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La colonizzazione della natura umana, la teoria del genere e il compito dei cattolici secondo monsignor Crepaldi

gennaio 27, 2013 Marco Gabrielli

Durante la presentazione del rapporto sulla dottrina sociale della Chiesa nel mondo, il vescovo di Trieste ha spronato i cattolici a riconoscere l’urgenza di un discorso sulla natura umana, «un discorso laico, nel senso di una ragione restituita a se stessa»

È in atto una “colonizzazione della natura umana” da parte di una ideologia che dall’Europa si spinge anche in altri emisferi del pianeta: l’ideologia di genere, espressione di una cultura nichilista che intende ormai superare completamente il concetto di natura umana. È questo il punto centrale toccato dal vescovo di Trieste monsignor Giampaolo Crepaldi durante la presentazione, sabato scorso, del “IV Rapporto sulla Dottrina Sociale della Chiesa nel Mondo” (Cantagalli) redatto dall’Osservatorio Cardinale Van Thuân (di cui Crepaldi è presidente) in collaborazione con altri 5 istituti internazionali. Un cambiamento antropologico che chiama i cattolici a spendersi per quella che è una questione concernente la natura stessa dell’uomo. Dunque una questione eminentemente laica e non confessionale.

IL CASO ARGENTINA. La stessa Europa, ha denunciato il prelato, che un tempo «diffondeva il cristianesimo e, con esso, la tutela della natura umana creata da Dio, ora esporta il superamento della natura umana verso una identità da costruirsi liberamente: maschio o femmina, madre o padre, moglie o marito … non si è, si diventa». Un esempio: l’Argentina. Nell’anno analizzato dal Rapporto, il 2011, nel paese che gode di una radicata tradizione cattolica, sono state approvate tre leggi che destinate ad incidere profondamente sulla fisionomia della società del paese: una legge sulla procreazione artificiale che ha denaturalizzato la procreazione, una legge sul riconoscimento sulla “identità di genere” che ha denaturalizzato la famiglia e una modifica del Codice civile per permettere l’utero in affitto che ha denaturalizzato la genitorialità e la filiazione. Una vera e propria colonizzazione ad opera dell’”ideologia del genere”. «Nel giro di un solo anno – ha osservato Crepaldi – è stata rivoluzionata la base dell’intera società argentina, è stata messa da parte la nozione di “natura umana” ed è stata violentemente posta in angolo l’ispirazione della fede cattolica per la costruzione della società.

COSA C’ENTRA LA CHIESA. «Perché la Chiesa – si è chiesto il monsignore –, perché la Dottrina sociale della Chiesa, perché il nostro Osservatorio, si occupano di queste cose? Perché si interessano di sessualità e procreazione, di famiglia e genitorialità, di omosessualità e di eterosessualità, di coppie di fatto e di matrimonio. Facciamo ciò che dobbiamo fare o invadiamo campi altrui – fossero anche i campi della libertà individuale e della laicità delle leggi?». La Chiesa, è la sintesi della risposta del prelato, ha un duplice compito rispetto al creato: «Riferirlo al Creatore e sostenere la ragione a vedere la natura, e la natura umana in particolare, come un messaggio circa cosa significhi essere persona umana. Per questo motivo il compito della Chiesa è un compito pubblico e non proprio di una sétta particolare di adepti che cercano una soddisfazione individuale o una rassicurazione psicologica. Il riferimento al creato e alla natura umana conferisce alla Chiesa un diritto di cittadinanza a trattare di queste questioni in pubblico».

LA TEORIA DEL GENERE. All’incontro di presentazione, oltre a Stefano Fontana, direttore del settimanale diocesano Vita Nuovache ha illustrato i contenuti del Rapporto, era presente anche Assuntina Morresi che ha spiegato l’origine storica e l’evoluzione di quella teoria secondo cui gli individui (non le persone) possono scegliere se essere maschi o femmine indipendentemente della propria biologia. Dal giorno della nascita di Luoise Brown, la prima bambina concepita in provetta, ha detto la docente di Chimica-fisica all’Università di Perugia e membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, è iniziata una frammentazione della maternità e un totale stravolgimento della definizione di famiglia, che muove da quella separazione tra atto sessuale e procreativo permessa dalla contraccezione e stigmatizzata dall’enciclica Umanae Vitae.

