lui. Se appriovassero una legge sulle unioni civili che prevede la reversibilità della pensione per i conviventi varrà anche per lui. I gatti no, purtroppo, ma solo perchè non sono iscritti all’Inps 😉

                    • Fran'cesco scrive:

                      Giovanni, non basta lo stato famiglia per essere a carico. Anche per questo chiedete i matrimoni gay.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Giovanni, ora è ovvio che non sapete di cosa parlate.
                      Ah, ah, ah!
                      Che somari!

    • Francesco scrive:

      Alberto, si rende conto che il suo è un pre-giudizio?
      Secondo lei persone contrarie al matrimonio omosessuale o all’adozione da parte di coppie omosessuali devono essere per forza persone che considerano i gay come “pervertiti meritevoli delle fiamme del rogo, o al più di una doccia a base di Zyklon B”. Poiché questo non è supportato da nessuna dichiarazione delle Sentinelle In Piedi, ne consegue che il suo è appunto un pre-giudizio.

      Non le sembra, il pregiudizio, un male da debellare?

      • Alberto scrive:

        Chissà perché ad ogni affermazione omofoba tutti premettono “ho tanti amici gay”. Non sono le parole che contano, ma i fatti. E il mondo cattolico non ha mai fatto nulla di positivo per i gay, anzi ne ha favorito l’ostracizzazione sociale per secoli. Del resto, anche Hitler diceva che deportava gli ebrei per il loro bene, per dar loro una nuova vita. Parole al vento, appunto.

        • Fran'cesco scrive:

          Alberto, le tue parole sono piu’ violente degli attacchi alle sentinelle di cui parla l’articolo.
          Perche’ l’articolo e’ di questo che parla.

          • Alberto scrive:

            Fatti che dimostrino tutto il vostro amore per i gay, non parole, prego, fatti!

            • Fran'cesco scrive:

              eh no, caro, l’articolo parla di altro.
              Il mio (limitato) amore per il prossimo nel nome di Gesu’ lo vivo tutti i giorni, non su queste pagine.

              • Alberto scrive:

                L’articolo parla di questo tipo in cerca di notorietà che, come al solito, non è contro i gay che hanno i “diritti […] di essere rispettati e stimati come cittadini liberi di vivere la propria affettività in pubblico e in privato con tutela anche giuridica”, ma poi parte con le solite sparate omofobe. Quindi mi chiedo dove stia nei cattolici tutto questo amore e questa protezione per i gay. Visto che tu non mi fai nessun esempio, confermi la mia idea che sia solo fuffa per mascherare reali e aggressive intenzioni.

                • Fran'cesco scrive:

                  Il cristiano ama (dovrebbe amare) il prossimo, qualsiasi faccia abbia.
                  L’articolo parla dell’aggressione di qualche bel tomo, a dispetto del non-essere contro delle sentinelle (se non sei d’accordo sull’atteggiamento delle sentinelle e’ un altro conto).
                  Io personalmente non ho nessuna intenzione di proteggere un gay piu’ di quanto protegga un non gay, perche’ dovrei mai, perche’ sono discriminati?

                  • Alberto scrive:

                    Direi di sì… Non bisogna amare soprattutto i più deboli e gli oppressi? Mi pare Gesù sia molto chiaro in marito e minacci esplicitamente l’inferno più volte a riguardo (cosa che invece non fa mai per la sessualità). Comunque che i gay siano o meno i “deboli” da amare di più, in ogni caso devono essere amati almeno quanto tutti gli altri. Quindi ti prego di dirmi cosa fai tu o più in generale i cattolici per mettere in pratica tutto questo amore. Attendo con impazienza dettagli su fatti e cose pratiche, merci.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Ma caro Alberto, da quando amare qualcuno significa considerare legittima ogni sua pretesa?
                      Io amo i miei figli, ma mi guardo bene dall’approvare e assecondare tutte le loro voglie.
                      Dunque?!

