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La ministra svedese vuole più aborto in Europa: «Vergognose le leggi di Malta, Polonia e Irlanda»

febbraio 17, 2014 Rodolfo Casadei

Birgitta Ohlsson, ministro per gli Affari europei, attacca anche la riforma spagnola. «Se si approva il progetto di legge attuale, ciò implicherebbe una grave regressione»

E per fortuna che il motto della Ue è “Unità nella diversità”. Birgitta Ohlsson, ministro per gli Affari europei del governo liberal-conservatore di Fredrik Reinfeldt, ha dichiarato ufficialmente che le legislazioni sull’interruzione della gravidanza di Malta, Polonia e Irlanda sono «vergognose», e che l’eventuale approvazione da parte del parlamento spagnolo della nuova legge proposta dal ministro della Giustizia Alberto Ruiz-Gallardón sarebbe «una grande regressione per di diritti della donna in Spagna». Così la 38enne liberale e femminista svedese ha risposto alle domande che le ha posto il quotidiano spagnolo filo-socialista El País: «È importante rendersi conto che nell’Unione Europea abbiamo già paesi come Malta, Polonia o Irlanda con leggi restrittive in materia di aborto. Credo che sia vergognoso che nel 2014 abbiamo paesi nella Ue che restringono i diritti fondamentali delle donne». Sulle prospettive della Spagna, le dichiarazioni non sono meno decise: «Il Portogallo depenalizzò l’aborto nel 2007 nel mezzo di una forte pressione internazionale. Per questo è molto importante che le donne politiche e le femministe europee esercitino una pressione ora. Nel 2010, quando la Spagna liberalizzò la sua legge, questo fu motivo di allegria internazionale e fu molto applaudita in Europa, por questo sono tanto delusa della decisione del governo attuale. Se si approva il progetto di legge attuale, ciò implicherebbe una grave regressione».

UN MINISTRO VICHINGO. L’intervistatrice le chiede se non sarebbe il caso di prendere provvedimenti di portata internazionale, da fare poi ricadere sui vari paesi. La Ohlsson non è d’accordo, ma non certo per rispetto delle sovranità nazionali: «Non sono a favore di una legge europea sull’aborto. Credo che ogni paese debba avere la sua, perché altrimenti si finirebbe per restringere quelle di molti paesi. Ma questo non significa che non dobbiamo intervenire nei paesi con leggi restrittive. Credo che ci sia molto margine di azione». Intromissione negli affari interni di altri paesi, insulti a paesi appartenenti alla stessa unione politica che hanno legislazioni sull’aborto diverse da quella svedese, mancanza di considerazione e rispetto per la volontà democraticamente espressa degli cittadini di altri paesi europei. Un vero ministro vichingo, Birgitta Ohlsson.

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15 Commenti

  1. Daniele Ridolfi scrive:

    Secondo me la massoneria vuole arrivare a trasformare l’Europa, nata come Comunità Economica (è, infatti, sul carbone e sull’acciaio che nel Secondo Dopoguerra nacque la Comunità Economica Europea, il cui scopo era “resistere” alle due superpotenze economiche dell’epoca: gli USA da una parte ed i Paesi del Patto di Varsavia dall’altra), in una sorta di “Maxistato” (non a caso la Bonino, una radicale e quindi filo-massonica, parla di “Stati Uniti d’Europa”) nel quale le sovranità nazionali dei vari Stati membri saranno ridotte a zero e le decisioni politiche saranno prese a Bruxelles ed a Strasburgo e saranno le stesse dalla Svezia a Malta e dal Portogallo all’Ucraina…
    Mi pare che coi Rapporti “Estrela” e “Lunacek” si stia andando verso questa direzione…

    • JH Smith scrive:

      l’europa in fondo è sempre stato un maxistato. il potere se lo gestivano le famiglie nobili e reali imparentate tra loro. è solo da capire se c’era un centro di potere unico come certamente è pensabile. sulla massoneria non condivido: su internet si usa spesso deridere e la chiesa e la massoneria, e allora ecco due possibilità. o è un inganno massonico o c’è una terza forza che odia la massoneria quanto la chiesa. e che può trattarsi del comunismo internazionale.

      • JH Smith scrive:

        conosco addirittura gente che azzarda l’idea che la massoneria sia stata creata a suo tempo dalla chiesa per difendersi dall’illuminismo. e che anche dopo è servita e serve. io non so che dire, anche se come tesi non la reputo scartabile a priori. anche se mi pare dura che sia così.

  2. Cisco scrive:

    Il problema non è di sovranità, ma di liceità o illiceità delle leggi. Che una legge favorevole all’aborto sia italiana o svedese interessa poco.

    • francesco taddei scrive:

      il problema è anche di sovranità! per quale motivo dobbiamo gettarla via per un maxistato che annulla le differenze culturali? solo gli italiani lo accettano, perchè dell’identità italiana e della sovranità nazionale non gliene frega più nulla. a tutti questi “semo europei” dovremmo mandarli via.

      • Cisco scrive:

        Francesco ti faccio presente che l’Italia e’ uno stato sovranamente abortista… Quindi essere sovrani nel proprio paese non garantisce buone leggi. E la cessione di sovranità non necessariamente porta sciagure, basti pensare alle alleanze militari o umanitarie. Infine, uno stato che rinuncia sovranamente alla propria sovranità, delegandola a un’altra istituzione, non può accusare altri della perdita della propria sovranità.

  3. picchus scrive:

    Allegria internazionale e applausi per la legge zapatera sull’aborto? Chi era l’imbecille che si rallegrava perché si potevano ammazzare più bambini?