UN DISCORSO LAICO. Monsignor Crepaldi ha insistito fortemente sull’idea che questa “rivoluzione”, chiami in causa i cattolici, ai quali non è chiesto di trincerarsi in una ridotta in cui coltivare antichi valori, ma di misurarsi con una visione che concerne la natura dell’essere umano. «C’è un immenso lavoro culturale da fare per educare a questo senso della natura e della natura umana e spiace dover riconoscere che dentro la Chiesa e tra le comunità cristiane stesse l’importanza di questo punto è spesso trascurata», ha detto il prelato.  «Questo discorso  sulla natura umana è un discorso laico, nel senso di una ragione restituita a se stessa. Spesso la ragione si perde per via. Allora è compito della fede intervenire. La fede nel Creatore aiuta la ragione a guardare meglio la natura. Ma essa lo fa con i propri strumenti, come ragione. La fede spesso aiuta la laicità ad essere tale. Viceversa: man mano che si perde la fede nel Creatore, anche la capacità della ragione di leggere la natura umana come una lingua che esprime un senso si allenta e perfino muore. Quando questo avviene, la ragione perde i lumi della ragione e non riconosce più nemmeno le proprie evidenze».

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69 Commenti

  1. marco53 scrive:

    Se si pensa che gli O.G.M. ( organismi geneticamente modificati) sono vietati in Europa per paura che intacchino in qualche modo ( ad oggi per nulla scientificamente dimostrato) la nostra natura fisiologica ( e quindi è una misura di prudenza), appare più evidente la schizofrenia del trend culturale.
    Come mangiando un pomodoro nessuno a questo modo diventa un pomodoro, allo stesso il pomodoro geneticamente modificato non ha una risultanza evidente ed immediata in chi lo assume. Eppure qui c’è una misura di iperprudenza ( in US sono permessi).
    Invece se cambia lo scenario della vita del suo inizio, del suo sviluppo, no problem. Come la mettiamo? E’ un interrogativo che dovrebbe svegliare dal torpore intellettuale chiunque ! Ci si renda conto che questo è il sonno della ragione, popolarmente diffuso e divulgato.

  2. Giuliano scrive:

    ormai siamo alla follia pura, negare la realtà. Responsabili di ciò sono tutti quei movimenti ambientalisti che con il denaro dei circoli massonici americani vanno diffonendo il “verbo” per il suicidio dell’uomo sul pianeta. I cattolici sopratutto dovrebbero fare argine di difesa, ma la maggioranza di essi vota per i partiti di sinistra che sono il braccio militare della massoneria euroamericana e fanno leggi per affrettare il suicidio. Il ’68 è stato l’anno discrimine della corsa verso la catastrofe e da allora catechisti, preti, frati, suore, vescovi e cardinali leggono Repubblica e si inchinano alla bestia che arriva. La sinistra dichiara senza ambiguità che vuole il matrimonio gay, che vuole il sesso libero anche tra bimbi, che vuole anche per sopramercato alzare le tasse e tutti i fessi adoranti la TV accettano questo. Che schifo !!! non credo che ci sia piu’ neanche la speranza di evitare qualche catastrofe immane. Io da parte mia non concereò il famoso perdono cristiano a costoro, ma da persona libera vi grido: “bastardi”

  3. marco53 scrive:

    Mi si scusi (errata corrige): ……..Come mangiando un pomodoro, nessuno, a questo MONDO, diventa un pomodoro, allo stesso MODO il pomodoro geneticamente modificato…..

  4. marco53 scrive:

    Giuliano, è vero che di questo passo non si può escludere se non la catastrofe, almeno tempi bui. E’ vero anche che la forza della realtà è come l’acqua, se tenti di fermarla ti esce dai tombini. Oggi è il giorno della memoria, nessuno poteva osare contrastare l’ideologia disumana contro gli ebrei negli anni ’30. Ma la verità, certo e purtroppo con in mezzo una guerra e un massacro, e non la menzogna, si è affermata.
    Bisogna sperare e operare culturalmente, senza ingenuità, perchè un’ideologia che fa violenza alla realtà si manifesta violenta nei confronti di chi la contrasta. (Ne sa qualcosa per ora il vescovo di Trieste).

  5. ErikaT scrive:

    La vera colonizzazione della natura umana è l’ eteronormatività, ridurre tutto a etero e costringere la gente a seguire modelli restrittivi sull’ identità di genere.
    La legge argentina sull’ identitià di genere è una legge che rende le persone libere di essere se stesse, non oppresse dalla morale che alcuni vogliono rendere unica per tutti. Ho già ampiamente parlato della legge argentina sul mio blog : vegetariantrav ( nel post del 29 maggio 2012 ). Vi aspetto.

  6. ErikaT scrive:

    Sul mio blog ho anche parlato del materialismo genitale, ridurre la persona e considerarla solo in base ai genitali. Il vero carcere è impedire a una persona di seguire la sua anima, questo lo dico a coloro che parlano sempre di anima.
    vegetariantrav blog

  7. Luca Rossini scrive:

    Concordo con Mons. Crepaldi che la grande emergenza è educativa. Una educazione alla fede, perché solo attraverso la fede è possibile il recupero della ragione, che ormai è stata ridotta a puro stumento cartesiano che pretende di generare e misurare tutte le cose, senza tener conto della irriducibilità di queste ultime. Occorre recuperare il senso del sacro, che altro non è che lo stupore di quel grande mistero che è l’uomo. Solo così anche un “laico” può iniziare a comprendere la portata “naturale” di alcuni principi universali.