                    • mike scrive:

                      oggi deboli ed oppressi sono soprattutto gli etero. o perlomeno svantaggiati sul lavoro. conosco gente che mi sono spiegato come fanno ad avere vantaggi sul lavoro solo capendo che siano gay (poi che siano gay me lo ha anche fatto pensare tutto un insieme di cose). per cui lascia stare che oggi essere gay aiuta chi lo è, come diceva luca di tolve e forse è questa una delle cose dette da lui che più ha infastidito il mondo gay.
                      su Gesù leggi Mt 11, 23-24.
                      rispondendo ad un tuo commento sopra, per me la chiesa non ha emarginato gli omosessuali, ma usati quello si. ma anche così è riduttivo, occorrerebbe spiegare bene ma sarebbe troppo lungo. in sintesi: la chiesa ha proibito l’omosessualità ma al contempo ha cercato di dare un senso alla vita di essi. cioè era una prova e poi neanche troppo velatamente si prospettava la vita consacrata. così si alimentava le file della chiesa (monaci qui inclusi) assieme all’altro scopo che era evitare l’eccessivo incremento demografico. oggi le cose sono cambiate: gli omosessuali sono cresciuti rispetto al passato, non vogliono né vivere la loro condizione come la chiesa dice e la chiesa secondo me non sa cosa dire/fare. cioè paga una cosa che non ha voluto affrontare diversamente (per i vantaggi sopra detti) per quasi tutti i 2000 anni. una volta gli omosessuali ascoltavano la chiesa, oggi ascoltano il potere laico.

                    • Fran'cesco scrive:

                      Alberto,
                      da peccatore (io) a peccatore (la condotta omosessuale e’ peccato), cerchero’ di convertirlo. E se lui vuole cercare di convertirmi, migliorando il mio essere cristiano, ben venga.

                      (avevo scritto che non avevo intenzione di “proteggere un gay piu’ di” e non di “amarlo meno di altri”)
                      Deboli e oppressi? A giudicare da come insultano le sentinelle non direi…

    • Pascal scrive:

      Io mi contenterei di lasciarli senza piume di struzzo per tutta la vita.

  2. Giovanni scrive:

    Nel film “Blues Brothers” i nazisti dell’Illinois, stanno in silenzio a prendersi gli insulti e vengono anche investiti con la macchina da John Belushi e Dan Aykroyd. Non sono comunque personaggi positivi.

    Il problema è che le sentinelle non manifestano per, ma contro il diritto di qualcuno. Si battono perchè qualcuno non possa fare qualcosa che desidera fare, e vogliono vietare questo comportamento malgrado nessuno venga danneggiato da esso.Che lo facciano rispettosamente e in silenzio non cambia la sostanza.

    La storia della libertà di espressione è una scusa, una balla a cui nessunio seriamente può credere, lo provano venti anni di applicazione della Legge Mancino e anche l’esito dei casi che sono stati sbandierati come spauracchi tipo quello del predicatore londinese (che cosa c’entrasse poi con una legge italiana me lo devono ancora spiegare)

    La verità è che gli dà fastidio che l’omosessualità sia riconosciuta come degna di tutela. Perchè in fondo sono omofobi, nel senso proprio del termine, provano fastidio a pensare che i gay siano come loro, innamorati come loro, genitori premurosi come loro, persone normali come loro. Non li chiamano più depravati, ma “oggettivamente disordinati”, ed è la tipica ipocrisia dei bigotti

    • Alberto scrive:

      Ben detto! Almeno avessero il coraggio di dire apertamente che i gay fanno schifo, etc.., invece di trincerarsi dietro l’ipocrisia,.

      • Fran'cesco scrive:

        Alberto,
        troverai qualcuno che risponde per le rime alle provocazioni ma Gesu’ ci insegna altro.
        La violenza non porta da nessuna parte.

        • filomena scrive:

          Intervento in questa discussione perché credo che devono in primo luogo gli eterosessuali difendere i diritti di tutti a vivere gli affetti come meglio credono senza per questo avere meno diritti degli altri. Ritengo inoltre che ci guadagnerebbero tutti se con leggi più liberali che regolamentassero le unioni si aumentasse la qualità di vita. Il matrimonio tradizionale fatto di molti più obblighi che diritti oggettivamente non attrae più nessuno, e i dati statistici lo dimostrano. Ciò non toglie che se qualcuno sente il bisogno di crearsi legami di questo tipo nessuno glielo vieta, ma non per questo lo deve estendere a tutti facendogli rinunciare anche a quelle tutele che alle volte sono necessarie.