  4. marzio scrive:

    Povera birgitta, stai messa male !

    • giovanna scrive:

      Oltre all’assurda e disumana allegria della ministra per l’aumento dei figli uccisi, noto che questi fautori dell’aborto hanno completamente abbandonato il tema degli aborti clandestini che verrebbero eliminati con l’aborto legale. No, è proprio l’aborto in sé e per sé una cosa da promuovere e facilitare in ogni modo.
      Come poi possa essere chiamato “diritto della donna” l’uccisione di suo figlio, non lo capirò mai.
      Se anche me lo spiegassero milioni di volte, non lo capirò mai.

      • filomena scrive:

        Non capisci come sia possibile che una donna possa abortire….personalmente ho avuto la fortuna di non trovarmi mai nella condizione di dover prendere una decisione di questo tipo. Ritengo però di non avere una risposta per tutte le stagioni. Credo che bisogna trovarcisi dentro per dare giudizi. Posso solo dire questo: immaginiamo che un figlio non sia nei programmi e che malgrado i contraccettivi….è successo. Se poi a questo si aggiungono difficoltà economiche o problemi di salute o solo magari un aspetto che tendenzialmente si sottovaluta e cioè non tutte le donne sentono la maternità come una priorità nella vita. In questi casi mi chiedo è giusto mettere al mondo un figlio? Onestamente non lo so.

        • dodo scrive:

          Cara Filomena, penso che molto spesso chi abortisce non lo fa con leggerezza; non é nemmeno una persona politicizzata o pervasa da atteggimenti ideologici. Una povera ragazza minorenne, senza lavoro, ancora in famiglia, ha spesso a fiano a se un uomo che se la squalglia nel momento del bisogno! E rimanere incinta in quese condizioni é per Lei un grosso problema e un dilemma. Poi c’é la famiglia che spesso taglia corto, non ne vuole sapere. Gli amici, i parenti, i consocenti, la società tutta non é dalla sua parte. Poiché, come premesso, la ragazza, non affetta da tentazioni mondane, vorrebbe il piccolo, anche se capitato accidentalmente. La sua fragilità (indotta dalla pusillanimità degli adulti) le fa fare ciò che Lei non avrebbe mai voluto. Se qualcuno si fosse fatto vicino, promettendole lavoro, casa, dei soldi etc, (con amore e conprensione, senza farla apparire una imbranata buona a nulla) le cose andrebbero diversamente. Ancora: se le politiche facessero in modo di aiutare le ragazze in questa situazione ovvero le offrissero il modo di dare il bambino ad organizzazioni caritatevoli che si presterebbero alla loro cura, nel frattempo che psicologicamente la ragazza fosse pronta ad accettarlo, le cose andrebbero diversamente e a favore della vita. In realtà abbiamo a che fare con leggi inique, frutto di ideologie in una società senza amore, indifferrente alle difficoltà dei poveri, dei giovani, delle ragazze madri. L’ipocrisia degli adulti facilita l’aborto! Amici, parenti e conosccenti invece di mettersi all’opera e vedere di aiutare materalmente, oltre che moralmente le ragazze, si girano vilmente dall’altra parte, consigliandole per l’aborto e aiutandole molto bene in questo, abbandonandole vergognosamente in una profonda solitudine e indifferenza.

      • filomena scrive:

        Giovanna,
        non credo sia l’aborto in se che la ministra vuole promuovere quanto invece la possibilità per la donna di decidere se mettere al mondo un figlio oppure no. Prova a vedere la cosa non solo per quello che è la pratica in se ma anche rispetto alle aspettative tue individuali. Probabilmente bisognerebbe essere così equilibrate da trovare il giusto mix nel decidere. Mi rendo conto però quanto sia difficile quindi non mi permetto di giudicare nessuno.

        • Azaria scrive:

          “non credo sia l’aborto in se che la ministra vuole promuovere quanto invece la possibilità per la donna di decidere se mettere al mondo un figlio oppure no”

          Quindi lo si uccide prima del parto? Per di piú con procedure che farebbero impallidire Hitler (ma non Obama o la Ohlsson)?

          “Mi rendo conto però quanto sia difficile quindi non mi permetto di giudicare nessuno”

          Su questo non posso che concordare, ma difendere l’infanticidio é un atto degno dei peggiori criminali.

  5. filomena scrive:

    Forse l’unica soluzione possibile per ridurre il numero di aborti secondo me è di parlare di genitorialitá responsabile. E questo si fa a mio parere con la contraccezione che va sospesa solo se e quando arriva il momento di diventare appunto consapevolmente e responsabilmente genitori.

    • Azaria scrive:

      “Forse l’unica soluzione possibile per ridurre il numero di aborti secondo me è di parlare di genitorialitá responsabile”

      Certo, é una soluzione buona, é stato dimostrato che riduce il numero di infanticidi pre-parto (alias aborti), ma dare comunque la possibilitá di commettere tale infanticidio non é certo una cosa da persone civili.

      “E questo si fa a mio parere con la contraccezione”

      …é qui che invece continui a cadere nei soliti luoghi comuni. Anche qui la razionalitá, l’esperienza passata, i dati di fatto ci dimostrano perfettamente il contrario: un maggior uso di contraccettivi corrisponde sempre ad un maggior numero di aborti. Limitare l’uso dei contraccettivi ed educare ad una sessualitá responsabile implica una genitorialitá responsabile. Fino ad ora é stata in assoluto l’unica strategia che ha funzionato, se se ne trovano altre possono essere vagliate, sotto il lume della razionalitá, ma la contraccezione, é stato dimostrato con dati empirici, é solo deleteria.

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