    • ErikaT scrive:

      Come se non potessero esistere transgender cristiane come me e nello stesso tempo anche non votare berlusconi dopo quello che ha detto su Mussolini.
      vegetariantrav blog

      • viccrep scrive:

        Certo che definire la propria identità a prescindere da ciò che ti caratterizza la mascolinità o la femminilità, è solo un salto ideologico perché mascolinità o femminilità non sono solo sesso o organi genitali sono molto di più nella sostanza della persona. Decidere di essere ciò che non sei già è in atto ma decidere che io debba riconoscere ciò che non sei per un imposizione di legge è il massimo della violenza.
        E’ come dire da oggi la luna è quadrata per definizione ovviamente mistificando la realtà.
        Il maschio che sceglie di essere gay soddisfa solo una parte della sua personalità che è l’orientamento sessuale e ciò si può fare perché si è già scisso all’origine l’atto sessuale dall’atto procreativo e si è ridotto il sesso a solo piacere abusando così della propria persona e di quella che dico di amare.
        L’atto sessuale è il dono di sé non dei miei genitali o di qualche minuto di orgasmo.
        L’ideologia dell’identità di genere è la deturpazione dell’umano della sua essenza è il peggio che possa capitare a una persona ed essa si diffonde perché molte persone sono deboli e vuote e conoscono poco la loro personalità e si fanno trascinare da specchietti per le allodole: io non sono ciò che sono ma ciò che voglio e mio autodetermino, peccato che di te tu non abbia fatto nulla.

      • Edo scrive:

        Erika, sai chi paga le pensioni? L’Inps. Sai chi ha fondato l’Inps? Mussolini. Se fossi coerente rinuncerai alla pensione dell’Inps.

  8. gmtubini scrive:

    Scusino lorsignori la mia ignoranza e, di conseguenza, le mie definizioni grossolane, ma io ho l’impressione che il modello di società basato sulla famiglia naturale, che finora pareva l’unico oggettivamente e pienamente rispettoso dei diritti di ciascun componente la famiglia medesima, d’ora in avanti non solo non ci sarà consentito di promuoverlo, ma ci sarà impedito pure di difenderlo.

    • ErikaT scrive:

      Quel modello unico si basava sulla discriminazione degli altri modelli familiari, il tempo della discriminazione sta fortunatamente volgendo al termine.

    • ErikaT scrive:

      Poi ancora con questa dizione famiglia naturale? La famiglia è un’ istituzione culturale che cambia nel tempo e nel luog

      • Santorum scrive:

        Non sono mai esistite famiglie omosessuali: in ogni cultura, dall’antica Grecia a quella induista, è l’eterosessualità che è stata protetta, per il semplice fatto che la vita è generata dalla differenza sessuale. Non è discriminazione degli altri modelli di famiglia, semplicemente è distinzione. E’ invece discriminazione trattare allo stesso modo modelli culturali differenti, sia quelli capaci di generare che quelli incapaci di farlo.

        • ErikaT scrive:

          Anche gli animali sono stati sempre ammazzati? Non lo so ma se anche fosse vero non è un buon motivo per non diventare vegetariani animalisti come me.
          Non faccio l’ antropologa, non so se ci siano stati anche riti celebrativi fra coppie dello stesso sesso in culture pre-cristiane, non mi stupirei.
          Comunque lei tira fuori due obiezioni che io confuto con facilità:
          1- è sempre stato così non argomentazione razionale, allora anche la schiavitù prima esisteva
          2 – l’ argomento procreazione non è coerente perchè possono avere diritti matrimoniali anche coppie di sesso diverso che non vogliono o non possono procreare,ne ho già parlato tanto sul mio blog: vegetariantrav

      • Edo scrive:

        Chissà se la nostra amica Erika ha guardato venerdì sera “L’era glaciale 2″. Nel cartone, infatti, la mammut Elly si crede un opossum (essendo stata allevata da un opossum) e si comporta da opossum: si nasconde tra i cespugli per non farsi vedere, dorme a testa in giù attaccata ai rami degli alberi, alla presenza di un falco si finge morta, cioè compie tutta una serie di azioni tipiche degli opossum, ma chiaramente ridicole per un mammut. In poche parole Elly si sente un opossum, ma il suo corpo è quello di un mammut. Chissà se Erika ha scritto una lettera alla casa produttrice del film per denunciare il comportamento apertamente discriminatorio e violento sia del bradipo Sid, che più volte dà della svitata (“svalvolata” direbbe Homer Simpson) ad Elly, sia del mammut Menny, che tenta piano piano di riportare Elly alla realtà proclamata dal suo corpo: essa è una mammut. A questo punto un bambino e chiunque non abbia mandato il cervello all’ammasso penseranno che Sid abbia ragione e che Menny abbia fatto una cosa giusta e sensata, senza commettere alcuna violenza su Elly. Erika come la penserà?
        Erika potrebbe anche considerare il cartone fortemente omofobico ed “eterosessista”, dal momento che un maschio, Menny, si innamora di una femmina, Elly, così come potrebbe svenire guardando il terzo cartone della serie, dove dall’amore e dall’unione tra Menny (maschio) ed Elly (femmina) nasce Pesca, che, violenza delle violenze, viene cresciuta dai suoi genitori naturali.