          • Fran'cesco scrive:

            Oh bella!
            I diritti di tutti li devono difendere tutti.
            Le discriminazioni di tutti devono combatterle tutti.
            Gli affetti di tutti non sono in discussione.
            Continuo a non capire che bisogno c’e’ di regolamentare una unione che e’ gia’ regolamentata (se vivi insieme a tuo cugino puoi metterlo nello stato famiglia).

    • Giannino Stoppani scrive:

      Caro Alberto, ti ricordo che Blues Brothers hanno studiato dalle suore e sono in “missione per conto di Dio”.
      Già che mi ci trovo ti ricordo che l’insegnamento di Cristo impone ai suoi seguaci di porgere l’altra guancia a chi dà loro uno schiaffo, ma Dio, nella sua misericordia, ci ha dotato gli esseri umani di due sole guance.
      Non è detto, pertanto, che qualcuno non si stanchi di leggere i tuoi insulti e ti denunci alle autorità competenti facendoti vedere come funziona la legge Mancino.

  3. Cristoforo Libero scrive:

    Agli arciamici dico che non vi prenderò minimamente in considerazione fino a che non dimostrerete un minimo di serietà, per esempio chiudendo i vostri circoli ricreativi. Grazie a Dio da un anno non ho più la vostra tessera. Mentite e sapete di mentire.

  4. filomena scrive:

    Tempi e i suoi lettori ipercattolici non saranno omofobi, quantomeno diciamo però che un pensiero fisso sull’omosessualità è oggettivamente una loro costante visto il numero di articoli pubblicati sull’argomento e quello dei commenti tra l’altro non esattamente benevoli nei confronti dell’omosessualità.

    • domenico b. scrive:

      Per noi cattolici gli atti omosessuali sono un peccato, nel senso che ci allontanano da D i o, ci fanno perdere la nostra unione con lui, che ci ha creati maschi e femmine, e il matrimonio tra un uomo e una donna è lo specchio dell’amore che Lui ha per noi. Non possiamo accettare che una società che si dice civile legalizzi questo comportamento o altri, come l’omicidio, il furto, ecc.
      Ma anche senza tirare in ballo la religione basta vedere che la natura non prevede questo comportamento, che per essere praticato necessita di una violenza nei confronti dell’altro, sia fisica che psicologica, in quanto si impedisce anche ad un’altra persona di essere se stessa, di potersi sposare con una persona dell’altro sesso…non si può parlare di amore in un comportamento omosessuale ma solo di sesso… noi possiamo essere felici solo se viviamo secondo quanto la natura ha previsto per noi

      • Filomena scrive:

        Bene questa é la tuo pensiero e del resto nessuno ti chiede di sposare un omosessuale. Dire che però altre persone che nulla a che vedere con te non possano farlo, diciamo eufemisticamente non é molto democratico. Capisco che la Chiesa non é mai stata democratica ma di fatto l’Italia lo é e mi risulta l’Italia che non abbia mai legalizzato il furto o l’omicidio che oltre ad essere per voi peccato, per tutti sono reato.

        • Fran'cesco scrive:

          allora perche’ una sentinella non puo’ dire la sua senza che gli lgbt lo insultino (si parla di questo nell’articolo)?

          Ma e’ antidemocratico anche che 3 persone non possano sposarsi?

      • Alberto scrive:

        E’ molto offensivo dire che nei rapporti omosessuali non c’è amore: oltretutto tu cosa ne sai? Parli per esperienza diretta? Egualmente vergognoso è parlare di violenza in un rapporto consenziente: la violenza è quella degli stupri (quelli che nell’Italia cattolica erano reati contro la morale, ricorda?), e c’è poco da scherzare perché le vittime si ritrovano con la vita distrutta.

      • Bifocale scrive:

        Domenico guarda che l’omicidio e il furto sono reati, l’essere omosessuale (che se permetti è un qualcosa di più complesso del compiere atti omosessuali) no. Nessuno impone ai cattolici di sposarsi tra persone dello stesso sesso, se una cosa non la volete fare non la fate, ma lasciate che gli altri decidano della loro vita, senza dover venire a chiedere il permesso ‘morale’ a voi.

