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Lettera a un amico che mi vuole bene, ma non accetta l’operato di Israele

agosto 25, 2014 Angelica Calò Livnè

Ecco questa è la vera nostra tragedia caro G.: noi in Israele, stiamo combattendo per tutto l’Occidente, siamo di nuovo e come ogni volta la diga che argina e combatte il califfato, la sharia, quei barbari che tagliano le teste

Ieri su Facebook un ragazzo ha pubblicato un messaggio: «Shalom a tutti, sono comandante di un battaglione nell’esercito di difesa di Israele. Da quasi un mese siamo in servizio di emergenza e lavoriamo 24 ore su 24 in missioni varie e impegnative. I nostri soldati giovani e meno giovani, erano già stati dimessi dell’esercito regolare ma sono stati richiamati, come sempre, quando ce n’è bisogno. Queste persone lasciano le loro case, le mogli, i figli, gli esami di laurea, le fabbriche e i campi per dare il proprio contributo ogni volta che il nostro Paese è in crisi con i nostri vicini. Vorremmo rendere meno difficili le operazioni. Abbiamo bisogno di lampade frontali e saremmo felici di ricevere il vostro aiuto per acquistarle….».

Di seguito una foto dei ragazzi, pronti per uscire in una delle loro missioni. Il primo commento è stato un enorme “NO LIKE – Non mi piace!!!!”. Era di un amico. Avrei potuto sorvolare e cancellarlo dalla lista ma ho capito che le divise, i fucili che avevano in mano quei ragazzi avevano sollevato l’istinto di una persona buona d’animo che davanti a dei soldati immagina violenza, guerra e ingiustizie. E ho deciso di scrivergli: «Caro G., se potessi immaginare quanto sia difficile per noi guardare questa immagine! Quanto desidereremmo che i nostri figli potessero essere in casa loro a studiare, a suonare, ad incontrarsi con gli amici, e invece, caro G. passano ore a cercare terroristi, a scovare tunnel di morte, a montare di guardia mentre il pericolo è sulla soglia. Le ultime notizie comunicano: “Una vasta rete terroristica di Hamas, basata in Cisgiordania e a Gerusalemme, progettava di destabilizzare la regione attraverso una serie di sanguinosi attacchi terroristici in Israele per poi rovesciare l’Autorità Palestinese governata da Fatah. Lo hanno rivelato lunedì i servizi di sicurezza israeliani che indagano sulla rete terroristica dal maggio scorso e hanno operato una novantina di arresti, scoprendo cellule terroristiche in 46 città e villaggi palestinesi tra cui a Jenin, Nablus, Ramallah, Hebron oltre che a Gerusalemme est, e sequestrando ingenti somme di denaro e armi da guerra. Il quartier generale di Hamas all’estero con base in Turchia aveva orchestrato il piano, incentrato su una serie di stragi terroristiche contro obiettivi israeliani”.

Caro G. sai perché Hamas ricevono tanti consensi? Perché mostrano senza posa immagini terribili di feriti e distruzione (che, come sai, è generata spesso dai loro stessi missili). Noi, in Israele, non mostriamo queste immagini per non ferire e colpire ulteriormente le famiglie già provate da tanta sofferenza. E cosa mostriamo? Mostriamo i nostri ragazzi, i mariti, i padri che lasciano tutto per difendere non solo noi…! Ecco questa è la vera nostra tragedia caro G.: noi in Israele, stiamo combattendo per tutto l’Occidente, siamo di nuovo e come ogni volta la diga che argina e combatte il califfato, la sharia, quei barbari che tagliano le teste, che violentano, infibulano, che perseguitano i cristiani, le donne e tutti coloro che non reagiscono per paura o perché credono, come credevamo noi ebrei negli anni Trenta, che le leggi razziali fossero un episodio passeggero, che i nazisti non sarebbero arrivati a tanto.

I soldati di Zahal sono all’erta per proteggere noi, che la storia la conosciamo bene, ma anche per affrancare i poveri cittadini palestinesi che sono schiavi del terrorismo come noi. I cittadini israeliani sono anche loro in prima linea, di nuovo, sotto una pioggia di missili. Guardo di nuovo gli sguardi rassicuranti dei soldati israeliani, che sono lì per difendere e le facce travisate dall’odio dei capi di Hamas che vivono per affermare il loro potere e che giurano la distruzione di Israele. Ascolto le parole del giornalista americano, inginocchiato davanti all’aguzzino del Daesh e vorrei dirti caro G. che i nostri ragazzi stanno combattendo strenuamente anche per te, per la tua famiglia e per tutto l’Occidente. Meritano il tuo “mi piace”!