    • albo scrive:

      x Tubini La famiglia naturale se è quella che si vede in natura comprende anche quella omosessuale. E se si vede meno è perchè percentualmente gli omosessuali sono meno, ma questo non significa essere autorizzati a sopprimere una minoranza o a negarne l’esistenza.

      • gmtubini scrive:

        Per Albo
        Tu e i tuoi compagnonzi furbastri siete maestri nel travisare la realtà effettuale a forza di sofismi, distinguo, e altri espedienti più o meno raffinati che dimostrano solo la vostra ignoranza e la vostra perfetta MALAFEDE.
        Ti spiego in maiuscolo così tu e i tuoi affini capite meglio (e per favore non scrivere che ho “urlato” altrimenti mi cadono le braccia):
        QUANDO E’ ASSOCIATO AL TERMINE “FAMIGLIA” IL TERMINE “NATURALE” NON SIGNIFICA SEMPLICEMENTE “CHE SI TROVA IN NATURA”, MA SOPRATTUTTO “NATURALMENTE CAPACE DI GENERARE E ALLEVARE LA PROLE IN CONDIZIONI OTTIMALI PER LA PROLE STESSA”.
        Quindi l’espediente retorico da quattro soldi secondo il quale poiché “anche l’omosessualità esiste in natura” e allora anche essa deve per forza andar bene potete anche far a meno di tirarlo fuori ogni tre per due, tanto più che in natura esistono un sacco e una sporta di cose che non sono utili al genere umano (il virus dell’AIDS, la peste bubbonica, la zanzara tigre e via scassando i maroni).
        E’ chiaro il concetto?

        • albo scrive:

          Ti rispondo senza urlare che le coppie gay sono NATURALMENTE CAPACE DI GENERARE E ALLEVARE LA PROLE IN CONDIZIONI OTTIMALI PER LA PROLE STESSA. Lo sperma di un gay o l’ovulo di una lesbica sono normalmente fertili e quindi capaci di generare. Allevare poi si può anche se non si è genitori biologici, vedi quelli adottivi o i /le vedovi/e o le coppie gay o lesbiche. Basta che siano in grado di mantenere, curare e vdare al bambino quell’amore di cui ha bisogno e che persone come te gli vorrebbero negare. I bambini devono essere voluti ned amati queste sono le CONDIZIONI OTTIMALI PER LA PROLE STESSA.
          Se mi tiri in ballo la tradizione ti dico che una volta si usavano vari tipi di carta per scrivere ora anche tu usi il web.
          Credo di essere stato chiaro.

          • gmtubini scrive:

            Ma tu dimostrami che un bambino è frutto la copula tra due persone dello stesso sesso e io ti dirò che hai ragione.
            Fino a quel momento ciò di cui tu parli va considerato un fatto puramente ideologico per cui una elite di pervertiti spinge ad abbandonare ogni prudenza per dare sfogo alle proprie voglie e desideri di emulazione e normalizzazione artificiosa.

            • albo scrive:

              Un bambino non è frutto la copula tra due persone tant’è vero che può essere concepito in vitro (la fecondazione omologa non è vietata per i cattolici). Se per sentirsi ( e assumersi le responsabilità) di un padre o di una madre bastasse figliare come conigli, avresti ragione, ma così non è.
              Essere padre o madre è qualcosa di più e la propensione ad esserlo travalica l’orientamento sessuale. Non si tratta di scimmiottare, ma di sentirsi in grado eed esserlo. I bambini hanno bisogno di affetto e di cure, non di visioni ideologiche (le tue).
              Per tua informazioni anche nel passato i bambini sono stati allevati da gay o lesbiche, solo che non si dichiaravano. Tutto qui.

              • gmtubini scrive:

                Non hai detto nulla di nuovo dal tuo intervento precedente e pertanto nemmeno io lo farò e pertanto ti invito, se vuoi, a rileggere il mio commento a cui ti avresti inteso replicare.
                Aggiungo solo che sarebbe bene che tu fossi meglio informato su cosa permette la Chiesa Cattolica in campo riproduttivo e soprattutto sul perché.