        • domenico b. scrive:

          Bifilomena e c., si potrebbe anche affermare che se qualcuno ammazza il mio vicino per un torto che ritiene gli abbia fatto, a me a voi e a tutto il resto del mondo ritengo che non gliene importi nulla, dal momento che non ha danneggiato nessuno di noi. Allo stesso modo se una persona in stato di necessità va a rubare in casa di Filomena, io non vengo danneggiato, per cui questa persona secondo me potrebbe anche essere lasciata libera di circolare.
          Se un dottore sodomizza un minore che io non conosco, non vedo cosa possa interessare a me e al resto del mondo.
          Purtroppo per voi esiste una morale, anche se voi ora volete cambiarla, e state utilizzando ogni sistema per poterlo fare. ma la morale non è una convenzione o un contratto tra persone, è qualcosa che va al di là della legge o delle maggioranze, riguarda riconoscere la nostra condizione di creature, cioè non ci siamo creati da soli, non siamo nati per volontà nostra.
          Capire questo significa capire che esiste il bene ed anche il male. Scegliere l’omosessualità significa scegliere di stare dalla parte del male, e non potete giustificarvi dicendo che non danneggiate nessuno

          • pse scrive:

            Gentile signore, si tratta di saper scindere il reato dal peccato. Se fosse come dice lei dovremmo avere una polizia morale (religiosa?) che controlla cosa avviene in tutte le stanze da letto (delle coppie eterosessuali, omosessuali, e anche dei single .. non sia mai che disperdano il seme o si diano ad atti lussuriosi…)
            Omicidio, furto violenze, oltre a essere reati contro qualcuno (e lo stato ha il dovere di tutelare non solo me ma tutti) – generano comunque una insicurezza nella società che sicuramente non è un bene.

          • Bifocale scrive:

            Domenico B continui a ripetere lo stesso errore nel paragonare due cose che stanno su piani diversi. Le coppie omosessuali che stanno insieme amandosi e cercando, come tutti, di costruire un percorso di vita comune non commettono reati e non fanno del male a nessuno per cui non sono certo assimilabili a chi ammazzi il vicino di casa per un torto, o a chi ruba nelle case altrui, o al ‘dottore che sodomizza un minore’. Fare questo tipo di paragoni non fa altro che rivelare i tuoi pregiudizi su altre persone che neanche conosci. Tu sei liberissimo di avere la tua morale, di credere che esista un SuperEssere Creatore che tra miliardi e miliardi di galassie ognuna delle quali con miliardi di pianeti è ossessionato dall’emettere giudizi morali e decidere se accoglierti nel in paradiso o mandarti all’inferno coi cattivoni a seconda di chi ti innamori e con chi vai a letto. Inoltre l’orientamento sessuale (e questo vale sia per gli omosessuali che per gli eterosessuali) non si ‘sceglie’ tipo che vestito mi metto oggi, l’orientamento sessuale fa parte del profilo psicologico e della personalità di ognuno di noi e, se permetti, ogni persona civile degna di questo nome dovrebbe vivere la propria vita come vuole e lasciare che gli altri (nel rispetto delle leggi ovviamente) vivano la loro.

    • Saverio scrive:

      Non ho mai torto un capello – o avuto intenzione di farlo – ad un omosessuale, ma se l’omofobia va intesa in senso etimologico, sono un omofobo.
      Non sono affatto benevolo nei confronti dell’omosessualità e lo ritengo un gravissimo vizio: un vizio temibilissimo (da cui la mia fobia), l’espressione angustiante del cupio dissolvi di una certa umanità.
      Va bene così?
      E’ ora che i cattolici la smettano di temere la propria ombra.
      Oltretutto non è una questione meramente confessionale.
      Va ripetuto fino alla nausea, senza timori, con Platone: l’omosessualità è contro natura, è la soppressione deliberata del genere umano.
      E se un simile giudizio morale deve portare in galera – è questo ciò che vuole Scalfarotto, ciò che vuole Grillini, ciò che vuole il PD – pazienza.
      Chiudo con un pensiero rivolto agli ingenui che si in contrano a frotte nei forum e nei vari siti.
      Replicheranno che considerazioni come queste non cadrebbero sotto la scure della legge Scalfarotto.
      Da giurista obietto che non sanno quel che dicono.
      A patto che – e sarebbe molto peggio – non siano in mala fede e non fingano.

      • Paolo scrive:

        Lo ripeta pure fino alla nausea…ciò non cambierà di una virgola l’oggettiva naturalità e normalità dell’orientamento omosessuale. Se poi questo le crea fobia è problema squisitamente suo che se vuole può risolvere. In caso contrario se lo tenga per lei, con i problemi annessi, senza pretendere di sminuire i rapporti affettivi e sessuali di tante persone normali.