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5 Commenti

  1. Alberto Levy says:

    Arafat era un egiziano che quando parlava gli arabi cosiddetti palestinesi facevano fatica a capirlo a causa del suo accento egiziano. Ha inventato questa truffa colossale che si chiama popolo palestinese. I palestinesi sono al 60% circa arabi immigrati in Palestina/eretz-israel tra gli anni 1880-1948 COME CONSEGUENZA delle immigrazioni degli ebrei. Vennero in Palestina perche’ gli ebrei crearono posti di lavoro, dopo due anni dall’immigrazione clandestina, ricevevano il passaporto del Mandato Britannico. A partire dal 1948 i loro capi politici vogliono distruggere lo Stato degli ebrei per mettere al suo posto un altro Stato, all’inizio simile al Libano e in seguito simile alla Siria. Arafat era un capo terrorista bugiardo che dopo aver preso il nobel per la pace, nel 2001, il giorno dopo l’attentato alla pizzeria Sbarro disse in un comizio “voglio un milione di altri shaid (martiri islamici che muoiono per la guerra santa) per liberare Gerusalemme”. Questo significa che Arafat non sono era un terrorista terribile, ma nemmeno dopo aver preso il nobel per la pace , non era cambiato per diventare uno statista. Era uno statista islamico, cioe’ un islamo fascista che voleva solo distruggere il paese degli ebrei attraverso l’assassinio della sua popolazione.

  2. Giulia says:

    Grazie Israele che combatti il terrorismo per noi, colpendo scuole,ospedali e orfanotrofi. È sicuramente lì che si trovano le vere minacce del mondo.
    Ancora Grazie, l’occidente te n’è grato.

    • Alberto Levy says:

      Giulia, vedo che anche lei ha la mente lavata dalla disinformazione anti israeliana, attraverso i media occidentali come l’agenzia ANSA , CNN (finanziata dagli arabi e dal loro petrolio), la Repubblica, La Stampa ecc ecc. Hamas ha cominciato a spararci addosso 150 missili al giorno. Se non avessimo inventato il sistema “cupola di ferro – iron dome” che integra un allarme con sirene, internet, media, e imissili anti missile che colpiscono in cielo i loro missili, e che ci costano 50.000 dollari l’uno, cinquantamila (ne abbiamo usati circa 3000, cioe’ 150 milioni di dollari solo in missili iron dome, soldi che avrebbero potuti essere stati spesi per alleviare la situazione del milione di ebrei poveri che ci sono in Israele, su una popolazione di 6 milioni di ebrei, avremmo avuto centinaia se non migliaia di morti anche noi. Hamas spara i suoi missili da ospedali scuole(vuote d’estate) e case abitate, e intima alla gente di rimanere nel luogo da dove spara, affinche’ il numero dei morti arabi salga ed in questo modo avere l’appoggio dei media occidentali. Gli occidentali hanno gia deciso che se gli ebrei non muoiono e gli arabi si’ , allora gli ultimi sono i buoni e i primi i cattivi. Cosi’ funzionano i media occidentali ed i ragionamenti delle persone disinformate in occidente. Noi ebrei cidifendiamo. Mors tua vita mea. Se ci sparano addosso da un ospedale , noi rispondiamo al fuoco, e questo e’ legale. E’ un crimine contro l’Umanita’ quello che fa Hamas, sparare da centri abitati da civili o scuole o ospedali, tutte le azioni militari israeliane hanno avuto il permesso da un legale in contatto con i militari. Inoltre noi avvertiamo la popolazione dove colpiremo. Hamas spara esclusivamente contro civili israeliani e questo e’ un crimine contro l’Umanita’.

  3. Giovanni says:

    Fatica sprecata. Lavare la testa ad un mulo tempo e sapone perso!!!!
    Senti se sparassero sulla sua casa e su i suoi figli ???

  4. Giovanni says:

    Sono molti quelli che amano gli Ebrei ma nn condividono , ci amano quando siamo vittime e ci detestano da vincenti , soccorrevoli al male invidiosi dei successi , preferisco
    Non essere amato da vivo che lodato da morto

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