                • albo scrive:

                  A me sembra che tu ti abbarbichi a qualcosa di vecchio e lo ripeta come un mantra. Se osservassi la realtà, parleresti in modo differente. Io credo di averti risposto, se poi tu non hai capito ( e nemmeno ti sei sforzato)…

                  • Gmtubini scrive:

                    Sai, il fatto è che io sono testardamente affezionato alla verità…
                    Mi rendo conto di essere fuori moda: la menzogna è più “trendy”.

      • Quercia scrive:

        Ma basta con questa visione bucolica della natura..Finiamola di tirar in ballo la natura come se dovessimo emularla.
        La natura è matrigna e per nulla giusta..
        E per fortuna da millenni abbiamo sviluppato un senso morale e un sistema giuridico sennò vivremmo ancora soggiogati alla legge del più forte. E per favore adesso non tiratemi fuori il discorso dell’inquinamento o altre amenità fuori tema. Un discorso è difendere la natura e preservarla (sacrosanto) tutt’altro discorso è prendere ad esempio i comportamenti animali.

        Sai quante cose esistono in natura??? In natura la mantide religiosa si accoppia col maschio e poi se lo mangia, in natura la femmina del ragno fa la stessa cosa della mantide. Non ti stanno bene gli insetti? che discriminatore. Cmq ok, bene…cambiamo “personaggi”..in natura il maschio spesso (es.Orso, leone) si mangia i cuccioli di un altro maschio pur di accoppiarsi con la madre e poi la madre dei cucciolotti sbranati pur di avere una discendenza si accoppia con “l’assassino”, in natura le trote si mangiano fra di loro, in natura il cucciolo di gorilla se ha la sventura di incrociare un adulto maschio che non è suo padre fa una gran brutta fine…

        Inoltre qui non si sta cercando di negare l’esistenza dei gay nè tantomeno sopprimerli. CI MANCHEREBBE ALTRO (sto urlando data la gravità di questa accusa strisciante). Qui si sta parlando di famiglia.
        Per me, per la legge italiana, per i padri costituenti e per la stragrande-maggioranza degli italiani la famiglia è quella fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna e questa visione può benissimo coesistere con l’esistenza degli omosessuali a cui devono essere riconosciuti tutti i diritti fondamentali degli altri cittadini (votare, manifestare ecc).

        Per te Albo cos’è la famiglia?

        • albo scrive:

          Per me la famiglia è il luogo degli affetti di cui bambini ( e adulti abbiamo bisogno) in cui dovrebbero trovare spazio assistenza, solidarietà, reciprocità, serenità che ci danno il via per affrontare la vita all’esterno di essa. Ci sono vari tipi di famiglia che si sono succeduti nella storia.
          i miei trisnonni avevano 13 figli. Ne facevano tanti perchè la maggior parte morivano (senza farne una tragedia perchè la morte di un figlio su 13 faceva parte della vita) e convivevano più generazioni sotto lo stesso tetto per cui i cugini erano percepiti come fratelli e viceversa. Nel ‘900 il bambino da “adulto in miniatura” (che non giocava a lavorare, ma lavorava) è diventato sempre più “sacro” e soggetto principale del consumismo (basta prendere l’evoluzione della pubblicità). I padri costituenti hanno fotografato questo tipo di famiglia che non riconoscerebbero più oggi nelle famiglie in cui le donne lavorano (o aspirano a lavorare e ad essere indipendenti), in cui ci sono famiglie separate, pluridivorziate, allargate, con figli straviziati e capricciosi. Io credo che le coppie gay o lesbiche abbiano maturato la convinzione che siccome provvedono a rispettare tutti i doveri abbiano diritto a rivendicare diritti che li tutelino. Tra questi rientra il concetto di famiglia che ti esposto all’inizio e a cui non penso sconvolgerebbe la vita nemmeno alla stragrande-maggioranza degli italiani. Sinceramente non capisco questa crociata delle gerarchie ecclesiatiche contro il loro riconoscimento. E non solo perchè ci sono cause più importanti a cui votarsi, ma perchè non chiedono ( e non intaccano) la sacralità del matrimonio religioso (che continuerebbe giustamente in linea con la dottrina cattolica a non essere celebrato).

          • Edo scrive:

            “Tra questi rientra il concetto di famiglia che ti esposto all’inizio e a cui non penso sconvolgerebbe la vita nemmeno alla stragrande-maggioranza degli italiani”. Ha ragione, sig. Albo: sconvolgerebbe la vita solo ai bambini che si ritroverebbero a vivere senza un padre ed una madre, ma evidentemente per Lei i bambini sono piante o pacchi che possono essere inviati a chiunque. Lei, quindi, farebbe girare questi bambini come trottole alla ricerca del proprietario del seme o dell’ovulo da cui sono nati? Vuole proprio bene ai bambini, non c’è che dire.
            Poi non capisco perché ve la prendete con la chiesa: andate al governo e fate una legge. Parlate, parlate e non concludete niente.