        • Saverio scrive:

          Il punto è proprio che, non ritenendo che si tratti di un tema innominabile, in molti non siamo disposti a tenercelo per noi e ad accettare che si voglia mettere in carcere chi manifesta argomentatamente il proprio dissenso.

      • pse scrive:

        Gentile signore, seguendo il suo ragionamento, anche il celibato dei preti e il nubilato delle suore, se applicato alla totalità della popolazione porterebbe all’estinzione dell’umanità.

        • beppe scrive:

          PSE, anche il comportamento di TAFAZZI se praticato da tutti creerebbe problemi. se lei invece ragionasse prima di scrivere, staremmo tutti meglio.

          • pse scrive:

            il signor saverio nella suo intervento precedente ha detto che ritiene l’omosessualita un vizio, gravissimo e temibilissimo, e scomodando platone, che è qualcosa contro natura, e che è la soppressione deliberata del genere umano. Io semplicemente gli ho fatto osservare che se seguissimo questa linea di ragionamento dovremmo proibire il celibato dei preti e il nubilato delle suore, comportamente senza dubbio innaturale (siamo fatti per la procreazione, no?) e che se diventasse comune e diffuso porterebbe all’estinzione dell’umanità.
            tutto qua

        • Saverio scrive:

          La ringrazio per la cortesia di avermi definito gentile e spero che lei sia sincero.
          Lei dica pure quel che pensa; in un altro contesto le risponderei.
          Non in questo, perché per risponderle perderei di vista l’essenziale.
          Tutto ciò che preoccupa, è che non passi la violenza inaudita della legge Scalfarotto.
          Non la voglio affatto sbattere in galera se lei ritiene contro natura la verginità consacrata; non voglio esser sbattuto in galera se sostengo tesi diverse dalle sue sulla innaturalità della sodomia.
          Attualmente il pericolo della legge Scalfarotto è immane e ci si batte per la libertà di esprimere il proprio punto di vista.
          Sbagliato, dice lei?
          Se ne può discutere, ma il resto della discussione viene poi, solo poi: la possibiltà di replicare è infatti il presupposto stesso della discussione.
          Noi ora difendiamo il presupposto.

          • pse scrive:

            Discutere educatamente dovrebbe essere il sale dei commenti a un articolo, anche se spesso questo viene dimenticato. Dunque in buona sostanza lei afferma che il problema è la legge Scalfarotto, in quanto sarebbe liberticida?
            Francamente a me pare una favoletta, che viene ripetuta per spaventare le persone. Da quanto leggo l’articolo 2, che modifica una legge esistente e afferma che:
            “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, anche ai fini dell’attuazione dell’articolo 4 della convenzione, è punito:
            a) con la reclusione fino a un anno e sei mesi chiunque, in qualsiasi modo, diffonde idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o motivati dall’identità sessuale della vittima;
            b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o motivati dall’identità sessuale della vittima”
            Davvero queste parole vi fanno temere di finire in galera? Verrebbe da pensare che evidentemente qualcuno ha davvero la coscienza sporca e spende il suo tempo a propagandare l’odio verso le persone omosessuali. Insomma qui siete in buona parte cattolici, immagino convinti della vostra religione, e probabilmente convinti nell’intimo che la religione cattolica sia quella giusta e le altre no. Eppure riuscite a stare al mondo rispettando la legge mancino (che sarebbe poi la legge che Scalfarotto propone di modificare inserendo anche le discriminazioni basate sull’identità sessuale), senza che le carceri si riempano di cattolici …

            • Fran'cesco scrive:

              Pse,
              Scalfarotto vuole questa legge perche’ punta piu’ in alt, l’ha detto lui. (per me e’ piu’ in basso, questione di punti di vista).

            • Carlo2 scrive:

              @Pse: Non si può citare solo la parte che fa comodo.
              Art.1 comma 1 del DDL: “Ai sensi della presente legge, non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, PURCHE’ NON ISTIGHINO ALL’ODIO O ALLA VIOLENZA, né le condotte conformi al diritto vigente ovvero anche se assunte all’interno di organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto, […]”.

              Chi decide cosa è istigazione all’odio o alla violenza, visto che nel testo non è scritto? Risposta: il giudice.