            • albo scrive:

              Edo guarda che i bambini sono meno ottusi e con meno preconcetti di come tu te li immagini. Certo che se incontrano una persona come te che li fa sentire diversi… I bambini stanno bene con chi li ha voluti e desiderati, con chi li vuole crescere e dargli quell’amore e quelle cure di cui hanno bisogno non con chi li fa, magari per sbaglio perchè non gli è riuscita la retromarcia (altrimenti non si spiegherebbero gli infanticidi da parte dei genitori biologici). Che abbiano un genitore (magari l’atro è morto), che siano adottati, che siano allevati da una famiglia gay o lesbica, l’importante è che questa voglia loro bene.
              In Italia la chiesa ha potere, ma non il poteree l’autorevolezza che derivano dall’esempio, Esercita il potere economico (che passa dalle cooperative bianche che non assumono chi non si allinea (chiamala sussidiarietà) al potere finaziario dello IOR) e nel tempo ha imposto la sua politica allo Stato laico (in teoria) italiano. Come ogni potere consolidato tende all’autoconservazione e non tollera chi non si allinea, a meno che non sia un’altro potere (a cui perdona tutto: puttane, inciuci con la mafia, doppi divorzi, ecc.).
              Il problema è che il cristianesimo invece di difendere le minoranze (e tra questi i gay), i deboli e i poveri si autocelebra, si autoassolve, e si autoconserva e lo fa a qualsiasi prezzo ( anche col disprezzo delle opinioni di chi non si alline a lei).

              • Edo scrive:

                Eh, sig. Albo, allora perché i bambini adottati, anche se amati da un’altra famiglia, si mettono alla ricerca dei propri genitori biologici? Dai dai, risponda.
                2. Lei ha proprio ragione: molto meglio che i bambini passino i loro pomeriggi sulle strade o davanti alla tv che negli oratori a giocare a pallone.
                3. Anche le Coop esercitano un potere economico e non assumono chi non si allinea, e allora?
                4. In parlamento, ha ragione Lei, siedono vescovi e cardinali. Che pena che Lei fa: poiché non riesce a vincere se la prende con gli avversari, come tutti i peggiori perdenti. La rinvito: vinca le elezioni, vada in parlamento e faccia una legge.

  9. marco53 scrive:

    Erika T, chissà quale modello familiare ti ha fatto venire al mondo?
    nella storia monogamia o poligamia, oggi come per gli Assiri-babilonesi o i Maya, sempre etero è.

    • ErikaT scrive:

      un conto è la procreazione, un conto la famiglia, tanta gente è cresciuta con un solo genitore

  10. Mario MIeli scrive:

    “Tra noi omosessuali, la propensione a formare coppie chiuse è molto meno forte che non tra gli etero: e i pregi della gaia promiscuità sono parecchi, anzitutto poiché essa apre il singolo alla molteplicità e alla varietà dei rapporti, e quindi positivamente gratifica la tendenza di ognuno al polimorfismo e alla «perversione», facilitando, di conseguenza, il buon andamento di ogni rapporto tra due persone (perché né l’uno né l’altro si avvinghia disperatamente al partner, pretendendo la sua rinuncia a rapporti totalizzanti contemporanei con altre/i)” (M. Mieli, “Elementi di critica omosessuale” 2002).

    • tribute to TM scrive:

      Vorrà dire che quando avrai bisogno di aiuto ….saranno quelli con cui hai fatto sesso nelle darkrooms che ti verranno a dare “una mano” …a loro potrai sicuramente aggrapparti….seh!

      YOU WISH !!!

      PS: Mario Mieli…un povero infelice….che guida può fornire uno così a gente che deve affrontare problemi reali (come mandare avanti una famiglia…e i figli…) invece dei problemi dei gay che sono quelli del muscoloso di turno da selezionare su internet…. per l’orgia serale…… dopo essersi sfiancati di fatica per sviluppare i muscoli in palestra……per essere fighi…..

      maaaaah !!!! e poi vanno in televisione a dire che si amano……vedrai quando avrai 50/60 anni…cosa te ne fai delle idiozie di mario mieli…..

    • ErikaT scrive:

      Quindi sei a favore del matrimonio egualitario per dare forza e stabilità a tutte le coppie?