              Secondo molti che hanno commentato qui e altrove, il solo dirsi contrari a nozze o adozioni gay, o le veglie delle sentinelle in piedi, sono atti omofobi ed istigatori; per punire tali atti si sono detti favorevoli alla denuncia ed alla pena detentiva.
              Se lei può dimostrare che nessun giudice ragionerà allo stesso modo, lo faccia; se non può dimostrarlo, allora il problema c’è.
              Resto in attesa. Anche se di solito, a questo punto gli altri (vedi Bifocale) smettono di rispondermi.

              • pse scrive:

                Buona sera. Provo a rispondere. Da sempre su tutti i reati esiste un margine di discrezionalità dei giudici e non vedo come si possa evitare da questo – In alcuni casi si tratta di ponderare le circostanze atteuanti o aggravanti (la legge lascia un margine che il giudice o la corte valuta) o verificare (pensi alla diffamazione) se effettivamente quelle parole, in quel dato contesto rappresentano un reato o no.
                Non ho mai sentito nessuno stracciarsi le vesti per questo.
                Poi mi permetta una piccola precisazione: anche solo tra l’affermare “non sono interessato a praticare atti omosessuali di qualunque genere” e “l’omossessualità è un vizio gravissimo e temibilissimo” vi è una grossa differenza. Magari chi pronuncia la seconda frase intende semplicemente affermare il primo enunciato, ma per lo meno può essere facilmente frainteso e dare il via a qualcosa che alla fine non si controlla. Se mi permette è come quando a un certo punto la chiesa ha smesso di pregare per i “perfidi Giudei” (con Giovanni XXIII, se non ricordo male). Si può discutere quanto si vuole sul significato della parola latina “perfido” ma l’effetto nel XX secolo era tutto diverso … ecco probabilmente se le persone che qui dentro automaticamente addebitano all’omosessualità alcuni dei reati più odiosi forse il clima sarebbe diverso: qui ha minacciato una denuncia chi si è sentito (sacrosantamente) indignato e offeso per vedersi etichettato automaticamente, in quanto omosessuale, come pervertito, pedofilo, stupratore, assassino e altre piacevolezze del genere.
                Buona serata

                • pse scrive:

                  nell’ultima frase è rimasta nella tastiera qualche parola, la riformulo … probabilmente se le persone che qui dentro automaticamente addebitano all’omosessualità alcuni dei reati più odiosi modificassero il modo con cui si esprimono forse il clima sarebbe diverso: qui ha minacciato una denuncia chi si è sentito (sacrosantamente) indignato e offeso per vedersi etichettato automaticamente, in quanto omosessuale, come pervertito, pedofilo, stupratore, assassino e altre piacevolezze del genere.

                • Giannino Stoppani scrive:

                  Se uno pensa di togliersi a forza di denunce “l’etichetta di pervertito” (ovvero di peccatore) che condivide col resto dell’umanità, è solo un povero illuso.
                  L’odio e l’astio, anche quando sono istituzionalizzati e ufficiali son solo benzina per la frustrazione di cui l’uomo è vittima per la sua iniquità.
                  Il marcio è dentro di noi, è inutile dar la colpa agli altri.
                  Senza contare che un San Giovanni disposto a rimetterci la testa per sbatterci sul grugno la Verità lo si troverà sempre.

                • Carlo2 scrive:

                  Mi scusi, ma come al solito mi sembra che si stia sviando.
                  Prima di tutto: io non sono un giurista, ma le circostanze attenuanti si possono valutare su un reato accertato. In questo caso manca addirittura la definizione.

                  Per tornare al nocciolo: io ho portato dei fatti ben precisi, quindi cortesemente cerchiamo di non fare del fumo. Ripeto: sono gli stessi omosessuali (meglio, molti di loro) ad auspicare che il solo dirsi contro nozze ed adozioni, o la partecipazione ad una veglia delle sentinelle, vengano riconosciuti dalla legge come atti di istigazione.
                  Io non ho mai accusato alcuno di essere pervertito, pedofilo, stupratore, assassino; ma se ho ben capito non ci sarebbe niente di sbagliato a denunciarmi soltanto per essermi detto contro le adozioni ai gay, in quanto secondo lei è tutto sottinteso.
                  Come volevasi dimostrare.