      • viccrep scrive:

        sin da bambini si cercano giustificazioni per le proprie malefatte, così è
        Perciò ci si inventa ogni sorta di giustificazione per rendere paritario ciò che non sarà mai, le coppie di due uomini o due donne, che per la loro deviata attrazione sessuale, la giustificano dicendo che è tutto normale che sono come le coppie uomo donna, ma sono uguali solo a parole perché un macigno enorme le separa cioè la loro sterilità di copia che solo le lesbiche apparentemente superano facendosi inseminare, da non si sa chi.
        Per giustificare il tutto pretendono che il nome di padre e madre vengano ideologicamente sostituiti con genitore 1 e 2, rendere fasulla la realtà.
        Queste assurde pretese vanno combattute con tutte le forze a partire dell’educazione dei più piccoli che già le lobby tentano di minare vedi il libretto dei due pinguini e così via

        • ErikaT scrive:

          Allora come mai possono fruire dei diritti matrimoniali anche coppie che non possono procreare o non vogliono procreare? Ne ho già ampiamente parlato sul mio blog.

      • Edo scrive:

        Ehi Erika, ma tu quando devi insultare qualcuno in auto gli chiedi prima qual è la sua “identità di genere” oppure guardi com’è?
        Ma tu, quando esci di casa e vedi un bel ragazzo, lo vedi che è un uomo?
        Ma tu, quando devi salutare una persona, le chiedi prima come si sente quel giorno, se uomo o donna (o uno degli altri 23 generi sessuali), oppure le dici subito “Buongiorno, signora” o “Buongiorno, signore” in base a quello che vedi?

        • ErikaT scrive:

          In inglese credo che la questione non si ponga perchè non c’è la O o la A finale.
          In Italiano cerco di rispettare le persone e chiamarle rispettando la loro identità, se una persona mi fa presente che la sua identità è maschile la chiamerò al maschile, se mi fa presente che è femminile la chiamerò al femminile.

          • Edo scrive:

            Quindi ad ogni persona che saluti o che incontri chiedi prima quale sia la sua identità in quel momento? Sei sicura di farlo sempre e con ogni persona? Perché se no commetti una violenza. E se per caso la persona con cui stai parlando cambia identità di genere mentre state parlando, come fai a saperlo? Rischi di offenderla se sbagli la sua identità.

            • ErikaT scrive:

              Ma ha letto cosa ho scritto??? Mi adeguo e rispetto le identità della persona e nel caso mi sbagliassi chiamerò la persona come si sente di essere chiamata.
              Cambiamenti repentini di identità di genere repentini secondo me sono dovuti alla repressione sociale, quando non ci sarà repressione ognuno potrà essere se stesso o se stessa senza dover fingere per avere approvazione sociale e la finzione secondo me può creare grande disagio.

      • Carlo scrive:

        Erika, lei va su ogni singola pagina di questo sito dicendo (testualmente) di possedere la verità, ed accusando altri di non argomentare; ma anche lei non mostra grande generosità nel rispondere. Io le dico ancora una volta (anche se lo sa meglio di me) che la nascita di sesso maschile o femminile è un FATTO con determinate conseguenze, del tutto impermeabili all’ideologia dell’identità di genere; al contrario, la sua idea di sè è una sensazione che riguarda lei, e che non può costringermi ad accettare. Su questo punto deve dare una risposta precisa: lei si ritiene in diritto di imporre la sua idea di sè e di farla prevalere, per tutti, su un fatto reale e incontestabile come la sua nascita? Per compiacere la SUA “identità di genere” devo essere costretto IO a sacrificare la realtà? Mi risponda, cortesemente, con “sì” o “no”. Così vediamo chi è il vero intollerante. Poi argomenti pure come meglio crede.

        • ErikaT scrive:

          L’ identità di genere di una persona non dipende dai genitali, ma quante volte lo debbo ripetere?
          L’ identità di genere delle persone è situata nel cervello e anche il cervello, anzi soprattutto il cervello è Corpo e nello stesso tempo anche interiorità. Come ho già spiegato sul mio blog io sono contro il materialismo genitale, non è che si può ridurre una persona a genitali, non è giusto e non è neanche corretto. La vera imposizione la fa chi si vuole arrogare il diritto di mettere il becco nell’ identità di genere altrui o nelle preferenze sessuali altrui.
          vegetariantrav blog

          • Carlo scrive:

            Come direbbe qualcuno, “lei non ha risposto alla mia domanda, ne prendo atto”. Avevo chiesto sì o no, e poi le argomentazioni, ma ha pensato bene di rispondere cose che non le ho chiesto. Mal lei sa leggere? se dico che la SUA identità di genere è affare SUO, dove metto il becco? LEI mette il becco nella MIA libertà se pretende da me che IO la riconosca per donna perché lo dice il SUO cervello. Ancora una volta: 1) ho capito quello che c’è nel suo cervello, ma se dico che lei è nato con organi maschili dico una bugia? 2) questo FATTO ha o no alcune conseguneze che la sua “identità di genere” non potrà mai cancellare? 3) Lei ritiene di potermi costringere ad ignorare quanto sopra, che è PURA REALTA’, in favore di un’OPINIONE che viene dal suo cervello ecc. ecc.? MI RISPONDE SI’ O NO A QUESTE DOMANDE, PER CORTESIA? SI’ O NO, do you understand? Ci ho messo anche i numeri, così è più facile, vede? “SI’ (o NO), perché…” ecc. ecc. Capito come? Grazie.

          • Edo scrive:

            Erika, ma chi lo dice che “l’identità di genere di una persona non dipende dai genitali ed è situata nel cervello”? La scienza? Ha per fav il link di un articolo che dica una cosa del genere? Questa cosa, cmq, mi sembra una cagata pazzesca; ma si guarda attorno??? Io non so come spiegartelo, ma uno per strada riconosce subito chi sia una donna e chi sia un uomo indipendentemente dai genitali.
            Una donna è una donna anche per: il viso, le fattezze femminili, la voce, la corporatura, il seno, la vagina, le gambe, i cromosomi, gli ormoni, il modo di ragionare, la dolcezza, alcune per un bel fondoschiena… Ma se lei vedesse un uomo con una gonna ed i collant o con i leggins o con gli stivali o con le paperine o con le treccine o truccato non si stupirebbe un po’ e non si sganascerebbe dalle risate???
            Per me che corro a livello agonistico una donna è una donna perché va più piano degli uomini; una donna potrà pensare e gridare quanto vuole di avere “identità di genere maschile”, ma andrà sempre più lenta di un uomo, proprio perché è una donna, indipendentemente da quello che crede di essere.
            Un uomo che diventa “donna” avrà sempre le gambe e le braccia di un uomo, indipendentemente da quello che crede di essere.

          • Quercia scrive:

            Erika, scusa ma non sono proprio d’accordo.
            In natura esistono 2 sessi. E la differenza fra i 2 non è solo il pene e la vagina come superficialmente vuoi far credere. Certo anche quello ma non solo. Ti ha fatto un bell’elenco Edo sulle possibili differenze.
            Poi se esistono persone che si sentono del sesso opposto, non significa che abbiano ragione. Sennò ognuno può dire di essere ciò che vuole perchè si considera tale.

            Del resto Berlusca ai “tempi d’oro” si paragonava a Napoleone.
            Basso è basso, ma per il resto non c’assomigiava granchè.

    • albo scrive:

      E’ una ristampa di un libro degli anni ’60 di un esponente del mondo gay di allora, basata su sensazioni e opinioni personali. Credo che la maggioranza dei gay oggi lo trovi superato. Allora in Italia non c’era neanche il divorzio e la diffusione mediatica dei bunga bunga. Anche se ci fossero anche solo due coppie gay che volessero sposarsi perchè negarglielo?

      • ErikaT scrive:

        Albo ma ognuno deve essere libero di scegliere, chi odia il matrimonio non si sposerà, chi non vede l’ ora di sposarsi si sposerà.

        • Carlo scrive:

          Quando ha tempo e voglia, Erika, le mie domande sono ancora lì. Non diamo ai maliziosi motivo di pensare che lei non voglia rispondere.

  11. Grisostomo scrive:

    Cari amici di Tempi,
    secondo me non possiamo permetterci, in una situazione grave come oggi, di perdere tempo a leggere e a rispondere ai vuota-cessi che inquinano pure qui. Eliminate i troll dal sistema di posta, in modo che possiamo costruire qualcosa di utile su queste rovine. Io su Facebook lo faccio; perderò qualcosa, ma almeno ragiono sulle cose su cui voglio ragionare.

    • Alvaro Omizi scrive:

      Dissento da lei, sig. Grisostomo, e mi congratulo invece con Tempi per la scelta di grande civiltà di dare spazio a tutte le opinioni. Abbiamo bisogno di confrontarci, di dirci le ragioni. Certo, evitando il più possibile l’insulto.
      Poi sta ad ognuno gerarchizzare la sensatezza e l’importanza di quanto viene, trascorrendo rapodamente su interventi stupidi e soffermandosi dove ci sono argomenti.

    • ErikaT scrive:

      Comodo rispondere così, assai più complicato è argomentare.

      • Edo scrive:

        Ohi, Erika, io e Carlo ti abbiamo rivolto delle domande. Perché non rispondi? Ah già: perché “assai più complicato è argomentare”. Ne prenderò atto.

      • Carlo scrive:

        Non rispondere per niente, invece, è assai più semplice, vero? Almeno la smetta di fare la morale a tutti su come si discute, vista la sua correttezza. Addio.

  12. sara scrive:

    grazie mons.Crepaldi hai il coraggio di dire la Verità nonostante l’acredine e il malumore che susciti da quando sei arrivato in città………..una città popolata da catto-comunisti ,come se si potesse essere cattolici e comunisti allo stesso tempo,questi sono i veri ipocriti ,i sepolcri imbiancati

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