                  Comunque la mia domanda, anch’essa molto precisa, era questa: può lei dimostrare che, una volta convertito il ddl in legge, non si andrà in galera per gli atti di cui sopra? La risposta può essere sì o no, e la pregherei di darmela. Grazie.

                  • pse scrive:

                    A me francamente pareva di essere stato chiaro, ma evidentemente non mi sono spiegato bene. La sua domanda, precisa e secca è però mal posta. Per molti dei reati che già ora esistono (senza che nessuno abbia avvertito una compressione della libertà) è il magistrato che prende una decisione. Non si può dire a priori si o no.

                    L’esempio che citavo, relativo alla diffamazione (ma potrebbe valere la stessa cosa per l’oltraggio a pubblico ufficiale, l’aopologia di fascismo, ecc. ecc.), a mio parere aiuta a comprendere la situazione. Le stesse affermazioni in contesti differenti potrebbero costituire o non costituire un reato. E’ un magistrato o un collegio di magistrati che deve valutare la situazione e prendere una decisione. Onestamente non vedo il problema.

                    Non avevo assolutamente intenzione di dire che lei in persona ha lanciato accuse di perversione e cose simili. Mi dispiace se le ho dato questa impressione. Molti altri commentatori però non sono stati educati come lei, e concorderà con me che questo non fa che esasperare il clima.
                    Dalle parole del DDL mi pare evidente che si perseguono le affermazioni che istigano all’odio e alla violenza. Tra dire “sono personalmente contrario alle nozze tra omosessuali, e non intendo sposare una persona del mio sesso” e dire “l’omosessualità è un vizio grave e temibile” o ancora (non detto da lei, per carità) “gli omosessuali vogliono le nozze per avere poi i figli per praticare la pedofilia” (ragionamento sentito più volte in questi commenti) vi è una enorme differenza.

                    • Carlo2 scrive:

                      E’ proprio questo il punto: visto che un magistrto decide sulla base di non si sa cosa, chi gli impedisce di decidere in modo diverso rispetto a quello che mi denuncia? La sua saggezza? Abbia pazienza, ma a me non basta.
                      Lei può anche dire che la domanda è mal posta, ma la sostanza è che non ci sono garanzie.

                      Avevo capito che non ha accusato me in prima persona, ma il fatto è che per le persone di cui parlavo non fa alcuna differenza. La mia opinone, pure garbata, argomentata, ecc. ecc., “non è lecita” (cito alla lettera da un altro commentatore, sig. Paolo). Quindi dovrei andare in galera.

                      Anziché accusare il resto del mondo di allarmismo, forse sarebbe meglio che il relatore ammettesse di aver scritto questo ddl con i piedi e provasse a migliorarlo. Ma la mia sensazione è che questa ambiguità sia del tutto intenzionale e fortemente voluta.
                      La saluto.

          • Bifocale scrive:

            Saverio guardi che le coppie di lesbiche la sodomia che tanto turba i suoi sonni non la praticano (mentre tante coppie etero si’…). Il presupposto che voi difendete e’ quello di poter avere il diritto di negare ad altri vostri concittadini quei diritti e quell’accesso pieno alle leggi che voi avete ma che volete negare ad altri (si veda l’esempio che ho fatto prima del lavoro all’estero).

            • Fran'cesco scrive:

              Occavolo, non hanno rapporti? Mai??? Non ci credo

              • Bifocale scrive:

                ??? di fronte all’assurdità di questa risposta non si francamente cosa dire, vabbè essere ignoranti su certu argomenti ma a tutto c’è un limite.

                • Fran'cesco scrive:

                  Si, abbastanza ignorante da consultare wikipedia, in questi casi:
                  “Qualsiasi rapporto sessuale non finalizzato alla procreazione”.
                  Chiedero’ a wikipedia di modificare la definizione.
                  Grazie dell’illuminamento, maestro.

                  • Giovanni scrive:

                    Bifo visto che Franc’esco è contento del tuo illuminamento, continua pure con le tue insegnazioni, alla fine sarà imparato. :-)

      • Giovanni scrive:

        Vedete? Gratta gratta la verità viene fuori. E come vorreste reagire a questa “soppressione deliberata del genere umano”, a questo “vizio temibilissimo”, a questa “cupio dissolvi” ? Con la propaganda politica? Con la disobbedienza civile? Ritirandovi in una riserva indiana gay-free (lo ha proposto un autorevole commentatore di questo sito)? Con la violenza?

        Vorrei sapere che differenza c’è tra temere che l’omosessualità distrugga il genere umano ( lasciamo perdere che è una scemenza da collezione, riguardando il fenomeno meno del 10% della popolazione) e temere che il meticciamento distrugga la razza e il giudaismo la civiltà? Via libera anche a razzismo e antisemitismo? No ai matrimoni interrazziali e via i perfidi giudei da banche, giornali e amministrazione pubblica?

        Se gratti un bigotto trovi un razzista.

        • Fran'cesco scrive:

          Giovanni,
          sempre piu’ violento e provocatore eh?
          Com’e’ che nessuno ti da’ corda?

          • Giovanni scrive:

            Forse non sapete cosa rispondere?

            Ps Addirittura violento e provocatore? Per così poco? Ma siete diventati davvero delle mammolette! Non è che con tutto questo parlare di gay vi siete effeminati?

    • giovanna scrive:

      Cara Filomena, ho già dimostrato più volte, conti alla mano, che su Tempi il numero di articoli dedicati all’ideologia gender è molto, ma molto inferiore ala mole di articoli sul Corriere, per esempio, che ogni giorno ci massacra con articoli che esaltano la compravendita di bambini, che propugnano l’abbattimento della differenza sessuale, che esaltano qualsiasi divo o divetto o sconoscouto sportivo che si dichiari gay, che mpstrano quanto sia bello il matrimonio gay in tutte le salse, ecc ecc ecc.
      Fai una piccola ricerca anche tu, quella che avevo fatto io tempo fa dava , in una settimana, circa quaranta articoli per il Corriere on line e sette articoli per Tempi : alla faccia del pensiero fisso !
      Tra l’altro, tu sei una/o di quelli che questo pensiero fisso ce l’hanno più fisso del fisso !
      Capisco comunque che per una comentatrice /commentatore gay di oggi, possa fare effetto che ci sia un minuscolo resto d’Israele non ancora omologato al verbo unico gay.

      • Giovanni scrive:

        Giovanna, se fai i conti a questo modo sei la gioia del droghiere sotto casa! “Signora Giovanna, c’è di nuovo il latte in offerta, prendi due e paghi tre, facciamo le solite due dozzine?”

        Il Corriere è un quotidiano che pubblica ogni giorno il triplo degli articoli di Tempi, che è un settimanale. Su QUALUNQUE ARGOMENTO troveresti al stessa proporzione , dalle omelie di Papa Francesco all’allevamento dei criceti.

        La cosa interessante, peraltro, non è tanto il fatto che con tutto quello che succede al mondo vi spendiate così tanto per opporvi ai diritti dei gay, quanto perchè lo fate.
        Secondo me avete scelto questa trincea perchè è uno dei pochi argomenti su cui avete ancora un minimo di residuale consenso.

        Gli altri capisaldi della morale cattolica sono da tempo travolti, basti pensare che il divorzio è stato introdotto in Italia nel 1974 e oggi uno dei problemi più grossi della Chiesa è se dare o no la comunione ai credenti e praticanti divorziati e risposati.

        Sulle nozze gay in sè la gente è in maggioranza d’accordo, resta la diffidenza per l’omogenitorialità. Secondo me dipende da una carenza di dibattito, negli Usa dove si è discusso seriamente il problema l’opinione è cambiata. Cambierà anche da noi, malgrado voi

  5. beppe scrive:

    mi permetto di dissentire sulla ”libertà di esprimere l propria affettività in pubblico”. a me la foto dei due sposini londinesi con la barba , che si baciano, fa letteralmente schifo.

  6. Filomena scrive:

    Lettera a cuore aperto di una sentinella in piedi: sono stanco e mi fanno male le scarpe, datemi una sedia

  7. mattia scrive:

    comunque contestualizziamo chi è questa sentinella che ovviamente NON è omofoba ma è solo molto preoccupata per la sua libertà d’opinione. cia è quello che a Trento voleva togliere i figli alle famiglie omosessuali (http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/trento/cronaca/2014/03/11/news/togliete-i-figli-ai-gay-bufera-su-cia-1.8826311)
    ora io sarò anche di parte ma mi pare che se non è omofobia questa… hai voglia a dire che sei per la libertà di pensiero…

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